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Bracconaggio nel Parco Nazionale del Gargano

Le foto allegate dimostrano come l’attuale assetto della vigilanza nelle aree umide del Parco Nazionale del Gargano non è in grado di arginare l’annoso problema del bracconaggio.

Foggia. Le foto allegate dimostrano come l’attuale assetto della vigilanza nelle aree umide del Parco Nazionale del Gargano, così come delle Riserve Naturali di Popolamento Animale dello Stato, quale è Frattarolo, non è in grado di arginare l’annoso problema del bracconaggio.

Bracconaggio ne Parco Nazionale del Gargano

Ormai questi “neri seguaci di Diana” possono cacciare impunemente di giorno, con a seguito cani e richiami vietati, in una zona 1 del Parco tra le più famose a livello europeo.

Recentemente su INTERNET (http://www.argonauti.org/forum/default.asp) sono apparse analoghe foto di cacciatori in barchino nella Riserva Naturale Orientale del Lago di Lesina, anche qui in zona 1 del Parco.

Questo problema è in gran parte dovuto alla non omogenea distribuzione dei comandi stazione dei Forestali.

Per esempio il comando stazione competente per le paludi sipontine è San Marco in Lamis, ad una distanza è tale da vanificare qualsiasi possibilità di prendere in flagranza di reato questi delinquenti, malgrado la buona volontà del Comandante della stazione.

Nei giorni festivi la situazione, se possibile, è addirittura peggiore: una volta segnalato l’abuso al 15.15 viene attivata la pattuglia reperibile che, nel caso di domenica 11/01/2009 era quella del Comune di Mattinata, con il risultato che ancora una volta i bracconieri l’anno fatta franca, visto il tempo necessario per l’arrivo in loco della pattuglia stessa.

I volontari del Centro Studi Naturalistici onlus hanno comunque provveduto a fotografare l’accaduto e ad inviare le foto alle autorità in modo da permettere l’eventuale riconoscimento dei bracconieri.

In ogni caso, ciò che ci preoccupa maggiormente è che se tutto questo avviene di giorno, cosa accade di notte nelle zone umide,  magari in fase di luna piena, quando gli uccelli migratori si muovono? Oppure, chi controlla le mattanze che “addirittura vengono con disgusto denunciate sottovoce dagli stessi cacciatori” nelle riserve private, Poco fuori il Parco?

Tutto questo non è degno di un paese civile, ribadiamo ancora una volta la richiesta di istituire un presidio stabile della  Forestale presso le Paludi Sipontine in modo da tutelare questi importantissimi scrigni di biodiversità.

Centro Studi Naturalistici ONLUS

Bracconaggio o non Bracconaggio per noi, Crono e Abasile, la caccia per divertimento costituisce comunque una barbaria – modifiche a cura di Antonio Basile

Zampogna 2009 all’anziano cantore garganico in rappresentanza di quella formidabile genìa dei Cantori di Carpino

Premio Speciale ‘la Zampogna 2009’ ad Antonio Piccininno

    Si rinnova a gennaio 2009 l’appuntamento con uno dei festival più importanti in  Italia nel panorama della musica popolare e world:

    La Zampogna – Festival di Musica e Cultura Tradizionale.

    L’appuntamento, giunto alla XVI edizione, coinvolge un numero sempre maggiore di studiosi, musicisti, liutai e pubblico, dimostrando quanto sia forte e in costante crescita, l’attenzione verso questo importante strumento della tradizione popolare italiana.

    Fitto è il programma delle attività che interessa diversi comuni dell’area del Sud Pontino (Maranola, Itri, Monte San Biagio e Lenola) dal 16 al 18 gennaio 2009.

    Tra gli ospiti e gli appuntamenti principali sono da segnalare la partecipazione straordinaria della Famiglia Boniface, storica famiglia di musicisti tradizionali valdostani, il focus sulle zampogne del versante appenninico, il concerto “Suoni sulle strade dei Briganti”, uno spettacolo originale commissionato e prodotto dal festival, e  il Premio Speciale “la Zampogna 2009” ad Antonio Piccininno, l’importante voce dei Cantori di Carpino. 

    Una vera e propria no-stop di tre giorni che vedrà avvicendarsi numerosi musicisti, giovani e anziani, italiani e stranieri, che animeranno i concerti, i seminari e gli incontri.

    Ma il Festival è anche l’occasione per avere un contatto diretto con alcuni tra i costruttori di strumenti musicali tradizionali più importanti della penisola. Una mostra-mercato di liuteria tradizionale sarà tra gli appuntamenti più rilevanti della rassegna, un’occasione unica in cui poter acquistare strumenti musicali, oggettistica tradizionale, attrezzi di uso contadino e pastorale.

    Nella serata di Domenica 19 gennaio sarà la volta del tradizionale Gran Concerto del Vespro “IL BORDONE SONORO” a Maranola (LT). A partire dalle 17.30, nella chiesa di SS. Annunziata, saranno in scena i musicisti dei Monti Aurunci, Ausoni e Mainarde,  e ancora tanti ospiti della tradizione. Sarà questa l’occasione in cui verrà consegnato ai CANTORI DI CARPINO il Premio Speciale “la Zampogna” 2009.

Le energie vitali del Gargano, tra strofette e goliardia

L’incontro, promosso da "io sono garganico" apre nuove sinergie

Porticcioli Varano. Valutazione impatto ambientale in sanatoria?

