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Alla scoperta de ‘I Funghi del Gargano’ con i Cantori di Carpino

Vico del Gargano: tutto pronto per la 11ª Mostra-convegno “I Funghi del Gargano”
Quest’anno, come ogni anno, all’interno del parco nazionale del gargano, il Comune di Vico del Gargano organizza un week-end (Giovedì 1, 2 e 3 novembre) interamente dedicato alla micologia del Gargano, con la mostra mercato a Vico del Gargano e l’escursione naturalistica in Foresta Umbra.
Una manifestazione che si prefigge lo scopo di sensibilizzare gli appassionati a rispettare i funghi e soprattutto a seguire alcune fondamentali regole durante la raccolta. Ma non solo.

Ecco il Programma di massima:
– Giovedi 1 novembre
– Ore 17 presso “Palazzo della Bella” inaugurazione mostra della mostra sui funghi del Gargano, saluto delle autorità e dalle 19.30 nel “Trappeto Maratea” degustazione primo olio
– dalle ore 17,00  in Piazza San Domenico mostra mercato dei funghi e dei prodotti del bosco dei Parco Nazionale del Gargano.
–  Momenti musicali con il gruppo “La Pacchianella”

– Venerdi 2 novembre
– Ore 9,30 Passeggiare per il bosco e andar per funghi, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e guidati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella” Incontro su temi ambientali e visita alla “Ecoteca” (piccola biblioteca itinerante)
– Dalle ore 19,30 Castagne, vino novello e suoni e sapori in Piazza

– Sabato 3 novembre
– Ore 9,30 andare per castagne , in collaborazione con proprietari di castagneti accompagnati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella “ incontro con le scuole e premiazioni dei concorsi indetti su argomenti di natura ambientali in collaborazione con l’Associazione “Giacche Verdi” Sezione Gargano.
Dalle ore 19,30 Castagne, vino e olio  novello,  suoni e sapori in Piazza allietati da “I Cantori di Carpino”

Si potranno fare escursioni con fuoristrada in percorsi inediti e suggestivi del nostro territorio in collaborazione con Gargano Tour.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 22.
In serata in Piazza San Domenico di Vico del Gargano, continua la mostra mercato dei prodotti tipici.
Infine, la giornata di lunedì sarà riservata interamente a tutte le scolaresche della provincia che vorranno visitare la mostra dei funghi.
Info: Comune di Vico dei Gargano – Biblioteca Civica (te1.0884.994666)
biblioteca@comune.vicodelgargano.fg.it

A San Severo presentazione ufficiale del cartellone dell’Autunno Barocco che vedrà l’esibizione dei Cantori di Carpino

Accrescere e qualificare le presenze turistiche nel territorio dell’Alto Tavoliere, attraverso innovative manifestazioni culturali ed artistiche. Potenziamento dell’offerta turistica mediante eventi culturali di rilievo. Valorizzazione delle risorse naturalistico-ambientali. Apertura di nuovi spiragli nei settori turistico e culturale.
Queste, in sintesi, le finalità principali del progetto “Autunno Barocco. I Tesori dell’Alto Tavoliere”, finanziato con fondi dell’Unione Europea nell’ambito della programmazione POR Puglia 2000/2006 – PIS Barocco Pugliese – Polo Alto Tavoliere – misura 4.15 con lo scopo di valorizzare il patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico e paesaggistico dell’Alto Tavoliere, attraverso attività di animazione territoriale diverse dalle già collaudate forme di animazione, costituite da sagre paesane e feste patronali.
Il progetto è stato redatto dalla Direttrice del Museo Civico di San Severo, Elena Antonacci, in collaborazione con Augusto Ferrara, Dirigente comunale dell’area Organi Istituzionali, l’Assessore alla Cultura Michele Monaco, l’Assessore al Turismo Antonio Villani ed il consulente per le politiche comunitarie Dante de Lallo.
L’iniziativa nasce dal Comitato di Coordinamento dei Sindaci dell’Alto Tavoliere con San Severo in veste di Ente capofila.
I centri di San Severo, Castelnuovo della Daunia, Chieuti, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate e Serracapriola, da venerdì 12 ottobre a domenica 11 novembre, per cinque week-end consecutivi, si animeranno e saranno collegati turisticamente tra di loro attraverso tre principali itinerari legati al Barocco dell’Alto Tavoliere: quello del culto mariano, quello degli ordini religiosi e quello dell’architettura profana dei palazzi del Settecento.
Sabato 10 novembre, ore  20,30 San Severo
In Collaborazione con l’Ass.Cult.Carpino Folk Festival
Concerto di musica popolare de I Cantori di Carpino in Piazza Municipio

Nei commenti l’intero programma della manifestazione

MATTINATA . I giovani riscoprono la tradizione. E la fanno riscoprire al pubblico degli adulti.

