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cantori di carpino

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Spett.le Sig. Sindaco del Comune di Carpino – Prof. Rocco Manzo

Con la presente l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival è lieta di darLe il benvenuto quale nuovo sindaco di Carpino e si augura che, terminata la campagna elettorale, particolarmente aspra, si riunisca l’anima del paese e che Lei possa divenire il sindaco di tutti i carpinesi.
Al nuovo sindaco ricordiamo il progetto del Carpino Folk Festival 2007 presentato lo scorso dicembre al Comune e fin da ora ci mettiamo a completa disposizione per una proficua collaborazione nell’interesse del Festival, della Musica Popolare e di tutta Carpino.
Cosa chiediamo al nuovo sindaco ?
Molto semplice, che i nostri progetti e le nostre finalità entrino a far parte oggi del dibattito politico e domani dei futuri progetti da realizzare.
Cose concrete da realizzare nel breve periodo?
Fattiva ed indispensabile collaborazione dell’Amministrazione comunale per la gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico per la prossima imminente edizione del Carpino Folk Festival e per la creazione di parcheggi e zone riservate al campeggio per l’accoglienza del sempre più numeroso pubblico che segue la manifestazione.
Signor Sindaco anche a Lei e alla compagine governativa che si accinge ad iniziare il suo lavoro, ci piace ricordare che chiunque ponga in essere programmi, progetti, buoni propositi che pongano la cultura al centro di un nuovo sviluppo sostenibile e che vanno incontro alle finalità espresse otterrà il nostro placito e il nostro incoraggiamento; con una precisazione: la nostra Associazione è culturale e non ha finalità politiche, anche se ciascuno dei nostri membri ha una sua visione del mondo e della vita e “non gradisce" contaminazioni da parte della politica (o, se volete, è gelosa della propria autonomia), infatti, anche questo è noto, ritiene che, se ciascuno nel proprio ruolo gioca bene la propria partita, tutti possono raggiungere i risultati sperati.
Signor Sindaco l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival persegue finalità tutte volte alla creazione di una nuova via per lo sviluppo economico di Carpino, del Gargano e della Puglia, una via che passa inevitabilmente (come l’esperienza di questi ultimi anni insegna) per un nuovo turismo, quello culturale. L’unico turismo in grado a nostro avviso di ampliare l’offerta turistica pugliese, che coinvolga anche i territori interni e non solo quelli costieri-balneari, attraverso la creazione di un circuito culturale sulla falsariga di quello creato in Umbria con Umbria jazz e le sue manifestazioni collegate e che, di conseguenza, valorizzi tutti gli altri beni culturali e le altre risorse della nostra regione.
In particolare il progetto dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, prevede :
-la creazione di un Auditorum della Musica Popolare. Si ritiene che il territorio Garganico abbia bisogno di grandi simboli come la Torre Eifell, la Cupola del Brunelleschi a Firenze, il Ponte Vecchio, il Colosseo, il Ponte di Rialto a Venezia ecc.. opere che hanno reso famosi, in tutto il mondo, quei territori e hanno attirato il turismo internazionale. Per far conoscere Carpino, il Gargano e la Puglia nel mondo occorre un’idea innovativa, unica, che susciti curiosità, polivalente, che produca reddito, che faccia parlare di sé, che sia utile ai carpinesi,che rispetti e valorizzi l’ambiente, la memoria storica e culturale, che incrementi il valore scenico e panoramico, ecc. ecc. Occorre, cioè, investire in una grande opera ed è per questa ragione che proponiamo di realizzare un Auditorum della Musica Popolare ad opera di un grande architetto dei nostri tempi (ad es. Oscar Niemeyer),  che insieme all’opera di Renzo Piano, per Padre Pio a S.Giovanni Rotondo, faccia convergere sul Gargano il turismo internazionale. Un Auditorum vivo di socializzazione, di educazione ambientale e di promozione turistica dell’intera Puglia…..
-la creazione di un Centro di Documentazione che preveda l’istituzione di un Archivio Multimediale e Sonoro sulla cultura garganica di tradizione orale e, anche, sul patrimonio etno-musicale ed etno-coreutico la creazione di una Biblioteca Tematica e Storica
-la realizzazione di Progetti Formativi/Didattici per la conoscenza delle peculiarità culturali delle tradizioni popolari
-la messa in rete del nostro progetto con altre iniziative nazionali ed Europee, che preveda il coinvolgimento delle Associazioni e Federazioni di Associazioni degli Emigrati Pugliesi
-l’inserimento del Patrimonio Culturale Popolare del Gargano nella Lista dell’Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale. In particolare l’inserimento dei numerosi Cantori e Cantautori del Gargano, ad es. quelli di Carpino sono stati di recente nominati Testimoni della Cultura, i canti che si ostinano a tramandare anche ad età molto avanzata, la funzione che questi canti avevano in passato, come quella di portare la serenata, lo strumento principe usato per accompagnare questi canti, ossia la chitarra battente e quindi le tecniche artigianali per la loro costruzione, e i tre principali motivi ritmici della musica del Gargano, la rurianella, la viestisana e la mundanara, senza dimenticare la particolarità del ballo delle nostre terre.
Come vede, Signor Sindaco, la nostra Associazione ha le idee molto chiare e molti obiettivi da raggiungere e ci auguriamo di poterLa incontrare nel nostro cammino e di fare insieme un bel pezzo di strada per il bene di tutti, sia di coloro che l’hanno votata, ma anche per quelli che il voto hanno preferito darlo ad altri candidati o hanno deciso di non votare.
Nel salutarLa cordialmente cogliamo l’occasione per augurarLe buon lavoro.

