Difendere la Foresta Umbra dagli incendi, da prevenire con la pulizia del sottobosco, ora trascurata. La commissione sviluppo economico del Consiglio regionale sollecita interventi e sentirà sul problema gli assessori regionali all’agricoltura e al personale. L’esame di un’iniziativa legislativa sull’albo delle imprese forestali si è trasformato in un confronto sullo stato del territorio boschivo pugliese, rappresentato al 70% da quello garganico. Consiglieri dauni di entrambi gli schieramenti hanno posto l’urgenza di una verifica della gestione dei boschi. Francesco Ognissanti (PD) ha denunciato ‘l’enorme carenza di attenzione e personale in un settore che può dare molto ma non dà niente, per mancanza di organizzazione e di intelligenze umane. Si rinuncia al reddito potenziale che potrebbe derivare, eppure si tratta di un comparto importantissimo per la provincia di Foggia’. Francesco Damone (La Puglia prima di tutto) ha chiesto un dibattito politico sulla condizione dei boschi in Puglia. Una seduta monotematica del Consiglio regionale dovrebbe affrontare il nodo delle risorse inutilizzate da sempre, in chiave imprenditoriale, turistica, occupazionale. ‘Il rischio incendi boschivi nel promontorio è enorme – ha detto – non sciupiamo occasioni per riflettere e intervenire: se dopo Peschici perdiamo la Foresta Umbra il Gargano lo possiamo chiudere’. E’ stato Nino Marmo (AN) a proporre un’audizione davanti alle commissioni: ‘l’assessore Russo dovrebbe relazionare sulla politica che vuole adottare e sulle somme che saranno a disposizione nel bilancio. Il servizio andrebbe esternalizzato, com’è avvenuto nelle altre regioni’. Su proposta del presidente della quarta commissione Dario Stefàno l’invito in audizione sarà esteso all’assessore Minervini, per le competenze del personale. Intanto, è passato al’unanimità il ddl che istituisce l’albo regionale delle imprese boschive. Con un articolo unico, la Puglia si adegua ad un decreto legislativo del 2001 e riconosce le aziende del settore, che potranno così partecipare a bandi di gara per lavori forestali e idrogeologici nelle aree boscate. Per effetto di un emendamento Marmo, sottoscritto dal presidente Stefàno, un regolamento fisserà modalità e requisiti per l’iscrizione.
fonte:ondaradio.it
Il ‘Premio San Valentino’, giunto alla sua XII edizione, è divenuto ormai un consueto appuntamento invernale capace di riunire l’Amministrazione Comunale, l’ Associazione ‘NuovaVicoinArte’ e artisti italiani e stranieri che, sedotti dal fascino di Vico del Gargano, ne percorrono le vie scoprendone angoli nascosti ma soprattutto tracce che evocano la sua storica grandezza.
Il silenzio dei vicoli e la bellezza delle costruzioni architettoniche, infatti, immergono ogni visitatore in un’atmosfera suggestiva da cui traspare e rivive il passato di una città dall’altissimo valore storico-culturale.
Il ‘Premio San Valentino’ è inteso come omaggio artistico a Vico del Gargano ma è anche un invito rivolto agli artisti a scavare all’interno di se stessi e della propria spiritualità per rapportarsi con il territorio vichese e garganico.
Nel contempo vuole essere un motivo di unione e di continuità con le precedenti edizioni che hanno sempre visto nell’Amministrazione Comunale e in “NuovaVicoinArte” l’impegno profondo a far sì che il ‘Premio San Valentino’ venga davvero percepito come un appuntamento importante e di valore nel panorama artistico pugliese e, richiamando anche l’attenzione e l’interesse di artisti, critici, curatori provenienti da diverse regioni italiane, possa lanciare Vico oltre i suoi confini geografici.