Da archiviare secondo il PM Abuso d’ufficio in fatto d’impatto ambientale, per i lavori di sistemazione della strada lungo lago istmo di Varano. A giorni l’udienza al tribunale di Lucera

Il Pubblico Ministero chiede al GiP l’archiviazione del procedimento nei confronti del sindaco e del responsabile dell’U.T.C. di Cagnano Varano in merito ai “lavori di sistemazione della strada lungo lago istmo di Varano”, dopo che l’area e il cantiere sono stati sottoposti a sequestro circa un anno fa, a seguito dell’intervento dell’Ufficio circondariale marittimo di Vieste in collaborazione con l’Ufficio locale marittimo di Rodi G.co.
Motivi del sequestro: “occupazione e costruzione abusiva sul suolo demaniale marittimo e nella fascia di rispetto dei trenta metri dal limite demaniale marittimo senza la prevista autorizzazione rilasciata dell’autorità competente”; “deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi-invasione dei terreni-danneggiamento”; “opere eseguite in assenza di concessione, in zona sottoposta a vincolo paesistico, ambientale”; “violazioni di norme in materia ambientale”; “violazioni concernenti le prescrizioni minime di sicurezza e di salute nei cantieri temporanei o mobili”.
I lavori ordinati dal comune di Cagnano Varano, sono stati eseguiti a fine novembre 2007. Il progetto è stato avversato dai pescatori, ma soprattutto mancava dei pareri previsti dalla normativa ambientale per opere e manufatti ricadenti in area SIC (siti di importanza comunitaria), ZPS (zone protezione speciale) e aree naturali protette (Parco).
Mancano altresì il parere demaniale e le istanze motivate di esproprio, per cui alcuni pescatori hanno esposto denuncia nei confronti del committente (comune di Cagnano Varano).
In fase di esecuzione dei lavori, sono state violate le norme in materia di smaltimento rifiuti. Tantè che esiste una comunicazione trasmessa alla Procura della Repubblica di Lucera in cui si ravvisa un reato “… nella movimentazione del terreno e nei riempimenti di alcune zone del lago venivano impiegati [infatti] materiali di scarto di reti di plastica, legname, copertoni, materiale plastico di vario genere e rifiuti vari”. C’è chi dice di avere visto sotterrare nel lungo lago addirittura resti di amianto.
Il rilascio dei pareri previsti per la realizzazione di un’opera pubblica deve essere propedeutica alla sua cantierizzazione. Tra i pareri, meritevoli di attenzione: l’autorizzazione del Parco Nazionale del Gargano e la determina obbligatoria di V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) dell’assessorato all’ambiente. La V.I.A. è una procedura complessa, finalizzata “ad informare e a rendere partecipi i cittadini nei confronti degli interventi che interessano il territorio e le loro condizioni di vita. Essa prevede tra l’altro, il deposito presso il Comune, la Provincia e l’Assessorato all’ambiente del progetto e del S.I.A. (studio di impatto ambientale) dell’opera da realizzare; la pubblicazione su due quotidiani (uno nazionale e locale), sul Bollettino Ufficiale Regione Puglia a inizio e a fine istruttoria, potendo accogliere il parere dei cittadini. Un iter che richiede diversi mesi di tempo.
“Le procedure di V.I.A. hanno lo scopo di prevedere e stimare l’impatto ambientale dell’opera o intervento, di identificare e valutare le possibili alternative, compresa la non realizzazione dell’opera…”. Nel progetto di sistemazione della strada lungo lago di Varano, osteggiato da pescatori e residenti, tali procedure non sono state espletate preventivamente, come può, quindi, il PM sorvolare e chiedere di archiviare il caso, adducendo il motivo che non ci sono prove a supporto del rinvio a giudizio degli implicati (il responsabile del procedimento, il committente comune di Cagnano Varano e il direttore del cantiere)?
È vero che col tempo, l’Amministrazione di Cagnano ha ottenuto due autorizzazioni: a) la valutazione d’incidenza dell’Assessorato all’Ambiente Settore Ecologia della Regione Puglia (20 Marzo 2008, Modugno), a circa un mese dal sequestro, parere comunque insufficiente sulla base dell’art 4 comma 3 L.R. 11/2001 (a cui fa rif. l’assessorato all’ambiente nella valutazione d’incidenza prodotta), in quanto l’interverno ricade in area protetta; b) l’autorizzazione rilasciata dall’Ente Parco Nazionale del Gargano, sebbene condizionata da alcuni paletti, tra cui “che i materiali di risulta vengano conferiti in discariche autorizzate, a distanza di un anno dall’inizio lavori.
Ciò nonostante, come può giustificarsi la richiesta di archiviazione di un caso nel quale non sono rispettate le norme recepite dalla Regione e riconducibili alla CEE, che prevedono il rilascio dei pareri prima della cantierizzazione e non successivamente, quando impatti negativi sono stati già creati e l’habitat pregiudicato?
Di fatto, l’intervento di risistemazione e pulizia della strada lungo lago ha stravolto il delicato equilibrio costiero, minacciato da sesse, maree, venti e moto ondoso. Sono stati creati nuovi porticcioli affatto funzionali, rimuovendo quelli esistenti. Corposi sbancamenti di materiale allo scopo di allineare la strada, hanno prodotto una riduzione del livello di costa, causando l’inondazione dei terreni, l’erosione e l’impaludamento. In precedenti articoli, ho già evidenziato come l’opera non si sia dimostrata funzionale, peggiorando le condizioni dei frequentatori del lago, pescatori, turisti e altri fruitori occasionali, innescando problematiche di natura idrogeologica e contravvendo alle Direttive “Habitat”, recepite con il D.P.R. n° 357/1997. C’era, infatti, nell’area, un complesso sistema dunale, caratterizzato da vegetazione pioniera a Salicornia, che ora non c’è più (vedi blog Dina Crisetti). Un attento studio avrebbe potuto conservare tale complesso sistema, armonizzandolo con l’intervento oggetto di queste riflessioni.
In una nota, datata 4/12/2008, il responsabile U.T.C. del comune di Cagnano Varano, con sollecitudine dichiara “che i lavori devono essere completati e rendicontati entro il 31/12/2008, pena la perdita del finanziamento”, lasciando intuire che bisogna affrettarsi con l’istruttoria.
Finanziamenti, che giustificherebbero la fretta di iniziare i lavori – nonostante il parere avverso degli operatori -, ma che in realtà pare non esistano. Infatti l’allegato 3 POR Puglia 2000-2006 Misura 4.16 dice espressamente che il progetto “completamento strada lungo lago sull’istmo isola Varano” proposto dal Comune di Cagnano Varano non è coerente con gli obiettivi previsti nella comunicazione (Prot. 36/SP/1385 del 7/08/2007). Motivo di esclusione, il “non dichiarato avvio iter, né ottenimento di autorizzazioni ambientali, seppur necessarie”.
Il sindaco di Cagnano invece, nel disporre l’esecuzione dei lavori, dichiara che il nostro Comune “è titolare di un finanziamento da parte della Comunità Europea P.I.S. n°15 Misura 4.16”. Lo stesso finanziamento dal quale sarebbe [è] stato escluso?
I dubbi, a questo punto, sono diversi. Perché le autorizzazioni ambientali ritenute “necessarie all’istruttoria” da parte di chi ha visionato il progetto, escludendolo dal finanziamento, non sono considerate tali dall’Assessorato all’Ecologia, che, a un anno dal sequestro, rilascia una valutazione d’incidenza favorevole?
E soprattutto, perché un’Istituzione come quella comunale, ordina “opere abusive”, aprendo i cantieri, senza i preventivi pareri o autorizzazioni? Perché Ente Parco e Regione rilasciano pareri indispensabili, propedeutici all’intervento, soltanto ex post? Perché il PM chiede l’archiviazione del caso?