Associazione Culturale
Carpino Folk Festival
Il Presidente Mattia Sacco

Premio alla Carriera ai Cantori di Carpino dalla Citta’ di Loano

Dal 23 al 26 luglio, a Loano, si accenderanno i riflettori sulla terza edizione del Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana nell’ambito del Festival Suoni della Tradizione, vetrina della migliore produzione discografica di musica tradizionale italiana.
Nato tre anni fa, il Premio Città di Loano promuove e valorizza la nuova interpretazione della musica popolare di radice italiana attraverso il coinvolgimento di artisti, etichette discografiche e operatori culturali.
Il riconoscimento annuale alla migliore produzione musicale dell’anno precedente anche quest’anno è stato decretato da una prestigiosa giuria composta da una sessantina di giornalisti musicali. La giuria ha votato nelle scorse settimane i migliori dischi dell’anno 2006.
Vincitore è risultato “Amore e Acciaio” di Lucilla Galeazzi
Il "Premio alla Carriera", è stato attribuito dalla direzione del premio ai Cantori di Carpino, depositari della più straordinaria ed affascinante tarantella che è possibile ascoltare nelle terre del sud Italia: la tarantella del Gargano. Una memoria millenaria, che grazie all’insegnamento di Antonio Piccininno – che parteciperà al festival per ritirare il premio – di Antonio Maccarone, dello scomparso Andrea Sacco e degli altri cantori, è diventata radice dell’oggi.
La Consegna del riconoscimento avverrà Martedì 24 luglio ore 21.30 – Spazio Culturale Orto Maccagli – Lungomare. Seguira concerto dei Cantori di Carpino.
Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Il progetto LeaderMed entra nel vivo, al CFF il progetto pilota

