CRISI DEL COMPARTO OLIVICOLO ANNATA AGRARIA 2008 2009
Convocata riunione associazioni di categoria, istituzioni e sindacati per giovedì 27 novembre 2008 ore 16,00 presso la sala consiliare.
Al grido d’allarme dell’intera regione Puglia circa la grave situazione che attanaglia il comparto olivicolo dell’intero territorio e delle imprese che vi operano, non si sottrae sicuramente il Sindaco di Carpino Prof.Rocco MANZO che, d’intesa con l’Assessore all’Agricoltura Mario Felice ORTORE, ha inteso avviare una energica azione di informazione e sensibilizzazione affinchè tutte le forze politiche, le istituzioni e le associazioni locali di categoria presenti sul territorio, si attivino in maniera massiccia per sostenere iniziative e proposte a sostegno del comparto olivicolo in crisi.
Iniziative e proposte concrete, scaturiranno dall’incontro pubblico promosso dall’Amministrazione comunale presso la sala consiliare giovedì 20.11.2008 alle ore 16,00 e che vedrà la partecipazione di forze politiche, sindacati, patronati ed associazioni locali di categoria.
Successivamente la convocazione in seduta monotematica vedrà impegnato il Consiglio comunale di Carpino a rivolgere al Governo centrale e regionale la richiesta di adozione di provvedimenti urgenti a difesa del settore olivicolo e dell’intero territorio.
LETTERA APERTA DELL’ASSESSORE Mario Pio ORTORE
Ai Sindacati, Patronati
ed Associazioni locali di Categoria
LORO SEDI
Carpino,li 25.11.2008
OGGETTO: Crisi Comparto olivicolo campagna olearia 2008/2009
Il continuo ribasso della quotazione del prezzo dell’olio extravergine di oliva, senza alcuna motivazione concreta, sta determinando una situazione ormai insostenibile per le aziende Olivicole Carpinesi.
I prezzi assolutamente insufficienti per remunerare o semplicemente coprire i costi di raccolta e produzione stanno mettendo in ginocchio la nostra economia.
Ci troviamo al cospetto di una vera e propria speculazione, con inevitabili rischi di esasperazione e di tensioni alimentate da una crisi economica già da tempo in atto.
Sono necessari provvedimenti urgenti e tempestivi per arginare la crisi .
Il nostro Extra vergine di oliva di qualità molto elevata necessita un adeguata tutela e maggiori controlli sul mercato da parte delle autorità preposte per una sempre più chiara trasparenza sul commercio.
Ulteriori controlli andrebbero fatti alle eccessive importazioni di Olio estero, ricordando, inoltre, che le multinazionali, le aziende Spagnole e comunque i grandi importatori usano i nostri marchi per commercializzare il loro olio non di origine italiana, invadendo i nostri mercati con oli di dubbia qualità e provenienza.
È indispensabile che si faccia chiarezza su questa crisi se è vero che si auspica la ripresa della nostra economia. E’di vitale importanza, a mio parere, che produttori , frantoiani , commercianti ed industriali adottino una condotta comune, finalizzata alla tutela e valorizzazione di ogni anello della catena produttiva olearia, riconoscendo ed incentivando maggiormente il ruolo fondamentale del produttore primario.
Certo che la presente possa servire da materia di riflessione e spunto propositivo per le SSVV,
Vi porgo i miei più distinti saluti.
L’Assessore All’Agricoltura
Mario Felice Ortore
Tel. 0884/900711 – Fax. 0884/900734
Il Racconto di Enrico Noviello, leader del gruppo musicale i Malicanti
I compagni nel pulmino fanno un sacco di battute, ci facciamo grandi risate e ogni tanto qualche cantata pure, sono così grato alle persone divertenti, è il segreto della vita, essere allegri. Diceva zì Andrea che i compagni sono quelli con cui suoni e canti, e bevi dormi e ti spartisci un pezzo di pane, e tra noi è una grande allegria. Pure, ogni tanto guardo fuori dal finestrino, e cerco il perché siamo qui.