Si tratta di un gruppo folk nato “dall’oggi al domani”. “E’ davvero andata così”, rivela Lorenzo Vaira.
«Ho avuto richiesta dal Comune di Mattinata di suonare con i miei amici musicisti e cantori per la Festa degli Antichi Sapori, ad agosto. La richiesta mi era stata fatta due giorni prima e a dir la verità non ero neanche sicuro di formare un gruppo così velocemente. Ho contattato un pò di amici e fortunatamente sono stati tutti disponibili. Non è stato tanto duro perché la maggior parte di noi ha una passione per la musica folk, questo grazie al nostro maestro Nicola Mantuano, che ci ha tramandato questa passione: la maggior parte di noi ha partecipato al gruppo folkloristico scolastico “i cacchincidde ” per parecchi anni”.
Un gruppo alle prime esibizioni, ma già con notevole esperienza ed affiatamento: Luigi Bisceglia alla fisarmonica, Michele Mione alla chitarra, Lorenzo Vaira ai tamburelli, Lucio Morelli alle percussioni, Maria Grazia Guerra, Francesca Bisceglia, Maria Grazia Santamaria e Andrea La Torre alle voci. Quello che propongono al pubblico è un repertorio misto: brani tradizionali di Mattinata, brani che abbiamo appreso dal compianto maestro Mantuano, e, soprattutto, canzoni del gruppo di musica popola re di Monte Sant’Angelo, I Sammecalère. “Al debutto ” continuano i ragazzi “avevamo un pò paura del pubblico. Fortunatamente è andato nel migliore dei modi, con tantissima gente, tantissimi complimenti e, soprattutto altre richieste”.

Accogliamo con piacere la nuova nascita, ci auguriamo tuttavia che il nuovo gruppo riscopra le vere tradizioni locali attraverso la ricerca e l’affiancamento dei tanti cantori che sappiamo essere ancora presenti in quel di Mattinata e che quindi presto esca “dall’oggi al domani”.

Il Folk in Puglia visto dagli Italiani degli Stati Uniti / Gargano: Carpino Folk Festival

La Puglia, terra di mare e di monti, si configura vasta e diversificata geograficamente ma, anche musicalmente.

Il Gargano, area della provincia di Foggia, è famosa per i suggestivi paesaggi e le folle di turisti che ne riempiono i vicoli, le spiagge e le masserie ogni stagione dell’anno.

Quest’estate, in Europa e in Italia si sono sviluppati gravissimi incendi che hanno travolto anche la zona del Gargano; ciò nonostante, la Puglia ha registrato un’importante riscontro turistico, dovuto anche alle consuetudini estive tipiche della Regione.

Il Gargano, che sorge in montagna e tramonta sul mare, ha dato i natali a personaggi che ne hanno costruito la storia e l’orgoglio: i campi ed i tratturi hanno ispirato una secolare tradizione musicale, tramandata oralmente, che sopravvive ancora oggi grazie al caparbio impegno di giovani associazioni locali e di illuminate istituzioni locali.

Alle più note Peschici e Vieste, il Gargano nasconde tra distese di fichi d’india un piccolo gioiello cittadino che preserva integra la natura contenuta, discreta ma non per questo meno vitale, lo spirito contadino: Carpino.

Comune incluso nel Parco Nazionale del Gargano, Carpino, sin dagli anni ’50, ha incuriosito etnomusicologi di fama internazionale per i tradizionali canti popolari e la produzione di una particolare chitarra: la chitarra battente.

Matteo Salvatore ed i Cantori di Carpino, sono i maggiori rappresentanti di questa realtà folk, tutt’oggi studiata, amata e preservata dall’oblio.

Sin dal 1996, nella piazza di Carpino, si svolge il Carpino Folk Festival che si propone di diffondere il sapere, la cultura, il sentimento e le ragioni di un costume popolare, peculiare per quest’area pugliese. Concerti, conferenze, corsi di danza, canto e musica popolare per educare ed insegnare a conoscere, alle nuove generazioni, la loro identità, la loro storia.