Leonarda Crisetti

IL MIO NOME E’ GARGANO… “GARGANO OLTRAGGIATO”

COMUNICATO UFF. STAMPA ASS. CULT. “PUNTO di STELLA”
di piero giannini

Riflessioni “in libertà” a margine dell’incontro del 9 gennaio completate da una pro-posta: organizzarne un secondo convocando quelle realtà associative sfuggite per un motivo o per l’altro al primo setaccio

Siamo stati convocati a Vico del Gargano, ospiti della “consorella” Io sono Garganico insieme a presidenti e portavoce di altre realtà associative garganiche attive sul territorio. Ci siamo conosciuti (qualcuno usa un verbo più colorito: “annusati”). Ci siamo stretti la mano (c’è stato anche chi si è scambiato un abbraccio). Ci siamo parlati. Ci siamo confrontati. Ci siamo guardati negli occhi man-cando di evitare gli sguardi inquisitori della serie “ma chi c… sei!”
   Qualche esponente di Associazione meno navigata ha già chiesto lumi e conforto (nel senso: dammi un’idea per la mia prossima iniziativa), qualche altro ha voluto “fare il maestro” (capita sempre, in un gruppo appena costituitosi, il personaggio che aspiri a diventare “leader del branco”, come per i lupi, tanto per dire, ma non accadrà nella circostanza in questione visto che nel dna dei presenti la leadership è sacra), qualche altro ancora ha voluto buttarla sul politico ma si è subito ri-preso (notando la scarsa accettazione della velata proposta) calando l’asso della alternatività alle i-stituzioni e non della loro sostituzione. Altri ancora hanno espresso la volontà di non voler morire e hanno chiesto aiuto. E altri, infine, hanno reso comuni le diverse “armi” a disposizione.
   Conclusione: nessuno ha taciuto, nessuno è rimasto all’ancora, nessuno si è messo nella scia, nes-suno si è posizionato al traino di questa o quella realtà associativa. E nessuno ha manifestato un per-sonale obiettivo che non sia stato possibile accomunare all’obiettivo degli altri. Un obiettivo che ha un solo referente: basta con la sopraffazione, basta con l’inerzia, finito il tempo di attesa della man-na, finite le decisioni a pioggia – scarse e tante volte inconcludenti – di chi sia chiamato a regolare il traffico, comportandosi poi da “vigile” poco accorto e sprecone.
   Ma su tutto l’ambaradan voluto e creato da “Io sono Garganico” spicca l’ultima (ma non definiti-va) considerazione: sembrava che la riunione si effettuasse fra gente che si conosceva da una vita, che sapesse le intenzioni del vicino e le avesse già esaminate con lui in decine e decine d’incontri. Un feeling apparso subito esaltante e provocatoriamente positivo avviato sulla corrente continua di un fil rouge che via via si è andato arroventando fino al punto da spingere qualcuno a saltare un passaggio e rivolgersi a soluzioni che necessariamente dovranno venire col tempo, quasi a voler bruciare le tappe di un percorso che per necessità sarà lento… ma inesorabile.
   Un vecchio detto sentenzia: “Chi vivrà, vedrà”, ma se il futuro nasce su un rendez-vous in cui si sono rivelate e rilevate una confluenza e una convergenza di intendimenti quali quelli del 9 gennaio scorso (data memorabile nella storia del Gargano, da inserire in quel particolare calendario che fra cent’anni scriverà cosa sia successo in questo giorno), ci sarà poco da… vedere. Quanto si doveva “vedere” lo si è visto il 9 gennaio: la voglia di “cambiare”, la volontà di interrompere e stoppare un processo di inaridimento apparso all’orizzonte con modalità subdole e rischiose, la ferma decisione di non subire.
   Cattive “politiche”, calamità naturali, mancati o errati ricambi generazionali, solchi perversi scelti per necessità e diventati “norma”, hanno favorito il processo di cui sopra. Ma ora sul suo avanzare si è frapposto un fusto di patriarca vegetativo caduto sulla strada per aver subìto l’onta di essersi vi-sto “bruciare” le radici, di aver assistito all’offesa del rogo delle proprie colonne portanti. Un tronco possente e straordinario, difficile da spostare, la cui imponenza abbattuta reclama giustizia. Ha an-che un nome questo patriarca: si chiama “Gargano Oltraggiato”.

Tutte le informazioni dell’incontro di ieri 9 Gennaio a Vico del Gargano

Un Incontro Garganico
articolo di Gaetano Berthoud

E’ fu così che un pomeriggio "qualsiasi" a Vico del Gargano, venerdi  9  
gennaio 2009,  come per magia, tra la nebbia e la pioggia, è riuscito a  
trasformarsi in un momento speciale, anzi, una giornata speciale,  
non solo vichese ma tutta garganica.



Come per magia, tutto quello speravamo, si è avverato, tutto  
quello che sembrava un rischio, si è rivelato una solida certezza; i  
garganici esistono e a darne una testimonianza concreta sono state  
innanzitutto le associazioni dei tanti paesi del territorio.


