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La Tarantella del Gargano ai Laboratorio di Danza Popolare a Firenze – Anno XXXI

Le forme espressive della tradizione popolare apprese in un corso cittadino sono imitazioni, anche se hanno la funzione di riflessione culturale e di conoscenza di un mondo in via di trasformazione. Crediamo che sia importante incontrare direttamente le persone ed i contesti originari per una migliore comprensione del mondo contadino. Per questo all’interno dei vari cicli troveremo degli spazi per vedere filmati etnografici, dibattere temi antropologici, incontrare depositari e ricercatori della tradizione e riflettere sulla cultura popolare.

SCUOLA DI BALLO & MUSICA POPOLARE
Ogni lunedì sera dalle 21 alle 23 (dal 1 ottobre 2007 al 27 maggio 2008).

PROGRAMMA
– I CICLO: (dal 15 ott. al 10 dic. 2007)
– Sezione 1: Balli del Piemonte occitano (4 incontri). Dalla Val Varaita curento, gigo, boureo vejo, tresso, countradanso, boureo de S. Martin, ecc. [Inss. Biagi, Castagna].
– Sezione 2: Balli della Maremma toscana (5 incontri). Balli poco noti e particolari di una terra di transumanza stagionale (trescone, sciotis, sor Cesare, punta e tacco, galletta, ballo del riccio, tarantella, ecc.). [Inss. T. Biagi e P. Gala].

– II CICLO: (dalla Befana a Pasqua 2008)
– Sezione 3: Puglia: pizzica pizzica e tarantella di Carpino (4 incontri). Vari esempi di pizzica della Puglia meridionale tratti dalla tradizione e la tarantella di un paese del Gargano divenuto meta di numerose ricerce etnomusicali nelle sue forme originali. [Inss. T. Biagi, D. Cavallone e P. Gala].
– Sezione 4: Abruzzo: la spallata (5 incontri). Vari esempi di un’ampia famiglia etnocoreutica scoperta nei primi anni ‘80 dall’etnocoreologo Gala, eseguiti in cerchio, a contraddanza e a file contrapposte. [Inss. P. Gala e T. Miniati].

– III CICLO: (da Pasqua a fine maggio 2008)
– Sezione 5: Balli sardi (4 incontri). Come sempre non poteva mancare nell’antologia di balli tradizionali italiani uno sguardo sul repertorio di un unico paese della montagna barbaricina (passu torrau, ballu ‘e trese). [Ins. Maurizio Loi]
– Sezione 6: Balli romagnoli (4 incontri).I balli staccati precedenti il “liscio” romagnolo: manfrina, saltarello, russiano, sciotis, trescone, ecc. [Inss. T. Biagi, M. Castagna].

INFO per i corsi di musica: 333-7299460 Mario

Petracca Libera di Carpino tra i candidati garganici nelle liste ‘Democratici per Veltroni’

Le elezioni primarie si svolgeranno domenica 14 ottobre 2007 dalle 7.00 alle 20.00, in un seggio allestito dai comitati promotori in ogni città del Gargano.
Potranno partecipare liberamente tutti i cittadini che abbiano compiuto 16 anni, compresi i cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno.
Partecipare col voto alla costituzione del Partito Democratico non significa assolutamente iscriversi al PD.
Gli elettori riceveranno due schede: una per eleggere il segretario nazionale e l’assemblea costituente nazionale; l’altra per eleggere il segretario regionale e l’assemblea costituente regionale.
Per votare Veltroni, segretario nazionale, nella lista “Democratici per Veltroni” e Emiliano, segretario regionale della Puglia, nella lista “Democratici per Emiliano”(collegata a Veltroni) basterà apporre un segno su una parte qualsiasi del relativo riquadro.
Queste le liste dei “democratici” a sostegno di Veltroni:

Per l’assemblea nazionale “Democratici per Veltroni”
Leggieri Loredana     S. Marco in Lamis
Cusenza Gaetano     S. Giovanni Rotondo
Petracca Libera        Carpino (in boccalupo)
Giuffreda Antonio       Vieste

Per l’assemblea regionale “Democratici per Emiliano”
Giuffreda Carmela                S. Giovanni Rotondo
Squeo Costantino                 Sannicandro G.
Carbonella Filomena           Ischitella
Di Carlo Michele Eugenio    Vieste
Abruzzese Donatella             Vico del Gargano
Azzellino Michele                   Rodi G.
De Simone Palma Maria     Cagnano Varano

