I cantori di Carpino sono stati premiati a Bra, in provincia di Cuneo, nell´ambito del premio ‘Testimoni della cultura popolare’ previsto nel Festival delle Province 2005. Una manifestazione che ha come obiettivo la valorizzazione di feste, riti, esibizioni e azioni, espressione della storia del territorio. A leggere la motivazione e a consegnare il premio a Andrea Sacco, Antonio Piccininno, Antonio Maccarone, è stato l´assessore provinciale Giuseppe Calamita. ‘Il riconoscimento ai Cantori – afferma l´assessore – è un riconoscimento a tutta la cultura di Capitanata, un territorio ricchissimo di tradizioni e di risorse culturali".La Provincia di Foggia è socio sostenitore del comitato del Festival delle Province. Il Comitato nato nel 2004, è una rete di enti pubblici e privati; tra i soci fondatori le Province di Torino, Cuneo, Perugia, Rieti, la Regione Piemonte e l´Associazione Teatro delle Forme. Daniela Zazzara
Sezione Venicedays "Le giornate degli autori"
il premio Miccichè CSC Cinema
Migliore Opera Prima, miglior film italiano


Intervento D.1.1. del programma triennale 2005/2007 degli interventi immateriali e materiali, differenti dai lavori pubblici, "Attività di varia natura connesse allo sviluppo del turismo e della cultura" – Atto di indirizzo.
SABATO 10 SETTEMBRE ALLE ORE 14.45
ALL’INTERNO DELLA SEZIONE AUTORI DELLA 62ESIMA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA VERRA’ PRESENTATO IL FILM CRAJ(Domani) UN VIAGGIO ATTRAVERSO LA PUGLIA
LE SUE TRADIZIONI E I SUOI SUONI….
…. E LA SERA PRECEDENTE, IL 9 SETTEMBRE ALLE ORE 22.00, SULLA SPIAGGIA DEL LIDO DI VENEZIA (BLUE MOON), EVENTO DI PRESENTAZIONE DEL FILM CON TUTTI I PROTAGONISTI E GRANDE MUSICA DAL VIVO!
Dal 3 al 6 settembre la XIX edizione del Festival del Mediterraneo: «Dove riecheggiano i suoni, i colori, la musica le lingue di popoli che vogliono credere nel dialogo» .GDM
Suoneranno per la pace i Cantori di Carpino
L´addio a Matteo Salvatore
Si sono svolti i funerali del cantastorie poeta dei poveri. Presenti in chiesa Teresa De Sio, Eugenio Bennato, e il regista Alessandro Piva.
Si sono svolti questo pomeriggio nella Basilica cattedrale di Foggia i funerali di Matteo Salvatore, il cantautore originario di Apricena, morto ieri mattina nella sua casa foggiana all’età di 80 anni. Erano presenti, oltre a tre dei quattro figli (uno di essi vive in Austria e non è potuto partire per motivi di salute) e agli amici più cari degli ultimi anni, anche alcuni esponenti del mondo dello spettacolo che di recente avevano lavorato con lui e lo stimavano: Teresa De Sio, Eugenio Bennato, e il regista Alessandro Piva. In chiesa anche i gonfaloni della Provincia di Foggia e della città di Apricena; e c’erano anche il vicepresidente della Provincia Franco Parisi, l’assessore alla cultura di Apricena Concetta Pennelli e il sindaco di Foggia Orazio Ciliberti. Il feretro è stato portato a spalla, dalla casa in via Capozzi alla Cattedrale, dagli amici più cari degli ultimi tempi, tra cui il cantante Ninni Maina e il suo agente Angelo Cavallo. La bara è stata accolta dalla musica, diffusa sul sagrato da un impianto stereofonico: un inedito di Eugenio Bennato su alcune canzoni di Salvatore. In chiesa, accanto alla bara, erano deposti la chitarra e il corno, tipico del banditore, protagonista di alcune ballate di Matteo Salvatore. La messa è stata celebrata da don Tonino Intiso che ha ricordato il valore profetico della voce di Matteo Salvatore, voce che sapeva denunciare povertà, miseria e ingiustizia ma anche che sapeva raccontare i valori della sua terra. Al termine della messa Raffaele Vescera, che insieme ad Angelo Cavallo nel 2002 aveva curato la biografia di Matteo Salvatore dal titolo "La luna aggira il mondo e voi dormite", ha voluto ricordarlo così: "Sei stato un grande poeta, hai cantato la vita dei vinti con maestria, talento e naturalezza. Ci lasci in eredità l’umanità e il senso di pietà per la povera gente". E ha letto un brano della biografia, come ha fatto poi anche Gino Caputo, direttore artistico del festival Mediterraneo che il 4 settembre prossimo a Conversano avrebbe dovuto consegnare un premio proprio a Matteo Salvatore. Sulle parole di Caputo Eugenio Bennato ha preso la chitarra di Matteo Salvatore e ha suonato per alcuni minuti. Poi la bara è uscita dalla chiesa tra gli applausi. Matteo Salvatore sarà sepolto domani mattina nel cimitero di Apricena.