Melbourne è una città gigantesca, tutte case basse, un piano massimo due, si estende per chilometri. A parte i difetti congeniti a tutti i gigantismi, quello che più di tutto urta la mia sensibilità è la presenza ingombrante degli umani, per chilometri, questa lunga mano di modernità che spazza via il selvatico. Di fatto, ma anche metaforicamente.
A Melbourne puoi toccare con mano come gli esseri umani sappiamo essere come i virus, conquistare territori, depredarli di risorse naturali, addomesticarli ai nostri bisogni, e scacciare tutto quello che in prima battuta non ci serve. Ecco, questo a Melbourne si vede molto di più che a Manfredonia o a Carpino o a Roma, e fa impressione.
Certo che per loro deve essere stata una lotta dura, fatta in pochi decenni dove da noi ci siamo presi secoli o millenni, e probabilmente è questo antropocentrismo estremo degli USA e dell’Australia che fa mancare loro ogni misura nei modi e nei desideri, con quelle street e quelle aiuole così squadrate.
L’Oceano non è il mare, perchè qui tutto è gigante: le alghe lunghe quanto Daniele, le patelle che per farle sugli scogli invece che il coltellino ci vuole l’ascia, e poi quando te la mangi sembra che te ne mangi 3 o 4 delle nostre, tanto sono grandi. Si chiama Sorrento, e i colori sono belli come i nostri, la spiaggia, il mare, rimaniamo incantati, e ci soffia un vento pazzesco, gelido nonostante il sole, perchè viene dritto dritto dalle terre dei Pinguini…dal Sud.
Rosa viene dritta verso di me, mi dà del “giovanotto”, e mi dice che mentre cantavo le ho ricordato quando le avevano portato a lei la serenata, tanti tanti anni fa. Le chiedo di dov’è, “di Carpino” mi dice. La guardo con stupore, perchè pur essendo la mia famiglia di Manfredonia, i miei canti li ho imparati a Carpino. Allora mi faccio coraggio, le chiedo se si ricorda chi era che le aveva portato la serenata, “certo”, mi risponde, “uno era Garëbaldë, e l’altro Sbarlagammë, Sbarlagammë figuriamoci me lo ricordo bene, con lui abitavamo nella stessa via, lì vicino via Roma…”, adesso si chiama via Caracciolo, le dico io, e parliamo di quei portoni, le dico che gli ultimi 10 anni di vita di Sbarlagammë io sono stato sempre a via Caracciolo, mi chiede se Graziella la moglie è morta, è morta dico io, le chiedo se si ricorda delle figlie, si ricorda, e poi mi dice un sonetto a memoria, una serenata “poteva durare un’ora”, i figli e le figlie di Rosa sono accanto a lei, fanno sì con la testa, vorrei stare ancora con Rosa, viaggiare insieme a lei nella sua memoria, come la più preziosa macchina del tempo… così bello… così breve?…
Io se dovessi dire com’è l’Australia che ho visto direi che è un posto organizzato, cool, leggero, moderno, anglosassone. E che gli manca il sangue, il latino, il mediterraneo.
La city è bella, pulita, mai frenetica, e piena di verde.
Eppure ti respinge, dice Elia, non ci sono bar per chiacchierare, non ci sono muretti per cazzeggiare, non ci sono piazze per sostare, per vivere, per trovarsi due volte di seguito. I luoghi per sostare sono i luoghi del consumo mercificato: gli shopping, il casinò, l’acquarium. Ecco, a Melbourne per sostare devi comprare qualcosa.
Puoi comprare una magnifica presentazione sugli squali (“lo sapevate che ogni anno muoiono 10 persone per squali e circa 30 per caduta di cocchi in testa?”, ci dice il perfetto presentatore all’acquarium); una magnifica emozione dall’88° piano tutto vetrato del grattacielo più alto, dove per il vento si oscilla di 50 o 60 cm, solo 15 $ per salirci sopra, venghino signori venghino; o nello zoo safari di Healesville dove alle 11:30 puoi avere l’addomesticatore che comanda all’aquila di sfrecciarti sulla spalla, e alle 12:00 la sua collega sta già preparandoti il cibo da dare ai cangurini… già, ecco i canguri… una giornata indimenticabile?… venghino signori
Nella foresta umbra appare un cervo, un daino, un cinghiale, e quello per noi è il selvatico. Senza organizzazioni, senza presentazioni, il mio modo è quello, sbattermi nella foresta e camminare, magari incontro qualche bestia, magari no.
