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SudFolk campioni d’Italia!

La band di Monte Sant’Angelo si aggiudica il primo premio al "Festival Nazionale della Canzone Popolare" svoltosi il 2 e 3 ottobre 2009 a Sgurgola (FR) e organizzato dal Ministero per i beni e le attività culturali, dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari e dall’ associazione bandistica musicale "Città di Sgurgola".


In gara 18 gruppi provenienti da tutta Italia, per aggiudicarsi l’ambito premio del concorso nazionale più importante tra le band di musica popolare. La giuria, presieduta dal M° Catello Milo (Maestro concertatore del Vaticano) è composta da musicisti ed etnomusicologi di calibro nazionale.

Il livello artistico dei gruppi partecipanti è stato notevole, per la giuria è stata un’impresa ardua decretare un vincitore. Anche il prof. Corsi (direttore d’orchestra) del Ministero per i beni e le attività culturali, si è detto sorpreso dell’elevata qualità artistica presente nei gruppi di musica popolare.

In gara si sono esibiti i migliori gruppi italiani di musica popolare. Ognuno ha rappresentato la propria cultura, la propria tradizione, la propria musica. Lo spirito non era quello di un concorso, ma di incontro e di confronto tra le varie realtà culturali presenti nella nostra penisola: dopo lo spettacolo, è stata un festa continua tra tutti i partecipanti, si è cantato, suonato e ballato insieme. "E’ stata una bellissima esperienza, tra i diversi gruppi c’è stata molta allegria e complicità, ed è stata questa la vera vittoria di tutta la manifestazione" – afferma Angela Bisceglia, cantante e ballerina dei Sud Folk.

I SUD FOLK di Monte Sant’Angelo, in gara con un arrangiamento particolare di quello che è il brano simbolo della tradizione montanara "Li strusce", si aggiudicano il primo premio della giuria di esperti, poi confermato anche dai lunghi applausi del pubblico, che ha sostenuto a gran voce la vittoria della band.

"Ci sentiamo onorati di essere arrivati primi a questo importantissimo festival e davanti a gruppi di altissimo livello" – affermano i SUD FOLK per voce di Bernardo Bisceglia, che poi aggiunge –  "la soddisfazione maggiore? Quando al pubblico è stato chiesto di confermare con un applauso il verdetto della giuria: il pubblico ha risposto alzandosi in piedi e facendo partire un lunghissimo applauso, tutto per noi".

Questo riconoscimento rappresenta per il gruppo montanaro la "ciliegina sulla torta" di una stagione già ricchissima di successi, che gli ha visti protagonisti in molte città italiane. Il "Pane Amore e Tarantella Tour" è stata la conferma del precedente "Taranta Caos Tour", che ha dato modo alla band di affermarsi nel panorama nazionale.

Per il gruppo SUD FOLK è la quarta partecipazione ad un concorso e la quarta vittoria. La prima ad agosto 2008 a Santa Croce di Magliano: concorso di musica etnica "Giovane Madre Terra", la seconda e la terza, in collaborazione con il famosissimo gruppo folkloristico di San Giovanni Rotondo "L’Eco del Gargano", in Croazia "Festival folkloristico internazionale" ed a Gorizia al "Festival mondiale del folklore" (il più importante al Mondo),  risalgono ad agosto 2009.

I SUD FOLK, con quest’ultima vittoria importantissima, i loro successi ed il loro curriculum, sono considerati oggi uno dei gruppi italiani di musica popolare più rappresentativi, e questo non può che essere un forte motivo di orgoglio per Monte Sant’Angelo, per il Gargano e per la Puglia intera.

ildiariomontanaro.it

Quist je….

4 anni dalla morte di Matteo Salvatore

Oggi è il quarto anniversario della morte di quello che io considero il più grande cantautore della Puglia ed uno tra i mostri sacri della musica del Sud Italia,Matteo Salvatore.

La luna, simbolo eterno di poesia:blue moon,A luna rossa moonlight serenade luna caprese….la luna oggetto di poesia da sempre ci delizia della sua presenza cosmica e noi dormiamo al caldo dei nostri materassi ortopedici rigorosamente di marca.Un tema poetico ovvio e scontato?
Si, sicuramente ovvio e scontato,……Ma introdotto da un umile che probabilmente avrebbe posto la domanda “luna come si scrive con una L o con due L?”.E tutto questo non e’ semplicemente,poeticamente stupefacente?