Comitato Garganico Democratici per Veltroni e Emiliano

Dagli agrumi all’anguilla di Lesina, dal caciocavallo podolico alla capra, dalla fava di Carpino alla vacca podolica

«Appena fuori dai confini della provincia di Foggia, gli elementi che la valorizzano nel suo complesso sono riconosciuti anche da organizzazioni prestigiose e assai attente a selezionare gli spicchi del territorio italiano dove si conserva l’equilibrio tra qualità e tipicità degli alimenti. È questa la nostra risorsa maggiore: per la vita di chi risiede e per coloro che scelgono di venire nella provincia di Foggia». Così Antonio Giuffreda commenta l’ingresso dei formaggi di capra garganica tra gli oltre 200 Presìdi italiani tutelati dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità.
A Bra, in provincia di Cuneo, dove lunedì si è tenuta l’edizione 2007 di "Cheese", è stato Pierangelo Masullo, giovane allevatore foggiano, a raccontare l’esperienza delle produzioni ricavate dall’allevamento della capra garganica, razza estremamente rustica che ben si adatta al difficile ambiente dell’altopiano pugliese. L’animale, a rischio di estinzione, riesce infatti a resistere alle alte temperature della zona e regala un latte profumato e ricco di aromi.
«Il Gargano è un pezzo di Capitanata che dobbiamo tutti valorizzare -dice ancora Giuffreda, candidato nel collegio numero 2 di San Giovanni Rotondo, nella lista "Democratici per Veltroni" per l’assemblea costituente nazionale del Partito Democratico-. Insieme al patrimonio ambientale, esprimiamo valori fondamentali per il benessere e la qualità della vita delle persone, come dimostra anche il fatto che qui sono stati riconosciuti già 6 presìdi Slow Food sui 10 pugliesi: dagli agrumi all’anguilla di Lesina, dal caciocavallo podolico alla capra, dalla fava di Carpino alla vacca podolica».
Da OndaRadio

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Fava di Carpino
I terreni calcarei e argillosi di Carpino sono perfetti per la coltivazione delle fave. E non a caso proprio qui, da sempre, si coltiva una delle varietà più apprezzate di tutta la Puglia. Si produce in rotazione con il grano duro, le barbabietole da zucchero, i pomodori e i lupini.
La semina avviene nei mesi di ottobre e novembre. Non si concimano (anzi, la fava è una pianta che arricchisce il terreno di azoto) e non si trattano: le erbette infestanti si tolgono a mano. A giugno, quando le piante sono ingiallite, si falciano a mano e si legano in covoni (i cosiddetti manocchi) che si lasciano seccare sul campo. Nel frattempo si predispone un’area circolare (arij) bagnando il terreno, ricoprendolo di paglia e pressandolo. Lo scopo è quello di creare uno strato duro e compatto su cui poter lavorare. Nel mese di luglio, quando i manocchi sono ben secchi, si sistemano sull’arij (dopo aver eliminato la paglia) e, quando il sole è alto, si passa alla fase della pesa: un agricoltore sta al centro dell’area, mentre uno o più cavalli girano in tondo schiacciando i covoni. Quindi, con tradizionali forche di legno, si separano le fave dalla paglia. Per eliminare anche le particelle più minute, infine, si sollevano con pale di legno e si gettano in aria approfittando della brezza pomeridiana.
Gli appezzamenti destinati alle fave di Carpino sono perlopiù molto piccoli – in media mezzo ettaro – e la produzione è quantitativamente modesta.
I produttori del Presidio coltivano anche lupini e olivi, da cui ricavano olio extravergine e olive da mensa.
A tavola
Piccolina e con una fossetta nella parte inferiore, la fava di Carpino è verde al momento della raccolta e, con il tempo, diventa color bianco sabbia. Tenera e saporita, tradizionalmente si cuoce nelle pignatte di terracotta sul fuoco dolce del camino. Si mangia come contorno – condita semplicemente con un filo di extravergine di oliva – oppure come primo piatto: cotta con erbe spontanee, con la zucca oppure con la carne di maiale.
La tradizione abbina questi semplici piatti a un vino rosato; per rimanere sul territorio, si scelga un rosato di Castel del Monte. Il corpo e la spiccata acidità di questo vino contrastano con le note dolci della fava e della zucca, riequilibrando piacevolmente il palato.