Come con le persone. Da noi sono tutti strambi, e c’è quello che ti porta a casa a mangiare ma anche quello che ti frega. Nell’Australia che vediamo invece la gente in giro è sempre amabile, gentile, carina. Puoi stare tranquillo a Melbourne, nessun inconveniente. Anche, nessuno ti porterà a casa a mangiare. Manca qualcosa, qualcosa che stava nelle parole di Sbarlagammë quando cantava… mancano i canguri…
Insieme a Joe, di Carpino, sindaco di Moreland, andiamo a conoscere i nostri italiani d’Australia, e io cerco sempre quella cosa lì che stava nelle canzoni. Forse a San Marco è il momento più duro, tavoli imbanditi nella sala rigorosamente congelata anni ’70, e tutti che aspettano le canzoni colte anni ’50, o al massimo Matteo Salvatore, vogliono la musica che ha già preso le distanze dalle sofferenze di contadini e pastori, dalla vita brava selvatica e quasi disumana del mondo rurale prima della modernità. I nostri suoni sono antichi anche per loro, troppo antichi, le voce gridate non le ricordano, non le vogliono ricordare, e forse non le vogliono neanche + sentire, si chiama processo di rimozione della memoria, e qui a San Marco quello che gli preme è solo che diciamo ai sanmarchesi di Puglia che loro stanno bene, meglio di noi, e che le tarantelle non sanno più neanche cosa siano… venghino signori…
Anche di questo parliamo nel pulmino, con Franck, fratello di Joe, che spesso ci guida per Melbourne. Sono due persone eccezionali, questi due fratelli, un gran privilegio essere con loro. Ora siamo in periferia, e dal finestrino ecco un cartello: “Development coming soon”. Già, perchè attorno è tutto costruzioni, e quella area ancora non antropizzata per gli australiani è un “non ancora”, presto arriverà lo sviluppo, scusate tanto se non è ancora arrivato.
Costruire, civilizzare, progredire, consumare, è tutto qui?
Quello che proprio dovremmo imparare noi è la lealtà, l’etica di questa gente, vivere qui è facile, e non devi inventarti ogni giorno la vita. A me magari sembra poco, ma so per certo che per un vecchio o per un bambino è una cosa determinante. E cerco di annotare, e di imparare.
La cosa che + mi piace è l’integrazione perfettamente riuscita di tutti, anche dei cinesi, sembra davvero un paese dove ci sia posto per tutti.
Anzi, tutti no. Gli aborigeni no. Lo stato sta restituendo loro alcune terre, terre strappate con i soliti trucchi e violenze dai signori del capitale d’occidente, è la stessa storia in America Latina, in Africa, in Asia, e anche qui.
E la gente dice: si insomma gliele possiamo anche restituire, le terre, ma poi loro non ci fanno niente, non è che ci fanno degli shopping, delle case, delle città, e allora cosa gliele diamo a fare?? Non le mettono a frutto… Non valorizzano… Già, venghino anche voi, aborigeni…
Siamo stanchi l’ultimo giorno, siamo pieni di racconti, e sembra non entrarci più niente nelle nostre zucche. Vorremmo cantare 2 o 3 canzoni e andar via, ma i pugliesi di Anzano stanno lì per noi, e vorrebbero fare sera insieme a noi, così finiamo per cantare per un’ora buona.
Alla fine viene una signora e prende il microfono. Recita la sua poesia, una poesia di parole scarne, poco ricercate, perché viene dal mondo orale, che poi la signora ha anche vinto dei premi, ma il suo mondo rimane quello, dove le parole sono dirette e ben agganciate alle emozioni, e la sua domanda è “chi mi restituirà quel sorriso?” e rimane senza risposta. Il sorriso, ci dice in rima, è rimasto in Puglia.