Entra nel vivo il progetto LeaderMed che attraverso l’azione dei Gal continua ad attirare le attenzioni delle istituzioni locali, ma soprattutto delle popolazioni interessate.
Adesso si punta alla costituzione di un’agenzia di sviluppo che vede anche il Gal Gargano in prima linea e che parteciperà al corso di formazione previsto dall’attività 1.3. del progetto LeaderMed.
Il corso mira a fornire ai PTM (Siria, Malta, Libano e Turchia), coinvolti nel progetto, elementi utili per comprendere la struttura di un’agenzia di sviluppo locale, sulla base dell’esperienza maturata dai Gal pugliesi.
Il corso prevede una prima parte di carattere generale, durante la quale saranno affrontati i temi salienti legati allo sviluppo rurale nell’Unione Europea. Nella seconda parte del corso sarà focalizzata l’attenzione sul Gal come agenzia di sviluppo.
Il corso prevede attività didattica in aula e visite presso aziende che hanno beneficiato dei finanziamenti del progetto Leader.
Tra gli aspetti principali che saranno  discussi nell’ambito dell’attività, si parlerà del lavoro dei Gal, dall’iter procedurale per la costituzione, dell’analisi della struttura, e delle funzioni svolte.
Il 5 giugno alle ore 11:00 presso le cantine “Soloperto” di Manduria toccherà al direttore del Gal Gargano, Mario Trombetta, illustrare l’analisi di casi studio a cura del Gruppo d’Azione Locale garganico e relazionare sul “potenziamento e riqualificazione delle risorse umane.
Il progetto di cooperazione Transazione LeadrMed prevede anche la visita della delegazione libanese che sarà ospite del Gal Gargano dal 6 all’8 giugno.
Giovedì 7 la delegazione libanese prenderà parte ad uno stage presso l’Ente di formazione “Monte Celano” di San Marco in Lamis, nel pomeriggio visita guidata nel centro storico di monte Sant’Angelo.
Venerdì 8 giugno a Carpino incontreranno i rappresentanti dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival per la definizione degli aspetti inerenti il progetto pilota. Successivamente prenderanno parte ad un altro stage, questa volta presso l’Azienda agricola “Bio Russi” finanziata dal Gal Gargano con i fondi Leader.

Le date dei Concerti dei Cantori di Carpino del 2007

MARZO
17 marzo Foggia (Teatro del Fuoco – Premio "Andrea Sacco")

GIUGNO
1 giugno Bollate (MI)
3 giugno Carife (AV)
12 giugno Chieri (TO)
16 giugno Ischitella (FG)
27 giugno San Giovanni R. (FG)

LUGLIO
7 luglio Sora (FR)
21 luglio Foggia
24 luglio Loano
25 luglio Cascina monluè (MI)
26 luglio Aosta
27 luglio Benevento
28 luglio Serra Monacesca (PE)

Semplicemente Straordinari – Gli unici grandi maestri della tarantella del gargano.
Grazie alla loro memoria non si sono perse nel tempo quelle tradizioni che hanno reso Carpino il punto di riferimento della musica popolare italiana.
Tel.+39 0884/900360–Fax.+390884/992979
Mail:booking@carpinofolkfestival.com

Costruttori di chitarre battenti a Carpino
Rocco Cozzola – Figlio di francesco cozzola, costruttore di chitarre battenti,tammorre e nacchere di Carpino

Antonio Rignanese – Artigiano falegname, liutaio, ricercatore di suoni antichi e moderni, costruttore di chitarre classiche ed acustiche, mandolini e mandole, costruttore di chitarra battente di Carpino e calabrese

Giuseppe Draicchio – Costruttore di nacchere tammorre e chitarre battenti di Carpino

Per contatti e ordinativi contattare l’associazione : info@carpinofolkfestival.com