Già l’incontro del mattino, riservato alle associazioni e pro loco, ha evidenziato quanta voglia ci sia di conoscersi, di confrontarsi, 
di parlare e discutere insieme, di tematiche che riguardano il bene  
comune del Gargano, sempre restando nel proprio ruolo, cercando di essere da stimolo e di supporto per il  
territorio.



L’incontro di ieri ha dimostrato quanto sia importante continuare a vederci e confrontarci, importante seguire questo percorso con 
l’umiltà di aver fatto solo un piccolo passo, anche se storico, poichè è stata la prima volta che si sono dati appuntamento molte 
realtà associative del Gargano.

 L’ampia partecipazione, non solo un dato numerico, si è rivelata 
una quantità di "teste" che hanno mostrato solo interesse e curiosità, nessuno che abbia deciso di partecipare  all’incontro tanto per, nessuno che non abbia "conquistato" gli altri. 
Tutti propositivi, tanti già con la voglia di proporre idee in sinergia, (come ad aver già saltato un  
passaggio,) sembravamo già tutti pronti a pensare e a guardare  
"insieme" al futuro del Gargano.

Ma ci sarà tempo anche per questo, per ora cogliamo ognuno le sensazioni, proviamo a radicarle nei nostri diversi percorsi, fermiamoci e riflettiamo su quanto sia sempre importante stare 
insieme ed incontrarci, parlare delle nostre idee. Anche andando
 solo insieme al bar per un caffè, conoscendosi ancora e sempre di più, perchè questo aiuti a dare un segnale più incisivo alle nostre volontà comuni.



Nulla è facile e nulla lo sarà, ma poniamoci nuove domande così da 
cercare nuove risposte.

L’incontro del pomeriggio è stato una vera "rimpatriata" garganica e 
il Palazzo della Bella era lì come la sua cornice ideale. La Piazza, 
il Cinematrografo, i Circoli Culturali e Sociali, la Cantina, le immagini itineranti che accompagnavano gli ambienti.

E’ poi il  
"banditore", il cantastorie carpinese "Zi Carl".



Ringraziamo tutte le associazioni che hanno partecipato: Legambiente Gargano, Nuovo Circolo Culturale "Giulio Ricci" di Rignano Garganico, Associazione "La Pagnotta" di Ischitella, Associazione Carpino Folk 
Festival, Associazione "Obiettivo Gargano" di Monte Sant’Angelo, Giacche Verdi di Vico del Gargano, Associazione Genitori di Vico del  
Gargano, Gruppo "Argod" di Sannicandro Garganico, Associazione "Punto 
di Stella" di Peschici, Centro Studi "Martella" di Peschici, Guardie Verdi di Peschici, Associazione "Cala la Sera" di San Giovanni Rotondo, Centro Studi Paglicci, Associazione Presepe Vivente di Rignano Garganico, l’Associazione "Schiamazzi" di Cagnano Varano.



Ringraziamo l’Istituito Comprensivo “M. Manicone” e la Direzione  
Didattica "F. Fiorentino" per aver sensibilizzato i bambini a 
scrivere un messaggio dal tema "Gargano" sulle cartoline regalate ai partecipanti dell’evento, il Liceo Classico "Virgilio" per aver messo a 
disposizione le bellissime realizzazioni video, con protagonisti gli  
stessi studenti, inoltre i tanti affezionatissimi del forum Io Sono Garganico e gli amici del gruppo facebook ISG.

Ringraziamo infine (ma non per importanza), tutti i media per aver 
raggiunto Vico e seguito l’evento, nonostante pioggia e nebbia, le 
televisioni:  Rai 3 e Teleblu, i quotidiani: La Gazzetta del Mezzogiorno e L’Attacco, l’emittente radiofonica Ondaradio e le tante redazioni  
internet presenti, per aver dato spazio non solo a noi organizzatori 
ma a tutte la realtà associative, garantendo così l’informazione a quanti per varie ragioni non hanno potuto essere presenti. Alla 
prossima, certamente in un nuovo centro del Gargano.

Puglia, terra dei ciack. Un progetto in nove puntate


di GLORIA INDENNITATE

LECCE – Una locandina modulata su quella di Indiana Jones e sullo sfondo l’Ipogeo di Torre Pinta a Otranto. Due giovani donne, un’archeologa pugliese ed un’agente del nord che lavora nei servizi segreti, a bordo di un «Maggiolone» vanno alla caccia di un tesoro dell’umanità nascosto nel Tacco d’Italia. Poi un megalomane miliardario che si mette sulle loro tracce, un finale folle e inaspettato, e nel mezzo le immagini mozzafiato di coste, uliveti, chiese, centri storici di un luogo ricco di bellezze che non finisce mai di stupire. È una divertente e scanzonata docu-fiction quella che stasera (8 gennaio) sarà presentata alle 20 nella Multisala Massimo di Lecce dal titolo: Il segreto del Salento, con la regia di Leandro Castellani, 73 anni, autore televisivo di lungo corso (L’affare Dreyfus e Le cinque giornate di Milano).

Sorta di road movie in salsa meridiana girato la scorsa estate, rientra in un progetto più ampio, «Puglia Terra Madre», prodotto da Casting Production con il supporto dell’Apulia Film Commission in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce e Quarta Caffè. Il progetto – dal costo complessivo di circa due milioni di euro – prevede la realizzazione di nove puntate in tre anni (50’ minuti ognuna in alta definizione digitale), nelle quali le interpreti sveleranno luoghi e segreti della Puglia.

Rita Statte, salentina di Castrignano dei Greci, è l’archeologa protagonista dell’intera serie. Con lei, Maria Cristina Heller, Clive Riche e Nino Fuscagni, tutti a caccia di bellezze naturali e artistiche del Salento. Sarà un buon viatico, magari, per allontanare i fantasmi di un periodo critico che sta attraversando questa terra? «L’obiettivo principale – risponde Rita Statte – è quello di far conoscere la Puglia nel mondo, quindi un potenziale supporto per richiamare i flussi turistici».