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival riconosciuta come protettrice di un patrimonio che fa parte di tutti noi

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival riconosciuta come protettrice di un patrimonio che tra cultura tradizione, folclore o cultura immateriale, fa parte di tutti noi
FOGGIA – Grande soddisfazione da parte dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival per la ratifica da parte della Camera dei Deputati della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale avvenuta lo scorso 13 settembre.
«Finalmente – si legge in una nota – sarà possibile partecipare a pieno titolo ai lavori del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, che ha già riconosciuto per l’Italia i Pupi siciliani e i Tenores sardi, come parte di un tessuto di tradizioni e feste che va oltre i nostri confini e che in tutto il mondo rappresenta una straordinaria ricchezza italiana».
«L’Italia adesso potrà presentare, a partire dal 2008, le proprie candidature per le prime iscrizioni nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO – prosegue la nota – ricordiamo che questa convenzione disciplina finalmente un settore sinora scarsamente riconosciuto dal punto di vista giuridico, comunemente definito come cultura tradizionale, folclore o cultura popolare».
«L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ritiene che godano di tutti i requisti disposti dalla Convenzione i numerosi Cantori e Cantautori del Gargano, ad es. quelli di Carpino sono stati di recente nominati Testimoni della Cultura, i canti che si ostinano a tramandare anche ad età molto avanzata, la funzione che questi canti avevano in passato, come quella di portare la serenata, lo strumento principe usato per accompagnare questi canti, ossia la chitarra battente e quindi le tecniche artigianali per la loro costruzione, e i tre principali motivi ritmici della musica del Gargano, la rurianella, la viestisana e la mundanara, senza dimenticare la particolarità del ballo delle nostre terre».

«Per festeggiare questa vittoria italiana, di cui siamo orgogliosi, dopo anni di dimenticanza e trascuratezza – conclude la nota – il 30 settembre prossimo ai Fori Imperiali verrà festeggiata la Giornata della Cultura Immateriale e tutti i cittadini sono invitati per conoscere da vicino le nostre tradizioni con una manifestazione gioiosa e vitale del patrimonio immateriale dell’Italia. Il Gargano sarà rappresentato dai Cantori di Carpino che si esibiranno alle ore 11.00. Ma l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival sarà presente a Roma già dal giorno 29 settembre per sostenere lÂ’Associazione Totarella che in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza e l’Istituto di Alta Cultura anticiperanno i festeggiamenti con un seminario-spettacolo tenuto presso il Teatro Ruskaja».

Oggi e domani a Roma si festeggia la ratifica della Convenzione per la salvaguardia dei beni culturali “intangibili”

