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Scuola: atti vandalici alla ‘Padre Castelli’ di Carpino


Gran brutta sorpresa per gli alunni della scuola elementare "Padre Castelli" di Carpino. Ignoti, nella notte tra sabato e domenica, si sarebbero introdotti all’interno dell’istituto del centro garganico attraverso una finestra. Lì avrebbero divelto 20 armadietti, rovesciandone, poi, il contenuto sul pavimento.
Sono servite circa due ore al personale dell’istituto per ripulire i corridoi dell’edificio. Sul fatto indagano i carabinieri.
da Tatiana Bellezzi

Dallo SPECIALE ONDARADIO SU VICO del GARGANO il consigliere delegato Matteo Cannarozzi

Ritengo molto arguto il ragionamento sviluppato dal consigliere al turismo di Vico del Gargano pertanto ve ne propongo l’intervista video a scopo formativo.

Parla della Citta Gargano e dei Quartieri, parla della mancata Progettazione dei nostri territori, del rapporto tra pubblico e privato e di quali siano le usuali pratiche (definirei clientelari) per ottenere finanziamenti e creare sviluppo.
Ascoltatelo …

Sviluppo insostenibile di Ezum Valgemom

Questo racconto è per i miei paesani che continuano a cercare la luna e non si accorgono di vivere in un luogo dove è nascosto un universo infinitamente più interessante e ricco di quello al quale aspirano – Antonio Basile

Girando per valli e per monti di una splendida regione del Sud Italia, la Lucania, ci siamo spesso imbattuti in giovani che cantavano una truce litania:
"quanto siamo sfortunati, quanto siamo lontani dal mondo, quanto siamo poveri, quanto siamo arretrati, …"
"beati quelli che vivono nelle grandi città, beati quelli che hanno una connessione internet veloce, beati quelli che sanno cosa fare la sera, ecc…"
"vorrei fare la velina ma non posso, vorrei fare il calciatore ma non posso, vorrei fare la ballerina ma non posso, vorrei farmi la plastica al naso ma non posso…."
Tutti questi ragazzi – che abbiamo incontrato nel corso delle nostre "spedizioni" – hanno in comune una cosa: nessuno conosceva le risorse naturali, immateriali o materiali della propria città/paese/valle.
Spesso, inoltre, questi ragazzi e ragazze accompagnano la loro litania con abbondanti dosi di cannabis o alcol.
Poi abbiamo incontrato giovani che abbiamo definito "Quelli che ballano la Tarantella". Ossia ragazzi e ragazze che non conoscono affatto quella litania, ma in compenso conoscono tutto del loro paese (la storia, le tradizioni, le ricette, il dialetto, gli angoli più suggestivi, ecc…)
A questo punto gli antropologi presenti nel nostro gruppo – seduti al tavolino di un bar di un piccolo paesino lucano – si sono messi a dire cose strane, incomprensibili. Parlavano di "teoria delle finestre rotte", Gemeinschaft und Gesellschaft, crescita o sviluppo, ecc…
Ad un certo punto si avvicina un vecchietto piccolo piccolo e dice, in dialetto: "Voi non avete capito niente. I nostri giovani sono così depressi perchè hanno perso la Consonanza e l’Armonia".
Consonanza? Armonia? Ma certo! Pitagora, Ocello Lucano, Metaponto, Montescaglioso….
Ma tutto questo che c’azzecca con lo sviluppo?
C’azzecca, c’azzecca…..
A questo punto eravamo eccitatissimi, ma delle tesi di Pitagora avevamo solo vaghi ricordi liceali.
Tornati in sede abbiamo subito condiviso questa esperienza con i filosofi del nostro network, i quali ci hanno ricordato che si sa ben poco del grande pensatore vissuto in Lucania e che gran parte di quello che sappiamo ci arriva da suoi discepoli o dai suoi oppositori (politici o filosofici).
Ma alcune cose le sappiamo con certezza, ad esempio, sappiamo è che gran parte del suo pensiero si concentra sul rapporto tra uomo e natura e sul fatto che solo attraverso la conoscenza l’uomo di avvicina alla sua vera natura e all’Armonia.
Di qui tutti gli studi sulla matematica, la geometria, la musica, ecc…
Ecco le parole chiave: Conoscenza; Rapporto tra uomo e natura; Consonanza; Armonia.
Ma non finì qui.
Fummo invitati al concerto di un grande musicista lucano – Rocco De Rosa – che nel bel mezzo di composizioni minimaliste se ne esce con una roba incredibile: un suo componimento che si chiama STO.
Spiegò che aveva composto questo pezzo ispirato dall’atteggiamento filosofico degli anziani lucani.
Rocco un giorno si avvicinò ad uno dei suoi anziani concittadini, seduto su una panchina, con gli occhi persi nel vuoto delle nostre colline, e chiese:
Rocco: "Zì ‘ntò, che fai?"
E Zì ‘nto: "Sto!"
R: "Che vuol dire: stai?"
ZA: "Rocco, io non staio. Ho detto che Sto!"
R: "E che differenza c’è?"
ZA: "Ahhh, Rocchi, ma a te la capitale t’ha fatto male. Hai dimenticato tutto, pure gli Antichi"
R: "Antichi? Di che Antichi parli?"
ZA: "Marò! Sei diventato proprio un barbaro. Ti sei pure scordato la storia degli Antichi, quella di Achille e della tartaruga"