Ci spiega il progetto in dettaglio?
«Quello che sarà proposto stasera, e che sarà proiettato il 16 gennaio al Festival del cinema di Bari, è il primo episodio di una collana destinata ad una larga diffusione: festival specializzati, sale cinematografiche, televisioni nazionali ed estere, pubbliche e private, tramite i più importanti mercati internazionali come il prossimo Mip-Tv di Cannes. Saranno utilizzati anche i nuovi mezzi di comunicazione, dai dvd ad internet, alla telefonia mobile. Coordinatore dell’intero progetto è Carlo Fuscagni, già presidente della Rai e di Cinecittà Holding».

Cosa vedranno gli spettatori?
«Un’ironica docu-comedy, nuova idea per raccontare la Puglia, nella quale andremo ricerca di un tesoro, partendo da Otranto col suo spettacolare mosaico e l’ipogeo di Torre Pinta, dalla grotta della Zinzulusa di Castro alle campagne di Calimera, dalla Pietra forata di San Vito fino al menhir di Martano, da Torre dell’Orso alla Notte della Taranta di Melpignano».

Dove saranno girati i prossimi episodi?
«Il secondo ad Ostuni, Alberobello, Fasano e nelle Grotte di Castellana, e con me ci sarà Alessia Agrosì. Il terzo si prevede a Bari, il quarto a Lecce, Brindisi e probabilmente Taranto, il quinto ed il sesto nel Gargano, il settimo a Gallipoli, toccando il versante jonico salentino, l’ottavo è da decidere».

Alcuni pugliesi doc faranno da «ciceroni», giusto?
«Lungo l’itinerario del primo episodio ci sono Al Bano che parlerà di olio e vino, Lino Banfi della pizzica ed il capo dei Gr Rai Antonio Caprarica illustrerà le delizie culinarie salentine. Nelle prossime puntate parteciperanno Vittorio Sgarbi, e altri attori italiani, tra cui forse Franco Nero».

Primo Resoconto di un incontro Garganico

LE ASSOCIAZIONI GARGANICHE SI SONO “ANNUSATE” MA NON SI SONO “MENATE”

Nella sede della Associazione vichese “Io sono Garganico”, organizzatrice dell’incontro, si è tenuto a Vico il primo summit dei sodalizi più rappresentativi e attivi del nostro Promontorio. Erano presenti presidenti e portavoce delle realtà associative di San Nicandro, Vico, Rignano, Montesantangelo, Ischitella, Carpino e naturalmente Peschici con "Punto di Stella" e "Rimboschiamo Peschici" (assenti per vari e giustificati motivi altri movimenti).

La discussione è entrata subito nel vivo quando, prendendo spunto dalla motivazione che ha sollecitato gli organizzatori a intraprendere tale iniziativa esternata dal moderatore Michele Lauriola (“Fuoriporta”, Vico), supportato dal presidente di “Io sono Garganico”, Gaetano Berthoud, ha preso la parola il presidente della peschiciana Associazione Culturale “Punto di Stella”, Piero Giannini, sintetizzando il documento che segue, messo agli atti del convegno.

“Io comincerei con la definizione del termine ASSOCIAZIONISMO. E per farlo chiedo aiuto al Ministero delle Politiche Sociali, che recita: “L’associazionismo è l’espressione delle attività di partecipazione, solidarietà e pluralismo per il conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale, di ricerca etica e spirituale, promosse dai cittadini costituiti in forma associativa”.

“Ho scelto questo tipo di esordio perché la definizione mi serve a estrapolare tre termini che, personalmente, ritengo fondamentali:

– PARTECIPAZIONE
– SOLIDARIETA’
– PLURALISMO.

“Mi sembra pleonastico aggiungere che la relativa spiegazione sia superflua e che se solo uno di tali parametri portanti venisse a mancare, il sodalizio associante andrebbe a farsi friggere. Detto ciò – e detto come pro-memoria per ciascuno di noi – mi chiedo: a cosa serve la mia associazione? A cosa servono le vostre associazioni? La risposta ce l’avete tutti sulla punta della lingua: “Vatti a leggere gli statuti, nel caso tuo vattelo a rileggere!”

“Giusto. Bene. Ma se la carta canta, i fatti quali sono? Li riassumo in un solo vocabolo: NICCHIE! Nicchie nelle quali, PARTECIPAZIONE SOLIDARIETA’ PLURALISMO, lentamente, gradualmente, inesorabilmente, sono destinati a inaridirsi, a seccarsi, privati di quella stessa linfa che all’inizio appariva inesauribile, ricca, preziosa. Non dico nulla di nuovo o di debilitante se affermo che tutti abbiamo visto nascere e morire, più o meno subito, tantissime associazioni!

“Nicchie, inoltre, e arrivo al nòcciolo della mia tutta personale disamina, in cui NESSUNO ha il diritto di metterci il naso, perché considerate inattaccabili, inossidabili, MIGLIORI di tutte le altre. Quando tutti, o almeno coloro che non vivono di presunzione, sappiamo benissimo che ciò è impossibile. E oltre che impossibile, autolesionistico.

“Nicchie, ancora, che vivendo di vita e luce propria, in perfetta solitudine, in dorata solitudine, posseggono uno spessore relativo, molto relativo, non hanno forza, energia per contrastare quanto di negativo le circondi, per combattere lotte socioculturali in nome di quei tre parametri precedenti. E se non sono depositarie di tali energie, figuriamoci se possono pretendere di vincere delle battaglie! Specialmente sapendo, non nascondiamoci dietro un dito, che girato l’angolo c’è un’altra associazione che ti sta facendo le scarpe, che vuole fagocitarti, che ritiene la propria nicchia superiore alla tua, che ti vuole fare fuori, vuole farti sparire o, volendo minimizzare, non ha nessuna intenzione di aver a che fare con te. Basta contare quanti gruppi nascono come funghi sul nuovo e frequentatissimo social network “Facebook” simili, per non dire uguali ad altri pre-esistenti, solo per il gusto di soddisfare il proprio individualismo quando sarebbe molto più logico aderire a uno già in rete.