Carpino: Slow Food, i Cantori, la Tradizione e il Folk Festival

Buena Vista Puglian Club di Valter Giuliano

Per arrivare a Carpino bisogna infilarsi tra i gioielli del Gargano, nel cuore del Parco Nazionale, a metà strada tra la Foresta Umbra e il lago di Varano. Nella piana oggi regna sovrano l’oliveto, con il suo argento che vibra nella brezza di questa mattina tersa, bruciante di luce. Da poco è stata anche rilanciata la produzione delle fave, sostenuta dal Parco, che ne ha promosso il Consorzio di tutela. Una varietà locale, piccola e dolce, con una fossetta nella parte inferiore, Presidio Slow Food. Un tempo l’attività agricola era fondata sui cereali e soprattutto sul pascolo.
Il benessere era, quasi sempre, un miraggio; la realtà fatta spesso di miseria e solitudine. Poi è scoccato il tempo del riscatto, che passa anche attraverso la riscoperta della tradizione, delle radici culturali, dell’orgoglio di appartenere a un territorio.
A Carpino tutto questo comincia dal ristabilimento della verità. Appena arrivo in Piazza del Popolo, cuore della città, la prima cosa che mi spiegano è che è questa la piazza del film La legge di Jules Dassin, con Marcello Mastroianni, Gina Lollobrigida e Yves Montand. “Corsica 1958”, dicevano le didascalie della finzione cinematografica. Ma non era vero.
«Macché Corsica, era questa piazza qui».
Nella piazza convergono sei strade e noi arriviamo in giorno di mercato. La confusione regna sovrana, piena di suoni, aromi e colori. Non è difficile immaginare la piazza durante il Carpino Folk festival: dicono sia un muro vivente, un’immensa platea verticale. Per i dettagli continua a leggere.

Canti, poeti, pupi e tarante. Incontri con i Testimoni della Cultura Popolare, V. Giuliano, 2007 Squilibri Editore

Un appassionante viaggio in Italia, dal Piemonte alla Sicilia, alla ricerca di quanti hanno saputo salvare la tradizione, reinterpretarla e innovarla, mantenendo viva l’eredità dei padri. Da Amerigo Vigliermo e il Coro Bajolese del Canavese a Turi Grasso e l’Opera dei Pupi di Acireale, da Uccio Aloisi, il patriarca della pizzica salentina, al Gruppo Spontaneo di Magliano Alfieri, dai poeti-pastori dell’Alto Lazio ai Cantori di Carpino, un susseguirsi di dialoghi che costituiscono allo stesso tempo un racconto a più voci della straordinaria ricchezza di espressioni musicali e culturali che attraversano la provincia italiana.  Promosso dal Comitato Festival delle Province, i "Testimoni della Cultura Popolare" è il premio che ogni anno viene conferito a uomini, gruppi ed esperienze che, come fragili ma tenaci "biblioteche viventi", sono impegnati nella valorizzazione di antichi saperi, forti di un rapporto profondo con i territori e le comunità di appartenenza e votati a tramandare alle generazioni successive il lascito del loro impegno. Con scritti di Gian Luigi Bravo e Carlo Petrini, presidente di Slow Food, i testi con traduzione dei brani musicali contenuti nell’allegato cd e un consistente apparato fotografico, la rappresentazione dinamica di un eccezionale mosaico di sonorità e culture, tra pizziche e stornelli, canti in ottava rima e cori polifonici.
Valter Giuliano Giornalista e storico dell’ambiente, tra i promotori del movimento ecomuseale in Italia, è Presidente del Comitato per il Festival delle Province nel cui ambito sono stati istituiti il "Premio per i Testimoni della Tradizione e Cultura Popolare" e le "Cattedre ambulanti della Tradizione e Cultura Popolare".
Ricordiamo che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival è stata indicata dalla Provincia di Foggia quale sua rappresentante nel Comitato per il Festival delle Province.

Stabilite le date della prossima edizione del Carpino Folk Festival

Carpino Folk Festival dal 03 – 11 Agosto 2007

Stabilite dal direttivo dell’Ass. Cult. Carpino Folk Festival le date della XII edizione.
Ritorna dunque quella festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del gargano e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di diverse località italiane.

Sarà ancora una volta il mix tra riti sacri e profani a condurre gli spettatori/partecipanti alla scoperta di un mondo antico, sconosciuto e incomprensibile, ma proprio per questo carico di un fascino inesauribile.
 