Achille e la tartaruga!!!!!

Porca miseria. Il vecchio parlava di Zenone, di Parmenide, della scuola di Elea.
Fummo portati a pensare che queste fossero casualità, ma presto ci accorgemmo che non era affatto così.
Dopo qualche mese ci invitano a tenere un seminario sul patrimonio immateriale in un piccolissimo paese del cuore della Lucania.
Con noi c’era Rasche, un tedesco stranissimo e coltissimo che si occupa di musica antica e musica religiosa medievale.
Stranamente la saletta del centro sociale era gremitissima. Cominciamo il nostro seminario e arriviamo a parlare di zampogna in Lucania.
Ad un certo punto il pubblico comincia a guardare con insistenza un vecchietto che ad un certo punto – non potendone più fare a meno, vista l’insistenza tacita dei concittadini – caccia da una borsa da pastore una stranissima zampogna, una via di mezzo tra una zampogna a chiave ed una surdulina, gonfia l’otre e comincia a suonare.
Rasche a questo punto sembra come impazzito. Ride, si agita sulla sedia, non riesce tener ferme le braccia, si alza si risiede, prende appunti, scrive formule matematiche,….
I "suoni" si placano, la sala è ammutolita.
Rasche si catapulta sul vecchietto e comincia a gridare come un ossesso frasi apparentemente senza senso: "…intervalli di quinta, intervalli di ottava, monocordo, logaritmi…."
Il vecchio lo guardava impassibile con un leggero sorriso, ma non rispondeva alle migliaia di domande di Rasche.
"Rasche calmati! Che è successo? Facci capire."
Rasche: "Questa zampogna è accordata su una scala pitagorica modificata. La scala pitagorica è stata in uso fino al medioevo e poi è stata sostituita da altre scale. Questa zampogna ci ha portato indietro nel tempo di almeno 800 anni se non addirittura di 2500. Quella musica la sentivano alla corte di Federico II e a Metaponto a Taranto ad Atene, a Roma a… a….. Ma vi rendete conto! Nooo voi non vi rendete conto. Quello strumento vale tanto quanto il Colosseo o la cappella sistina o la Pietà di Michelangelo. LO CAPITE?"
Silenzio.
Quello strumento è arrivato fino a noi, immodificato, semplicemente sulla base della trasmissione orale della conoscenza.
A questo punto il tedesco era scatenato, sale in cattedra e comincia a parlare di musica medievale, canto gregoriano, musica alchemica, musica pitagorica, musica federiciana, di musica celata nei simboli impressi sulle tele medievali o celata nelle architetture delle chiese, di Bach, di passacaglia, di scale musicali arcaiche, di tarantella, di parallelismo tra tarantismo tedesco, spagnolo, berbero e apulo-lucano, di discanto, ecc….