Un bacio, un grazie di cuore le do io, perchè signora ci fai vedere anche la parte più dolorosa.
Il ritornello è sempre quello: dite che stiamo bene, che facciamo una bella vita, abbiamo delle belle case, che non stiamo in mezzo ai canguri, che stiamo meglio di voi.
La signora invece squarcia il velo, non cerca comparazioni o rivalse, vuole solo ricordare, che quello strappo lì, di essere andati via, non si ricuce mai, per sempre.
Anche zio mio, si chiama Girolamo, e non ha paura di mostrarmi le ferite.
Vive qui da 1956, e se non fosse stato per i calabresi, mi racconta anche lui, che dopo 1000 provocazioni contro gli italiani, i calabresi hanno ripreso i coltelli, e ogni provocazione una coltellata, e sui giornali dicevano che gli italiani erano belve che accoltellavano, finchè un intellettuale australiano doc fece un articolo, e chiedeva ai suoi perchè mai gli italiani accoltellavano… saranno mica le nostre provocazioni, si chiedeva… piano piano finì, e gli italiani continuarono a lavoravare 7 giorni su 7, come prima
Lavoravano 7 giorno su 7 ma poi il sabato andavano al Trocadero di Melbourne, e corteggiavano le ragazzone bionde australiane, che subito ci stavano a ballare, perchè sapevamo ballare come nessuno, gli italiani, e insomma “prima di conoscere tua zia, Enrico, qui abbiamo solo lavorato, sempre, tranne il sabato al Trocadero…”
Dice zio “che destino ho mai avuto io, per avere 10 fratelli a Manfredonia, ed essere rimasto qui da solo, con mio figlio”, me lo dice nella sua bella casa, ha una buona pensione zio ora che ha 82 anni. A Manfredonia è tornato una sola volta, era il 1971, è stato 4 mesi, suo figlio – mio cugino dice “i + bei 4 mesi della mia vita”, e zio dice che da Manfredonia a Fiumicino Aereoporto non è riuscito a dire una parola, una, che veniva solo da piangere, eppure in Australia si stava meglio, eppure… roba di terra e sangue, inutile scriverne, si può solo sentire, non spiegare o capire…
I compagni sono partiti, e mi dispiace tanto perchè è viaggiando che si diventa compagni e loro parlano con lo stesso accento di Sbarlagammë, e io non lo so perchè sono diventato così vicino a Carpino, che ora poi ho anche il mio proprio nome, ‘Nrichë.
Così vado da solo alla ABC, che sarebbe come la RAI in Italia, io e la mia chitarra battente. Allora canto e suono, e rispondo in inglese a Paul Petran, che dicono che sia uno importante, e che decide anche dei Festival di World Music in Australia. Dice che il prossimo anno dobbiamo tornare, che ci inviteranno a Port Fairy.
Sarebbe bello, tornare da Rosa e sentirla parlare per ore, lei che è troppo vecchia per avere paura del passato, e nei barbecues di Joe e di Franck, da Azzurra e Isabella e Domenica e Kavisha, e con tutti i compagni miei, tutti, nello stesso pulmino.
Sarebbe bello tornare alla city, imparare ancora perchè la gente qui è così friendly, e magari ascoltare un’altra poesia, e stavolta zio mio insieme a mio cugino tornate insieme a me a raccontare voi perchè l’Australia è così bella e generosa, e perchè però non si può morire lontano dal mare nostro, più piccolo, più fragile, e che amiamo così tanto.
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/* Style Definitions */ Grande successo, agli antipodi, per la Settimana della Cultura dei Pugliesi in Australia. Cultura e convivialità hanno rivitalizzato le relazioni tra i pugliesi in patria e quelli all’estero, al di là di ogni aspettativa, confermando quanto la musica dei popoli possa essere il giusto collante non solo per la comunità originaria, ma anche per quella che fu costretta a mettersi in viaggio per terre sconosciute.