Anche quest’anno gli organizzatori hanno voluto dare all’evento un carattere di internazionalità presentando una Sezione di artisti stranieri provenienti da Paesi europei, in particolare dall’est, ed extraeuropei a dimostrazione della vivacità e della contemporaneità dell’arte che anima questi stati. Il ‘Premio San Valentino’ sarà, quindi, una preziosa occasione per sviluppare intense riflessioni rese più stimolanti dal confronto tra le diverse nazionalità, tradizioni e culture degli artisti partecipanti.
Già nelle precedenti edizioni, infatti, la presenza della Sezione Internazionale ha portato un arricchimento non solo artistico, ma anche culturale permettendo l’incontro con abili e passionali artisti che, dotati di grande sensibilità pittorica oltre che di viva creatività, hanno dimostrato di possedere la padronanza necessaria a spaziare con disinvoltura attraverso svariate espressioni e linguaggi artistici.
Il Palazzo della Bella sarà la prestigiosa cornice della Mostra e contribuirà a creare uno scenario di grande suggestione facendo da sfondo allo svelarsi di un percorso che gli artisti avranno reso ricco di variegate sensazioni e di vibranti emozioni.

CENTRO STUDI “MARTELLA” (la presidenza) = Non c’è pace tra gli ulivi. Non c’è pace nella piana di Kàlena. Non bastava l’incuria assoluta di cui è vittima l’abbazia benedettina dell’872 d.C., monumento nazionale! Nessuno, di chi è preposto per legge alla sua tutela, ha sentito ancora il bisogno di dire “BASTA!”. Non bastava che l’abusivismo illegale (o legalizzato) dilagante, con l’avallo complice di chi è preposto, per legge, alla vigilanza del territorio, avesse già ridotto il territorio di Peschici a un coacervo di costruzioni senza stile e senza un minimo di armonia! Non bastava che le case coloniche con annessi magazzini, a Peschici come in tutto il Gargano, si trasformassero, come per un lieve tocco di bacchetta magica, in agriturismi con piscine semi-olimpioniche o in alberghi, ristoranti, dancing e pizzerie. Case … da corsa sorte, dalla sera alla mattina, sul suolo percorso dal fuoco, magari dietro la protezione di un recinto telato di verde.
Con la scusa della ricostruzione delle strutture andate in fumo, dopo l’incendio del 24 luglio 2007, sono raddoppiate le cubature. In mezzo alle pinete bruciate sono sorte tante villette nuove, come … funghi. Che volete che sia! Il turismo deve risorgere! Come l’araba fenice… Anzi, bisogna fare di più. Bisogna fare di meglio! Ad esempio, cosa c’è di meglio di una bella zona pianeggiante, ancora quasi tutta libera, da cominciare a lottizzare? Sì, proprio la bella piana verde e ulivetata di Kàlena. Lì è terreno franco! Non è zona Parco! Non ci sono vincoli! Possiamo fare quello che ci pare! Magari con la scusa della 167. Edilizia residenziale popolare. Chi volete che si opponga, di fronte alla pubblica utilità del progetto?
Ma a poche centinaia di metri c’è un monumento nazionale… bisogna tutelarne la “zona di rispetto”, la visibilità, la prospettiva da lontano! Lo prescrivono le leggi! Il Codice dei beni culturali e del paesaggio… Cavolate! Quando mai abbiamo ubbidito alle leggi? Che dire del Piano paesaggistico regionale appena varato? Cara Regione Puglia, carissimi Nichi Vendola e Angela Barbanente, potete varare tutti i piani paesaggistici che volete, presentarli in tanti convegni per sensibilizzare la cittadinanza attiva! Tanto qui a Peschici nessuno, mai e poi mai, li rispetterà! Resteranno sulla carta, come tante leggi della nostra bella Italia! Continueremo a fare come abbiamo sempre fatto, da cinquant’anni a questa parte.