Ecco l’articolazione della manifestazione:
Suoni di Passi
Laboratori Didattici, Danza, Chitarra Battente e Percussioni
Carpino Cinema
Presentazioni di Film e Corti
Carpino Letterario
Presentazioni Letterarie    
Festa Festa
Concerti nelle strade e nei vicoli
La Notte di Chi Ruba Donne
Concerti della tradizione
Carpino Folk Festival 2007
Concerti in Piazza del Popolo

La serietà dei corsi e dei seminari, l’ospitalità e l’allegria di un’intera cittadina che trasforma il proprio paese in una schietta e laboriosa factory di musica popolare, la festa, la cultura, l’orgoglio per quest’unicità e la piacevole scoperta di un Sud che valorizza le proprie tradizioni senza cadere in scontati cliché, saranno alla fine gli ingredienti giusti del successo della prossima edizione del Carpino Folk Festival.

Carpino Folk Festival su Il Sole-24 Ore

Non c’è dubbio su come la musica folk, in Italia, sia ancora stravaganza curiosa da amatore, mentre altrove, almeno in Europa, venga comunemente considerata musica delle identità e delle memorie.
Non è un caso che France 3 abbia recentemente coprodotto un documentario sul Carpino Folk Festival (e in Italia?), e che fenomeni come gli e’Zezi di Pomigliano d’Arco e la romana Orchestra di Piazza Vittorio abbiano ricevuto tributi e onori al Festival di Locarno.
Comunque sia, resistono nel nostro Paese numerosi autori, musicisti, associazioni, centri di studio e ricerca, addirittura enti locali che si dedicano, con passione e competenza, alle musiche popolari, folk e tradizionali. Così, nella piccola terra della Grecìasalentina, la cultura popolare vive e si racconta attraverso figure come i Cantori di Carpino e il vecchio Uccio Aloisi, e con Festival come il Carpino Folk Festival.
È cultura di piazza, di pancia e di cuore, non etnografia da museo.
E per raccontare, e non semplicemente celebrare la Pasqua, gli undici Comuni di questo angolo di Italia a sud di Lecce, con il patrocinio morale dell’Istituto Diego Carpitella e quello finanziario di Provincia, Regione e Unione europea, presentano i loro Canti di Passione (dal 25marzo al 1 ºaprile prossimo),un viaggio nelle musiche, nei canti, nel teatro popolare, nel cinema della Passione di Cristo.
Trascendente e carnale, mistica e pagana, colma di credo autentico e di superstizione, decaduta eppure viva, come ogni tradizione popolare del Sud. Musicisti come Moni Ovadia (il 25marzo), l’organettista Ambrogio Sparagna (il 27) e le Confraternite vocali, con l’intatta funzione di commentare le Via Crucis, restituiscono il respiro e un’identità popolarea riti altrove legati alla celebrazione formale. Da Il Sole-24 Ore dell’11marzo2007 – Riccardo Piaggio

Rai International sul Gargano

Sono iniziate le riprese della troupe Rai International che è sul nostro Gargano per girare una serie di servizi che saranno trasmessi nelle prossime settimane dalla prestigiosa emittente satellitare in tutto il mondo. Rai International sarà ospite della redazione di Ondaradio oggi a partire dalle ore 16,00 per riprendere dietro le quinte il nostro “Pomeriggio in ONDA” . Nel corso della trasmissione sono previsti collegamenti con Manfredonia con Saverio Serlenga e Giovanni Ognissanti, Vico con Michele Lauriola e la redazione di Fuori Porta, Carpino con Luciano Castelluccia direttore artistico dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, Gioia del Colle con il presidente dell’Associazione Pugliesi nel Mondo Giuseppe Cuscito. In studio: Antonio Troia, Gaetano Simone, Vincenzo Vescera, Rocco Ruo, Sandro Siena e ninì delli Santi.