Riflettendo sulla prima Settimana della Cultura dei Pugliesi in Australia, siamo spinti a sottolineare innanzitutto i contenuti innovativi e le modalità che l’hanno caratterizzata. La delegazione giunta dall’Italia era composta dai membri dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival e dagli artisti del gruppo di musica di tradizione popolare pugliese I Malicanti. Non è un fatto casuale che la Settimana sia partita, il mattino del 20 ottobre, con l’incontro nella sede del Comune di Moreland con il Presidente della Federazione Pugliesi Australiani, Joseph A. Caputo, che rappresenta tutte le associazioni dei Pugliesi presenti in Australia. Joseph A. Caputo, oltre ad essere il presidente della Federazione e di origini Carpinesi, è anche Sindaco di Moreland ma soprattutto una sorta di factotum per gli Italiani di Melbourne. La prosperità e il futuro di una comunità dipendono anche dalla funzione decisiva della Cultura. E’ per questo motivo che chiediamo a tutti coloro l’abbiano a cuore di sottoscrivere il nostro messaggio indirizzato al Presidente della Regione Puglia per un Auditorium della Musica Popolare sul Gargano.
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Il corso vuole fornire la base culturale per riconoscere le diverse erbe di interesse alimentare, nonchè la conoscenza del territorio e delle tradizioni popolari ed affrontare argomenti riguardanti:
– eventuali rischi di confusione con piante tossiche o velenose;
– la conoscenza degli ambienti che ospitano le varie erbe a diversi livelli;
– i periodi migliori per la raccolta in relazione alla utilizzazione;
– i pericoli derivanti dalla raccolta in ambienti inadatti;
– le precauzioni per evitare danni alle popolazioni vegetali interessate dalla raccolta.
PROGRAMMA
Il programma del corso prevede sei appuntamenti in cui verranno sviluppate le seguenti tematiche: ambiente, flora, vegetazione, erbario e identificazione, composite, precauzione nella raccolta; principi alimentari delle erbe, usi e tradizioni, conservazione, antiche e nuove ricette con le erbe. I temi proposti saranno trattati con lezioni frontali e soprattutto con lezioni in ambiente. Ogni appuntamento si chiuderà con un laboratorio di cucina delle erbe raccolte dai partecipanti e conseguente degustazione.
Il primo appuntamento è programmato per domenica 21 dicembre 2008, ore 10,30 – Presentazione del corso e prime informazioni sul patrimonio di erbe eduli di Capitanata – prof.Nello Biscotti, responsabile del corso.
LEZIONI E MATERIALI DIDATTICI
Le lezioni saranno tenute da esperti (botanici) con l’apporto di docenti e ricercatori universitari. I materiali utilizzati dai docenti per le lezioni saranno messi a disposizione dei partecipanti, sia in formato cartaceo che su CD.
* La quota d’iscrizione al corso è fissata in 50 euro per ogni appuntamento e da diritto alla partecipazione alle lezioni e ai laboratori gastronomici.
N. posti disponibili 40 le iscrizioni si ricevono presso la sede del centro del benessere ‘La Valletta’ tel. 0884 996175 info@lavallettacentrobenessere.it
La prima neve ha fatto la sua comparsa nel Gargano. Imbiancate le cime più alte, da Monte Calvo a Monte Nero, tra i comuni di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis. Ma la neve è scesa anche a quote basse come a Carpino (nella foto). Pioggia mista a neve e temperature intorno ai 2 gradi a San Giovanni Rotondo. Al momento non si segnalano disagi alla circolazione stradale. Un netto miglioramento delle condizioni meteo è previsto a partire dalla serata di oggi.
Dal nostro inviato Luciano Castelluccia

Convocazione del Consiglio comunale in data 20.11.2008 ore 18.
rgomenti all’ordine del giorno:
-Approvazione verbali sedute precedenti;
-Localizzazione di un programma costruttivo di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell’art.51 della legge
n.865/71 – primo stralcio – riadozione;
-programma delle alienazioni per l’anno 2008 – Integrazione;
-Delibera di C.C. n.10 del 14.03.2008 – rettifica;
-Adesione al Gruppo Azione Locale "Gargano S.C.A.R.L." – Sottoscrizione quota di adesione;
-Piano comunale per il Diritto allo Studio – Anno 2009;
-PAL – Determinazione.