Daniela Zazzara
Da PrucnesWebSite il video del corteo funebre nelle strade significative del paese di Apricena e i discorsi finali di chi ha conosciuto Matteo Salvatore. Il video è molto lungo, più di 20 minuti quindi servirà molto tempo per il download, ma credo che ne valga la pena. Per evitare problemi incollate sulla barra l’indirizzo http://prucnes.altervista.org/Video/corteoziczic.avi
Oggi ci lascia un grande della musica popolare. Italo Calvino disse di lui "Matteo è l’unica fonte di cultura popolare, in Italia e nel mondo, nel suo genere".
Al Carpino Folk Festival arrivò nel 1999 con la trilogia tipica delle sue ballate: canti d’amore, di miseria, ballate allegre e comiche, arricchite dagli aneddoti divertenti che racconto con singolare linguaggio e gestualità. Una serata indimenticabile.
E’ difficile parlare di lui come di un angelo, era difficile anche solo parlare con questo angelo, se puntualmente e improvvisamente egli appena smetteva di cantare come solo lui sapeva fare, passando con divina disinvoltura dai toni profondi al falsetto, e di suonare la chitarra, cioè di fare quello che voleva con la chitarra ti confonde e ti scoraggia opponendoti atteggiamenti, diciamo così, profanatori. Nel senso che profanano e quasi smentiscono quell’angelicità. Ma forse sta proprio qui la persistente grandezza di Matteo: nella sua irriducibilità, anzi nella sua imprendibilità. Così forse lui si è difeso per tutta la vita da un mondo che non è mai riuscito a capire. Matteo è’ rimasto quello di sempre: solo, disperato, intrattabile.
Un’altro grande della terra delle memoria del Gargano, Andrea Sacco in questa circostanza direbbe "chi suona e canta non muore mai". Ecco, Matteo nel salutarti siamo convinti che tu, la tua musica e le tue parole non morirete mai.
Disse ancora Italo Calvino di lui "le parole di Matteo Salvatore noi le dobbiamo ancora inventare". Allora come può morire uno le cui parole debbono ancora essere inventate.
Scrivete nei commenti il vostro pensiero sul nostro artista scomparso.
State ascoltanto "lu bene mio".
Carpino Folk Festival chiude i battenti, grandi sono i numeri della Xª edizione
Carpino, 09 agosto 2005 – Oltre 75 mila le presenze complessive, piu di 20 gruppi con almeno 120 artisti, oltre 80 i volontari impegnati. Sono i numeri della 10ma edizione del Carpino Folk Festival, che sono stati forniti dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.
L’edizione di quest’anno ha fatto registrare il "tutto esaurito" in tutte le sette sere del festival.
Un turbinio di emozioni partite con la presentazione del libro su Andrea Sacco da parte di Enrico noviello, continuate con la notte di ‘chi ruba donne’, la notte in cui si gira per il paese a “fare innamorare le donne alla finestra", la notte dei sonetti fatti a serenate e poi sfociate nelle serate dei concerti, per raggiungere il culmine durante l’esibizione di Antonio Piccininno e Antonio Maccarone e dei giovani cantori di Carpino.
"Tutto ciò in realtà – ha detto il direttore artistico Luciano Castelluccia – eleva il rischio di non riuscire a ripetere, o quanto meno a mantenere il successo della 10ma edizione anche per gli anni a venire!"
Per questo bisogna fare in fretta. Riallacciare i rapporti con le istituzioni, in particolare con la Regione Puglia e il presidente N.Vendola, affinchè insieme alla Provincia di Foggia, al Parco Nazionale del Gargano, alla Comunità Montana del Gargano e al Comune di Carpino si arrivi alla famosa Fondazione del Carpino Folk Festival oppure ad altra formula, che potrebbe essere un Consorzio pubblicoprivato, affinche si dia stabilità a questa manifestazione che con gli anni è riuscita come poche altre ha stimolare la gente a riappropriarsi della propria identità e a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa, ma certamente degna di essere rivalutata. 
"Bisognerà ridiscutere di tutto! – ha detto la Presidente dell’Associazione Mattia Sacco- Ormai sono dieci anni che mostriamo di saperci fare, non è da tutti gestire cosi tanti eventi e artisti cosi come abbiamo fatto noi qui a Carpino per di più senza nessuna società di management e di produzioni culturali alle spalle".
