Alle battute finali la corsa al candidato a Carpino. Saranno ben quattro le liste che il 27 e 28 maggio si presentaranno all’esame dell’elettorato. Santino Basanisi, Gaetano De Perna, Rocco Manzo, Giuseppe Simone. Quelli che ancora non si conoscono sono i nomi dei candidati alla carica di consigliere comunale, e ciò sta a confermare un certa difficoltà da parte dei partiti a trovare i nomi giusti per la propria lista.
La scelta dei candidati, che rappresenteranno i Rutelliani alle prossime elezioni comunali di Carpino, ha "scomodato", addirittura, i vertici provinciali del partito, per cercare di porre fine ad una serie di veti incrociati abbattutisi sul nominativo dell’ex assessore della Comunità Montana, Michele Tabacco.
I diellini, come noto, hanno aderito, insieme ai diessini, fuoriusciti ds e diversi indipendenti, al cartello di partiti che sosterranno la candidatura a Sindaco dell’avv. Giuseppe Simone, in forza all’Udc. Quest’ultimo, pupillo del Consigliere Regionale Angelo CERA, per non meglio precisate ragioni, ha fatto proprio, il fermo diniego, opposto da diversi suoi candidati e sostenitori, alla candidatura, in quota margherita, del TABACCO, Pronta e repentina la reazione dei vertici provinciali del partito diellino che, in una nota indirizzata al candidato sindaco, hanno indicato l’ex assessore Tabacco tra i nominativi da inserire nella sua lista aggiungendo che, in caso contrario, salterebbe ogni ipotesi di alleanza. Staremo a vedere! La redazione di Ondaradio
«Sono una persona onesta che ascolta la gente» da OndaRadio
ELEZIONI AMMINISTRATIVE | Centro destra, centro sinistra e civica
Intervista a Giovanna Marini.
La folksinger e ricercatrice romana parla di musica e devozione popolare
da il Corriere del Mezzogiorno del 6 aprile 2007
La musica popolare religiosa è tutt’altro che estinta. Giovanna Marini, ricercatrice, docente e interprete del folk italiano, neè sicura. "So che alcuni – dice al Corriere del Mezzogiorno – vorrebbero che io pronunciassi frasi del tipo: Eh no, sta morendo tutto …. Ma non è vero per niente. Il canto popolare, anche quello devozionale, non sta morendo affatto". In questi giorni la Marini, insieme ai suoi allievi della scuola popolare di musica del Testaccio a Roma, è tornata sul Gargano, per ascoltare e studiare i canti della Passione, come fece già nove anni fa. Ieri era a Vico, paese dove è tuttora viva una originalissima tradizione di cori che dà il meglio di sé nella giornata del venerdì santo; e ha presentato un cd che di questi cori raccoglie una selezione.
"Noi – prosegue – ascoltiamo questi brani solo nella settimana pasquale; questo è vero. Ma ciò avviene perchè sono brani legati ad una particolare funzione, dalla quale non si possono separare. Sono autentici riti che vengono celebrati, quindi non li si può staccare da quel contesto. Il Miserere di Vico, per esempio, non si può certo cantare a natale, o in qualsiasi altro momento. Lo si canta il venerdì di Pasqua, e basta. Ma proprio perchè li si può trovare solo in un determinato giorno dell’anno, questi canti sono preziosi. E vengono custoditi magnificamente dalle confraternite, proprio come oggetti di museo. Però nello stesso tempo tutto il canto popolare, anche quuello che non è "oggetto di museo", viene cantato".
E quali canti, invece, si sono perduti?
"Per esempio i canti della raccolta delle olive. Un pò perchè la raccolta è meccanizzata, un pò perchè si fa più in fretta. Ma chissà, forse quelli delle olive qualcuno li canta ancora. Quelli dei taglialegna, invece no. Non si può cantare mentre si usa la sega elettrica. Ecco, questo genere di canti forse è andato un pò perduto. Ma il canto in sè, il riunirsi in osteria o altrove a cantare, è tenuto vivo dappertutto. Certo, se nelle famiglie la gente si riunisse ogni tanto e cantasse invece di stare sempre a guardare la tv sarebbe meglio".
Che origine hanno, secondo lei, questi canti religiosi del Gargano?
"Quelli di Carpino, Vico e Ischitella credo che facciano parte di una vena musicale italiana che parte dall’Abruzzo, dal Molise e poi tocca Benevento, Foggia e va giù verso il Salento; ma si allarga anche sul Gargano. Sono, e parlo di quelli pugliesi in genere, canti magnifici, melodie molto belle, larghe, con intervalli lunghi. Si sente anche l’influenza della Magna Grecia. In Grecia la scala musicale era rovesciata, partiva dall’alto per arrivare verso in basso, E così avviene in Puglia: la voce si leva di più. Una tecnica, a dir la verità diffusa più nel Salento".