UNO STRAORDINARIO TALENTO MUSICALE è stato definito Matteo da parte di Luciano de Crescenzo.La frase mi è stata riferita da Ludovico D’Alfonso del Sordo durante il periodo della gestione del suo Hotel in piazza di Spagna(Roma) dove aveva attrezzato una saletta riservata agli amici foggiani:Renzo Arbore,Gegè Telesforo, Luciano de Crescenzo ed altri…. illustri sconosciuti.Personaggi,tutti benestanti,che sapevano probabilmente che Matteo spesso e volentieri saltava i pasti.

Mi chiederete ma Matteo era un lazzarone,non era puntuale, non era serio.Che parolona SERIO.
Ed io  umilmente vi rispondo,se fosse stato puntuale e serio (caro Renzo) sarebbe stato un impiegato statale(con rispetto ai lavoratori dello Stato Italiano).E mi chiederete prendeva gli acconti, sperperava il denaro e si rendeva  irriperibile per mesi e anni.Io Vi risponderò: Leonardo da Vinci non prendeva lauti acconti dagli Sforza di Milano e si rendeva latitante per anni e ricercato dalla germanderia dei potenti Sforza patroni assoluti di Milano.Leonardo, se fosse stato puntuale e preciso non avrebbe potuto generare la Gioconda.Sarebbe stato un padre serio, laborioso e forse anche anonimo tra la folla.Dagli Sforza di Milano ricevette, Leonardo, un lauto acconto per dipingere l’Ultima cena.Dopo l’acconto, sparì,Leonardo, come un mago,esattamente come fece Matteo col regista che gli commissionò di girare il meridione alla ricerca di personaggi artistici,strani, anormali.Matteo prese i soldi e chi s’è visto s’è visto.

Non vi scandalizzate, cari miei compaesani borghesi, seri e precisi, che la domenica mattina vi fate il giro in via roma  col vestito nuovo e stirato che puzza di naftalina.Tutto questo è normale per un Anormale  poeta artista e musicista che se gli facevano l’esame del sangue  ne venivano fuori le corde della chitarra,le note del pentagramma e la miseria nera.

Per essere UNO, è necessario essere anormale,Unico e disordinato.Torquato Tasso morì in manicomio.Nietsche morì in manicomio e la lista potrebbe essere ben lunga.La psiche di un GRANDE attiva quella che JUNG definisce  l’attività cerebrale secondaria.Vedi Einstein, un  bambino che fa le boccacce, ma un Genio  straordinario.
Chiedo scusa ai lettori per l’animosità delle mie parole ma io,orfano di padre a tenerissima età vedevo in Matteo e Umbertino come due padri,o due fratelli maggiori poveri ma tanto tanto generosi.Il mio primo pacchetto di GIUBEK è’ stato il regalo di Matteo per essere andato alla tabaccheria.
Matteo, Umbertino, Beatrice e Maria erano tutti poveri,poverissimi senza una vera casa però quando Matteo e Umbertino suonavano e cantavano mi sentivo ricco e felice.

prof.Angelo Michele Lombardi

Se l’Italia avesse un minimo di dignità e d’onore l’alta Puglia non sarebbe il luogo del culto di Padre Pio ma di Matteo Salvatore,Alessio Lega

Carpino Folk Festival 2009 , i video di Teresa De Sio

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Teresa De Sio dopo il concerto,le interviste

Con il concerto di Teresa De Sio si è conclusa la quattordicesima edizione del Carpino folk festival; la cantante napoletana che, era stata costretta lo scorso anno a interrompere il suo spettacolo a causa del tempo, si è rifatta quest’anno facendo ballare attraverso le sue note un pubblico giunto in questo piccolo paese del Gargano da tutta la Puglia e non solo.

Dopo il concerto mi concede una breve intervista, ci incontriamo in una casa proprio dietro il palco, è lì, seduta sul balconcino che ascolta i cantori di Carpino quando ci presentiamo, come sottofondo musicale una tarantella.