Noi eravamo terrorizzati. Temevamo che l’uditorio si spazientisse o si annoiasse. E invece no. Stavano tutti attentissimi e annuivano. Alcuni addirittura intervennero o fecero delle domande.
Uno spettacolo incredibile.
Alla fine del seminario, durato un’ora più del previsto. Si avvicina un prete, vecchissimo, e ci invita a seguirlo.
Ci porta in un archivio al quale ha accesso solo il clero e ci mostra degli antichi manoscritti miniati.
Su questi manoscritti c’era di tutto: studi storici, archeologici, demo-antropologici, trascrizioni di canti e musiche popolari, riproduzioni di strumenti musicali e passi di danza popolare.
Un tesoro, un vero immenso tesoro.

Il tedesco, a questo punto, era totalmente fuori dalla grazia di Dio, e rivolse al prete la fatidica domanda:
"Ma questo materiale è del tutto sconosciuto. Perché non lo pubblicate? Perchè non consentite agli studiosi di accedere a questa miniera di Sapere e di Conoscenza?"
Il prete sorrise e rispose così:
"Non è ancora giunto il tempo.
Questo materiale sta qui celato da centinaia di anni e molti anni dovranno ancora passare prima che esso veda la luce.
Se oggi lo pubblicassimo non ci sarebbero risorse a sufficienza, umane e monetarie, per studiarlo compiutamente e accadrebbe quello che è già successo in passato: qualcuno costruirebbe la sua carriera universitaria su queste antiche pagine senza dare niente in cambio, in termini di crescita culturale e sociale, a questo paesello dimenticato dagli uomini, ma non da Dio".
Aveva ragione. Aveva maledettamente ragione.
Ma io non mi arresi e dissi: "Padre, lei ha ragione, ma non si potrebbe far studiare queste carte ai giovani di questo Paese?"
E lui: "Ci ho provato, ma nessuno dei giovani di questo paese crede che queste siano cose importanti.
Tutti pensano che oggi sia importante l’informatica, le veline, viaggiare, scoprire il mondo, il Grande Fratello, bere acqua minerale francese, …
Tutti loro pensano che il mondo sia fuori da questo paese e non vedono che invece in questi luoghi è nascosto un universo infinitamente più interessante e ricco di quello al quale riusciranno ad accedere una volta andati via di qui."
Ezum Valgemom – …segue su http://raccontamiunafiaba.blogspot.com/

Esito di Gara Lavori di sistemazione e messa in sicurezza della strada provinciale 50 (Piano Canale : Carpino)

La ditta “I.CO.STRA. S.a.s.” di Teramo si è aggiudicata il bando di gara per i lavori di sistemazione e messa in sicurezza della strada provinciale 50 (Piano Canale – Carpino). Il bando è parte integrante delle azioni strategiche implementate dalla Provincia di Foggia per usufruire dei fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia per la manutenzione delle arterie di interesse regionale.
Importo complessivo del progetto: 238.448,75 euro. Nel dettaglio saranno realizzati interventi di movimento materie, demolizioni, rifacimento della pavimentazione con conglomerato bituminoso, lavori diversi, sottofondi stradali, installazione di barriere e altre opere di protezione stradale e di segnaletica orizzontale e verticale.
"La progettazione integrata alla quale abbiamo dato vita, quando, di concerto con i comuni, abbiamo deciso di competere con azioni di qualità e di respiro strategico agli obiettivi fissati dalla Regione Puglia tocca tutte le aree del territorio provinciale con particolare riferimento a quelle dove più forti sono i fenomeni di dissesto idrogeologico e le condizioni strutturali di disagio”, afferma il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone. “Con questi lavori possiamo dire di aver concretamente posto in essere un rinnovamento, una rivoluzione copernicana ma gentile della viabilità in Capitanata. Un impegno al servizio di tutto il territorio”, conclude l’assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Antonello Summa.

Esito di Gara Lavori di Adeguamento Impianto di Illuminazione Pubblica di Carpino


Esito di Gara Lavori di Adeguamento Impianto di Illuminazione Pubblica

 Aggiudicataria dell’ appalto è risultata l’impresa I.T. S.r.l. – Innovazioni e Tecnologie – con sede alla Via S. Maria – 84030 San Pietro al Tanagro (SA).

