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carpino folk festival

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Saremo capaci di passare dall’anno dell’attesa all’anno della concretezza?

Sembra un passa parola voluto, mentre è una sorte di sentimento avvertito, non solo tra le redazioni degli “strumenti” d’informazione della nostra provincia ma anche tra i comuni cittadini. La parola chiave del 2007 è ATTESA.
La città capoluogo e la nostra provincia attendono ancora dalla classe politica e dal mondo delle imprese uno scatto d’orgoglio.
La politica è tristemente piegata su se stessa, alla ricerca di una squadra che non c’è, nell’Unione e in quel che resta della Casa delle Libertà. Sempre in attesa di elezioni, di candidati presentabili, sempre con in mano le pedine di un nuovo organigramma da creare o da distruggere.
Le imprese, dal canto loro, sembrano incapaci di volare alto, di crescere, di diventare grandi, sempre pronte a lamentarsi della politica che non programma.
La politica e l’imprenditoria dovrebbero prendere piena consapevolezza del loro ruolo rimediando all’impoverimento di risorse e opportunità del territorio. Nella Città Gargano si è vissuto un altro anno spogliato di slanci.
Ed i cittadini attendono, attendono un riscatto, attendono una classifica migliore, un “Turismo allungato”, una casa a buon prezzo, un lavoro vero che declini dignità e sicurezza, un vocabolario nuovo dove le attese siano spiegate, e buoni maestri che insegnino come le attese si realizzano. La parola chiave del nuovo anno deve essere Concretezza. Finalmente mettersi intorno a un tavolo per cercare e concretizzare nuove situazioni. Un nuovo modo di promuovere il nostro territorio. Inventarsi scambi di promozione territoriale con realtà della Montagna. Cortina D’Ampezzo che scende sul Gargano in estate per promuoversi e il Gargano che sale a Cortina in inverno per fare altrettanto, il tutto concretizzarsi nello slogan: “Mettiamo le vele ai vostri sci”. Nuovi eventi che siano veri e propri strumenti di comunicazione del Gargano nel mondo. Non si capisce, a tal proposito, a chi si aspetta a dare slancio al Carpino Folk Festival. Decidersi di affidare il nostro marketing ad agenzie specializzate che muovono “flussi” e non “gruppi”. Smetterla di vendere soli posti letto e decidersi a vendere “bellezze ed emozioni”. Passare ad un turismo “responsabile”, cioè a un turismo che si decida a spalmare con più raziocinio l’economia. Concepire il nostro Gargano come una vera e propria CITTA’. L’allungamento della stagione turistica, è ora ficcarselo bene in testa, passa dalla definizione di “sistema”. Il 2008 dovrà essere soprattutto questo: l’anno della riscoperta del senso di “comunità”. Sarà un anno importante, dove sarà possibile il passaggio dall’attesa alla concretezza, dalle parole ai fatti. Ma abbiamo bisogno della buona politica e della buona impresa. Dobbiamo crederci, tutti insieme, se vogliamo uscire dalla logica dell’attesa, del mugugno e della rassegnazione.

Buon Anno… da OndaRadio
ninì delli Santi

Un pezzo di Carpino, Roberto Mennona, alla quindicesima edizione del Concerto di Natale

La quindicesima edizione del tradizionale concerto di Natale quest’anno si è tenuta a Verona. Dopo le tredici edizioni svolte in Vaticano, nell’aula Paolo VI, e quella a Montecarlo dello scorso anno, quest’anno è stata la volta di Verona.
Il 9 dicembre, al Teatro Filarmonico, Roberto Mennona con Eugenio Bennato insieme ad artisti internazionali si sono esibiti interpretando brani della propria tradizione natalizia e del miglior patrimonio musicale mondiale; a dirigere l’orchestra dell’ Arena il maestro Renato Serio.
Il concerto, presentato dalla conduttrice Mara Venier e stato trasmesso su Rai2 ieri sera, 24 dicembre.
L’elenco degli artisti
Michael Bolton – Niccolò Fabi – Anggun – Eugenio Bennato (Roberto Mennona) – Massimo Ranieri – Ron – Mario Biondi – Giovanni Allevi – Francesco Malapena – Mika Kunii – Gerardina Trovato – Helena Hellwig – Lighea – Ornella Vanoni – Serena Autieri – Matia Bazar – Mattafix – RyanDan – Rev.do Everett Jenkins and The Virginia Gospel Choir – Coro Summertime – I Piccoli Musici – Coro di Voci Bianche "A.d’A.MUS" di Verona diretto dal Maestro Marco Tonini

Roberto Mennona, ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano, Andrea Sacco.
Nei concerti di Eugenio Bennato e nei corsi che dirige al Carpino Folk Festival il suo compito è quello di trasmettere le tecniche e gli stili esecutivi della chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del gargano.