I più famosi artisti italiani ed internazionali, si sono esibiti sul palco del Carpino Folk Festival; film e documentari sono stati realizzati, raffinate mostre fotografiche.

Il 30 Settembre prossimo, verrà festeggiata a Roma, nei Fori Imperiali, la Giornata della Cultura Immateriale: i Cantori di Carpino saranno presenti. Nel 2008, infatti, anche l’Italia potrà presentare le proprie candidature per Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
Una convenzione che disciplina un settore scarsamente riconosciuto dal punto di vista giuridico, comunemente definito come “cultura tradizionale”, “folclore” o “cultura popolare”.
In particolare mira a salvaguardare, promuovere e condurre attività di ricerca sulle forme di espressione culturale tradizionali quali la musica, il teatro, le leggende, la danza nonché il sapere tradizionale relativo all’ambiente e alle tecniche artigianali, ponendo al centro dell’attenzione l’importanza della trasmissione orale e la pluralità globale delle forme tradizionali di espressione culturale.

Si tratta di una importante possibilità per scoprire questa ricchezza culturale regionale: i cantori si ostinano a tramandare, anche in età molto avanzata, i canti memorizzati nei campi e tra i pascoli, gli strumenti fabbricati artigianalmente: la chitarra battente e i tre principali motivi ritmici della musica del Gargano, la rurianella, la viestisana e la mundanara.
by  Raffaella Delvecchio

Antonio Giuffreda: Veltroni pensa al Gargano per rilanciare il Mezzogiorno

“Il Mediterraneo è oggi, fuori da ogni retorica, una chiave di lettura per capire le sfide politiche, economiche e culturali che attendono l’Italia, poiché gli straordinari fatti che qui stanno accadendo ci offrono un’occasione storica per far diventare questo mare il nuovo hub mondiale del secolo e l’Italia il perno e il centro di questo nuovo equilibrio.”

Si apre così la lettera che Veltroni ha inviato al direttore della Gazzetta del Mezzogiorno in occasione della sua venuta in Puglia con Franceschini e D’Alema.

Collocare il Mediterraneo e la Puglia al centro della iniziativa politica internazionale è una sfida affascinante per il Pd. Ma queste riflessioni inducono altre considerazioni sul ruolo che il Gargano può assolvere in un contesto internazionale. Uscire dalla marginalità, parlare un linguaggio unico come territorio, fare sistema, è l’imperativo per un’area, come il Gargano, che può essere strategica per la crescita della Capitanata e della stessa Puglia. Il Pd è chiamato a lanciare una sfida programmatica e ad elaborare nuove politiche più attente alla valorizzazione di questo territorio, raccogliendo intorno ad una nuova stagione progettuale le migliori energie, le intelligenze più fini.

Una delle sfide che il Gargano deve vincere nei prossimi anni si gioca intorno ai temi dell’ambiente e della cultura. Un territorio che propone eventi e grandi istituzioni culturali, che offre spazi, che valorizza l’ambiente, è un luogo prospero e potenzialmente appetibile per nuovi investimenti, un luogo dove fare affari. Ecco perché si legano tra loro le questioni ambientali e culturali.

Hai visto mai che a ripeterle all’infinito le cose poi c’è qualcuno che ti ascolta??

Un territorio che difende e valorizza le sue ricchezze ambientali, che disegna il suo traffico nel rispetto dell’ambiente e della convivenza civile, che investe sul servizio di trasporto pubblico e privato non inquinante, che incentiva grandi eventi culturali, offre una elevata qualità della vita attraendo, conseguentemente, più turisti, più visitatori. E’ un territorio che cresce.

Crescita dipendente, però, da alcune variabili:
Necessità per le imprese di aumentare le proprie dimensioni, per renderle più adeguate alla globalizzazione (nel turismo, per esempio, imprese più grandi e associazioni di impresa per aggredire nuovi mercati)
Evoluzione dei nostri fattori di competizione verso la conoscenza (investire nella professionalità, nella conoscenza dei mercati, delle lingue, delle tecnologie informatiche, nella agricoltura che punta sui marchi di tipicità e qualità, ma anche in forme nuove di produzione, sviluppare la filiera)
Rilancio del territorio come fattore di attrazione, di risorse, di opportunità di crescita e sviluppo.