“Al riguardo, anche per rafforzare il concetto, mi sovviene un episodio che avalla l’affermazione. Anni ’70. Partecipo a un corso di aggiornamento in cui il referente-principe è Giuseppe Pittano, giornalista bolognese, linguista e scrittore, autore di grammatiche italiane e dizionari, ora scomparso. Al termine del corso, salutandoci, gli chiedo un’impressione sull’esito della sua e nostra esperienza. Lapidaria e acuta la valutazione, senza confini o steccati. “Presi individualmente, voi uomini del sud non avete rivali, non vi batte nessuno. Ma siete incapaci di lavorare in équipe”. E torniamo alle nicchie.

“Nicchie, dicevo, che al loro primo apparire mettono in difficoltà il potere legale, perché partono sparate e, dall’altra parte, non capiscono bene dove vogliano andare a parare. Con ciò non voglio dire, ed entro per un attimo nello specifico, che gli amministratori comunali di Peschici ci temano, lungi da noi, temano cioè “Punto di Stella” (anche se abbiamo scelto appositamente una testata che potrebbe intimorire!), ma ci rispettano, sanno che noi siamo lì, sulla breccia, pronti ad azzannare.

“E’ vero, siamo nati da poco, anche se il cartaceo e il sito ci hanno preceduto rispettivamente di un anno, il primo, e sei mesi, il secondo, non abbiamo ancora dimostrato tutte le nostre potenzialità e se le possediamo veramente oppure siamo il classico fuoco di paglia, quindi attendono e nell’attesa ci considerano un possibile alleato o un probabile nemico, guardandoci con una certa… chiamiamola semplicemente curiosità. Quando capiranno che facciamo sul serio – ovvio, se riusciremo a dimostrargli che stiamo facendo sul serio – si guarderanno bene dal mettere a rischio per la seconda volta la pelle di uno sconsiderato (dico la prima cosa, banalissima, che mi viene in mente) che vada a giocherellare con una cassetta Enel di servizio al lampione della illuminazione pubblica lasciata aperta e coi fili scoperti, perché sa (e glielo abbiamo dimostrato) che i nostri associati hanno occhi e orecchie ben aperti, antenne sempre dritte e vibranti. Cosa che non ci è riuscita, per la verità, con la famosa fossa dell’ascensore per disabili all’interno del Comune, ma solo perché non ne abbiamo avuto il tempo materiale. E poi non siamo infallibili!

“Consapevole di quanto vado dichiarando, anche alla luce delle recentissime vicende facebookiane (un bene che siano sfociate ancor prima d’iniziare un certo percorso, anche se al DNA non si comanda, purtroppo; segui i link http://www.puntodistella.it/news.asp?id=1581 e http://www.puntodistella.it/news.asp?id=1584), non mi perdo in altre chiacchiere ed espongo subito il nostro progetto: scoperchiamo queste nicchie, accettiamo l’altrui presenza ed esistenza, usciamo dall’aureo isolamento nel quale ci crogioliamo – sì, ma per quanto tempo ancora? – e lottiamo INSIEME, perché questo, lo sento, partecipando la medesima sensazione dell’amico Antonio Basile, è il nostro momento!

“Ed ecco il progetto: una ALLEANZA di ASSOCIAZIONI, una SUPERASSOCIAZIONE che, nel rispetto delle singole autonomie, riunisca tutte o la maggior parte delle realtà associative garganiche e porti avanti un intento comune, individui di volta in volta una situazione e, unita nelle proprie componenti, si ponga come interlocutore SERIO POSSENTE DECISO INTIMORENTE con ciascuno dei mezzi informativi di cui disponiamo. E vedrete che i problemi (quanti ne ha il Gargano!), i soprusi, gli scippi (non voglio neanche elencarli), i furti, le promesse mancate, le dimenticanze, gli oblii, le prevaricazioni, la NON-CONSIDERAZIONE, diventeranno un lontanissimo ricordo. “L’interesse generale è l’insieme degli interessi particolari” suggerisce il Basile-pensiero, e io lo convalido.

“Portiamo dunque all’interno di questa nuova area progettuale – la SUPERASSOCIAZIONE e non un partito politico o una lista civica, sia ben inteso, da cui tenersi alla larga secondo le mie vedute altrimenti si combatterebbe contro se stessi – mettiamo insieme le nostre singole forze e da piccoli cacciatorpedinieri diventeremo una corazzata. Ovviamente, e capisco che questo possa diventare il fianco debole da non offrire MAI al metaforico nemico, mettendo da parte quelle che in un mio recente intervento, prima sul nostro sito, poi su FB, ho definito “humus che sa di faide intestine e rivalità” – lasciatemelo dire – becere e antiquate, da medioevo, del tempo in cui ci si vendeva a Longobardi o Bizantini (la Storia ce lo insegna), Angioini o Aragonesi, Spagnoli o Francesi, allo straniero insomma, per non allearsi col vicino di casa, di paese, di contrada, e finire sotto ben altro tallone. Non per questo siamo diventati Nazione solamente nel 1860”.

Ne è seguita una lunga e articolata discussione nella quale sono intervenuti il responsabile di Legambiente, Franco Salcuni, il presidente del Carpino Folk Festival, Michele Ortore, entrambi i moderatori, considerando la soluzione proposta dal presidente di “Punto di Stella” fattibile, perseguibile, ovviamente dopo attento esame delle modalità in cui dovrà svilupparsi e dei paletti entro cui dovrà muoversi. Sono seguiti gli interventi degli altri rappresentanti che hanno illustrato il lavoro svolto all’interno dei propri sodalizi e le attività finora portate a buon fine.

Dopo una necessaria quanto breve “pausa caffè”, il convegno ha avuto la sua suggestiva prosecuzione negli ambienti di Palazzo della Bella dove è stata “reinventata” la piazza dei paesi di un tempo, con il suo circolo culturale, il cinematografo, il circolo sociale, il negozietto e l’immancabile cantina. A disposizione dei visitatori una nutrita serie di materiali illustrativi delle diverse associazioni presenti e gli stessi loro rappresentanti.