In memoria di Andrea Sacco

Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival

È passato già un anno. Il 17 marzo del 2006, all’eta di 94 anni, si spegneva Andrea Sacco, contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, interprete ineguagliabile dei canti tradizionali carpinesi.
A seguito del comunicato stampa con cui l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ne dava la triste notizia i telefoni, il fax, le caselle email e il blog furono inondati da tanti attestati d’affetto per Zì ‘Ndrea, l’en-simo sintomo che la dolcezza della sua chitarra battente e la forza poetica delle sue parole con cui ci ha tramandato i segreti della nostra terra, dall’amore per le donne alla fatica del campi, avevano colpito nel segno.
In suo onore l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival il mese scorso ha richiesto al Sindaco del Comune di Carpino l’intitolazione di una via, un edificio o altro spazio dedito alla fruizione del pubblico a "Andrea Sacco – Cantatore e Suonatore popolare di Carpino" e ci auguriamo che anche gli altri paesi del Promontorio del Gargano possano fare altrettanto.
Oggi lo ricordiamo con le parole di Amedeo Trezza che seguono, ma prima ci piace dirvi anche de “Il Premio Andrea Sacco: La voce del Gargano” un manifestazione ideata da Michele Mangano che per la giornata del 16 marzo prevede un convegno a Palazzo Dogana in cui si parlerà dell’estetica delle tarantelle d’amore e di sdegno del Gargano, mentre la giornata del 17 prevede dieci gruppi di musica popolare che si esibiranno al Teatro del Fuoco, tra i quali i Cantori di Carpino e l’ultranovantenne Antonio Piccininno a cui verrà assegnato il premio alla carriera.

In memoria di Andrea Sacco 

     17 Marzo 2006: ci lascia Zì ‘Ndrea. 17 Marzo 2007: siamo tutti qui a ricordarlo, per la prima volta. Sarebbe forse questo il caso di cominciare a elencare una lunga serie di frasi fatte, di convenevoli scontati, periodi declinati all’imperfetto alla memoria del nostro Cantore. E invece no, non credo serva a molto. Sarebbe uno sforzo da ‘almanacco del giorno…prima’ solo per riempire una pagina su di un foglio o un cuore con ricordi che però già gli appartengono. Sarebbe una malriuscita rievocazione di ciò e di chi, come allora – come fino ad un anno fa, non è e non potrà mai più essere tra noi.
    E allora, davanti a un tale vuoto, a un senso di perdita figlio di una mancanza grave come la nostra quest’oggi, cosa dire, come reagire? Non c’è bisogno di andare lontano, cercando su qualche libro una biografia o in paesi esotici un’icona consolatoria. Bisogna avere solo il coraggio di alzare la testa e di guardarsi intorno, di toccare le piccole cose del nostro paese, meridione mediterraneo, di assaporarne le essenze e d’inseguirne gli odori, di vivere le pause e le fatiche, le gioie e i dolori, di ascoltarne i rumori e i silenzi. E se saremo diligenti questi rumori e silenzi speziati presto sapranno mostrarsi a noi attraverso il sentore di quelle semplici cascate di note argentine