Per questo un terreno decisivo per lo sviluppo è quello della formazione per fornire conoscenze e competenze ai nostri giovani, utilizzando il sistema scolastico territoriale e la stessa Università di Foggia, e non costringerli ad emigrare. Mettere al centro del ragionamento sul nostro futuro la formazione, la creatività, la produzione immateriale delle idee, non può che voler dire ragionamento politico sul ruolo strategico di quest’area del Mezzogiorno e della Capitanata per avviare una nuova fase di crescita. Ma non c’è crescita, non c’è sviluppo, non si contrasta la nuova povertà, non si riducono le disuguaglianze e non si rilancia la competitività del nostro territorio se la crescita economica e le politiche sullo stato sociale non sono in grado di sostenere la famiglia nella cura e nella crescita dei figli, di dare un futuro ai giovani, di consentire agli anziani che il vivere più a lungo significhi vivere meglio, di accogliere e promuovere l’inserimento di persone straniere.

Il Pd deve candidarsi a guidare questo nuovo corso, rivolgendosi alle forze produttive presenti sul territorio, promuovendo collaborazione e compartecipazione, lanciando un patto tra il mondo del lavoro, le professioni, la cultura, tra donne e uomini, tra giovani e anziani, tra i italiani e cittadini stranieri.Ci affascina l’dea di Veltroni di partire proprio dal Mezzogiorno per garantire la crescita del sistema Paese. Ci sentiamo impegnati con Veltroni ed Emiliano a costruire il Partito Democratico, un partito nuovo ma, al tempo stesso, con una forte connotazione “popolare” che si proponga di “cambiare l’Italia” rifiutando ogni provincialismo e spinga ad unire Nord e Sud.
Antonio Giuffreda candidato nella lista “Democratici con Veltroni” nel Collegio n. 2 per l’Assemblea Costituente Nazionale

MaratonArte: il 5, 6 e 7 ottobre 2007 sulle tre reti Rai scatta una… missione possibile!

Il Ministero per i Beni e le Attività culturali e la Rai promuovono insieme l’iniziativa MaratonArte, la maratona televisiva che si propone di raccogliere fondi per salvare opere e siti di rilevanza storica e culturale.

L’Italia possiede infatti ben il 70% dei capolavori artistici del mondo, riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Ma molte di queste opere che rendono grande il nostro Paese hanno urgente bisogno di cure per recuperare tutto il loro valore. Alcune di esse rischiano addirittura di scomparire per sempre.
Il progetto MaratonArte si propone perciò l’obiettivo di raccogliere fondi che sostengano la tutela, la salvaguardia e il restauro di questi beni, individuando sette opere a rischio. Con lo scopo di difendere le nostre risorse, salvarle dall’abbandono e restaurarle nel loro pieno splendore.
Perché per il nostro Paese l’arte non è solo bellezza, ma anche ricchezza, turismo e qualità della vita: la nostra maggiore risorsa.
MaratonArte, iniziativa di raccolta fondi per il restauro, il mantenimento e la fruizione dei beni culturali, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Rai. Il progetto consentirà a ogni cittadino di contribuire in prima persona alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, finanziando progetti di recupero e verificando in seguito il risultato raggiunto.
A sostenere l’iniziativa ci saranno volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura, da Claudio Baglioni a Luca Zingaretti, da Claudia Cardinale a Riccardo Muti: ciascuno di loro sarà testimonial di sette luoghi simbolo da salvare, raccontati in brevi filmati con le musiche di Ennio Morricone.
Per partecipare alla maratona, è possibile intervenire in diversi modi:
– inviando un Sms al numero 48545 (valore 2 euro)
– inviando un Sms al numero 48558 da telefoni Vodafone (valore 5 euro)
– con tutte le carte di credito, telefonando al numero verde di American Express 800.199.949
– con tutte le carte di credito, sul sito http://www.maratonarte.it
– con versamenti bancari al c.c. 10888810 di Maratonarte
– con carta Bancomat agli sportelli di UniCredit Banca
– acquistare le gift-card personalizzate (del valore di 3 euro), in vendita presso autogrill, distributori rete Agip, bar e ristoranti associati Fipe.
Per avere maggiori informazioni, è possibile inoltre consultare il sito dedicato alla maratona: http://www.maratonarte.it