Continueremo a distruggere il nostro territorio… le nostre peculiarità, le radici della nostra storia. A Peschici faremo questo ed altro! Importante è non fermarsi mai! Ma la piana verrà stravolta… E chi se ne importa! Bisognerà spiantare ulivi secolari… Che volete che sia! L’olio non si vende più… magari vendessimo gli ulivi spiantati a qualche industrialotto del Nord-Est che vuole abbellire la sua villa! Ma forse non vi rendete conto: la piana di Kàlena si allaga ogni volta che Giove Pluvio si degna di mandarci, tutta una volta, un po’ di acqua benedetta… E chi se ne importa! Ma la piena, quando arriva, si porta a mare i lidi beach… è successo alcuni anni di fila. Li ricostruiranno! Ma negli anni a venire, la piena, se arriva, allagherà i futuri 70 alloggi della 167. Sono case popolari… Che esagerazione! Basterà prendere una semplice precauzione: costruirle su una bella massicciata, rialzata fino ad arrivare al piano della strada!
Ma sarà costosissima! I peschiciani assegnatari degli appartamenti così spenderanno molto di più… Ma che volete che sia! Si rifaranno… affittando, appena pronte, quelle case ai turisti, o le rivenderanno, tra dieci anni, come qualcuno ha fatto per le case della prima 167, a prezzo di mercato! Il Centro Studi Martella, le Associazioni ambientaliste del Gargano protesteranno… Ma andassero …. a quel paese! Cosa dire agli ignari turisti che arriveranno in futuro a Peschici, attirati dai bei depliant che ne mostrano (soltanto) le bellezze? Benvenuti nella perla… cementificata del Gargano?
da http://www.puntodistella.it
Comunicato del 20 gennaio 2009
Decisa all’unanimità la lottizzazione della piana di Kàlena da parte dell’Amministrazione comunale di Peschici, sito sempre risultato inidoneo per gli alti costi di urbanizzazione e per i rischi di alluvioni
La soluzione dell’esproprio, rigettata per decenni, in pochi giorni appare la soluzione primaria per l’edificabilità del territorio
Ancora una volta nessuno si preoccupa della salvaguardia dei beni culturali come l’abbazia di Santa Maria di Kàlena, datata 872 d.C
Legambiente chiede alla Soprintendenza di assumersi le sue responsabilità
Opponendosi al ritardo delle istituzioni nelle iniziative di salvaguardia dei beni culturali, Legambiente ha lamentato più volte l’assenza della Soprintendenza nelle vicende dell’abbazia di Kàlena a Peschici, colpevole di aver lasciato mano libera ai comuni ed ai privati.
Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Peschici si è decisa una lottizzazione di edilizia popolare nella piana di Kàlena (in adiacenza della omonima abbazia).
La piana di Kàlena è una zona d’interesse storico paesaggistico caratterizzata dalla presenza dell’abbazia di straordinario valore storico ed artistico, annoverata fra le più antiche d’Italia, ma è anche una zona soggetta ad allagamenti e con alti costi per l’urbanizzazione dei servizi.
“La lottizzazione è una scelta scellerata, che viola il paesaggio, ma anche le regole minime del buon senso, visto che in quel posto si potrebbe costruire solo su palafitte.” – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. – “Appena qualche giorno fa, abbiamo sollecitato le istituzioni affinché il restauro dell’abbazia di Kàlena fosse considerata priorità assoluta nel piano strategico provinciale. Se questa è la risposta del consiglio comunale posso affermare che siamo completamente fuori strada”.
Legambiente sollecita la Soprintendenza della Puglia ad assumersi tutte le sue responsabilità apponendo il vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta sull’intera area.
La lottizzazione, secondo la maggioranza, dovrebbe essere realizzata allo scopo di dare un segnale forte contro l’abusivismo e mirare all’economicità del prezzo delle case, oltre al tentativo di creare lavoro ed affrontare la disoccupazione.
Legambiente invita la maggioranza a cambiare idea sull’individuazione del sito lasciando Kàlena incontaminata, attraverso la scelta di un’altro terreno.
“La lottizzazione prevede l’esproprio dei terreni dalla famiglia che è proprietaria anche dell’abbazia. Esproprio che da sempre è stato chiesto come la soluzione dell’annosa situazione per la tutela monumentale e paesaggistica di Kàlena.” – aggiunge Franco Salcuni, della segreteria regionale di Legambiente – “Per decenni nessuno ha voluto parlarne, e oggi si decide in modo estemporaneo per la distruzione di quell’angolo di paradiso garganico. Avevamo ragione quando affermavamo che sul Gargano si fanno miracoli per il cemento, ma assolutamente nulla per la tutela”.