Un grande evento in “Rete” per la tradizione orale del Gargano

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in collaborazione con
Provincia di Foggia
&
Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Ufficio Stampa dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival

“Mettere in rete il meglio della nostra cultura popolare e delle nostre tradizioni, creando un circuito virtuoso con le altre Province aderenti al Festival delle Province”. Così il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, illustra le iniziative in cantiere per la giornata della rete nazionale di Cultura popolare.
L’evento, previsto per il prossimo 13 dicembre, nasce nell’ambito di una convenzione siglata dal Ministero per i Beni Culturali e il Comitato Festival delle Province (composto dalle Province di Torino, Cuneo, Perugia, Rieti, Sassari, Foggia, Catania, Cosenza, L’Aquila, Modena, Cesena-Forlì, Piacenza, Potenza, Roma, Rovigo), che ha portato all’istituzione della rete italiana di cultura popolare.

Obiettivo della giornata della rete nazionale di cultura popolare è quello di promuovere, con specifici e qualificati eventi, in ciascuna delle Province aderenti, eventi che avranno il fine di promuovere e valorizzare l’eccellenza della cultura popolare.

“In questa giornata di alto profilo abbia deciso di puntare sull’anima folk e popolare che caratterizzano la quintessenza della cultura garganica e di Capitanata. I cantori di Carpino rappresentano un pezzo di fondamentale importanza della nostra identità culturale. Perciò, abbiamo pensato che fosse importante incentrare questo evento di notevole profilo sull’importanza del loro contributo culturale e sociale”, afferma Manduzio.

“La Provincia di Foggia è parte essenziale di questo importante processo. Insieme ad altre importanti Province italiane abbiamo voluto e creduto in questo percorso per valorizzare la cultura popolare italiana”, conclude Stallone.

"Festeggiare la nascita della Rete Italiana di Cultura Popolare – Luciano Castelluccia – è per noi, prima di tutto, motivo di grande orgoglio, perché premia l’impegno nel lavoro, che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, insieme a tutte le istituzioni locali e regionali, porta avanti ormai da quasi 13 anni per promuovere e far conoscere l’immenso patrimonio italiano della cultura popolare. Abbiamo voluto esserci ad ogni costo perché riteniamo che questa grande festa rappresenti un nuovo passo verso il riconoscimento da parte dell’Unesco del nostro patrimonio immateriale popolare tra i meritevoli di tutela e di valorizzazione.

Giovedì 13 dicembre non vi propineremmo magie, stregonerie e/o superstizioni ma solo tanta voglia di cantare, vi proporremo quello stimolo primordiale ad esprimersi vocalmente più o meno connaturale all’uomo. Quel qualcosa in forte vibrazione che parte dalla fronte e coinvolge il naso, la mandibola, i denti, la gola e giù per il petto fino alla pancia. Vi mostreremo come tutto il corpo partecipa a questa emissione di suoni che tendono a sublimarsi e che forse corrispondono al canto dell’uccello o ai versi degli animali in genere a lor quanto quei versi non sono dettati solo dai più immediati bisogni, ma sono l’espressione di tutta una serie di sentimenti… sentimenti d’amore, a volte dal semplice ‘canta che ti passa’, oppure come dice un famoso strambotto ‘la gente che mi sente cantare dice che ce l’ho contento il cuore, ma io in realtà lo faccio per non bestemmiare’.

Venite tutti a Foggia, conclude Castelluccia, in Piazza XX Settembre perchè ancora una volta il mondo si fermerà, il passato diventerà presente ed ancora una volta l’urlo dell’uomo verrà usato come sublime mezzo di seduzione".

FOGGIA: PRIMA GIORNATA DELLA RETE NAZIONALE DI CULTURA POPOLARE

Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Clicca per Ingrandire, Scaricare e Diffondere

Il Comitato Festival delle Province
in collaborazione con
Provincia di Foggia
Associazione Culturale Carpino Folk Festival

PRESENTA

PRIMA GIORNATA DELLA RETE NAZIONALE DI CULTURA POPOLARE

Foggia 13 dicembre 2007 – in contemporanea con altre 12 province italiane

Nella Terra della Chitarra Battente si narra sull’esistenza di esseri, di canti e di suoni antropomorfi e immortali, che vissero avventure e compirono azioni fantastiche, interessandosi a ciò che avveniva tra i mortali e modificando il mondo con il loro intervento. Il 13 Dicembre a Foggia in Piazza XX Settembre, il passato diventa presente, ciò che accadde accade ancora, una nuova vita si acquista e il mondo ri-nasce. Non mancare perderesti l’occasione di purificare il tuo corpo.

 

Dal 2007 il Comitato Festival delle Province è riconosciuto “Rete Italiana di Cultura Popolare” dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Per celebrare questo importante riconoscimento, si dà vità alla Prima Giornata della Rete Nazionale di Cultura Popolare, giovedì 13 dicembre, presso tutte le 13 province socie del Comitato, per evidenziare il loro impegno nella difesa e nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

La giornata del 13 dicembre verrà anticipata da una Tavola Rotonda che si terrà lunedì 10 dicembre presso la sede dell’UPI, piazza Cardarelli 4 a Roma, che vedrà coinvolte le province del Comitato, proprio sul tema della “Rete Italiana di Cultura Popolare” e sul progetto triennale co-finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

I lavori della tavola rotonda inizieranno alle 14,00, ma prima, alle 12,00 sempre presso l’UPI, si terrà la Conferenza Stampa della giornata della rete Nazionale di Cultura Popolare, a cui parteciperanno le Province socie del Comitato, il Ministero per i beni e le attività culturali ed il direttore generale dell’UPI.

