Bosco Quarto (Monte Sant’Angelo) – Si terrà venerdì 26 settembre 2008 alle ore 9,00 un convegno sulla “presenza del lupo nel Parco Nazionale del Gargano” in località Bosco Quarto, presso Casa Natura di “Coppa del Giglio” a Monte Sant’Angelo. L’incontro rientra nell’ambito del Progetto di ricerca “Il lupo nel Parco Nazionale del Gargano” realizzato dall’Ente Parco in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma. Sono annunciati interventi di esperti quali il prof Luigi Boitani, direttore del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università “La Sapienza” di Roma sulle problematiche del lupo in Italia e dei ricercatori Chiara Braschi, Simone Ricci, Lorenzo Manghi dell’Università romana sullo svolgimento del progetto di ricerca e sui risultati preliminari. Poi a seguire Valeria Salvatori rappresentante del progetto LIFE COEX parlerà delle problematiche derivate dalla coesistenza tra le attività agricole ed i grandi carnivori selvatici e sulle possibili soluzioni gestionali.
newsgargano.it
Da fonti vicine alle parti interessate, veniamo a conoscenza che sembra stia per raggiungersi un accordo – che definire storico sembra riduttivo – fra la proprietà della ultramillenaria Abazia di Calena (872 d.C.), la famiglia Martucci, e l’Amministrazione comunale di Peschici sulla destinazione del cenobio benedettino. Questa “prima” conclusione scaturirebbe da un incontro avuto stamattina fra due dei quattro eredi della famiglia (che dovrebbero ora confrontarsi con i due assenti) e la maggioranza di governo della cittadina garganica, sindaco in testa, alla presenza dell’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. D’Ambrosio.
Pare che la proprietà si sia decisa a trasferire in concessione alla comunità peschiciana parte della proprietà. Presumiamo debba ritenersi quella afferente alle due chiese ormai in rovina. Se l’accordo venisse raggiunto, si potrebbero attivare tutte le procedure per l’ottenimento di finanziamenti europei (Obiettivo Uno, ultima chance), mirati al recupero e al successivo restauro, recuperabili dall’inserimento del progetto nel programma di “Area Vasta-Capitanata 2020”, pari a circa tre milioni e mezzo di euro, raggiungendo così l’obiettivo che il Centro Studi Martella – guidato dalla sua presidente prof. Teresa M. Rauzino – persegue da oltre un decennio. Obiettivo supportato questa volta dalla ferma volontà del Municipio peschiciano di risolvere finalmente l’annosa questione.
Con lo stesso beneficio d’inventario comunichiamo il laconico commento dell’Arcivescovo, nella cui diocesi ricade il bene architettonico abbandonato a se stesso: “Miracolo!” Sempre secondo la fonte cui si accennava, un secondo incontro fra le parti – si spera definitivo – dovrebbe aversi venerdì prossimo per la firma della Convenzione. Il lunedì successivo, inoltre, si metterebbe in cantiere una seduta di Consiglio comunale straordinaria per rendere il tutto esecutivo.
Mai come in questa occasione vale il detto: “Chi vivrà, vedrà!”
Piero Giannini puntodistella.it
Gran successo per l’iniziativa ‘Il treno del Gargano – Viaggio tra natura, cultura e tradizioni’, svoltasi nella giornata di ieri. Iniziativa sperimentale – organizzata congiuntamente dalla Provincia di Foggia e dal Fai (Fondo per l’ambiente italiano) in collaborazione con le Ferrovie del Gargano – volta a restituire splendore a un pezzo di storia della Capitanata costituito dalla tratta ferroviaria garganica, mettendola ancor di più al servizio del sistema turistico del territorio. Obiettivo dichiarato: istituzionalizzare il servizio consegnandolo alla disponibilità dei flussi turistici diretti sul Gargano non solo nei mesi estivi.
“Un itinerario pensato per esaltare il felice connubio tra turismo lento, attraverso il trasporto su rotaia, e l’opportunità di arricchirsi attraverso la scoperta di due tra i tanti e stupendi luoghi del Gargano – ha affermato il presidente della Provincia, Antonio Pepe. – Tutto ciò è fondamentale non solo in ottica turistica ma anche ambientale poiché si cercano di ridurre le emissioni inquinanti nell’aria offrendo quindi la possibilità di un turismo ecologicamente sostenibile”.
“La positiva risposta che abbiamo ricevuto dalla partecipazione di utenti a questa iniziativa – ha spiegato l’assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello – ci dimostra che investire energie e progettualità in questo programma di rilancio della tratta ferroviaria garganica è la strada giusta da seguire per incrementare i flussi turistici per quel che riguarda il trasporto su rotaia, offrendo una proposta qualitativamente importante. La generale rivalutazione del turismo lento, infatti, ci invita a profondere tutta la nostra attenzione verso una ricchezza che questo territorio possiede e deve essere resa funzionale e fruibile per l’utenza turistica che fa tappa nei luoghi del Gargano. Una bella opportunità per far conoscere il nostro territorio nelle sue peculiarità ambientali, culturali ed enogastronomiche. Viaggiando in treno – ha concluso – si ha ovviamente più possibilità di restare affascinati dalle ricchezze che il Gargano possiede; cosa che non sempre invece è possibile viaggiando in auto”.
Il viaggio, partito alle 9 dalla stazione di Foggia, ha avuto le sue due tappe fondamentali a Rodi Garganico, dove si è svolta una visita guidata al centro storico e la successiva degustazione di prodotti tipici presso la stazione del paese del Promontorio, e successivamente a Peschici, con la visita guidata al Trabucco e al centro storico.
da puntodistella.it

Ecco a voi il forum dei Carpinesi;ho deciso di creare questo piccolo e semplice luogo di ritrovo virtuale dove parlare del più e del meno e spero che possa diventare insieme al blog del CarpinoFolkFestival una tavola rotonda intorno alla quale discutere delle questioni circa il nostro stupendo paese ,ma anche un punto di ritrovo per chi è lontano da Carpino (in Italia e all’estero,per lavoro e per studio e chi più ne ha più ne metta).