Grande concerto stasera, sempre tante emozioni a Carpino…

"Carpino fa parte del mio DNA musicale perché la musica di Carpino insieme con le pizzica salentina è stata una grande scoperta, ho imparato ad amarla, visto che già mi occupavo di musica della mia terra che è Napoli, poi l’idea di dedicare il concerto a Antonio  Maccarone che è scomparso da poco…"

Come è avvenuto il primo contatto con questo piccolo paesino del gargano?

"Parecchi anni fa ho iniziato con Musicanova con il gruppo di Eugenio Bennato e attraverso il lavoro con loro ho scoperto, ho conosciuto questa musica, dato che già loro suonavano queste tarantelle; poi dopo molti anni sono venuta di persona a Carpino e ho conosciuto i cantori per il film "Craj".

Con i cantori di Carpino c’è stata una intensa collaborazione per il documentario musicale "Craj" insieme a Giovanni Lindo Ferretti, Uccio Aloisi e come non ricordare il grande Matteo Salvatore, quella è stata una grandissima avventura, una cosa straordinaria che si è tramutata in un film, per me è stata una immersione molto forte, molto importante, molto lunga, nella musica di questa parte dell’Italia."

Cosa ha dato lei a Carpino e cosa Carpino ha dato a lei?

"Non so se ho dato qualcosa a Carpino…Io, invece, ho ricevuto molto, perché la scoperta della musica popolare e dunque anche della musica di Carpino è stato il motore che mi ha fatto scegliere di intraprendere seriamente la strada della musica; in anni in cui pensavo che in Italia si potesse fare o solo musica leggera tipo "Sanremese" oppure imitazione di musica d’oltreoceano,americana… A me non interessava, per questo la scoperta della musica popolare è stata la chiave di volta che mi ha fatto capire che si può fare una musica nostra, che ci appartiene e che ha a che fare con le nostre radici, anche se io non sono un’interprete pura, loro, i cantori lo sono.

Io però faccio quello che secondo me è lecito fare con la musica popolare, prendo l’insegnamento, prendo il suono, la forza della musica popolare e cerco di mixarla con la mia creatività, perché sono un’autrice, la mixo con il mio suono, con il rock…oggi  posso dire che la mia musica è folk-rock."

E come direbbe lei buona musica a tutti!

Scritto da Marilina Totaro (ildiariomontanaro.it)


Clicca qui per l’intervista video di corrieredelgargano a Teresa De Sio

Cantori di Carpino al Carpino Folk Festival 2009

Carpino Folk Festival 2009,le foto

ahttp://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649a

Monte Sant’ Angelo: le novità del Five Festival

http://www.corrieredelgargano.it/multimedia/video//2009/Fivefestival-GTV-.wmv

Domenica Nichi Vendola e Eugenio Bennato a Foggia

Musica, impegno, politica.Domenica 24 maggio Foggia ospiterà il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, capolista della lista Sinistra e Libertà per le elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009. Una serata, quella di domenica, che inizierà alle ore 20.30 quando Vendola presenterà la propria candidatura e quella della sua Lista alla città capoluogo con un comizio in piazza Umberto Giordano. Alle ore 21.15 la manifestazione cambia luogo e modalità: in piazza De Santis Vendola sarà il "testimonial" della lista Sinistra per Foggia, impegnata alle prossime elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale, e del candidato sindaco Gianni Mongelli che lo accompagnerà sul palco. A seguire, la serata sarà animata dalle musiche e dalle parole del cantautore napoletano Eugenio Bennato, da sempre amico del presidente regionale, che si esibirà accompagnato dai musicisti del gruppo Rione Junno.

Articolo a cura di
Marzia Campagna

INAUGURAZIONE ARCHIVIO SONORO DELLA PUGLIA

Bari, 30 marzo ore 18, Cittadella della Cultura (Biblioteca Nazionale, Archivio di Stato), via Oreste Pietro 45

Dalle campagne di ricerca di Alan Lomax e Diego Carpitella nel 1954 alla documentazione di questue pasquali tuttora in uso alle porte di Bari, finalmente fruibili per studiosi ed appassionati

Un’impressionante quantità di documenti sonori di straordinario valore culturale tra i quali le raccolte dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, lo sterminato archivio di Roberto Leydi, depositato in Svizzera presso il Centro di Etnografia e Dialettologia di Bellinzona, i Fondi Giovanni Rinaldi e Otello Profazio e le recentissime rilevazioni di Giovanni Amati, Annamaria Bagorda e Massimiliano Morabito.