A Foggia il 13 dicembre la Giornata della Rete Nazionale di Cultura Popolare, coorganizzata dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, sarà tutta volta a promuovere l’eccellenza del territorio in fatto di cultura popolare attraverso incontri, proiezioni e presentazioni che si terranno presso la sede della Provincia di Foggia a Palazzo Dogana per poi spostarsi in serata a Piazza XX Settembre dove si potranno ascoltare i concerti della Tradizione Garganica con i Cantori di Carpino, i Cala la Sera con i Cantori di San Giovanni Rotondo e i Malicanti.

Presentazione completa (per la stampa) della Prima Giornata della Rete Nazionale di Cultura Popolare a Foggia

Programma della Giornata della Rete nelle 13 Province

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Stampa dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival: info@carpinofolkfestival.com

www.carpinofolkfestival.com

Carpino Folk Festival
Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni

1 .

Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni

Associazione Culturale Carpino Folk Festival – Iscritta all’Albo Regionale Pugliese dello Spettacolo al n°11

Lottizzazione servaggia la trionfera’ anche sui resti delle necropoli

Il caso emblematico della località pantanello di Vieste – di Modesta Raimondi

Noi speriamo che non accada.
Si chiama Michele Eugenio Di Carlo, il don Chisciotte viestano. E i suoi mulini a vento sono le ruspe che tra breve co­minceranno a costruire sopra all’antichissima necropoli di San Nicola. O meglio, conti­nueranno ad costruire, perché ciò che resta dell’ipogeo tra­sformato in chiesa rupestre non è molto. La collinetta su cuisorge lanecropoli, infatti, è stata da tempo sventrata dalle lottizzazioni, come spiega lo stesso Di Carlo. E non solo ver­so est, sulla città greca, dove sorge il noto rione Carmine, e dove, tempo addietro, venne­ro ritrovate 2 iscrizioni greche, per fortuna messe in salvo. Il convegno dello scorso marzo sulle necropoli paleo­cristiane del Gargano, orga­nizzato dalla sezione locale di Società diStoria Patria, Comu­ne di Vieste e Parco Nazionale del Gargano, che aveva per fi­ne quello di puntare l’atten­zione sulla salvaguardia del noto sito archeologico, pare non aver raggiunto il suo sco­po, dal momento che è dello scorso martedì, la decisione di giunta di continuare a erigere palazzi in località Pantanello. E pensare che in occasione del succitato convegno, anche Anna Campese Simone, ricer­catrice presso il Pontificio isti­tuto di archeologia cristiana si era mostrata preoccupata del­le condizioni di abbandono e degrado di molti siti archeolo­gici, "schiacciati dal turismo massificato che rovina lavori di recupero eseguiti con crite­rio e professionalità". Il problema è che la necro­poli è sempre passata inosser­vata", spiega DiCarlo, compo­nente dell’assemblea regiona­le del Partito democratico. "Non ci sono accortezze di al­cun tipo per salvaguardare l’interesse artistico. Pensa che domenica ho mandato un co­municato alla stampa, e mar­tedì la giunta ha approvato la nuova lottizzazione edilizia nelle immediate vicinanze di quella zona. Temo che finirà male per la necropoli". Appoggiato dal parlamenta­re diessino Michele Bordo (originario di Manfredonia), dall’associazione Italia No­stra, dal Carpino Folk Festival, Di Carlo non intende mollare la presa, e si dice fortemente interessato a portare fino in fondo questa battaglia. "I pa­trimoni danno fastidio, tocca­no interessi che non sono pub­blici. Ma bisogna saper dire Basta!". L’assessore all’urbanistica Angelo De Vita, protetto dal parere favorevole della sovrin­tendenza archeologica, parla di un piano di lottizzazione approvato già dalla giunta precedente, e chiama ‘ cretinate", le argomentazioni sul valore artistico del territorio. "Presentare le cose in que­sto modo è pretestuoso e scor­retto", esclama. "Noi poniamo le basi per la tutela definita di quella zona. Perché oltre a co­struire, realizzeremo un pic­colo museo collegato alle grot­te, che verranno valorizzate da un parco archeologico e punti di macchia mediterranea. La salvaguardia delle grotte è vin­colante alla realizzazione del­la lottizzazione". Tutto a posto dunque? Mah, certo è che pensare a nuovi pa­lazzi edificati su siti archeolo­gici, quasi a tutela e protezio­ne di questi, appare quanto­meno bizzarro. Ma neanche meeting e convegni appaiono adeguati aproteggere l’antico, come sottolinea Giuseppe Ruggieri, ispettore onorario ai beni architettonici e per il pae­saggio del Comune di Vieste. I convegni sono utili, per carità! Ma ciò che serve davve­ro è il vincolo: è il vincolo l’u­nico appiglio legale utile a di­fesa di un territorio. Ad esem­pio, ai convegni mi invitano sempre: sono momenti di pu­ro presenzialismo.Maquando si tratta di prendere decisioni importanti, mi tengono all’o­scuro di tutto. Le parlo a 50 metri dal Comune, e i miei rap­porti sono ottimi con tutti: parliamo di ogni cosa. Ma in realtà mi hanno isolato. Men­tre ciò che servirebbe è una strettissima collaborazione tra tecnici, residenti, funzio­nari, che abbiano poi capacità di collegamento con i palazzi romani. Fu quello che succes­se negli anni Ottanta, quando nell’arco di pochi mesi riu­scimmo con il nostro lavoro, entusiasmo e collaborazione continua, a far mettere vincoli su diversi punti del territorio di Vieste. Il vincolo per la ne­cropoli di san Nicola, infatti, risale proprio a quel periodo: precisamente al 10 agosto del 89". Tra le sue esperienza a dife­sa del territorio, Ruggieri rac­conta di quella volta in cui i tecnici decidero di porre un impianto biostabilizzatore dei rifiuti solidi urbani, in zona Ci­sco uomo morto, in pieno par­co del Gargano: un punto in­credibilmente panoramico. Per fortuna in quella occasio­ne si cambiò idea, grazie so­prattutto al forte impegno del governatore Nichi Vendola. "Spesso un luogo si salva dalla cementificazione per puro ca­so, per un incontro fortunato di eventi e persone" conclude Ruggeri. Chissà se anche per la necropoli di San Nicola sarà così. In ogni caso pare che oltre a Ruggieri, Di Carlo e pochi altri, non siano in molti ad interes­sarsene. Speriamo sia soltanto un’impressione.
Giuseppe Ruggieri: “ a Vieste ci si salva dalla cementificazione per caso”
La delusione dell’ispettore onorario per i Beni architettonici ed il paesaggio del comune di Vieste.
Incontriamo Giuseppe Rug­gieri, ispettore onorario per i beni architettonici e per il pae­saggio del Comune di Vieste.
Ispettore, qual è la sua opi­nione sulla necropoli di San Nicola al Pantanello?
E’ un sito piuttosto interes­sante: una chiesa rupestre de­dicata a San Nicola che conser­va sul fondo absidato una teo­ria di santi in affresco e tutta una serie di pilastri, il tutto in­cavato nella roccia. E’ un ipo­geo paleocristiano, con tutta una serie di strutture funerarie che andrebbero indagate. Ci sarebbe un grosso lavoro da fa­re…
E invece hanno deciso di co­struirci su…Come le sembra?
Lì andrebbe fatto un piccolo parco archeologico. Anche se è poca cosa ormai, assediato com’è da costruzioni e strade. E poi andrebbe salvaguardato il verde, fatti degli scavi, biso­gnerebbe restaurare, tutela­re …Io comunque non ho di­retta conoscenza della volontà del Comune: mi tengono all’o­scuro di tutto.
Il vincolo alla zona è stato posto nel 1989. Cosa è succes­so da allora?
C’è stato un continuo via vai di nuovi venuti: funzionari, tecnici: vanno, vengono. Ma nessuno mi ha mai contattato. Pensi che sono venuto a sapere al bar che ci costruiranno su.
Ma se ci costruiscono, i vin­coli non servono?
Fanno tutto con permessi. Se un luogo si salva dalla cemen­tificazione è per puro caso: per una combinazione felice di persone. Mai per una severa applicazione delle normative.