L’ufficio stampa: 328 75 69 809
Al Direttore Regionale ai Beni Culturali prof. Ruggero Martines
All’Assessore all’Urbanistica Reg. Puglia arch. Angela Barbanente
Al Presidente del Parco Naz. del Gargano avv. Giandiego Gatta
Oggetto: Lottizzazione piana di Kàlena
Mentre apprendiamo con vivo compiacimento, dalla Conferenza del prof. Magnaghi che questa Amministrazione Regionale vuol dare un assetto definitivo al paesaggio della nostra Regione, tormentato da abusi e cementificazioni, siamo allibiti dalla decisione del Comune di Peschici che, nel 1° Consiglio Comunale del 2009, destina la piana di Kalena a zona edilizia popolare ( 167 ) limitrofa alla famosa Abbazia e affida, con una convenzione, la cessione delle aree al Consorzio Eurocasa. La piana di Kàlena, classificata alluvionale, è al di sotto del piano stradale, per cui si prevedono opere ciclopiche ( palafitte forse? ) per renderla abitabile. Questo è il criterio sciagurato con cui si vuole infierire su questa piana che presenta valenze paesaggistiche e architettoniche ben note e di grande rilievo culturale. Salvare le chiese e l’Abbazia non basta, il contesto in cui l’Abbazia è nata è ugualmente importante.
L’Associazione Italia Nostra si impegnerà perché non accada, difenderemo i paesaggi “ sensibili “ non solo con convegni e dibattiti, ma, se necessario, nelle sedi opportune. Siamo comunque convinti che le Istituzioni abbiano gli strumenti per porre un freno agli aberranti progetti di incauti amministratori che infliggono ferite al territorio in un complice e condannevole silenzio.
Cordiali saluti
“Volere la 167 sì, ma non volerla in quella zona non significa aver votato sì. L’equivoco è proprio qui. La minoranza, posso dire tutta, ha argomentato e sollevato dubbi e perplessità. Anzi, ha anche fatto di più! Ha fatto emergere anche le contraddizioni di alcuni dei consiglieri di maggioranza, i quali in passato, tra tecnici e non, avevano pur espresso contrarietà al progetto della precedente Amministrazione, sia come tecnici sia come Consiglieri di minoranza.
“Dal comportamento solito della Maggioranza attuale nascono sempre frizioni tra consiglieri ed equivoci. I Consigli vengono sempre fatti velocemente e sempre mettendo l’opposizione nella condizione di poca conoscenza e con poco tempo a disposizione per trattare questioni di fondamentale importanza per il paese.
“Caro Direttore, la votazione sulla nuova 167 di Peschici è stata tutta un’anomalia.
I Consiglieri di opposizione hanno tutti espresso perplessità e dubbi sull’ubicazione del sito di Calena, tanto è vero che gli stessi hanno invitato la maggioranza alla discussione e al confronto, potremmo dire al dibattito, proprio per trattare insieme il tema se era giusto fare lì, a Calena, la nuova 167 oppure se era il caso di richiedere ulteriore tempo per la riflessione al fine di dare una risposta alla domanda del dove poter fare nuove case a Peschici, visto che la Maggioranza voleva a tutti i costi procedere all’approvazione.
“La Maggioranza come al solito si presenta sempre con la fretta e la predeterminazione a votare subito le cose che già ritiene da essa approvate; come una sorta di prepotenza. Calena come zona da tutti i Consiglieri di minoranza veniva ritenuta inidonea. Durante il Consiglio l’opposizione argomentava che per diverse ragioni il luogo di Calena era da sconsigliare sia per rischi di alluvioni e sia per altre cause, come la lontananza, i costi alti per l’urbanizzazione dei servizi, per il problema esproprio e per la caratteristica del territorio, indicando altre zone del paese.