L’importo di aggiudicazione dei lavori è risultato di € 275.816,11, oltre agli oneri per la sicurezza di € 7.779,00

Bando progetti a sostegno dell’emersione del lavoro non regolare in agricoltura

Caro Sindaco c’è un Bando per te …
Con atto dirigenziale n. 832 del 20 dicembre 2007, del Settore Lavoro e Cooperazione, si approva
l’”Avviso Pubblico per la presentazione di progetti a sostegno dell’emersione del lavoro non regolare nel settore dell’agricoltura”.

La finalità dell’Avviso pubblico è quello di favorire l’emersione dal lavoro non regolare nel settore dell’agricoltura attraverso Azioni integrate; si intende finanziare Azioni dirette a rompere la filiera dell’irregolarità fornendo un supporto materiale allo svolgimento della prestazione di lavoro stagionale nel settore agricolo da parte di lavoratori migranti e altresì, laddove necessario, incentivare l’emersione attraverso interventi di animazione territoriale nell’ottica della cultura della legalità.
I soggetti destinatari sono i Comuni e le Province, in forma singola o associata, ubicati nel territorio della Regione Puglia, interessati dal fenomeno del lavoro agricolo stagionale e che hanno la necessità di far fronte al trasferimento temporaneo di manodopera agricola migrante all’interno del proprio territorio.
L’atto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 183 del 27 dicembre 2007.
Bando e Allegati
Cogliamo tutte le opportunità che ci vengono proposte, non stiamo solo a lamentarci.

Bando progetti per ristrutturazione immobili per lavoratori agricoli migranti

Caro Agricoltore c’è un Bando per te …
Con atto dirigenziale n. 830 del 20 dicembre 2007, del Settore Lavoro e Cooperazione, si approva l’avviso pubblico per la presentazione di progetti finalizzati alla ristrutturazione di immobili per l’accoglienza di lavoratori agricoli migranti e per l’erogazione del servizio di trasporto nei luoghi di lavoro.
Il Bando ha come obiettivo quello di intervenire sull’ampia problematica della residenzialità dei lavoratori agricoli migranti nonché sul servizio di trasporto degli stessi nei luoghi di lavoro.
I soggetti destinatari del presente Avviso sono persone fisiche o giuridiche private nella qualità di datori di lavoro agricoli che intendono favorire il miglioramento delle condizioni generali di vita e di lavoro dei propri lavoratori agricoli migranti.
L’atto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 183 del 27 dicembre 2007.
Bando e Allegati –
Prego la massima diffusione, penso alle masserie e a tutte le abitazioni che necessitano di interventi migliorativi.

Eugenio Bennato e il suo Grande Sud al Festival di Sanremo

Al festival di Sanremo i sapori, i suoni e gli umori della musica popolare saranno rappresentati da Eugenio Bennato con ‘Grande Sud’
Io scopro subito le mie carte "faccio il tifo per lui" – appena possibile pubblicherò il testo della sua canzone.
Ecco i nomi e i titoli dei brani in gara.

EUGENIO BENNATO Grande sud
LOREDANA BERTÈ Musica e parole
SERGIO CAMMARIERE L’amore non si spiega
TOTO CUTUGNO Un falco chiuso in gabbia
GIÒ DI TONNO E LOLA PONCE Colpo di fulmine
FINLEY Ricordi
FRANKIE HI NRG Rivoluzione
MAX GAZZÈ Il solito sesso
GIANLUCA GRIGNANI Cammina nel sole
L’AURA Basta!
LITTLE TONY Non finisce qui
PAOLO MENEGUZZI Grande
MIETTA Baciami adesso
AMEDEO MINGHI Cammina cammina
FABRIZIO MORO Eppure mi hai cambiato la vita
ANNA TATANGELO Il mio amico
TIROMANCINO Il rubacuori
TRICARICO Vita tranquilla
MARIO VENUTI A ferro e fuoco
MICHELE ZARRILLO L’ultimo film insieme

Saremo capaci di passare dall’anno dell’attesa all’anno della concretezza?