1° Salone della Piccola Editoria Meridionale Padiglione 71 Fiera di Foggia, con Andrea Sacco e le tradizioni del Gargano


Con la collaborazione di
Regione Puglia
Provincia di Foggia
Comune di Foggia-Assessorato alla Cultura
Banca della Campania

SUDs è il primo salone dell’editoria meridionale e di qualità. È organizzato dall’Ente Fiera di Foggia e dalla Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci”. Si tiene a Foggia da venerdì 30 novembre a domenica 2 dicembre. Partecipano alla manifestazione più di 60 case editrici di ogni parte d’Italia con cataloghi e storie di diversa portata. I tre giorni di esposizione saranno accompagnati da svariate iniziative letterarie ed artistiche.
SUDs è l’ironica declinazione plurale di Sud al tempo del villaggio linguistico globale. Il Salone, infatti, nasce da una volontà di slancio meridionale al di là dei propri confini. SUDs non sarà, dunque, un arroccamento nella tradizione o l’esposizione dei cimeli cartacei di un’identità certa, ma un luogo vivo di confronto della ricchezza culturale meridionale con i linguaggi della contemporaneità e le esperienze editoriali di altre realtà italiane.
SUDs ha la freschezza avventurosa della frontiera, del nuovo, dell’indefinito; è una pioggia di libri contro il rischio di desertificazione della parola per l’effetto serra televisivo. SUDs è la voglia di condividere il piacere dell’esplorazione e della conoscenza del proprio tempo.

Per tali motivazioni l’Ente Autonomo Fiere di Foggia e la Fondazione Banca del Monte di Foggia, con il supporto della Regione Puglia, della Provincia di Foggia, del Comune di Foggia, dell’Assessorato alla Cultura Città di Foggia e della Banca della Campania hanno voluto assicurare un importante sforzo organizzativo al fine di arricchire il patrimonio culturale meridionale di una nuova e significativa iniziativa.