Il Global Service stradale è ormai roba passata. Vito Guerrera lo aveva detto prima della vittoria alle elezioni e oggi, da assessore ai Lavori pubblici ha mantenuto la promessa.
Il progetto è stato “congelato” e il fondo di due milioni di euro stanziato ad hoc dal suo predecessore Antonello Summa è stato per interventi d’urgenza su alcune strade del Subappennino. Un milione di euro vanno alla S.P. 130, per il tratto che collega Roseto Valfortore alla Campania, 500mila euro per la sistemazione di una grossa frana sulla S.P. 125, alle porte di Faeto. Gli altri 500mila se li divideranno la S.P. 136 bis, nel tratto che collega Monteleone di Puglia al confine campano e il ponte sulla S.P. 13,vicino Lucera. Nessuna reazione dal Pd né da altre voci della minoranza. Antonio Prencipe, capogruppo dei democratici, però si è detto preoccupato della poca attenzione nei confronti del Gargano.
Oggi, Rocco Ruo della lista del presidente, eletto nel collegio di Carpino, risponde al collega. “Ho letto che Prencipe ha parlato di un abbandono da parte dell’amministrazione provinciale della strada tra Carpino e Monte Sant’Angelo. Io credo che il collega consigliere non si sia reso conto che la campagna elettorale si è conclusa da tempo e che ora a governare è Antonio Pepe e la sua nuova giunta”.
Fa specie continua Ruo “che Prencipe si ricordi ora delle aree interne del Gargano e dei loro problemi di viabilità. Proprio lui che fa parte di una coalizione che quando ha diretto Palazzo Dogana ha dimenticato un paese come Carpino”. Non un soldo è stato speso per quella zona dice il consigliere di maggioranza. “Al contrario nostro. Guerrera si sta apprestando a stanziare in programmazione i fondi necessari per la Carpino Monte Sant’Angelo”.
Ma che ci sia una particolare attenzione per il Subappennino Ruo lo riconosce. “E’ normale che si guardi alle zone abbandonate dei Monti Dauni, ma siamo estremamente attenti anche al resto del territorio, e lo vedrete con la pianificazione della manutenzione ordinaria della rete viaria”.
Francesco Bellizzi
AVVISO IMPORTANTE PER GLI AGRICOLTORI
IL SINDACO
RENDE NOTO
CHE SULLA G.U. N.224 del 24.09.2008 E’ STATO PUBBLICATO IL D.M. DEL 16 SETTEMBRE 2008 DI DECLARATORIA DELL’EVENTO CALAMITOSO (PIOGGE ALLUVIONALI) VERIFICATOSI IL 21 E 22 OTTOBRE 2008 SUL TERRITORIO DEL COMUNE DI CARPINO.
DETTO DECRETO PREVEDE CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE E PRESTITI AD AMMORTAMENTO QUINQUENNALE IN FAVORE DEGLI AGRICOLTORI CHE HANNO SUBITO DANNI ALLE COLTURE ORTIVE MISTE E OLIVE DA OLIO , NELLE MISURE PREVISTE DALL’ART.5 COMMA 2 DEL DECRETO LEGISLATIVO 102/04.
LE ISTANZE, INDIRIZZATE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CARPINO, DOVRANNO PERVENIRE ENTRO IL TERMINE PERENTORIO DI 45 GIORNI DALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DEL DECRETO DI DECLARATORIA SULLA GAZZETTA UFFICIALE, E CIOE’ ENTRO L’ 8 NOVEMBRE 2008 , CORREDATE DELLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:
-RELAZIONE DELL’UPA DI INDIVIDUAZIONE DEL TERRITORIO E DELLE COLTURE DANNEGGIATE;
-ATTO SOSTITUTIVO DELL’ATTO DI NOTORIETA’.