Lei di canti garganici ne ha raccolti molti?
"Ho raccolto molte cantilene sui santi. Un genere al quale si dedicano spesso le donne. Sono pezzi un pò più privati, più nascosti ; come le ninne nanne".
Invece i canti sacri, come quelli di Pasqua, sono eseguiti più da uomini che da donne. Come mai?
"E’ un pò strano: il canto devozionale dovrebbe essere femminile, perchè la devozione fa parte dell’anima, quindi della femmina. In realtà sul Gargano, ma anche altrove, come in Sicilia e Sardegna, questi canti sono affidati agli uomini. A Carpino e Vico ciò si deve al fatto che le custodi di tali tradizioni, come detto, sono le confraternite; e le confraternite sono maschili. Ultimamente alcune si sono allargate alle donne, perchè con l’emigrazione gli uomini sono venuti a mancare. Ma la confraternità in genere tende a escludere le donne. Perchè in origine è un’associazione di mutuo soccorso; ed erano gli uomini che si aiutavano fra loro".
E non ci sono eccezioni?
"Si, certo. Per esempio a Ischitella c’è un gruppo famoso, quello delle Cantatrici. Si sono impossessate della materia religiosa che di solito compete agli uomini. Ecco: lì le donne hanno preso il sopravvento.
Solo sui canti sacri?
"Anche su altri. Quelli che derivano dall’emigrazione. Come la storia di Adelina, che è diffusa un pò dappertutto, non solo sul Gargano. E’ la storia di un uomo sposato che emigra in America e si fa un altra famiglia. La moglie lo insegue e lo uccide. Questa tradizione da cantastorie, donne come nel caso di Ischitella o uomini altrove, è ancora presente in certi luoghi del Gargano. Deriva anche dal servizio militare; il giovane garganico andava al nord, e poi tornava portando con sé i canti del nord; che a quel punto diventavano canti del sud. E poi ci sono anche canti di origine latina, diffusi in versione romanza, che vengono a volte leggermente trasformati dal dialetto. E’ un modo di cantare diverso da quello più diffuso nel Salento, che ha la scala alta alla greca. E poi, ancora, si trova il canto di origine arberesch, quello degli albanesi immigrati; ed è molto più ritrmico".
Torniamo ai canti devozionali del Gargano. Sono facili da eseguire?
"Volendo farli bene, riescono proprio difficili. Quando li studiamo, con i miei ragazzi, diciamo ogni volta: sembrava tanto facile, e invece guarda quanto tempo ci stiamo perdendo".
Cos’hanno di tanto difficile?
"Bisogna cercare di non disperderne l’autenticità. Questo è un tipo di canto molto fiorito. Se si toglie l’infiorettamento lo si priva dell’essenza. Il cantore è il padrone del pezzo. Il testo in genere resta fisso; la musica non sempre. Il cantore, anche nei canti devozionali, fa sentire la sua arte con quelle che in accademia chiamiamo microvarianti. Piccoli cambiamenti espressivi che fanno maturare l’opera, la rendono diversa, e rendono preferibile un cantore ad un altro. Quando raccogliamo questo materiale, e lo depositiamo alla SIAE, siamo costretti a dichiarare: ‘anonimo’. Bisognerebbe invece scriverne il nome, far proteggere dalla SIAE questi cantori. Anche se non sono musicisti".
Carpino Folk Festival dal 03 – 11 Agosto 2007
Stabilite dal direttivo dell’Ass. Cult. Carpino Folk Festival le date della XII edizione.
Ritorna dunque quella festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del gargano e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di diverse località italiane.
Sarà ancora una volta il mix tra riti sacri e profani a condurre gli spettatori/partecipanti alla scoperta di un mondo antico, sconosciuto e incomprensibile, ma proprio per questo carico di un fascino inesauribile.
Ecco l’articolazione della manifestazione:
Suoni di Passi
Laboratori Didattici, Danza, Chitarra Battente e Percussioni
Carpino Cinema
Presentazioni di Film e Corti
Carpino Letterario
Presentazioni Letterarie
Festa Festa
Concerti nelle strade e nei vicoli
La Notte di Chi Ruba Donne
Concerti della tradizione
Carpino Folk Festival 2007
Concerti in Piazza del Popolo
La serietà dei corsi e dei seminari, l’ospitalità e l’allegria di un’intera cittadina che trasforma il proprio paese in una schietta e laboriosa factory di musica popolare, la festa, la cultura, l’orgoglio per quest’unicità e la piacevole scoperta di un Sud che valorizza le proprie tradizioni senza cadere in scontati cliché, saranno alla fine gli ingredienti giusti del successo della prossima edizione del Carpino Folk Festival.