Grande festa domenica ai Fori Imperiali, con Mimmo Cuticchio, Ambrogio Sparagna, i Cantori di Carpino, Peppe Barra, Alexian, i Totarella e le zampogne del Pollino e Giovanna Marini
di ROSARIA AMATO
ROMA – I pupi siciliani e il canto a tenores della Sardegna "patrimonio culturale immateriale" dell’umanità. A sancirlo è l’Unesco, ma presto molte altre espressioni della cultura popolare italiana, dalla pizzica, la danza popolare pugliese lanciata in tutto il mondo dal batterista dei Police Stewart Copeland, alla canzone romana, ai canti di lavoro e di protesta, potrebbero aggiungersi alla lista, grazie alla ratifica operata qualche giorno fa dal Parlamento della "Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale intangibile". Un evento da festeggiare: oggi all’Accademia Nazionale di Danza e domani in via dei Fori Imperiali a Roma si alterneranno spettacoli e incontri con gli artisti esponenti della più genuina tradizione popolare, da Mimmo Cuticchio a Giovanna Marini e Ambrogio Sparagna.
"Noi partiamo per ultimi, ma poi diventeremo i primi", assicura il sottosegretario ai Beni Culturali Danielle Mazzonis, ricordando il "grandissimo ritardo" con cui il Parlamento ha approvato nelle scorse settimane la Convenzione Unesco. Ritardo che intanto non ha impedito all’Opera dei Pupi siciliani e al Canto a tenores dei pastori del centro della Sardegna di entrare di diritto nella lista dell’Unesco, come "Capolavori del patrimonio immateriale dell’umanità".
Altre espressioni della cultura popolare italiana potranno presto aggiungersi, facendo domanda a partire dal 2008. Si tratta di tradizioni, espressioni orali, riti, spettacoli folkloristici: "L’Italia ha molto da inserire in queste liste – spiega Mazzonis – e potrebbe accadere come per i siti del Patrimonio Culturale, dove il nostro Paese è partito in ritardo, ma ora è quello che detiene il numero più alto".
Stamane, sempre a Roma, si è svolto un convegno-seminario dei Beni Culturali per spiegare a tutti gli interessati in che consiste l’iter burocratico per proporre le candidature, che poi il governo trasferirà in sede Unesco.
I festeggiamenti si aprono nel pomeriggio all’Accademia Nazionale di Danza, dove l’associazione Totarella, le zampogne del Pollino, terrà un seminario spettacolo a ingresso libero. Totarella è un gruppo di musica e danza tradizionale che esprime le tradizioni delle zone al confine tra la Calabria e la Lucania, e al quale diversi anziani suonatori e costruttori di strumenti popolari "hanno affidato una sapienza e una memoria antiche", che fanno capo alla cultura contadina.
Domani in via dei Fori Imperiali si comincia alle 10.30 con i Sai Gaber, esponenti della minoranza linguistica occitana. Alle 11 i Cantori di Carpino, centro del Gargano (Puglia) noto anche per la tradizione della chitarra battente. Alle tradizioni culturali di Carpino hanno attinto molti artisti, a cominciare da Eugenio Bennato. Alle 11.30 Ambrogio Sparagna, virtuoso dell’organetto e studioso delle tradizioni dell’Italia centro-meridionale e del Lazio in particolare.
Alle 13.30 la musica rom di Alexian e del suo gruppo. Alexian, alias Santino Spinelli, è il primo esponente della comunità rom residente in Italia ad essersi laureato e ad aver ottenuto una cattedra universitaria. Nel pomeriggio Sara Modigliani, esponente della canzone romana, Mimmo Cuticchio, un gruppo di canto a tenores sardo, il napoletano Beppe Barra, ancora i Totarella, Alla Bua, un gruppo esponente della pizzica, danza salentina che ha conosciuto negli ultimi anni una riscoperta a livello internazionale. Si chiude alle 18 con Giovanna Marini, cantante e studiosa delle tradizioni italiane, in particolare dei canti di lavoro.
(29 settembre 2007)

Le tessitrici di Carpino alla ‘Notte dei ricercatori´ di Foggia

Foggia – Esperimenti al chiaro di luna – La ‘Notte dei ricercatori´ torna per la seconda volta a Foggia, il 28 settembre. Via Arpi diventerà il Sentiero della creatività di Fabio Vaira (28/09/2007)
Il ventotto, quando Selene, la bella dea dal viso pallido, porterà in cielo le sue fluenti vesti e quando la Terra si accorgerà di riceve la luce fossile di galassie e stelle vecchie di 15 miliardi di anni allora i ricercatori delle facoltà sia umanistiche che scientifiche della nostra città apriranno le porte delle loro aule e dei loro laboratori per condividere con il pubblico i loro interessi e le loro passioni per la Notte dei ricercatori europei 2007. L´arricchimento degli appuntamenti dell´evento per proseguire il successo della notte del 2006 é stato il leit motiv degli interventi del rettore dell´Università Antonio Muscio (in foto a sinistra) e degli altri cattedratici, in occasione della presentazione del programma durante una conferenza stampa in ateneo. Il tema che coagulerà gli esperimenti scientifici, i laboratori, i giochi, le mostre, gli spettacoli teatrali, le rassegne cinematografiche di questa seconda edizione sarà: scienza e creatività. L´ampliamento previsto riguarda anche i giorni; quest´anno il 27 infatti sarà dedicato alle iniziative di ‘Aspettando la notte dei ricercatori´. La vigilia dell´evento avrà come protagonista e ambientazione Herdonia: alle ore 17 si parte con una visita guidata al sito archeologico sotto la direzione di Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia tardoantica; alle 19, presso il ‘Macellum´ del sito si svolgerà l´interessante iniziativa dal titolo ‘Le erbe degli antichi: magia, terapia e cosmesi: presentazione delle antiche conoscenze relative all´uso delle erbe´ che concretizza il tema scelto per la Notte dei ricercatori, quella simbiosi tra la creatività, la letteratura e la scienza, l´agronomia; connubio che si ripeterà alle 21 con la rappresentazione teatrale curata da Giovanni Cipriani, ordinario di Letteratura Latina, e dal regista Pino Casolaro: la pseudo-virgiliana ‘Culex´, cioé la zanzara, con l´intramezzo scientifico sulla zanzara tigre di Annunziata Giangaspero, ordinario di Parassitologia. La giornata herdoniana si concluderà con la degustazione di prodotti tipici. Per tutti questi eventi, ad ingresso libero, e in particolare per la visita guidata é necessaria la prenotazione on line sul sito dell´università (www.unifg.it). ‘L´approccio metodologico nella stessa disciplina é diverso a seconda dell´appartenenza di genere del ricercatore?’ sarà la domanda con cui si apriranno gli eventi di giovedí 27: alle ore 15, la risposta é affidata alla conferenza Di che genere é la ricerca? Considerazioni sul metodo curata da Carla Severini, delegato rettorale per le Pari opportunità, che si svolgerà presso il teatro del Fuoco. Il percorso delle iniziative si sposta poi in via Arpi che verrà chiusa al traffico dalle 16 alle 22 per trasformarsi nel Sentiero della creatività: tra una degustazione e l´altra il pubblico potrà ammirare la storica strada foggiana e recarsi nelle varie sedi destinate a contenere gli eventi culturali. Il dipartimento di Tradizione e Fortuna dell´Antico, alle 17, accoglierà le tessitrici di Carpino che realizzeranno costumi di personaggi mitologici; il chiostro di Santa Chiara, sempre alle 17, sarà il palco dove la compagnia teatrale Cerchio di gesso rappresenterà il Viaggio al centro della terra di Verne; Palazzo Dogana, alle 17,30, risuonerà delle parole dello scrittore Augusto Palombini e delle note del coro polifonico universitario. Ma moltri alti esperimenti scientifici e teatrali, mostre e giochi aspettano i foggiani negli open lab, i laboratori aperti delle facoltà di Lettere, Medicina e Agraria sino al concerto di Bollani e Caine.
da Foggia & Foggia