La manifestazione avrà i seguenti orari: venerdì 30 novembre ore 16,30 – 21,00; sabato 1 dicembre ore 9,30 – 13,30 / ore 16,30 – 21,30; domenica 1 dicembre ore 9,30 – 13,30.

Programma:

Venerdì 30 novembre
–    ore 16,30 cerimonia inaugurale alla presenza delle autorità.
–    Forum: POTERE AI LIBRI. Il ruolo dell’editoria nel Meridione d’Italia, prefazione di Michele Trecca, coordina Maddalena Tulanti, vice direttore del “Corriere del Mezzogiorno” di Bari. Contributi di Pietro D’Amore e Agnese Manni, editori. Interventi degli editori presenti.
–    Ore  18,30: Enzo Del Vecchio presenta “Fiorello La Guardia, un Imperatore a New York” Ed. Alberto Gaffi.
–    Antonello Del vecchio presenta “Osterie d’Italia 2008” Ed. Slow Food.
–    Ore 19,30: Masolino D’Amico presenta “La locanda che domina l’abisso”, corto tratto da “Monte Sant’Angelo” di Arthur Miller.

Sabato 1 dicembre giorno riservato agli studenti
–    ore 9,30: Letture da “Se una mattina d’estate un bambino – lettera a mio figlio sull’amore per i libri”, di Roberto Cotroneo
–    ore 10,00: conferenza su L’Identità plurale del Meridione d’Italia, relatore il prof. Franco Cassano, Università degli Studi di Bari
–    ore 11,00 Presentazione di Politiche del diritto nella XIV Legislatura di Francesco Bonito, Ed. Sudest, prefazione di Anna Finocchiaro. Relatore on. Prof. Giuliano Pisapia, presidente Commissione per la Riforma del Codice Penale
–    ore 12,00: Andrea Giachi presenta “Jesus”, Ed. Creativa
–    ore 12,30: Giovanna Marmo, poesia e movimento, Ed. d’if
–    ore 17,00 “Carosello Letterario”: incontri con gli autori, presenta Carlo D’Amicis. Prima Parte
–    ore 18,30: SUDs è Nuove Scritture. Area tematica dedicata alle antologie
“Sporco al sole”, Besa Editori, con gli scrittori Livio Romano e Giovanni Di Jacovo
“Voi siete qui”, Minimum fax ed., con la scrittrice Veronica Raimo
“Quote rosa” Fernandel ed. con le scrittrici Francesca Bonafini e Mascia di Marco.
Coordinano Nicola La Gioia, Michele Trecca, Stefano Donno
–    ore 19,30 “Carosello Letterario”, incontri con gli autori, presenta Carlo D’Amicis
–    ore 20,30: SUDs è Nuove Tradizioni, area tematica dedicata alla cultura popolare
“Mordi e fuggi” Manni ed.
“Andrea Sacco suona e canta”, Aramirè ed. con l’autore Enrico Noviello
“Il cibo dei morti”, Palomar ed., con l’autrice Bianca Tragni
“Lunari di Puglia”, Progedit ed., con l’autore Vittorio Stagnani
Coordinano Vincenzo Santoro e Carlo D’Amicis
–    ore 21,30 Canti della Tradizione salentina e del Gargano, con Pio Gravina, Enrico Noviello, Enza Pagliara, Anna Cinzia Villani.

Gli Autori del CAROSELLO LETTERARIO
Giuseppe Cirino, Giancarlo Liviano D’Arcangelo, Sara Durantini, Bruno Esposito, Gabriele Fabbiani, Raffaello Ferrante, Claudia Grippo, Claudio Menni, Sacha Naspini, Alessandro Panini-Finotti, Aldo Putignano, Pamela Serafino, Giancarlo Spadaccini, Lucia Tancredi.

Domenica 2 dicembre (con chiusura alle 13,30) sarà dedicata alla nuova frontiera di comunicazione dei blog.
Ore 10,00 “La Tribù dei Blog”, seconda edizione, a cura di BooksBrothers, patrocinato da GSA (Giornalisti Associati Specializzati).
     –    Giornalismo 2.0, L’informazione nell’era di Internet
Intervengono
Paola La Forgia, Presidente Ordine dei Giornalisti della Puglia
Michele Dell’Edera, vice presidente Associazione Stampa on line
Luca Conti, Pandemia, Il Sole 24 Ore
Gianni Messa, La Repubblica-Bari
Valerio Lo Monaco, Direttore Radio Alzo Zero
Coordina Roberto Zarriello

–    Raccontarsi 2.0, Esperienze di vita “bit”
Intervengono
Utottotto, Arianna _Leggera, Narciso Lunatico

–    Letteratura 2.0, Nuovi linguaggi alla conquista del web
Intervengono
Loredana Lipperini, Giuseppe Granieri, moderatore Enzo Verrengia

Ore 12,00 Bibliofiles
Presentazione della nuova collana di editoria digitale in facsimile, Claudio Grenzi ed.
Intervengono:
Antonio Ventura – responsabile della sezione “Raro e curioso. Libri introvabili della Capitanata”.
Laura Maggio – curatrice della sezione dedicata all’archeologia della Daunia.
Ai partecipanti verrà fatto omaggio di un saggio della collana, fino ad esaurimento delle copie disponibili.