NOTA DI COLORE – Non c’è stato presidente o portavoce che non abbia “annusato” il collega, ma non abbiamo registrato nessun pestaggio, nessuna scazzottatura, nessuna rissa (nemmeno verbale)… Insomma, “non si sono menati” (checché ne dica, o ne scriva, qualcuno)!

La Redazione di Punto di Stella

Servono identità e mentalità tutte garganiche


Associazione e mondi vitali del Gargano si annusano e si menano…

Se la politica pensa di poter decidere da sola questo non le sarà permesso

Anno nuovo vita nuova: le sfide di Legambiente, Arci e il diario Montanaro per cambiare Monte Sant’Angelo

Patto associativo per Monte Sant’Angelo
Arci, il diario Montanaro, Legambiente

"L’anno che verrà: passare per l’informazione per costruire partecipazione" è il titolo dell’incontro organizzato dal Patto associativo per Monte Sant’Angelo tenutosi il 29 dicembre 2008 presso il Museo Tancredi di Monte Sant’Angelo. Una sala affollata ha partecipato per quattro ore al confronto coordinato dal giornalista Piero Paciello e introdotto dai rappresentati delle associazioni promotrici, Domenico Prencipe, Nicoletta La Torre, Franco Salcuni. La politica locale era rappresentata dai capigruppo in consiglio comunale dei principali accorpamenti di maggioranza e opposizione, Pasquale Palumbo del gruppo del Partito Democratico e Giovanni Granatiero del gruppo di maggioranza Uniti per Monte.
 
Fame e sete di partecipazione, inadeguatezza di una visione politica centrata sul mattone e allergica al confronto, stanchezza per il declino inesorabile di Monte, determinazione e voglia di reagire, spazi per l’associazionismo, questi i temi emersi nel dibattito.
 
Il patto associativo ha chiamato i cittadini a informarsi e a discutere delle questioni principali che segneranno l’anno nuovo. Dando un segnale forte: se la politica pensa di poter decidere da sola questo non le sarà permesso.
 
Quattro le questioni principali messe sul tavolo della discussione:
 
Piano strategico provinciale. Il comune di Monte ha presentato le proposte progettuali per Capitanata 2020 senza discussione con l’opposizione consigliare, con le associazioni e con la città, presentando, a detta di tutti gli intervenuti, progetti vecchi, inopportuni e sicuramente non prioritari. Ad eccezione del progetto per il centro storico, che andrebbe in linea con la candidatura Unesco, gli altri sono progetti di infrastrutture che le associazioni ritengono inutili e devastanti, come il raddoppio della strada corta per collegare Monte a Macchia, la strada per la valle di Carbonara per collegare direttamente Mattinata con San Giovanni Rotondo, la "ristrutturazione della costa di Macchia" a dir poco sospetta dopo la vicenda Chianca Masitto. Addirittura ilarità nella platea ha suscitato la notizia che tra i progetti presentati ci sia una funivia da Macchia a Monte. Il capogruppo Granatiero ha assicurato che per la scelta delle priorità, visto che al massimo uno sarà il progetto finanziato, sarà resa protagonista la cittadinanza e saranno consultate le associazioni. Legambiente Arci e il diario Montanaro hanno manifestato il loro pensiero: l’unico progetto presentabile e plausibile è quello che riguarda il centro storico, però fatto con modalità conservative e non devastanti. Gli altri vanno ritirati, perché attualmente impresentabili.
 
Contratto di quartiere. Monte Sant’Angelo si è aggiudicata un finanziamento di cinque milioni di euro. La discussione è stata interessante perché si facevano notare due incongruità che fanno pensare al progetto montanaro come una truffa politica. La prima è che porta il nome del Rione Junno quando invece non prevede nessun intervento nel centro storico. L’altro è che per ottenere questi finanziamenti il comune deve obbligatoriamente autorizzare la costruzione di altri 70 appartamenti, peraltro in aree tipizzate a verde (le ultime non occupate da palazzi con l’artificio dell’articolo 51), in una città in calo demografico che negli ultimo quattro anni ha cantierizzato circa mille nuovi alloggi. Qualcuno faceva notare che quel denaro potrebbe essere utilizzato per finanziare il recupero del centro storico, vista la disponibilità manifestata dall’assessore regionale all’urbanistica a rivedere il progetto.

Piano Urbanistico Generale. Per quello che riguarda il futuro dell’urbanistica a Monte Sant’Angelo sarà fondamentale la discussione che maturerà per il nuovo Piano Urbanistico Generale. Legambiente ha denunciato la gravità del fatto che da tre mesi ha avanzato richiesta formale del documento preliminare che il prof. Karrer ha presentato al comune. Questa copia non arriva. Le tre associazioni si chiedono se questo gesto è la premessa della qualità della discussione che ci aspetta, con la politica che non solo non cerca il confronto, ma che addirittura cerca di ostacolare in qualche modo?
 
Ex cinema Piemontese. Per quanto riguarda l’intenzione da parte dell’amministrazione comunale di comprare l’ex cinema Piemontese, le tre associazioni manifestano la necessità di un confronto preliminare, per capire assieme alla comunità quali sono le reali esigenze della cittadinanza. Sicuramente va scongiurata una nuova speculazione edilizia, con la costruzione di appartamenti a un passo dalla Celeste Basilica.
 
Di questo e di altre questioni si è discusso. Granatiero ha dato segnali di apertura, peraltro convocando, in qualità di presidente della commissione consigliare ambiente Legambiente e Arci per un confronto continuo nella commissione da lui presieduta. Il Patto associativo apprezza la pacatezza e la disponibilità del consigliere Granatiero, ma si chiede due cose.
Queste apprezzabili aperture e disponibilità al dialogo sono condivise anche dal sindaco e dalla giunta? E poi, perché non audire anche il diario Montanaro con Arci e Legambiente?
 