Sembra un passa parola voluto, mentre è una sorte di sentimento avvertito, non solo tra le redazioni degli “strumenti” d’informazione della nostra provincia ma anche tra i comuni cittadini. La parola chiave del 2007 è ATTESA.
La città capoluogo e la nostra provincia attendono ancora dalla classe politica e dal mondo delle imprese uno scatto d’orgoglio.
La politica è tristemente piegata su se stessa, alla ricerca di una squadra che non c’è, nell’Unione e in quel che resta della Casa delle Libertà. Sempre in attesa di elezioni, di candidati presentabili, sempre con in mano le pedine di un nuovo organigramma da creare o da distruggere.
Le imprese, dal canto loro, sembrano incapaci di volare alto, di crescere, di diventare grandi, sempre pronte a lamentarsi della politica che non programma.
La politica e l’imprenditoria dovrebbero prendere piena consapevolezza del loro ruolo rimediando all’impoverimento di risorse e opportunità del territorio. Nella Città Gargano si è vissuto un altro anno spogliato di slanci.
Ed i cittadini attendono, attendono un riscatto, attendono una classifica migliore, un “Turismo allungato”, una casa a buon prezzo, un lavoro vero che declini dignità e sicurezza, un vocabolario nuovo dove le attese siano spiegate, e buoni maestri che insegnino come le attese si realizzano. La parola chiave del nuovo anno deve essere Concretezza. Finalmente mettersi intorno a un tavolo per cercare e concretizzare nuove situazioni. Un nuovo modo di promuovere il nostro territorio. Inventarsi scambi di promozione territoriale con realtà della Montagna. Cortina D’Ampezzo che scende sul Gargano in estate per promuoversi e il Gargano che sale a Cortina in inverno per fare altrettanto, il tutto concretizzarsi nello slogan: “Mettiamo le vele ai vostri sci”. Nuovi eventi che siano veri e propri strumenti di comunicazione del Gargano nel mondo. Non si capisce, a tal proposito, a chi si aspetta a dare slancio al Carpino Folk Festival. Decidersi di affidare il nostro marketing ad agenzie specializzate che muovono “flussi” e non “gruppi”. Smetterla di vendere soli posti letto e decidersi a vendere “bellezze ed emozioni”. Passare ad un turismo “responsabile”, cioè a un turismo che si decida a spalmare con più raziocinio l’economia. Concepire il nostro Gargano come una vera e propria CITTA’. L’allungamento della stagione turistica, è ora ficcarselo bene in testa, passa dalla definizione di “sistema”. Il 2008 dovrà essere soprattutto questo: l’anno della riscoperta del senso di “comunità”. Sarà un anno importante, dove sarà possibile il passaggio dall’attesa alla concretezza, dalle parole ai fatti. Ma abbiamo bisogno della buona politica e della buona impresa. Dobbiamo crederci, tutti insieme, se vogliamo uscire dalla logica dell’attesa, del mugugno e della rassegnazione.

Buon Anno… da OndaRadio
ninì delli Santi

Capitanata 2020: la convenzione e’ stata ratificata da tutti i 31 comuni tra cui Carpino

“Un ulteriore tassello che si aggiunge ad altri importanti strumenti per comporre quello scenario di programmazioni necessarie ad attivare una serie di finanziamenti e ridare slancio all’economia di una estesa area sovracomunale”.
Così il sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, ha commentato l’atto di ratifica della convenzione firmata da 31 municipalità (tra cui il Comune di Foggia, ente capofila), oltre a Provincia, Parco e Comunità montana del Gargano, sulla pianificazione strategica di area vasta “Capitanata 2020”, approvato a maggioranza nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale. Dopo il sigillo di tutti i 31 consigli comunali, può avviarsi il processo di pianificazione che riguarderà un’area della provincia di Foggia che si estende su 4.691,45 chilometri quadrati di superficie e che è popolata da 541.925 abitanti.
L’ obiettivo è ottimizzare le politiche di investimento pubblico e privato e ridurre le situazioni e le condizioni di sviluppo ‘frammentato’ che caratterizza la Capitanata, nonché garantire una forma di sviluppo sostenibile, ossia attento agli aspetti sociali ed ambientali, oltre che economici. La pianificazione strategica di area vasta “Capitanata 2020 – Innovare e Connettere” coinvolge le città di Apricena, Cagnano Varano, Carapelle, Carpino, Cerignola, Chieuti, Foggia, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Ordona, Orta Nova, Peschici, Poggio Imperiale, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Paolo di Civitate, San Nicandro Garganico, San Severo, Serracapriola, Stornara, Stornarella, Torremaggiore, Vico del Gargano, Vieste e Zapponeta.