Benvenuti nel Comune di Carpino, recita cosi il nuovo portale del Comune famoso per le sue tradizioni musicali popolari

www.comunedicarpino.it
In tempi in cui la comunicazione e l’immagine rappresentano uno dei sistemi più immediati ed efficaci per farsi conoscere, anche il Comune di Carpino ha pensato alla realizzazione del suo Portale Istituzionale Ufficiale. Un moderno e agile sistema per permettere di avvicinare i cittadini all’attività amministrativa nel segno della trasparenza.
Esso è innanzitutto pensato e costruito come servizio alla popolazione. L’impostazione è innovativa perché considera in via prioritaria le esigenze concrete di un cittadino attento alle vicende che interessano il proprio Comune di residenza. Un cittadino che vuole meglio capire il funzionamento dell’amministrazione comunale e che è interessato a risolvere numerose questioni amministrative e burocratiche in modo semplice, chiaro e sicuro.
Attraverso questo portale, in una sorta di sportello elettronico senza orari, si forniranno notizie, informazioni e servizi, al fine di semplificare il rapporto tra Amministrazione e pubblico e nel contempo di dare maggiore visibilità ai servizi presenti sul territorio.
La seconda finalità del portale è quella di aprire un nuovo canale di comunicazione con il Mondo intero e con i molti che, ovunque, navigano in internet. Questa opportunità permetterà di rivolgere a tutti l’invito a conoscere e a visitare Carpino con le sue propensioni culturali, i suoi eventi (anche a livello nazionale), i suoi prodotti tipici e le sue tradizioni, la sua storia e il suo futuro, le sue attività produttive, commerciali, imprenditoriali e artigianali.

COMPIRA’ 100 ANNI IL PROSSIMO FEBBRAIO IL CANTORE GARGANICO PIU’ ANZIANO. PREPARATIVI PER TRIBUTARGLI FORSE L’ULTIMO OMAGGIO