Archivio delle musiche tradizionali di Puglia: presentazione ufficiale a Bari

Bari – Biblioteca Nazionale, 13 ottobre 2007, ore 19
Negli ultimi anni in Puglia si è sviluppato un vero e proprio “movimento” di recupero e “riproposta” della musica tradizionale, con il coinvolgimento ormai di migliaia di persone che ritornano agli strumenti e ai ritmi della tradizione, spesso ripartendo dal contatto con gli anziani “cantori” rimasti in vita.
Tra operatori e appassionati da tempo si è sviluppato un articolato dibattito sugli interventi di tutela e valorizzazione dei patrimoni musicali e coreutici tradizionali, nella convinzione che le istituzioni pubbliche dovrebbero impegnarsi in una rigorosa politica di tutela di questi “beni culturali immateriali”, gli stessi richiamati dalla “Convenzione UNESCO sul patrimonio intangibile”, appena ratificata dal Parlamento Italiano.
Per rispondere a queste esigenze l’associazione Altrosud, d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali- Dipartimento Beni Librari e la Regione Puglia, ha elaborato un progetto per la costituzione, presso la Biblioteca Nazionale di Bari, di un Archivio delle musiche di tradizione della Puglia, dove raccogliere e custodire l’insieme delle testimonianze su questi plurisecolari giacimenti culturali.

Concepito come un work in progress, il progetto prevede, nella fase iniziale, la realizzazione fisica dell’Archivio, in cui saranno fruibili i più disparati materiali –a stampa, audio, fotografici, video-, acquisiti da fondi privati e pubblici, la costituzione di una biblioteca tematica, con sezioni specifiche dedicate al movimento di “riproposta” e al fenomeno del “tarantismo”, e un data-base, cuore pulsante dell’intero archivio, in cui saranno progressivamente riversati i materiali che si andranno ad acquisire, catalogare e conservare secondo i più rigorosi criteri scientifici e con le più innovative procedure tecnologiche.
L’Archivio sarà strutturato secondo modalità di avanzata accessibilità, a partire dal sito internet che consentirà di conoscere in tempo reale i diversi stadi di avanzamento del progetto.
Per l’importanza obiettiva dell’iniziativa, si invitano tutti gli operatori del settore, studiosi, musicisti ed appassionati a partecipare all’incontro che sarà chiuso da un concerto di Uccio Aloisi e dei Cantori di Carpino.

Programma
Bari, Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi”
(Cittadella della Cultura), via Pietro Oreste 45
13 ottobre 2007, ore 19

Saluti delle autorità
interverranno:
Silvia Godelli, Assessore alle Attività Culturali, Regione Puglia
Danielle Gattegno Mazzonis, Sottosegretario di Stato, Ministero per i Beni e le Attività Culturali

a seguire interventi di
Luciano Scala, Direttore Generale Beni Librari Mibac
Vincenzo Santoro, coordinatore del progetto
Domenico Ferraro, presidente associazione Altrosud
Maurizio Agamennone, etnomusicologo Università di Firenze
Nicola Scaldaferri, etnomusicologo Università di Milano, responsabile LEAV
Gianni Amati, ricercatore e musicista
Giovanni Rinaldi, direttore “Casa Di Vittorio”, Cerignola
Mario Gennari, Folk Bulletin

A seguire, concerto dei Cantori di Carpino e di Uccio Aloisi Gruppu

Attività di spettacolo: cofinanziamento regionale – nell’elenco dei beneficiari il Carpino Folk Festival