TUTTA LA MODULISTICA PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE POTRA’ ESSERE RITIRATA PRESSO L’UFFICIO AGRICOLTURA DI QUESTO COMUNE.
Dalla Residenza Municipale, lì 16 ottobre 2008
IL SINDACO
Prof.Rocco MANZO

Reportage del nostro inviato Rocco D’Antuono
Altro che foreste e Kangaroo, i nostri connazionali stanno proprio bene e ci hanno fatto vivere dei giorni indimenticabili e pregni di emozioni.
Arrivati all’aeroporto di Melbourne, all’uscita ci attendono numerosi i nostri compaesani e il sindaco di Moreland Joe Caputo. E’ strana la sensazione provata quando dei perfetti sconosciuti ti accolgono così calorosamente, ti chiedono "a chi sei figlio" (o meglio a chi sei nipote, visti gli anni trascorsi lontano da Carpino). Appena dico il nome e soprannome di mia nonna un signore si riempie di felicità sorridendo perfino con gli occhi: <<io abitavo vicino casa di tua nonna, conosco "sinella, menichina, filumeia"… tutte le sorelle di tua nonna, eravamo coetanei "bambini che giocavamo assieme"….>>
Dopo numerosi abbracci e mutui riconoscimenti veniamo accompagnati al nostro alloggio in Lygon Street, la strada degli italiani a Melbourne. Almeno un tempo, infatti nei vari ristoranti dai nomi "da Mario", "Piccola Italia" etc servono e cucinano ormai indiani, cinesi e sudasiatici in genere; nuovi migranti, nuove storie di uomini sradicati dalle loro culture. Nei ristoranti si trovano fettuccine all’arrabbiata speziate all’inverosimile, scritte del tipo "zucchini, gnocci" etc. Di italiano molto spesso c’è solo il marchio oppure il tutto: gli edifici, le strade,binari del tram piantati da mani italiane negli scorsi decenni.
Vaghiamo come piccola ciurma di nuovi e diversi migranti, lo facciamo alla ricerca di storie.
Viviamo la nostra piccola e misera tragedia del trovarsi in terra straniera. L’inglese lo mastichiamo, ma quant’è difficile spiegare ad un cameriere cinese cosa è un "Cruassant" (alla francese) mentre lui conosce solo la parola "croissant" pronunciato nello slang australiano (che non saprei ripetere).
Vaghiamo senza una meta, quando sentiamo la prima parola in Italiano:ciao. E’ Maria che ce la dice, i nostri occhi si aprono e ancor più i nostri cuori. Maria lavoro al bar sotto il nostro alloggio e facciamo subito amicizia. Maria ci parla del lavoro e dei sacrifici che sta facendo con suo marito per costruirsi la propria vita e ci fa notare che lì è molto meglio che in Italia. Ci dice, qui se vuoi puoi lavorare, puoi costruirti una famiglia e letteralmente una casa. In Italia non si può più campare. Maria ci ha seguito nelle nostre varie tappe e dicendoci addio ci siamo commossi fino al pianto.
La domenica, il giorno dopo il nostro arrivo siamo invitati ad un barbecue tra parenti ed amici e lì ascoltiamo quello che ci piace sentire:ognuno ci racconta il suo viaggio e cosa ha dovuto passare per realizzarsi, la sua storia pluridecennale in terra d’Australia. Ci parlano di campi di quarantena per gli immigrati disoccupati, ci parlano di lotte affrontate per costruire quello che oggi si ritrovano: un’esistenza felice, la casa, la famiglia, una vita sociale attiva.
E a proposito di vita sociale attiva è d’obbligo sottolineare l’attività svolta nei circoli e nelle associazioni culturali "paesane e regionali". Infatti oltre all’attesa Associazione Culturale Pugliese d’Australia, visitiamo i vari social club di paese e quello che ci stupisce e il San Marco in Lamis Social Club, che funge dal fulcro per le storie di vita di tutti i Sanmarchesi a Melbourne e dintorni. Ci sono più Sanmarchesi a Melbourne che a San Marco in Lamis in Puglia!!!!