Rocco MANZO, 42 anni, vice Sindaco dal 1998, guiderà una lista civica, composta prevalentemente dagli amministratori dell’attuale maggioranza consiliare.
Tra i candidati "illustri" della lista che sarà guidata da Rocco MANZO che, alle elezioni amministrative del 27 e 28 maggio p.v., cercherà di portarlo alla guida del piccolo comune garganico, ci sarà anche l’attuale Sindaco, Nicola Maria Trombetta (Forza Italia). Trombetta, dopo due mandati consecutivi alla carica di "primo cittadino" darà, con il consueto entusiamo che ha contraddistinto sempre la sua condotta politica e amministrativa del paese, il proprio contributo. Altri candidati eccellenti saranno: Rocco RUO, attuale Presidente del Consiglio Comunale ed ex Vice Presidente della Comunità Montana del Gargano, ritenuto tra i più "ferventi" sostenitori della candidatura di Rocco MANZO, alla carica di Sindaco, dopo aver avanzato egli stesso, per qualche momento, la propria disponibilità alla candidatura a Sindaco. Tra gli altri attuali amministratori di maggioranza che sosterranno Rocco Manzo sono da segnalare l’Assessore Giuseppe Gentile e il Consigliere Antonio Giangualano.
Con tutta probabilità, a contendere la elezione a Sindaco di Rocco MANZO, saranno l’Avv. Giuseppe Simone ed il ConsigliereComunale, Santino Basanisi, ex maresciallo dei Carabinieri, in pensione.
VICO DEL GARGANO – Le cinque confraternite di Vico del Gargano (L’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, la Confraternita dei Cinturati di Sant’Agostino e Santa Monica, la Confraternita della Morte e Orazione, la Confraternita dei Carmelitani Scalzi, la Confraternita di San Pietro) alla IV edizione de” I canti di passione”, iniziata nei giorni scorsi a Calimera, in provincia di Lecce, e che si concluderà domenica prossima.Per la prima volta, dalla loro nascita, le Confraternite vichesi canteranno tutte insieme domani e il giorno successivo, rispettivamente a Calimera e Martignano, i canti della tradizione vichese: una sublime poesia dell’anima nella ricorrenza della Passione di Cristo. Trentotto voci e cinquanta minuti di emozioni e di riflessione per una rappresentazione che sicuramente farà parlare ancora di sè, per l’occasione, coordinati dall’Associazione culturale “Carpino Folk Festival”, in particolare da un progetto di Luciano Castelluccia e Alessandro Sinigagliese, si esibiranno, come ricordavamo, per la prima volta tutti insieme, in terra salentina. Di norma in questi canti, che siano sardi, salentini, garganici, calabresi si ricordano gli ultimi istanti della vita di Gesù. La rassegna è un momento significativo per riascoltare i canti della Passione che, da secoli, ripropongono le emozioni di sempre, patrimonio di tante comunità, non solo garganiche, ma anche di altre località italiane e, cosa ancora più straordianria, di molti Paesi europei. Infatti, quest’anno alla rassegna leccese saranno presenti rappresentanze provenienti da Spagna, Portogallo, Grecia e Cipro. L’invito alle confraternite è la testimonianza di quanto i canti della Passione della tradizione vichese vengano apprezzati, conservando ancora tutte quelle sonorità, perdute in tutte le altre parti del Gargano.In passato, le confraternite erano state addirittura undici, poi, emigrazione ed altre contingenze ne hanno portato il numero a cinque.
Non c’è dubbio su come la musica folk, in Italia, sia ancora stravaganza curiosa da amatore, mentre altrove, almeno in Europa, venga comunemente considerata musica delle identità e delle memorie.
Non è un caso che France 3 abbia recentemente coprodotto un documentario sul Carpino Folk Festival (e in Italia?), e che fenomeni come gli e’Zezi di Pomigliano d’Arco e la romana Orchestra di Piazza Vittorio abbiano ricevuto tributi e onori al Festival di Locarno.
Comunque sia, resistono nel nostro Paese numerosi autori, musicisti, associazioni, centri di studio e ricerca, addirittura enti locali che si dedicano, con passione e competenza, alle musiche popolari, folk e tradizionali. Così, nella piccola terra della Grecìasalentina, la cultura popolare vive e si racconta attraverso figure come i Cantori di Carpino e il vecchio Uccio Aloisi, e con Festival come il Carpino Folk Festival.