IL GARGANO CHE AUSPICHIAMO di FRANCESCO MASTROPAOLO

L’anno, l’ottavo del Terzo millennio, che sta per far sentire il suo primo vagito, dovrà rappresentare una svolta per il Gargano, se non vogliamo che la forbice tra sviluppo e perdita di posizioni, si allarghi sempre di più. Sviluppo al quale dobbiamo guardare con la consapevolezza che è legato a opportunità che, fortunatamente, sono ancora alla nostra portata ma che se non sapremo cogliere diffi cilmente potremo recuperare nel futuro immediato il terreno che, oggi, sta scivolando sotto i nostri piedi.
L’equazione è presto fatta. Se altre realtà viaggiano a “velocità della luce” e noi, al contrario, siamo ancora affezionati ai tempi scanditi da orologi “d’epoca”, continueremo a non comprendere il perché di una svolta da sempre auspicata ma ancora di là da venire. Siamo troppo legati ad un modello di sviluppo che, in parte, ha deluso le aspettative di quanti auspicavano una crescita in termini di cifre pesanti per le popolazioni della “Montagna del sole”. Purtroppo, quel modello trovava la sua centralità in una proposta che aveva più punti deboli che pilastri solidi.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Un turismo che consuma e si consuma nell’arco di tempo di pochi mesi. Una vacanza “mordi e fuggi” che ha penalizzato un territorio, ferendolo proprio in quelle che erano (e sono) le sue peculiarità. Parliamo di un ambiente unico; di una costa tra le più apprezzate; di un entroterra da sogno; di una vegetazione che soltanto menti distorte possono voler cancellare, con i suoi colori e i suoi profumi; di un patrimonio culturale mai abbastanza valorizzato, se non proprio seppellito sotto l’indifferenza.
Tutto questo ha fatto sì che per il Gargano si spegnesse quella luce di speranza che per tanti ha rappresentato il punto di partenza per un percorso virtuoso. Oggi, siamo a leccarci le ferite inferte al nostro patrimonio, senza che si sia fatto nulla perché ciò non accadesse.
Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e “ridisegnare” un nuovo modello di sviluppo. Per far questo è necessario che si esca dall’improvvisazione. Diversamente, si commetterebbe l’ennesimo errore che, già in partenza, consumerebbe qualsiasi idea e risorsa. Occorre ritornare alle radici della nostra storia per ripensare al nostro patrimonio come ad un “unicum” al quale guardare con rispetto sì, ma anche con molta concretezza.
Torniamo a ripetere che abbiamo risorse ed energie per risollevarci da una sorta di indifferenza, come se tutto ciò che ci ruota attorno non ci appartenesse o, ancora peggio, che non ci toccasse più di tanto. E’ vero esattamente il contrario. Non crediamo che, dal 24 luglio a questa parte, cioè a distanza di ben sei mesi, le cose siano cambiate più di tanto, nonostante promesse e garanzie date con tanta generosità, da quanti, in quei giorni, s’avvicendavano sul palcoscenico dei media. Ma non possiamo neppure sottacere che, da parte di amministrazioni comunali, ente parco, comunità montana e, chi più ne ha più ne metta, siano state fornite testimonianze tali da far ritenere che la “lezione” sarebbe servita a far sì che si creassero le sinergie da sempre invocate. In poche parole, che, fi nalmente, si parlasse una “sola lingua” e che, tutti insieme, si adoperassero per gettare le basi per la nascita di un nuovo “Progetto Gargano”.
Vorremmo continuare a credere che ciò che, fi nora, non c’è stato, possa concretizzarsi nel prossimo anno. Se così fosse, sarebbe il più bel regalo per il Gargano e le sue comunità.
da Il Gargano Nuovo

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