“Sul fatto specifico della sola idea della 167 da realizzare allo scopo di dare un segnale forte contro l’abusivismo e mirare all’economicità del prezzo delle case, oltre al tentativo di creare lavoro ed affrontare la disoccupazione, la minoranza si prestava comprensiva al tema trattato dalla maggioranza. L’opposizione però invitava la maggioranza a cambiare idea sull’individuazione del sito e lasciare Calena incontaminata per la scelta di un’altro terreno. Sulla base di tali premesse la minoranza dava disponibilità ad accettare l’idea di una 167.”
Antonio Guerra
Il direttore editoriale = Restano tuttavia in piedi due considerazioni che riteniamo fondamentali:
1. scelta del sito e relativo progetto, fino a prova contraria, sono stati approvati “all’unanimità” e, aspetto che maggiormente sconcerta,
2. nessuno dei membri dell’opposizione ha ritenuto necessario portare l’argomento sulla presenza in zona – a meno di 500 metri – di un monumento storico in odore di restauro e sottoposto a vincolo della soprintendenza dei beni culturali. (p.g.)
Redazione di Puntodistella.it (foto M.E. Di Carlo)
“Strane” considerazioni e “cervellotiche” riflessioni – seguite alla lettura della cronaca dell’ultimo Consiglio Comunale di Peschici – informate a una sola sintesi: “Non ci capiamo più niente!”
Di Piero Giannini da http://www.puntodistella.it
Cominciamo a perdere colpi! Sarà l’età, tipica di chi inizi, ormai ampiamente disincantato e in parte deluso da quanto sopportato nella vita, a prendere le distanze da ciò che lo circonda; sarà che non riusciamo più a entrare in sintonia coi meccanismi moderni regolatori della new economy e di tutte le altre diavolerie della ditta “Globalizzazione & Co.”, sarà il nostro forse tutto personale ‘modus’ di affrontare l’esistenza (o nero o bianco, off limits il grigio), sarà quel che sarà… ma non ci capiamo più niente.
E non ne siamo in grado specialmente quando un progetto, di cui si fanno risaltare più le negatività che gli aspetti positivi, venga… approvato! Della scelta del nuovo – che poi tanto nuovo non è – sito che dovrà accogliere la prossima “zona 167” del Comune di Peschici si dice, in pieno Consiglio comunale, peste e corna…
[aperta parentesi – ELENCHIAMO:
1. 1. l’ha “indicato” la giunta passata a miglior vita nell’aprile del 2008 (e questo già depone a sfavore della scelta: s’è mai vista una nuova Amministrazione che accetti progetti e programmi di chi l’abbia preceduta? E… “honni soit qui mal y pense”)
2. 2. non è localizzato nelle immediate vicinanze del paese cui deve servire quale satellite esistenziale
3. 3. costringerebbe i prossimi abitanti a tour de force per: accompagnare i figli a scuola, andarli a riprendere, portarli in palestra o al catechismo o al doposcuola e andarli a riprendere, e per: approvvigionarsi di beni di prima seconda terza necessità, frequentare salotti, templi sacri, amicizie, bar, circoli, rispondere a chiamate cui non poter rinunciare, contattare uffici comunali, postali, sindacali, sanitari, varia assistenza
4. 4. si trova su terreni privati quindi soggetti a esproprio
5. 5. questi stessi terreni sono una landa abbandonata da agricoltori-coltivatori-co
… e invece cosa succede? Votano TUTTI SI’, minoranza al traino! Compreso chi dichiara di NON VOLERE la “167” in quella zona (leggi il consigliere d’opposizione Antonio Guerra, candidato sindaco nelle elezioni di aprile 2008 con la lista “W PESCHICI” – … ma proprio VIVA, anzi EVVIVA! – che fa capo in campo nazionale all’ITALIA dei VALORI… MA QUALI VALORI!?!) o chi, esplicitamente, parla di costi necessariamente “gonfiati” per effetto di parametri aggiuntivi che rendono il sito non appetibile nemmeno dalla più disastrata delle Amministrazioni o dal meno scafato fra i palazzinari italici o da chi sia nato ieri o da chi presuma di “fare un affare” nell’ignoranza più totale di cosa lo aspetti.