Non basterebbe un reportage lungo come un libro per raccontare le emozioni vissute nei vari appuntamenti tra la comunità carpinese, al San Marco in Lamis Social Club, presso l’Associazione Culturale Pugliese d’Australia, all’Anzano di Puglia Social Club.
Un’esperienza particolare è stata vissuta anche nell’incontro lezione presso la Melbourne Girls Grammar School. Quella è una scuola femminile frequentata da ragazze molto benestanti (lo testimoniano le Cayenne che attendono le ragazze all’uscita). La lezione tenuta dai componenti dei Malicanti (gruppo rappresentativo di tutta la tradizione di musica popolare pugliese) entusiasma le ragazze e le smuove da la loro flemma caratteristica.
Vedere Enrico Noviello (detto ‘Nrichë) che spiega come i contadini e i poveri facevano musica arrangiandosi strumenti musicali d’occasione, e le ragazze della Melbourne bene provare i colpi di tamburello su pezzi di cartone è qualcosa che non ha prezzo.
Elia Ciricillo si rende subito simpatico con la sua caratteristica espressività, Valerio Rodelli riempie di gioia le ragazze di pari passo come gonfia il mantice del suo organetto. Daniele Girasoli le scatena nel percuotere il suo tamburo e nel lanciarsi in balli scatenati.
La conclusione e che, come ci testimoniano le ragazze, quella è stata la più bella lezione di italiano!!
Ci sono molti ringraziamenti da fare.
La regione Puglia, attraverso l’Assessorato alle Politiche Sociali ed ai Flussi Migratori, ha permesso la realizzazione di questa Settimana della Cultura Pugliese in Australia.
L’impegno del nostro referente il Sindaco di Moreland, nonché membro della Federazione dei Pugliesi nel Mondo, Joe Caputo e di tutti i suoi collaboratori e di tutti gli italiani che ci hanno accolto è stato fondamentale.
Poi il ringraziamento va a tutti quelli che ci hanno regalato giorni indimenticabili ed un calore sovraumano. Grazie ai tanti volti, grazie alle tante persone, grazie alle tante storie umane. Questa esperienza non verrà mai dimenticata. Grazie, grazie, grazie
Di seguito l’intervista rilasciata alla Sbs Radio – la radio dell’Australia multiculturale. SBS Radio è molte cose per molte persone: notizie, informazioni, intrattenimento, istruzione.
Con diverse comunità culturali e punti di vista, la radio è un ponte di collegamento tra milioni di australiani che parlano un’altra lingua, in più di 68 lingue; la produzione di 650 ore di programmazione ogni settimana, con migliaia di corrispondenti in tutto il mondo, 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana.
L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder
Oggi, 20 ottobre 2008, come era già stato annunciato precedentemente sul sito di Fuoriporta, è avvenuto a Carpino un incontro organizzato dal Consigliere Provinciale Rocco Ruo inerente al decreto del 16 settembre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale n. 224; dichiarante l’esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi avvenuti nei territori agricoli di Carpino, Ischitella, Vico del Gargano.
Hanno preso parte al tavolo tecnico il Capogruppo del PDL e Consigliere Provinciale Rocco Ruo, il sindaco di Carpino Rocco Manzo, il sindaco di Ischitella Piero Colecchia e per Vico del Gargano l’Assessore all’Agricoltura e Foreste Roberto Francesco Budrago, l’ingegnere Milena Spinello, il funzionario della Provincia Tancredi.
Durante l’incontro i tecnici hanno spiegato come si fanno a presentare le domande ed è emerso che alcune particelle, seppur avendo subito danni, non sono state inserite nel decreto.
A tal proposito, dopo il 7 novembre, scadenza per presentare le domande riguardanti le particelle inserite nel provvedimento, il Consigliere Provinciale Rocco Ruo si impegna insieme all’Assessore Santarella a disporre un altro tavolo tecnico per chiedere alla Regione Puglia una rettifica del precedente decreto ed emanarne un altro dove inserire anche quelle particelle che sono state escluse.
da Fuoriporta.info