che come acqua fresca di un temporale estivo le dita contadine di Zì ‘Ndrea ci versavano addosso e fin dentro all’anima quando lo ascoltavamo suonare la sua chitarra di legno, dura e però accogliente come la sua mano che l’accarezzava. Davvero basta guardarsi intorno e non troppo lontano, perché il mondo narrato dai tantissimi sonetti carpinesi è un mondo semplice, un mondo trasparente agli umori di base dell’uomo. C’è una semplicità dignitosa e lieve, leggera come una nota cantata, che sa riassumere in pochi versi una maniera di stare al mondo che pian piano ci appartiene sempre meno nei modi, nelle usanze, nelle abitudini quotidiane, nei ritmi di vita e nei tipi di lavoro, ma che non dovremmo però lasciarci sfuggire quantomeno nello spirito, nel modo di porci al mondo. È proprio questo il messaggio che si legge tra le righe dei sonetti carpinesi e tra i toni della voce di Andrea Sacco che ora riascoltiamo registrati. Oltre le parole narrate c’è un senso di stare al mondo che, se vogliamo, potrà essere per noi la vera eredità tramandataci da 96 anni d’esperienza, un secolo eppure un soffio di vita tra le eterne terre garganiche.
    In questi istanti di silenzio, intanto, mi torna alla memoria la sua interpretazione a due voci di Povero cuore mio ferito ferito e mi rendo conto di come sia inconfondibilmente elegante quel suo possente ma dolce, potente ma delicato incedere vocale, un vero e proprio Nabucco della musica popolare italiana, perfetta sintesi di passione e compostezza, di sensi e ragione.
    Il nostro omaggio – il nostro tributo – oggi, non sarà quello di rincorrere un mito, imitare una sonorità, conservare con maniacale atteggiamento museale ogni particolare artistico. Ciò che Zì ‘Ndrea si sarebbe proprio aspettato da noi è provare ad essere genuinamente noi stessi, onesti di fronte al ricordo ma risoluti a non temere di guardare innanzi, con negli occhi il profilo del suo volto schietto e gentile, così come ce lo consegnano le righe di Giovanna Marini in Una mattina mi son svegliata, nell’occasione del suo incontro con Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone nel 1998: «Questi sono i portatori, i veri, e si capisce subito, perfettamente. L’eleganza delle tarantelle di Andrea Sacco, dei suoi saltarelli, la lentezza e i melismi, la risoluzione delle sue frasi musicali, con un accordo sulla quarta, poi una dominante a partire dal sesto grado e una risoluzione assolutamente a sorpresa, i continui cambiamenti, microvarianti eleganti, e mai ripetute due volte uguali nella stessa frase. Un vecchio che ha quasi novant’anni molla la chitarra che si è fatto da solo – come si usava in campagna – e si mette a ballare la tarantella con la sua vecchietta: pochi passi eleganti, niente della diavoleria della pizzica che oramai imperversa nelle discoteche popolari. Siamo alle origini […]».
    Ed è proprio e soltanto a quelle ‘origini’ che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival vuole oggi ispirarsi per ricordarti e salutarti, ovunque tu sia.