Approvato dalla Giunta regionale, con delibera n. 1473/07, il cofinanziamento del "Patto  per le Attività di Spettacolo – Progetto per il triennio 2007/2009" della Regione Puglia per le attività culturali di spettacolo.
Con lo stesso provvedimento, pubblicato nel Bollettino Ufficiale Regionale n. 137 del 27 settembre 2007, è approvato l’elenco dei soggetti beneficiari dei finanziamenti.
Il Progetto suddetto è contenuto nella delibera di Giunta n. 879/07- Allegato C) pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 99 dell’11 luglio 2007. L’intervento è finalizzato a garantire il consolidamento delle figure professionali, operanti nell’ambito dello spettacolo, e lo sviluppo delle relative attività.
Consorzio Teatro Pubblico Pugliese (Bari)
Soc. Coop. ari Anonima GR (Bari)
Associazione ResExtensa (Bari)
Associazione L’altra Danza (Bari)
Qualibo’ Visioni Di (P) Arte (Bari)
Teatro Minimo Ass. di stampo teatrale (Andria)
Compagnia Delle Formiche Soc. Coop. Ari (Corato)
Associazione Culturale Teatrermitage (Molfetta)
Associazione Culturale La Pecora Nera (Modugno)
Associazione Culturale Tra Il Dire E Ii Fare (Ruvo)
Associazione La Luna Nel Pozzo (Ostuni)
Soc. Coop. ari Bottega Degli Apocrifi (Manfredonia)
Circolo Gli Amici Dei Parco di Legambiente (Monte Sant’Angelo)
Associazione Culturale Carpino Folk Festival (Carpino)
Soc. Coop. ari Scenastudio (Lecce)
Associazione Culturale Nemesi (Taranto)
Associazione Culturale La Ghironda (Martina Franca)

La Tarantella del Gargano ai Laboratorio di Danza Popolare a Firenze – Anno XXXI

Le forme espressive della tradizione popolare apprese in un corso cittadino sono imitazioni, anche se hanno la funzione di riflessione culturale e di conoscenza di un mondo in via di trasformazione. Crediamo che sia importante incontrare direttamente le persone ed i contesti originari per una migliore comprensione del mondo contadino. Per questo all’interno dei vari cicli troveremo degli spazi per vedere filmati etnografici, dibattere temi antropologici, incontrare depositari e ricercatori della tradizione e riflettere sulla cultura popolare.

SCUOLA DI BALLO & MUSICA POPOLARE
Ogni lunedì sera dalle 21 alle 23 (dal 1 ottobre 2007 al 27 maggio 2008).

PROGRAMMA
– I CICLO: (dal 15 ott. al 10 dic. 2007)
– Sezione 1: Balli del Piemonte occitano (4 incontri). Dalla Val Varaita curento, gigo, boureo vejo, tresso, countradanso, boureo de S. Martin, ecc. [Inss. Biagi, Castagna].
– Sezione 2: Balli della Maremma toscana (5 incontri). Balli poco noti e particolari di una terra di transumanza stagionale (trescone, sciotis, sor Cesare, punta e tacco, galletta, ballo del riccio, tarantella, ecc.). [Inss. T. Biagi e P. Gala].

– II CICLO: (dalla Befana a Pasqua 2008)
– Sezione 3: Puglia: pizzica pizzica e tarantella di Carpino (4 incontri). Vari esempi di pizzica della Puglia meridionale tratti dalla tradizione e la tarantella di un paese del Gargano divenuto meta di numerose ricerce etnomusicali nelle sue forme originali. [Inss. T. Biagi, D. Cavallone e P. Gala].
– Sezione 4: Abruzzo: la spallata (5 incontri). Vari esempi di un’ampia famiglia etnocoreutica scoperta nei primi anni ‘80 dall’etnocoreologo Gala, eseguiti in cerchio, a contraddanza e a file contrapposte. [Inss. P. Gala e T. Miniati].

– III CICLO: (da Pasqua a fine maggio 2008)
– Sezione 5: Balli sardi (4 incontri). Come sempre non poteva mancare nell’antologia di balli tradizionali italiani uno sguardo sul repertorio di un unico paese della montagna barbaricina (passu torrau, ballu ‘e trese). [Ins. Maurizio Loi]
– Sezione 6: Balli romagnoli (4 incontri).I balli staccati precedenti il “liscio” romagnolo: manfrina, saltarello, russiano, sciotis, trescone, ecc. [Inss. T. Biagi, M. Castagna].

INFO per i corsi di musica: 333-7299460 Mario

Intrecci fra poesia, saggistica e musiche tradizionali del Gargano e dell’Alto Lazio a Bolsena