Per la Comunità Montana, e per molti altri, Carpino non esiste

Possibile che nessuno dei 10 dipendenti e dei 39 consiglieri della Comunità Montana del Gargano si è  accorto che uno dei suoi paesi membri è scomparso dal loro territorio di competenza, neanche i tre membri designati dal Comune di Carpino?
Per chi non riesce ad aprirlo in automatico cliccate qui

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var isInternetExplorer = navigator.appName.indexOf("Microsoft") != -1;
// Gestisce tutti i messaggi FSCommand in un filmato Flash
function Italia_DoFSCommand(command, args) {
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// Hook per Internet Explorer
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document.write('n’);
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document.write(‘ Call Italia_DoFSCommand(command, args)n’);
document.write(‘End Subn’);
document.write(‘n’);
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Carpino, nasce stasera il comitato per Veltroni e il Pd

CARPINO. Nasce questa sera, a Carpino, il comitato cittadino per il Partito democratico su iniziativa del coordinatore de La Margherita, Domenico Delle Fave, e, per i Democratici di sinistra, del consigliere comunale, Rocco Di Brina.
La nascita del comitato cittadino, dopo il risultato amministrativo dello scorso maggio fortemente penalizzante per le due forze politiche, ha tutto il sapore di mettere alle spalle la bocciatura da parte dell’elettorato per riprendere un discorso politico che valorizzi – come spiegano Delle Fave e Di Brina – la partecipazione democratica contro il pericolo di una dilagante rassegnazione e di sfiducia che ha raggiunto livelli altissimi.
Gli esponenti dell’Ulivo parlano di un momento di riflessione “rispetto ad uno stato di cose che vogliamo e dobbiamo cambiare, consapevoli che bisogna ripartire insieme, più numerosi, più convinti ed evitando errori del passato che pure abbiamo commesso. Uno strumento nuovo per una fase nuova è dunque necessario, e non solo a Carpino”.
Delle Fave e Di Brina puntano al coinvolgimento di “donne e uomini liberi e responsabili, capace di affermare l’ugua glianza dei diritti e la tutela della diginità umana, un partito che sappia riconoscere il valore delle culture e che sappia promuovere confrontpo, dialogo e ricerca di soluzioni condivise intorno ai temi che investono il destino di tutti”. La riunione è fissata per oggi, alle 18,30 presso la locale sezione Ds. Nei giorni scorsi è stato costituito il comitato garganico, a sostegno della nascita del Partito democratico e della candidatura di Walter Veltroni, di cui fanno parte Michele Saggese e Palma Maria De Simone (Cagnano Varano), Mario Russo (Ischitella), Salvatore Saggese (Rodi Garganico), Angelo Fiorentino (Vico del Gargano),Tommaso Blenx (Peschici), Michele Di Carlo (Vieste), Mimmo Delle Fave (Carpino).
Le motivazioni possono essere sintetizzate in pochi punti: la nascita del Pd possa essere lo strumento necessario per la partecipazione politica e l’occasione per creare un movimento d’opinione in grado di avvicinare alla nuova forza politica giovani e larghi strati della popolazione garganica che, da tempo, non si riconoscono più nella vecchia classe politica e che, per questo, apprezzano i contenuti che sono alla base della nascita del Partito democratico; ancora, creare le condizioni per affrontare tutti insieme i tanti problemi ancora irrisolti e che, per questo, frenano lo sviluppo e l’economia delle comunità garganiche.