Alla luce di tutto ciò, ci concedete la possibilità di sussurrarci che cominciamo a non capirci più nulla? E se con noi stessi ci comportiamo in maniera così conciliante e permissiva, non altrettanto lusso ci riteniamo in grado di concedere a chi vada dietro al proverbio “chi disprezza compra”. A loro anticipiamo piuttosto – malauguratamente dovesse in futuro capitare una qualche disavventura, che non stiamo qui neanche a esemplificare – “non dite poi che non ve l’avevamo detto!”
PS – Abbiamo esordito scrivendo: “Cominciamo a perdere colpi”. Al termine non siamo più tanto sicuri di… essere i soli!
Riflessioni seguite alla notizia di lotti da edificare nella piana di Kàlena a Peschici
Di Michele Eugenio Di Carlo
Vieste, 18 gennaio 2009
E l’Abbazia di Kàlena?
A chiunque giunga a Peschici da Vieste, percorrendo la strada interna, Kàlena appare maestosa, padrona del cielo e della terra, compiutamente adagiata nella sua solitudine, così come l’hanno voluta i suoi ispirati e audaci costruttori, così come i secoli passati l’hanno pietosamente conservata, così come artisti di pregio l’hanno rappresentata, così come fotografi di fama l’hanno immortalata.
Rilevanti il paesaggio agreste e il contesto paesaggistico da cui Kàlena emana i suoi bagliori ricchi di cultura e di storia millenaria, quanto la stessa autorevole e simbolica costruzione, quanto la magia che la avvolge nel mistero dei tempi andati, quanto le emozioni che il luogo della memoria
suggerisce a chi sa leggere nelle sottili trame di un misticismo indelebile.
Più in là, verso la spiaggia, laddove l’insostituibile ma distrutto sistema delle dune, in perenne e precario equilibrio tra acque, venti e sabbie, doveva pur rappresentare un’altra delle autentiche meraviglie della natura garganica, solo caos, cementificazione disordinata, speculazione edilizia, devastazione di un territorio offeso, oltraggiato, a marcare un raccapricciante comune denominatore nel nostro Gargano meraviglioso, non più “sperduto”, semplicemente perso.
Ma come salvare l’Abbazia se non si rispettano il paesaggio, l’ambiente, la peculiarità e l’identità del luogo?
E per salvare Kàlena non è stato ancora posto un vincolo paesaggistico anche nelle sue adiacenze?
Se così è l’Abbazia di Kàlena si appresta a seguire il triste destino che incombe sui tanti luoghi della memoria.
Un destino legato, qui come altrove, a comunità umane svuotate dalle antiche ambizioni culturali che, spesso e più volte nella storia, hanno consegnato alla nostra penisola la fama universale di centro di cultura e di arte. Cultura e arte che qui, nel nostro Gargano, hanno origini antiche e tradizioni consolidate, che anche l’uomo protostorico seppe esprimere e rappresentare, degnamente, sempre con rispetto, comunque con amore.
E se in una notte di stelle e di tramontana, vi dovesse capitare di sostare davanti all’Abbazia, chiudete gli occhi, e ascoltate il canto del mare e del vento sussurrare quiete e pace all’anima.
E oltre la selvaggia febbre edilizia dell’uomo, tutto proteso verso un’assurda modernità dal sapore aspro e amaro di un’identità perduta, sentirete quasi un canto gregoriano provenire dall’ Adriatico “aperto” al sole che nasce. Dove da sempre moltitudini di esuli preganti giungevano alla “Terra promessa”, accolti e rifocillati verso una “nuova rinascita”.
E Kàlena fu edificata lì, solitaria, a testimoniare la cultura dell’accoglienza dei discendenti garganici di Noé, quasi a tramandare nella notte dei tempi le voci greche, diomedee, omeriche, alla fonte delle nostre origini.