"Ringrazio tutte le istituzioni e i privati che hanno creduto in noi, le migliaia di giovani che sono accorsi a Carpino per festeggiare con noi il decimo anniversario, tutti i ragazzi che volontariamente hanno contribuito con il proprio lavoro, privandosi di una settimana di ferie, alla riuscita della manifestazione e infine a tutti gli artisti che dietro il solo riconscimento del rimborso spese hanno deciso si fare con noi una bella rimpatriata. Grazie, grazie a tutti."
Ora è il momento di rendere fattibile l’amobizioso progetto dell’associazione ossia creare un anfiteatro della musica popolare, un centro di documentazione; un archivio e una banca dati; una news-letter con distribuzione presso tutti gli enti, le associazioni e i comitati del settore; sviluppare un turismo sostenibile culturale legato ai siti di provenienza delle tradizione individuate; favorire progetti didattici per la conoscenza delle peculiarità culturali delle tradizioni popolari; sollecitare le istituzioni nazionali ad una maggiore attenzione nei loro confronti; mettere in rete il nostro progetto con altre iniziative nazionali ma soprattutto in un orizzonte che guarda alla nuova Europa.
Al Dott. Sandro FRISULLO, VICE PRESIDENTE della REGIONE PUGLIA che nella precedente legislatura fù il primo firmatario dell’iniziativa legislativa per la cultura e lo spettacolo in Puglia – "La Regione deve, a nostro avviso, riformare il settore anche in considerazione del grande progresso che le iniziative private e degli Enti Locali hanno segnato in queste materie: basti ricordare importanti iniziative teatrali a Bari ed a Lecce (Kismet, Koreja), eventi come La notte della Taranta a Melpignano ed il Carpino Folk Festival nel centro garganico nel campo della musica e dell’etno-antropologia musicale" – chiediamo di istituire un tavolo tecnico/politico per dare seguito alle sue affermazioni di modo da dare alla Puglia quello sviluppo culturale di cui tanto ha bisogno. Se la nostra tradizione musicale è un bene culturale, insieme alle politiche di valorizzazione occorre pensare alle politiche di tutela. Senza una adeguata tutela infatti, una valorizzazione massiccia come quella che è stata fatta in questi anni rischia di arrivare al risultato di distruggere l’oggetto culturale che si intende valorizzare.
In proposito altre Regioni già si sono mosse. In particolare, sembra interessante segnalare il caso del Piemonte, che ad oggi è l’unica ad avere una legge regionale specificamente dedicata alla musica popolare, che prevede forme di sostegno sistematico ai gruppi e alle associazioni che svolgono un lavoro continuativo, raggruppati in un albo regionale. Ma anche la Sardegna, la Calabria, il Friuli Venezia Giulia sono casi interessanti, anche perché spesso gli interventi sulla cultura locale sono connessi a quelli sulle lingue minoritaria.
Il Carpino folk festival 2005 e’ probabilmente destinato a restare nell’albo d’oro delle migliori edizioni di sempre del festival.
Poche volte in passato il programma ha allineato una così impressionante collezione di artisti della musica popolare.
Come tutti gli anni anche per il 10 anniversario la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la Comunita Montana del Gargano e l’Ente Parco Nazionale del Gargano hanno garantito il loro appoggio all’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.
Quest’anno in particolare la rassegna è patrocinata dall’Assessorato al Mediterraneo, Pace e Attivita Culturali ed è sponsorizzata dalla Banca Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo.
L’ultimo comunicato stampa.
Clamoroso Max Berrù degli Inti-Illimani al Carpino Folk Festival.
Nei "commenti" un elenco di Villaggi-Residence, Hotel-Bed & Breakfast non distanti da Carpino piu di 15 km.
Quello che la cultura popolare rappresenta nel mondo unico della globalizzazione coincide con un’idea di resistenza all’omologazione acritica ed indifferenziata, agli stilemi indotti dall’industria culturale di massa.
La cultura popolare, con la sua tenace vitalità, i suoi modi e i suoi tempi è sopravvissuta, in maniera carsica agli stravolgimenti indotti dalle trasformazioni spesso violente del modernismo, il recupero di questa voce è spesso il recupero della voce delle classi subalterne.
Carpino. La vita e le vicende canoro-musicali di Antonio Maccarone, uno degli ultimi cantori di Carpino, potrebbe presto finire in un video, edito da una nota società garganica in collaborazione con il Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, presieduto dall’etnomusicologo Salvatore Villani.