Rodi : Festival delle bande musicali garganiche

Festival delle bande musicali garganiche da domani al 23 settembre a Rodi, organizzato dall’associazione complesso bandistici, "Città di Rodi" e dal direttore artistico, Giovanni Iacovone, con il patrocinio dell’amministrazione co­munale e della Comunità montana del Gargano.

Il programma prevede, per oggi, per le vie delle piazze di Rodi Garganico (dalle ore 19 alle 21), la "Banda Euphonia" di San Giovanni Rotondo; domani, il complesso bandistico "Città di Carpino"; sabato, "Città di Peschici e di Rodi Garganico": domenica, debutto della "Banda garganica", diretta dal maestro Panetta. Il primo festival delle bande musicali vuole essere anche l’occasione per avviare un progetto che sta particolarmente a cuore al presidente del complesso bandistico "Città di Rodi", Salvatore Saggese, che è, quello di arrivare alla nascita di un complesso bandistico garganico. La proposta di Saggese ha riscosso consensi una­nimi; infatti, è volontà di molti presidenti dei conr­plessi bandistici ritrovarsi subito dopo la conclusione del I festival delle bande musicali, per dar luogo – spiega Saggese – ad una super associazione bandistica, che comprenderà tutte le bande che vorranno ade­rire. Naturalmente, come conclude il presidente dell’as­sociazione rodiana, la costituzione del primo com­plesso bandistico garganico non deve significare la fine delle bande comunali; tutt’altro, perchè esse dovranno fornire i musicisti al complesso bandistico garganico.

E torno’ di moda la serenata

Che cosa c’è di meglio di una canzone per colpire al cuore la donna dei nostri sogni? Seppur con sfumature lievemente diverse dal passato, impazza a Manfredonia la tradizione della serenata alla promessa sposa la sera precedente le nozze. Lo sposo, in compagnia di cantori e musici locali, di solito muniti di chitarra e fisarmonica, si apposta sotto il balcone della futura consorte, attendendo impaziente una risposta positiva a questa sua esternazione d’amore. Dopo le prime note, la ragazza di solito si affaccia al balcone, in segno del suo sì. Solitamente la serata continua tra musica e canti in strada con amici e parenti, a cui segue un ricco buffet per tutti in segno di ringraziamento. Un tocco di modernità a quest’antica tradizione  rispolverata con entusiasmo dai sipontini è dato dai fuochi d’artificio a fine serenata.  E così, di sera in sera, gli scoppiettanti giochi pirotecnici annunciano alla città nuove unioni. Anche questa sera si terrà a Manfredonia una serenata, con inizio alle 21.30, nei pressi del ponte lungo. Ma il nome della sposa e la via li teniamo rigorosamente anonimi perché, come vuole tradizione, per la fanciulla la serenata sarà una sorpresa. E mentre la tecnologia prende il sopravvento, per fortuna alcune tradizioni resistono ancora, con buona pace di tutti i romantici. Una nota di folclore è costituita dal fatto che l’evento incuriosisce ed attira vicini di casa e passanti, diventando una vera e propria festa di quartiere con canti antichi e moderni di buon auspicio per i futuri sposi.
dalla GdM

Carpino Folk Festival 2007 e Appartamenti a Carpino

Dato il numero limitato di posti letto disponibili presso le due strutture alberghiere del paese si è ritenuto opportuno creare una bacheca on line per sensibilizzare la cittadinanza di Carpino affinchè coloro che hanno camere a disposizione possano contribuire all’accoglienza del maggior numero di persone.

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