Tra alcune peculiari forme di espressioni poetiche, come in particolare la rima in ottava dei poeti a braccio, e la musica si registrano spontanee convergenze per cui la versificazione accentua la sua connotazione timbrica con l’abbinamento alle musiche che, a loro volta, sembrano trarre respiro e forza ulteriore dall’accoglienza di versi dotati di una loro peculiare cifra sonora.
L’iniziativa mira a porre in risalto queste affinità, esaltate più di recente nella forma del CdBook, attraverso due espressioni particolarmente significative, relative l’una alla Puglia e l’altra all’Alto Lazio.
Per quanto concerne l’Alto Lazio, la presentazione del volume con cd allegato Canti, poeti, pupi e tarante consentirà di gustare dal vivo le performance multistrumentali del gruppo di Raffaello Simeoni, già leader dei Novalia e interprete di un’originalissima rivisitazione della tradizione laziale e della Tresca, gruppo bolsenese leader della musica popolare della Tuscia.
Per quanto riguarda la Puglia, si discuterà intorno a due libri che contengono le “biografie cantate” di due dei principali esponenti della musica tradizionale pugliese: Andrea Sacco da Carpino (FG) e Uccio Aloisi di Cutrofiano (LE).
Sabato 6 ottobre
Piazza Matteotti ore 20:45 discussione intorno ai libri: Andrea Sacco suona e canta. Storie di un suonatore e cantatore di Carpino di Enrico Noviello, Edizioni Aramirè, Lecce 2005
Uccio Aloisi. I Colori della terra. Canti e racconti di un musicista popolare A cura di Roberto Raheli, Vincenzo Santoro, Sergio Torsello, Edizioni Aramirè 2004
A seguire, concerto dei Malicanti – pizziche e tarantelle di Puglia
Domenica 7 ottobre
Piazza Matteotti ore 18:00 presentazione del libro: Canti, poeti, pupi e tarante. Incontri con i testimoni della cultura popolare di Valter Giuliano, Edizioni Squilibri, Roma 2006
A seguire, concerto di Raffaello Simeoni e La Tresca – Musica popolare Romana e dell’alto Lazio

Paesaggi sonori del Salento tra registrazioni e fotografie

Dal canto ai rumori dell’aratro, le registrazioni di Gianni Bosio in un libro sorprendente, «1968: una ricerca in Salento. Suoni grida canti rumori storie immagini, a cura di Luigi Chiriatti, Ivan Della Mea e Clara Longhini», con tre Cd. Il volume sarà presentato il 1 ottobre, alle 17,30 al Circolo Gianni Bosio. Per l’occasione, una mostra delle foto di Clara Longhini e Alan Lomax. A seguire, un intervento musicale dei Malicanti
Alessandro Portelli