 Carpino Folk Festival
Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni

In ricordo di Andrea Sacco, bene dell’umanità

Mario Trombetta: "il Carpino Folk Festival ha reso famoso il nostro comune e il Gargano in tutto il mondo. Andrea Sacco e’ un figlio di Carpino, ma e’ anche un bene dell’umanità’ come il resto dei cantori" – un volume di Enrico Noviello mette in risalto la figura del cantore scomparso nel 2006.
di Angelo Del Vecchio

CARPINO. "Assatel’abballà chiste zetille che tene la tarante sott’alli péde madonne come ce mènene come nu sacche de tapéne" (Lasciateli ballare questi zitelli che hanno la taranta sotto i piedi madonna come si lanciano come un sacco di patate). E’ questo uno dei sonetti tipici e più noti della tradizione canoro-musicale carpinese e simbolo di uno dei leader storici dei cantori, lo scomparso Andrea Sacco, deceduto nel 2006 a 95 anni, quasi tutti passati a suonare la sua chitarra battente a fondo bombato, costruita nel lontano 1924 da Francesco Paolo Cozzola. "Cozzola, Sacco, Piccininno, Maccarone e tutti gli altri cantori sono il simbolo di una Carpino antica che, grazie anche se non soprattutto alle giovani generazioni, si è saputa innovare imparando dalla tradizione e dal passato – spiega il primo cittadino Mario Trombetta anche nel suo ruolo di dirigente del Gruppo di Azione Locale Gargano – grazie al Festival il nostro comune è uscito dallo storico isolamento dove era sprofondato e da circa 10 anni è diventato punto di riferimento per gli amanti della musica popolare e delle tradizioni tipiche. Carpino deve dire grazie a tutti coloro i quali si sono mossi negli anni per coltivare un sogno, oggi diventato realtà. C’è chi vorrebbe veder morto il festival, chi lo vorrebbe migliorare, chi lo vorrebbe lasciare così com’è. E’ come San Remo, tutti lo amano, tutti lo odiano". In termini di ricaduta turistica, aggiunge Trombetta, il C.F.F. è stato determinante per un settore fondamentale dell’economia locale, quello dell’artigianato legato all’evento (con le chitarre battenti in primo piano, le tammorre e le castagnole) e quello delle produzioni tipiche locali (partendo dall’olio d’oliva, passando per le fave e i loro derivati). Il primo cittadino ha poi voluto ricordare la figura di Andrea Sacco, ricordando che "il cantore è un figlio di Carpino, ma è anche un figlio dell’umanità", essendo la musica universale e senza padroni. "Zje Andreje (Zio Andrea), come veniva chiamato amichevolmente in paese – ha commentato Trombetta – era un uomo semplice, ma anche un grande artista". Nel 2005 un volume ha svelato i lati nascosti di Sacco, trattando della sua figura di maestro e di testimone diretto della tradizione. Quasi un secolo di vita, passato a suonare e a cantare, è stato raccolto e riproposto da un giovane scrittore originario di Manfredonia, Enrico Noviello, che da qualche anno si stava occupando intensamente del cantore. Il libro, come ci spiega per telefono lo stesso autore, oltre che presentare un ritratto del musicista, si sofferma particolarmente sul sistema di valori e sulle esperienze umane che hanno segnato la vita di Andrea. Per questo, in una piccola operazione di storia orale, fa emergere lo spaccato di un mondo orale e contadino che sta scomparendo e dal quale tutti noi in qualche misura proveniamo. Il volume, dal titolo "Andrea Sacco suona e balla – Storie di un suonatore e cantatore di Carpino", edito dalla casa editrice salentina Aramirè, contiene anche due cd, con interviste e brani musicali. Sacco era nato 96 anni fa a Carpino, dove era vissuto per tutta la vita, con l’eccezione della lunga parentesi della II guerra mondiale. Contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, ha lasciato tracce molto influenti nella musica popolare, contandosi decine di versioni ispirate alla sua montanara più famosa, "Accomë j’eia fa’ p’amà ‘sta donnë ", conosciuta impropriamente con il titolo "Tarantella del Gargano" (è un falso storico). E’ stato il leader di tre diversi gruppi musicali di cantatori di Carpino che si sono succeduti nei decenni, suonando in tutto il territorio italiano i repertori di sonetti e tarantelle del suo paese. Nella parte iniziale del volume, aggiunge Novello, troviamo alcune riflessioni che introducono lo scenario musicale e culturale in cui prende vita l’esperienza umana e musicale del cantore carpine. "Il canto di Sacco nasce prima della televisione e prima ancora della radio – spiega Noviello – in un mondo povero e contadino, dove le arti visive sono povere, e tutta l’energia ludica e creativa della comunità si concentra nella voce di chi racconta e soprattutto di chi canta". Ritornando al sindaco Trombetta, il premio "Andrea Sacco", come noto "inventato" dall’esperto di folk Michele Mangano, non è propriamente uno scippo a Carpino, ma un monito a riflettere su un uomo e su un artista che comunque fa parlare e che farà parlare di se ancora per tanto, tantissimo tempo. Per concludere, la diatriba sulla nascita della tarantella di tipo garganico va indirizzata agli studiosi del settore, che certamente sapranno distinguere, in maniera più obiettiva dei contendenti garganici, tra i differenti giochi di campanile: è nata a Monte Sant’Angelo o a Carpino? Noi siamo per una verità sostanziale: non c’è mai stata una tarantella del Promontorio, ma tante tarantelle nei tanti comuni della Montagna del Sole.

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