È cultura di piazza, di pancia e di cuore, non etnografia da museo.
E per raccontare, e non semplicemente celebrare la Pasqua, gli undici Comuni di questo angolo di Italia a sud di Lecce, con il patrocinio morale dell’Istituto Diego Carpitella e quello finanziario di Provincia, Regione e Unione europea, presentano i loro Canti di Passione (dal 25marzo al 1 ºaprile prossimo),un viaggio nelle musiche, nei canti, nel teatro popolare, nel cinema della Passione di Cristo.
Trascendente e carnale, mistica e pagana, colma di credo autentico e di superstizione, decaduta eppure viva, come ogni tradizione popolare del Sud. Musicisti come Moni Ovadia (il 25marzo), l’organettista Ambrogio Sparagna (il 27) e le Confraternite vocali, con l’intatta funzione di commentare le Via Crucis, restituiscono il respiro e un’identità popolarea riti altrove legati alla celebrazione formale. Da Il Sole-24 Ore dell’11marzo2007 – Riccardo Piaggio
Resa nota la scaletta dello spettacolo delle confraternite di Vico del Gargano ospiti della prestigiosa rassegna salentina "Canti di Passione".
Lunedì 26/03/2007 nella chiesa della Misericordia si è svolta la prova generale dello spettacolo delle Confraternite di Vico del Gargano presenti tutte le confraternite (L’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, la Confraternita dei Cinturati di Sant’Agostino e Santa Monica, la Confraternita della Morte e Orazione, la Confraternita dei Carmelitani Scalzi, la Confraternita di San Pietro).
38 voci e cinquanta minuti di emozioni e di riflessione per una rappresentazione che sicuramente farà parlare ancora di se, per l’occasione, coordinati dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, in particolare da un progetto di Luciano Castelluccia e Alessandro Sinigagliese, si esibiranno tutti insieme (cosa rara), a Calimera (il 30 marzo) e Martignano (il 31 marzo), portando i canti garganici che narrano la vita e la morte di Cristo.
La poesia popolare raggiunge una delle più alte espressioni proprio nelle vicende che narrano la storia di Cristo, infatti tutti i linguaggi espressivi di una cultura, canto, poesia, teatro, si sintetizzano in questo dramma umano-divino, essenza stessa del divenire. di norma in questi canti, che siano sardi, salentini, grichi, Garganici, calabresi, ecc. si contemplano gli ultimi istanti, della vita di Gesù, solo di fronte alla morte, con la propria responsabilità e tragica consapevolezza che l’essenza umana contempla anche il massimo dei sacrifici.
1. MISERERE
2. CANTO DELL’ADDOLORATA
3. QUINTA STAZIONE DELLA VIA CRUCIS
4. EPISTOLA
5. LAMENTAZIONE
6. CRISTUS
7. RESPICE
8. EX TRATTATO
9. AI TUOI PIEDI
10. TOMBA ULTIMA STAZIONE DELLA VIA CRUCIS
11. EVVIVA LA CROCE
12. MISERERE
I genitori in pellegrinaggio a Gallinaro: “E’ un miracolo” Era stato dimesso la scorsa settimana da un istituto neurologico di Milano e da settembre non camminava più. Ieri mattina, però, un bambino di 6 anni di Carpino, affetto da atassia sensitiva e atrofia ottica, è tornato a camminare dopo aver fatto visita, insieme ai genitori, al santuario di Gallinaro, in provincia di Frosinone, meta di numerosi fedeli. I genitori del piccolo parlano di miracolo: “Mio figlio era in braccio al padre quando ha detto ‘mettimi giù’ – ha dichiarato la mamma – mio marito lo ha messo per terra e lui ha iniziato a camminare andando verso l’albero e dicendo di voler conoscere l’uomo con la barba, ma noi non vedevamo nulla”. In quel luogo, nel lontano 1947, venne costruita una piccola cappella dedicata a Gesù Bambino e, da allora, una donna del posto, Giuseppina Norcia, racconta di aver ricevuto numerose visioni. I genitori e il bambino facevano parte di un gruppo di fedeli partiti da Foggia. Fra questi, un medico, specialista in urologia, Bernardo Pio che ha dichiarato: “Per me non è altro che un miracolo. La diagnosi dell’istituto neurologico di Milano è chiara e poi il bambino è andato sempre a peggiorare con i mesi, tanto che da settembre non faceva più neanche un passo. Oggi, dopo aver urlato che vicino a quell’albero c’era un uomo con la barba, ha camminato. Questo come lo chiamate voi?”.