All’inizio di agosto del 1968, Gianni Bosio e Clara Longhini sono a Lecce. Sono in vacanza in Salento ma (come negli anni seguenti in Calabria, Sicilia e Sardegna) la vacanza è un viaggio di ricerca e di scoperta, con registratore, macchina da presa, diario di lavoro. Il mercato di Lecce, annota Clara Longhini, non ha niente di speciale. Persino le grida dei venditori sono assenti o deludenti. E allora, invece di spegnere il magnetofono, Bosio fa una cosa insolita: allarga il campo e registra il vocìo, i rumori del traffico, il «paesaggio sonoro» della città. Un gesto che sottolinea la trasformazione da lui immessa nella ricerca sul campo: non solo i materiali codificati, le forme riconosciute (le grida dei venditori) ma un contesto ampio, di cui ancora non riconosciamo le forme (e che magari non ne ha) ma che cominciamo a documentare per poterci ragionare in futuro. Qualche anno prima, così era cominciata la ricerca in città: con il registratore a un angolo di strada a Milano, fissando il suono della metropoli.
Il luogo è importante (un Salento ancora non di moda) ma lo è anche il tempo: siamo nel 1968, mentre mezzo mondo sta sulle barricate Gianni Bosio sta a Otranto, Martano, Calimera, Lecce, e registra cose apparentemente lontanissime, in realtà il sostrato profondo dei sommovimenti visibili. Poi – annota Clara Longhini – siccome è in vacanza, si siede sotto l’ombrellone con le gambe al sole e si scotta perché è troppo immerso nella lettura di un libro affascinante: il Capitale di Marx.
La storia di quei diciassette giorni è adesso in un libro elegante e sorprendente 1968: una ricerca in Salento. Suoni grida canti rumori storie immagini, a cura di Luigi Chiriatti, Ivan Della Mea e Clara Longhini (Kurumuny, Calmiera-Lecce, 2007, pp. 347 e tre Cd audio, 25 euro). Naturalmente, Bosio e Longhini non raccolgono solo rumori e paesaggi sonori, ma anche molte storie e moltissima musica. Come già nelle precedenti registrazioni di Lomax e Carpitella, c’è un poco di pizzica (alla festa di San Rocco a Torrepaduli ascoltano «una movimentata tarantella napoletana, definita localmente pizzica») e tante altre espressioni di una cultura materiale, linguistica, musicale tutt’altro che unidimensionale e consumabile. Di questi nastri, avevo sentito solo il lacerante lamento funebre di Angela Bello a Otranto. Adesso, mi affascina ascoltare – cantata dalla figlia di Angela che l’ha imparata dalla madre – una bella versione del Testamento dell’avvelenato, una ballata che circola dall’Italia alla Scozia agli Stati Uniti (io l’ho sentita da immigrate calabresi in una borgata romana) e da Angela Bello a Bob Dylan e Harry Belafonte. Ma il momento più alto è la completa registrazione del canto di passione grecanico, I passiùna tu Cristù, eseguita da cantori e suonatori che ritroveremo trent’anni dopo in uno splendido disco delle edizioni Aramirè (anche a questo servono le registrazioni: a vedere che cosa resta e cosa cambia, nel canto e nei cantori, nel corso del tempo). Raramente una performance di tradizione orale ci è stata restituita con tanta accuratezza documentaria, degna erede dell’acribia filologica di Gianni Bosio: comprende la registrazione sonora, che occupa un intero Cd, l’analisi musicologica e la trascrizione musicale curate da Ignazio Macchiarella, nonché la trascrizione e traduzione del testo affiancate dalla riproduzione anastatica del manoscritto del cantore Salvatore Russo. Al centro del libro stanno le fotografie di Clara Longhini (che insieme col diario danno la misura di quanto sia stato importante il suo contributo, spesso misconosciuto, all’intero progetto di ricerca del Nuovo Canzoniere Italiano e dell’Istituto Ernesto de Martino). Come le registrazioni a microfono aperto, anche le fotografie sono il risultato di uno sguardo ad ampio raggio: i visi e le posture dei cantori e dei narratori, ma anche le luci della festa, gli affreschi bizantini, le processioni, i vestiti, un asino bardato, i contesti di lavoro. Mentre Bosio registra i suoni dell’aratura – il canto, ma anche la campanella, gli incitamenti al cavallo, gli scricchiolii del carro e dell’aratro – Clara lo accompagna con una sequenza di immagini, che ci aiuta a capire il senso dei suoni.
Proprio la registrazione di Martano induce Bosio a una serie di riflessioni raccolte nel saggio incompiuto che conclude il libro, sull’importanza della relazione fra performance, funzione e contesto. Sono annotazioni autocritiche rispetto alle precedenti esperienze del Nuovo Canzoniere e dei Dischi del Sole, ipotesi di nuovi approcci e progetti di nuovi lavori. Purtroppo, poco di tutto questo si poté realizzare. Tra i motivi ricorrenti nel diario di Clara Longhini, infatti, ci sono i limiti che le ristrettezze finanziarie impongono a una ricerca condotta fuori degli schemi istituzionali e mercantili: lei che ha finito i rullini proprio mentre inizia la danza-scherma a Torrepaduli, Bosio che contravviene alla sua norma fondamentale e ogni tanto, per risparmiare sul costosissimo nastro, spegne il registratore. È un po’ una metafora delle difficoltà che il movimento fondato da Bosio sperimentò in tutta la sua esistenza e che si veniva accentuando, paradossalmente, proprio in quegli anni di ripresa del movimento. Anche perciò, ci sono voluti quasi quarant’anni perché i materiali vedessero la luce. Forse, se fossero usciti allora, tanti equivoci ce li saremmo risparmiati.
Nel 2005, Clara Longhini torna in Salento. Molte cose sono cambiate: «Non ci sono più animali nei campi. Buona cosa, certo, ma…» Ma qualcosa si è perso. Nel suo diario, pubblicato qualche anno fa dalle edizioni Aramirè, Luigi Stiffani, il violinista delle tarantate, parlava della scomparsa di altri animali: adesso, diceva, il ragno che avvelenava le tarantate non c’è più, perché nei campi ci sono tanti veleni nuovi e anche quelle bestiole sono scomparse. Al dolore che si esprimeva nel tarantismo si sostituiscono veleni e sofferenze irriconoscibili, perché spesso nascoste sotto la maschera del progresso.

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