Foto dal Carpino Folk Festival 2007 di alemacrini

di Angelo Del Vecchio da Garganopress

SAN GIOVANNI ROTONDO. E’ nato nel 1908 il cantore popolare sangiovannese Francesco Crisetti ed è ancora in attività. Il nostro personaggio, che il prossimo 15 febbraio compirà 100 anni suonati, non sa né leggere e né scrivere ed ha avuto dalla moglie Carmela De Mita (classe 1915) ben 19 figli, dei quali 6 ancora in vita, e 40 nipoti e pronipoti. Nella sua lunga esistenza Francesco ha svolto vari mestieri legati al mondo della pastorizia e dell’agricoltura. Morto il papà quando aveva appena 4 anni, fu inviato dalla madre a fare il "pastorino" alla masseria Paglicci, in territorio di Rignano. Passò l’infanzia e l’adolescenza senza mai andare a scuola, in un periodo dove i bambini venivano impiegati nel lavoro per sostenere i bisogni economici familiari. Grazie ad uno zio e al patrigno Nicola, Francesco imparò l’arte del canto; così, divenne animatore di tante serenate in una San Giovanni Rotondo che contava negli anni Trenta circa 9000 abitanti. La serenata sangiovannese si apriva sempre con un sonetto iniziale: "Bellà mo’ më në venghë chianë chianë / dretà la porta tójë m’avvëcinë / tróvë la porta apertë e më në traskë / tróvë la siggiulèlla e më rëposë / cë në vânë la padrona dë ‘sta casa / giuvënottë che va’ fa’ ‘nturnà ‘sti rosë / jé so’ vënutë pë’ darëtë onôrë / se tu më dà’ figghjëtë te chiamë mamma / se no të chiamë ‘cifërë dëll’Infernë". In questo modo l’uomo chiedeva in sposa la ragazza amata alla suocera. Se questa acconsentiva il matrimonio era cosa fatta e lo sposo poteva chiamare "mamma" la suocera; in caso contrario, apostrofava la donna con l’appellativo di "Lucifero dell’Inferno". I canti per l’innamorata potevano cambiare di caso in caso, a seconda di chi ci si ritrovava di fronte. Anche alla sua amata Carmela Francesco aveva in mente di dedicare una lunga serenata, ma non la inscenò mai, per paura della reazione dei suoi genitori; infatti, i genitori di Carmela erano contrari al "parentato", perché benestanti e non volevano assolutamente che la loro figliuola sposasse un pastore analfabeta. Alla fine, però, Francesco riuscì a sposare Carmela a 23 anni. Da allora visse nella località "Valle dell’Inferno", apochi chilometri dal paese. Qui, nei lunghi anni che lo videro a "padrone" o come libero pastore, riuscì a metter su una piccola fortuna, formata da 520 pecore, 50 capre e 40 vaccini (mucche da carne e da latte). In un giorno, a piena attività, riusciva a produrre fino a 12 kg di ricotta, 20 kg di formaggio e tantissime mozzarelle e caciocavalli. Per questioni legate al furto di alcuni capi di bestiame fu anche imprigionato e passò otto lunghi mesi tra le sbarre. Lui si è sempre dichiarato innocente. Si trattava, a suo dire, di una vendetta ordita ai suoi danni da un suo ex-dipendente. Accadde tutto durante il fascismo. Per fortuna, però, anche questa volta gli andò bene. Infatti, la moglie, che sapeva leggere e scrivere, sentito il parere del podestà sangiovannese (in realtà trattò con la consorte del capo fascista), inviò una missiva direttamente a Benito Mussolini, chiedendo la grazia per suo marito. Il Duce, stando alla versione di Crisetti, firmò l’atto di scarcerazione dopo alcuni giorni e lui fu subito libero di ritornare a casa ad accudire i figli e l’amata Carmela. Per l’accaduto pensò di confessarsi da Padre Pio. La prima volta il futuro Santo del Gargano rifiutò di accoglierlo, perché stanco o perché occupato con altri fedeli. La seconda volta, invece, lo fece accomodare al confessionale accogliendolo con tanta allegria, come fossero amici fraterni. San Pio gli disse di non lamentarsi per aver passato quei mesi in galera da innocente, perché anche Cristo fu crocifisso senza peccato. Soddisfatto se ne ritornò a casa. Tornando alle serenate, la scena canora, accompagnata il più delle volte dalla sola chitarra battente o anche da tamburello, armonica e "bughëdëbù" (tamburo a frizione: un strumento tipico della tradizione popolare pugliese e meridionale, fatto con un recipiente in creta o in metallo e una pelle ben tesa e dotata di un foro centrale, attraverso cui veniva issata un’asticella, la stessa che, fatta vibrare con un movimento sussultorio, produceva un tipico suono cupo dalle basse tonalità), veniva chiusa con un canto di "bona sera": "Iammëcë a rëtërà iè fattë notta / li bellë ci stannì aspëttannë / allà fënästra cicata dë sônnë / tu donnë che sta’ fa perdë sônnë / jì quannë vaj’a casa e jabb’ a mamma / ritornë alli tuo fianch’a farëmë nu sônnë / më vurria fa nu sônnë alli toi fianchë / se ji më putèssë rëpusà / la vucëlla indë la macchia / volë e zompë ‘m pèttë a te / vajë a casa e lu dichë a mamma / quannë më ‘nzorë më pigghj’a té / bonasera padronë dë ca’/ cë vulimë a ié rëtërà / lu bonasera e ijé lu lascië a tuttë / lu padronë dëlla casë chiù dë tuttë". Con questa "strapuletta conclusiva" l’uomo agurava ogni bene alla cara amata e al padrone di casa, sempre nella speranza che quest’ultimo decidesse di dargliela in sposa. "Per chiedere in sposa mia moglie – ci spiega Francesco – le ho regalato una ‘palma penda’ (un rametto d’ulivo lavorato e intrecciato a mo’ di cuore) e un anello d’oro. Il papà non l’ha gradito, così me l’ha rispedito indietro. Prima di me l’ha chiesta in sposa un altro pretendente, ma questa volta è stata Carmela a rifiutarlo, perché il suo cuore mi era già stato promesso. Infatti, dopo alcuni giorni, diede un ultimatum alla madre e al padre. Chiese loro di sposarmi o di avere il permesso di farsi suora. Fu così che i suoi decisero di concedermela". Non sempre le serenate avevano uno sfondo amoroso. Alcune "strapulette di sdegno" (i sonetti di scontro) venivano inscenate in disprezzo di qualcuno. Spesso le si metteva in scena semplicemente per scherzare o per sbeffeggiare il "cornuto" di turno, tradito dalla moglie e incapace di reagire. E le tarantelle? "Di tarantelle ne ho ballate tante – ricorda Francesco – da giovane salivo a piedi la montagna per venire qui a San Giovanni a casa di qualche amico; lo facevo per passare qualche momento in spensieratezza, soprattutto dopo ore e ore, giorni e giorni, passati a spaccarmi la schiena tra campi, formaggi e animali. Venivo in paese ogni quindici giorni. Ne approfittavo anche per rifornire la mia famiglia di viveri e vettovaglie necessari al sostentamento quotidiano". Francesco ama stare tra ragazzi per insegnare la sua cultura: crea vere e proprie opere d’arte in legno. La sua abitazione è degna di un museo: qua e là per la casa si trovano cornici, piccoli altarini, edicole per santi, pesci, cavalli, collane, bastoni fatti a mano. Ma l’oggetto più sorprendente è senza dubbio il cosiddetto "segna pane", una sorta di timbro utilizzato per distinguere le pagnotte. Finemente intarsiato, è certamente il suo più bel capolavoro: rappresenta un uccello che sormonta una gabbia, realizzato a punta di coltello. "Prima quando si trombava il pane in casa e lo si cuoceva nei forni comuni – conclude il nostro interlocutore – per distinguere le pagnotte, ogni famiglia aveva il suo segno di riconoscimento. Il nostro era questo, semplic
e ma, senza ombra di dubbio, unico nel suo genere". La città di San Pio, cosciente dell’importanza di avere ancora in vita una simile "enciclopedia umana", vuole rendere omaggio a Crisetti in occasione del suo centesimo compleanno, il 15 febbraio 2007, omaggiando il cantore con un riconoscimento particolare. Forse l’ultimo della sua vita terrena.