I promotori dell’incontro hanno chiesto subito, entro gennaio, un segnale di disponibilità e apertura verso la partecipazione e una nuova politica, chiedendo di fare cinque cose concrete:
 
1. la prima è apporre, nel prossimo consiglio comunale, il vincolo di inedificabilità assoluta negli orti periurbani. Sarebbe assurdo, nell’anno della candidatura Unesco, tenere gli orti ancora edificabili come lo sono adesso.
2. La seconda è di far partire le ordinanze per il ripristino dello status quo ante nel centro storico, soprattutto li dove i tetti in coppi sono stati sostituiti con tetti in tegole. Anche questo sarebbe un bel segnale per l’unesco. Per testimoniare che davvero crediamo in un rapporto diverso con il centro storico.
3. Poi una richiesta banale: rispondere alle lettere di associazioni e cittadini è un obbligo di legge e va fatto entro trenta giorni. Perché una richiesta di informazioni e di atti avanzata da Legambiente tre mesi fa è rimasta ancora inevasa?
4. Bloccare i lavori di chiancamasitto che ancora vanno avanti con le ruspe e come se i cittadini non avessero detto nulla. Occorre sedersi attorno ad un tavolo per capire, con i cittadini, come mitigare gli effetti di quell’intervento.
5. Far capire alla cittadinanza ed alle associazioni le modalità di accesso all’auditorium delle clarisse e alla biblioteca comunale. L’auditorium è un bene pubblico? allora perché le associazioni devono pagare 200 euro per potersi riunire ed organizzare eventi? così si rischia di negare l’accesso della sala a cittadini e associazioni.
 
Queste le cose che le associazioni del Patto chiedono vengano fatte entro il mese di Gennaio.
 
Ringraziando Piero Paciello per aver coordinato i lavori, la cooperativa Ecogargano per aver concesso l’utilizzo della sala del Museo, Bernardo Bisceglia per aver messo a disposizione il service,
 
Legambiente Arci e il Diario Montanaro augurano ai cittadini, alle istituzioni, alle associazioni, agli organi di stampa un felice 2009

RILANCIAMO IL GIORNALE PIU’ ANTICO DEL PROMONTORIO: IL GARGANO NUOVO

Il suo archivio racchiude la vera storia dell’identità garganica
di Teresa Maria Rauzino

“Caro Gargano Nuovo, tu non sei una cosa con i limiti materiali della carta che ti ospita! Non sei una cosa finita, come un giornale, un romanzo, un film, una vita! Tu trascendi tutto questo: sei l’amore del figlio per la propria madre, una fiamma che è destinata a splendere e scaldare nel tempo, oltre la vita del singolo, finchè questa terra avrà un figlio che si riconosce come tale, e non se ne vergogna!”.
Così Antonio Flaman, mitico presidente dell’Associazione “Il Gargano Nuovo” raccontava, alcuni anni fa, una storia centenaria iniziata a Monte Sant’Angelo con “Il Gazzettino del Gargano”, l’11 novembre 1900, per merito di Michele Flaman.
Diretto da Filippo Ungaro, con la collaborazione di Ciro Angelillis, il quindicinale, venduto a 10 centesimi, si proponeva di “… conquistare ciò che spetta a questi luoghi, … per l’elevazione del nostro promontorio benedetto da Dio e dimenticato dagli uomini”. La pubblicazione, interrotta nel 1914, riprese nel 1950 col nome di “Gargano”, organo di stampa dell’Associazione “Rinascita Garganica" di Giuseppe d’Addetta.
Vi collaborarono tutti gli intellettuali garganici più prestigiosi: Alfredo Petrucci, Michele Vocino, Ciro Cannarozzi, Michelangelo de Grazia, Michel’Antonio Fini, per fare solo alcuni nomi.
Dopo qualche anno, nel 1974, alcuni giovani intellettuali vichesi, tra cui Filippo Fiorentino, raccolsero la “fiaccola”. Venne costituita l’Associazione “Il Gargano Nuovo” e ritornò in edicola il periodico omonimo, “quale mezzo di incontro, di dibattito e diffusione, per la crescita culturale e sociale … per sensibilizzare e per favorire la ricerca, gli studi, la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, etnologico, ambientale e naturale del Gargano”.
Da allora, il mensile è stato sempre presente nei dibattiti, man mano accesisi, sul futuro del promontorio.
Da ricordare l’epoca dell’impegno in difesa dell’ambiente e per l’istituzione del Parco Nazionale del Gargano, che valse all’Associazione un premio di 500mila lire, conferito dall’allora presidente della provincia di Foggia Francesco Kuntze e dall’assessore al turismo Matteo Fusilli.
Erano i primi anni Ottanta … in questo campo c’era il vuoto.
Oggi il giornale, quasi ignorato da amministrazioni locali, professionisti, commercianti e operatori turistici, deve la vita all’amore per la propria terra degli uomini dell’Associazione, della redazione e ai collaboratori.
L’attuale presidente delll’associazione “Il Gargano Nuovo” è Carla d’Addetta. Il mensile omonimo, diretto da Francesco Mastropaolo, viene stampato dalla Tipografia Di Pumpo a Rodi Garganico.
Fra gli attuali più assidui sostenitori della “identità garganica”, ricordiamo : Teresa Maria Rauzino, Silverio Silvestri, Leonarda Crisetti, Piero Giannini, Maria Antonia Ferrante, Pietro Saggese, Francesco Granatiero, Domenico Sangillo, Giuseppe Laganella, Francesco Bocale, Maria Teresa D’ Orazio, Leonardo Aucello, Giuseppe Piemontese, Matteo di Sabato, Felice Clima, Enzo Campobasso, Matteo Siena, Enzo d’Onofrio, Francesco Ferrante, Mimmo Aliota, Emilio Panizio, Angelo del Vecchio, Michele Eugenio di Carlo, Giuseppe Piemontese, Michele d’Arienzo, Antonio Basile, Antonio V.Gelormini, Angela Picca e tanti altri, sparsi per il Gargano e oltre.
Voci dal promontorio, che nelle pagine del “Gargano Nuovo” hanno profuso garganicità, mai campanilismo.
Al caro Gargano Nuovo, mille di queste voci!
Magari fossero le vostre!

Informazioni di contatto
Presidenza Associazione "IL GARGANO NUOVO" c/o Studio Notarile Carla d’Addetta
via Alcide de Gasperi, 5
Vico del Gargano, Italy

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