Intervengono: Silvia Godelli (assessore alla cultura Regione Puglia), Domenico Ferraro (presidente Altrosud), Vincenzo Santoro (coordinatore progetto), Maurizio Agamennone (consulente scientifico), Giovanni Rinaldi (direttore Casa Di Vittorio Cerignola) e Nicola Scaldaferri (responsabile LEAV-Università di Milano).
www.archiviosonoro.org/puglia

A seguire: "Chi suona e canta non muore mai"
rassegna di musiche tradizionali
a cura di Giovanni Amati e Annamaria Bagorda
Con il rimando a una celebre massima di Andrea Sacco, una rappresentazione dei generi e repertori tuttora in uso in Puglia, attraverso esecutori tradizionali presenti nelle raccolte dell’Archivio.

I Passiuna tu Christù la Passione delle comunità grecaniche – Zollino (LE)
Antimo Pellegrino è l’ultimo erede di una celebrata famiglia di cantatori della Passiuna tu Christù, lungo canto delle comunità grecaniche del Salento, eseguito e mimato da due cantatori che si alternano, accompagnati da una fisarmonica e un portatore di palma. Oggi, decaduta l’originaria funzione di canto di questua, la Passione di Cristo viene cantata la mattina della domenica delle Palme e la mattina del Sabato Santo, momenti molto attesi dalla comunità zollinese che in queste occasioni reinsalda i legami con la propria identità culturale.

Il Venerdì Santo dell’Alta Murgia – Grumo Appula (BA)
In alcune comunità dell’Alta Murgia è ancora il canto del Venerdì Santo eseguito a più voci da un folto gruppo di uomini tutti i venerdì di quaresima, fino al momento della processione dell’Addolorata. La carica emotiva, che conferisce al canto una forza espressiva di straordinaria intensità, e mestizia del periodo caricano l’aria una drammaticità quasi tangibile.

I fornai, tarantelle e canti di questua natalizia dell’Alta Murgia – Toritto (BA)
La notte dell’antivigilia di Natale, gruppi di suonatori e cantatori eseguono la questua con una lenta e cadenzata tarantella cantata, accompagnata in passato con la chitarra battente, oggi sostituita dalla fisarmonica e dalla chitarra francese. L’arrivo della squadra, viene annunciato dal grido, anticamente utilizzato dai garzoni dei forni pubblici, che riecheggia forte tra i vicoli del paese, in un atmosfera festosa che dura fino all’alba.

Lu Lazzarenu e le matinate, canti di questua pasquale del Salento jonico, Famiglia De Prezzo – Sannicola (LE)
Nei paesi dell’arco jonico e dell’entroterra basso-salentino la notte del sabato che precede la domenica delle Palme, gruppi di cantatori, accompagnandosi con l’organetto o con la fisarmonica, eseguono un lacerante canto di questua per poi ripetere il giro delle famiglie visitate la notte del Sabato Santo dopo la resurrezione di Cristo, per ringraziarli cantando matinate, con lo scopo di omaggiare anche la donna amata. I Fratelli De Prezzo sono tra i più stimati e tenaci depositari di questi canti appresi per tradizione familiare, detentori di una vocalità antica, nonostante la loro giovane età.

Canti all’organetto e sul traino dalla Valle d’Itria, Famiglia Zizzi – Cisternino (BR)
Tre generazioni della famiglia Zizzi i talegrë , da sempre trainieri, allevatori, commercianti di cavalli suonatori e cantatori. Rappresentano un raro caso di continuità familiare, mai interrotta, sono infatti eredi ed eccezionali esecutori degli stili di canto e di ballo sull’organetto, e canti legati al loro mestiere, tuttora apprezzate e funzionali alla vita sociale delle comunità rurali nei momenti di convivialità.

Il Sabato Santo – canto di questua pasquale della Valle d’Itria, Coniugi Albanese – Cisternino (BR)
Nella Valle d’Itria dal pomeriggio del Sabato Santo alla mattina di Pasqua coppie di suonatori visitano le masserie e le case di campagna cantando un lungo canto di Passione e di questua e portando gli auguri di Pasqua accompagnandosi con l’organetto, ricevono in cambio dalle famiglie uova, dolci pasquali, salumi e vino. I coniugi Albanese sono due tra i migliori esponenti di questa tradizione ancora viva e radicata sul territorio.