Le iniziative della Provincia di Foggia in ricordo di Matteo Salvatore

“Valorizzare e tutelare la figura di Matteo Salvatore quale interprete diFoto di  Diego P. Wong primo piano della cultura folk e della civiltà contadina di Capitanata”. Così il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, illustra la decisione della Giunta Provinciale di sostenere le iniziative in ricordo del grande cantautore di Apricena scomparso nel 2005. La Provincia di Foggia, infatti, coorganizzerà gli eventi “Terzo Meeting Folk Matteo Salvatore Memories”, organizzato dall’associazione “Pruc°Nes° Artist° Company” di Apricena, che si terrà nel Comune di Apricena dal 9 all’11novembre e il Premio “Matteo Salvatore la leggenda del cantastorie solitario”, organizzata dall’associazione “Suoni dal mondo” che si svolgerà a Foggia a fine dicembre.
“Si tratta di un percorso articolato di particolare importanza, grazie al quale intendiamo dare vita ad una fase di ricerca e di approfondimento della produzione musicale di Matteo Salvatore connettendolo con la storia bracciantile ed agricola del Tavoliere e coinvolgendo l’Università e le scuole di Capitanata”, afferma il vicepresidente Franco Parisi.
“Con la scomparsa di Matteo Salvatore la Capitanata ha perso uno dei più fulgidi interpreti della sua più autentica identità-storico culturale. In questi anni, la Provincia di Foggia ha dedicato particolare attenzione alla tutela del patrimonio storico-culturale, della memoria e dell’identità di Capitanata. In questo ambito la figura di Matteo Salvatore, come quella di Andrea Sacco a Carpino, rappresentano risorse di primaria importanza rispetto alle quali il nostro impegno è quello di tutelarne e tramandarne la memoria fornendo ai più giovani le più appropriate chiavi di lettura non solo per imparare ad apprezzare la loro arte ma anche per cogliere i profondi collegamenti con una parte importante della nostra storia e delle nostre consolidate vocazioni produttive. In sostanza, l’arte si trasforma in strumento principale di conoscenza e di sviluppo del territorio”, conclude Stallone.

A San Severo l’Autunno Barocco con i Cantori di Carpino Sabato 10 novembre

Accrescere e qualificare le presenze turistiche nel territorio dell’Alto Tavoliere, attraverso innovative manifestazioni culturali ed artistiche. Potenziamento dell’offerta turistica mediante eventi culturali di rilievo. Valorizzazione delle risorse naturalistico-ambientali. Apertura di nuovi spiragli nei settori turistico e culturale.
Queste, in sintesi, le finalità principali del progetto “Autunno Barocco. I Tesori dell’Alto Tavoliere”, finanziato con fondi dell’Unione Europea nell’ambito della programmazione POR Puglia 2000/2006 – PIS Barocco Pugliese – Polo Alto Tavoliere – misura 4.15 con lo scopo di valorizzare il patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico e paesaggistico dell’Alto Tavoliere, attraverso attività di animazione territoriale diverse dalle già collaudate forme di animazione, costituite da sagre paesane e feste patronali.
Il progetto è stato redatto dalla Direttrice del Museo Civico di San Severo, Elena Antonacci, in collaborazione con Augusto Ferrara, Dirigente comunale dell’area Organi Istituzionali, l’Assessore alla Cultura Michele Monaco, l’Assessore al Turismo Antonio Villani ed il consulente per le politiche comunitarie Dante de Lallo.
L’iniziativa nasce dal Comitato di Coordinamento dei Sindaci dell’Alto Tavoliere con San Severo in veste di Ente capofila.
I centri di San Severo, Castelnuovo della Daunia, Chieuti, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate e Serracapriola, da venerdì 12 ottobre a domenica 11 novembre, per cinque week-end consecutivi, si animeranno e saranno collegati turisticamente tra di loro attraverso tre principali itinerari legati al Barocco dell’Alto Tavoliere: quello del culto mariano, quello degli ordini religiosi e quello dell’architettura profana dei palazzi del Settecento.

Concerto di musica popolare de I Cantori di Carpino
Sabato 10 novembre, ore 20,30 San Severo in Piazza Municipio
In Collaborazione con l’Ass.Cult.Carpino Folk Festival

La giornata prenderà avvio alle ore 10,00 a Castelnuovo della Daunia con l’itinerario turistico "Alla scoperta delle Terme di Castelnuovo della Daunia"
Quindi dalle ore 17,00 a San Severo verrà dato avvio all’itinerario turistico "I luoghi del vino e dell’olio nell’Alto Tavoliere" Sarà possibile visitare, liberamente, le cantine e i frantoi e fare degustazione.

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