E nessuno, nemmeno l’edificazione della piana di Càlena, il colonnato alla “Mancina”di Vieste, la lottizzazione della Necropoli di S. Nicola, l’aggressione alla spiaggia di “Chiancamasitto”, le tante sopraelevazioni nei nostri centri storici, i tanti paesaggi perduti …. ,a passo fermo e socchiuse le palpebre, potrà impedirci di sentire quella nenia antica salire dalle onde.
Voce del passato, sempre presente, mossa a pietà e supplicante, affinché si liberi oltre il mare, ancora una volta, libero e forte, il nostro “grido di dolore”. A richiamare la memoria, a ripensare la storia, a seguitare le tradizioni.
SAN SEVERO. I resti di un giovane guerriero dauno vissuto presumibilmente nel IV secolo avanti Cristo, insieme a numerosi reperti archeologici di vario genere, sono stati recuperati il 14 Gennaio durante scavi eseguiti in territorio di San Severo da personale della Soprintendenza archeologica di Bari. L’operazione è stata condotta dal comando provinciale della Guardia di finanza di Foggia. Nell’area degli scavi, che in precedenza era stata presa di mira dai tombaroli, sono venute alla luce alcune tombe e in una di queste i resti del guerriero. Si tratta di parti dello scheletro, dell’intera dentatura inferiore e di parte di quella superiore, nonchè delle punte di bronzo di due lance che facevano parte del corredo funerario. Secondo le prime valutazioni degli esperti, è un rinvenimento eccezionale dal punto di vista archeologico.
da Teleradioerre
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Il Comune di Ischitella (FG), in collaborazione con l’associazione Periferie, bandisce la VI edizione del Premio Nazionale di poesia in dialetto “Città di Ischitella-Pietro Giannone”.
Partecipazione e scadenza. Inviare una raccolta inedita (minimo 20 – massimo 40 pagine, max 30 versi per pagina) di poesie in dialetto (con in calce la traduzione in lingua italiana).
Spedire n. 10 copie dattiloscritte, con le generalità complete, il numero telefonico ed eventuale e-mail a: Comune di Ischitella – Segreteria del Premio nazionale di poesia in dialetto – via 8 settembre 71010 Ischitella (FG). Le copie dovranno pervenire entro il 31 maggio 2009 (fa fede il timbro postale).
Quota adesione. Nessuna. La partecipazione è gratuita.
PREMI:I Premio: soggiorno di 7 giorni nel Comune di Ischitella per 2 persone a spese della Amministrazione Comunale e pubblicazione del manoscritto in 500 copie, a cura delle Edizioni Cofine di Roma.
Il premio dovrà essere ritirato personalmente (pena l’esclusione) nel corso della Premiazione.
II Premio: soggiorno gratuito di 4 giorni per 2 persone.
III Premio: soggiorno gratuito per un week-end per 2 persone. Alcuni testi tratti dalle raccolte vincitrici saranno pubblicati sulla rivista di poesia “Periferie” e sul sito www.poetidelparco.it
Premiazione. Avverrà il 13 settembre 2009 ad Ischitella, con la partecipazione del vincitore. I risultati saranno resi noti attraverso la stampa ed altri canali di informazione e sul sito www.poetidelparco.it
La giuria è composta da: Franzo Grande Stevens, Presidente onorario, Dante Della Terza, Presidente, (Università di Harvard e Napoli), Rino Caputo (Università di Roma Tor Vergata), Giuseppe Gaetano Castorina (Università Roma La Sapienza), Franco Trequadrini (Università L’Aquila), Achille Serrao (scrittore e poeta), Cosma Siani (Università di Cassino), Francesco Bellino (Università di Bari), Franca Pinto Minerva (Università di Foggia), Vincenzo Luciani (poeta).
Patrocini: Comune di Ischitella, Regione Puglia, Provincia di Foggia, Ente Parco Nazionale del Gargano, Eurolinguistica Sud, Rotary Club “Gargano”.
Per informazioni ulteriori tel. 06-2253179; e-mail poeti@fastwebnet.it