Le serenate e le pizziche pizziche della Bassa Murgia – Suonatori, cantatori e ballatori- Ostuni (BR)
A Ostuni (BR) tutti i giovedì che vanno da Sant’Antonio Abate al carnevale, gruppi di amici, accompagnandosi con l’organetto e il tamburello dalla sera fino a notte inoltrata, portano serenate alle famiglie di parenti e amici che offrono ai suonatori da bere e da mangiare per poi ballare pizziche pizziche tra uomini dai forti tratti di allusione sessuale .

Zampogne e fischietto del Sub Appennino Dauno, Francesco Capobianco – Panni (FG)
A Panni (FG), paese del Sub Appennino Dauno, sopravvive l’uso di una particolare zampogna di canna, l’unica ancora in uso in tutta la regione, caratterizzata da un chanter con tre fori e un lungo bordone con una grande zucca essiccata all’ estremità, tenuto dal suonatore in posizione verticale. Venivano utilizzate a decine, fino a pochi decenni addietro, per annunciare in chiesa l’avvenuta nascita di Cristo, la mattina di Natale per una questua in paese e il giorno dell’Epifania per accompagnare la processione di Gesu bambino, saturando il paese di sonorità, acute e gravi, che si contrappongono offrendo quasi imponendolo, un impatto acustico estremamente intenso e penetrante. Francesco Capobianco è uno degli ultimi costruttori e suonatori di questo strumento arcaico e primordiale dal profondo valore rituale.

Canti sulla cupa cupa e tarantelle del carnevale dall’Alta Murgia – Altamura (BA)
Nell’Alta Murgia, area con forte vocazione pastorale, ai confini della Lucania, nel periodo di Carnevale veniva eseguita da gruppi mascherati una questua con il tamburo a frizione, la cupa cupë, strumento emblematico della tradizione musicale locale, che con il suo tipico suono grave accompagna canti a strofette e narrativi.
Il tamburello, ancora oggi ad Altamura (BA) strumento elettivo delle donne, accompagna insieme alla cupa cupa, lunghe tarantelle cantate, caratterizzate da un sostegno ritmico estremamente intenso.

Canti delle donne arbëreshe dall’Alto Salento Jonico – San Marzano di San Giuseppe (TA)
San Marzano di San Giuseppe, comunità arbëreshe dell’Alto Salento jonico, conserva tuttora un forte legame con la propria identità culturale. Il repertorio, profondamente legato al mondo femminile, è composto da canti sul lavoro, canti religiosi, ninne nanne, eseguiti a una o più voci.

Serenate e tarantelle dal Gargano, Salvatore Russo e Pio Gravina – San Giovanni Rotondo (FG)
La tarantella è una delle forme più rappresentative della tradizione garganica, è eseguita in numerosi stili locali, durante le feste per accompagnare il ballo, nelle serenate prima e dopo i canti a distesa, vero fulcro dell’esecuzione.
Salvatore Russo, pastore ultraottantenne di San Giovanni Rotondo (FG) dotato di una vocalità antica ed estremamente vigorosa, è uno degli ultimi depositari degli stili di canto sulla chitarra battente, lo strumento più rappresentativo ed emblematico del promontorio, suonata da Pio Gravina, giovane compaesano che ha recuperato una tradizione di famiglia riappropriandosi della propria cultura musicale.

Canti sul lavoro dal Basso Salento – Casamassella (LE)
Autentici detentori e straordinari esecutori degli stili di canto polivocali, peculiari del Basso Salento eseguiti durante i lavori agricoli, che fino a un passato non tanto remoto, dominavano il paesaggio sonoro delle campagne e delle comunità rurali.

INGRESSO GRATUITO
info: organettara@hotmail.it – tel. 3894729396

Capitan Nemo reinterpreta la canzone popolare

Ricordate Capitan Nemo?
Ne parlammo poche settimane fa (vedi qui).
E’ tornato con 2 nuovi pezzi "molto coraggiosi" e che sicuramente faranno saltare qualcuno dalla sedia della propria scrivania;si tratta ,nello specifico, della reinterpretazione "rock" della Rodianella e di Ragazzetta di 14 anni.Per ascoltarle basta andare sul profilo myspace di Capitan Nemo cliccando qui.
Voi che ne pensate?

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