Spero che l’idea vi piaccia…iscrivetevi subito al forum, cosa aspettate??
Continua il percorso che potrebbe portare Monte Sant’Angelo, il paese che sorge su uno sperone nel massiccio garganico, a far parte del patrimonio Unesco.
Per domani si attende la visita degli ispettori dell’organizzazione che dovranno valutare la candidatura, mentre già si stanno leggendo i documenti presentati.
Il promontorio del Gargano conobbe una notevole fortuna per la presenza, nel suo territorio, del santuario di san Michele Arcangelo. Uno dei luoghi di culto che è meta continua di pellegrinaggi illustri e di gente di ogni condizione sociale, provenienti anche da mete molto lontane. Il cammino verso l’Unesco per Monte Sant’Angelo è iniziato il 9 gennaio con la firma nel corso di una cerimonia a Roma presso il Ministero dei Beni Culturali. Oltre al Sindaco, Andrea Ciliberti, firmarono anche i rappresentanti di Regione, Provincia, Ente Parco, Comunità Montana del Gargano, Centro Studi Micaelici e Basilica di San Michele Arcangelo.
Ma per sapere se il prestigioso obiettivo potrà essere raggiunto, bisognerà pazientare fino a luglio del 2009, quando a Siviglia avverrà la valutazione finale di quella che è stata definita una delle candidature più innovative e complesse mai presentate dall’Italia all’Unesco.
Tommi Guerrieri
Gent.mi,
in questi giorni si leggono sulla stampa idee e ipotesi progettuali di singoli esponenti politici in merito alla pianificazione strategica territoriale di Area Vasta e quello che risalta maggiormente anche e soprattutto nella Deliberazione della Cabina di Regia dello scorso 24 luglio è il venir meno della centralità dello sviluppo culturale e di conseguenza del suo turismo sia nel dibattito che nelle dorsali e nei 38 progetti/bandiera del Piano Strategico.
Dal sito di Capitanata2020.eu viene dato ampio risalto ad uno studio del Parlamento UE perché darebbe conferme indirette alle opzioni di "Capitanata 2020" ma è proprio da quello studio che la Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo prende spunto per raccomandare di promuovere il patrimonio e il turismo culturale al fine di diversificare l’offerta turistica delle regioni costiere.
Per queste ed altre ragione l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, nel condividere la richiesta del Sindaco Andrea Ciliberti di maggiore attenzione alla candidatura di Monte Sant’Angelo come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e nel sostenere l’ennesimo appello del Centro Studi "Martella" di Peschici per la messa a tutela dell’Abbazia di Kalena, non vuole far mancare anche in questa circostanza il proprio contributo per ottimizzare la competitività sociale, ambientale, economica, turistica e il riposizionamento del nostro Gargano nel contesto regionale, italiano ed europeo.
Dal momento che le Misure 4.1 e 4.2 prevedono ingenti fondi per le infrastrutture, la promozione e la valorizzazione dell’economia turistica nonché per la tutela, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale, e poichè nella fase preliminare, con termine fissato al 30 settembre 2008, per gli interventi e i progetti di importo superiore al Milione di Euro non è necessaria la presentazione di un piano di fattibilità, sottoponiamo alla Vostra attenzione l’idea progettuale di un Auditorum della Musica Popolare, che terrebbe conto delle peculiarità del territorio, aiuterebbe la destagionalizzazione dei flussi turistici, ma, soprattutto, sarebbe in grado di favorire il riequilibrio tra aree costiere ed entroterra, valorizzando in particolare i borghi storici maggiormente dotati di patrimonio culturale materiale e immateriale.
Per rendere famoso in tutto il mondo un territorio e attrarre il turismo internazionale occorrono grandi simboli come la Torre Eifell, la Cupola del Brunelleschi a Firenze, il Ponte Vecchio, il Colosseo, il Ponte di Rialto a Venezia ecc.ecc.
Per far conoscere il Gargano nel mondo occorre un’opera attrattiva, unica, che susciti curiosità, polivalente, che produca reddito e lavoro, che faccia parlare di sé, che sia utile ai cittadini e identitaria, che sia eco-ambientale, che valorizzi la memoria storica e culturale locale e che ne incrementi il valore scenico e panoramico.
Per questa ragione vi proponiamo di inserire nella pianificazione strategica un Auditorum della Musica Popolare progettato da un grande architetto dei nostri tempi (ad es. Massimiliano Fuksas o Oscar Niemeyer), che insieme all’opera di Renzo Piano, per Padre Pio a S.Giovanni Rotondo, faccia convergere sul Gargano il turismo culturale internazionale.
Un opera che permetta di istituire un archivio multimediale e sonoro sulla cultura garganica di tradizione, periferico rispetto all’archivio delle musiche di tradizione della Puglia promosso dalla Regione Puglia d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali in divenire presso la Biblioteca Nazionale di Bari. (A questo proposito riteniamo ormai urgente – questo vuole essere un’altro progetto – che attraverso l’Università di Foggia e gli operatori culturali del territorio venga condotta un ampia ricerca su tutti gli aspetti del tutto vergini e ininvestigati del patrimonio culturale immateriale del Gargano, una ricerca sul campo per analizzare le pratiche musicali tradizionali (in primis la serenata), i suoi aspetti sociologici, semiotici e linguistici e soprattutto un indagine demoantropologica sui complessi rapporti tra i fenomeni produttivi e i fenomeni sociali del nostro territorio.)
Una struttura architettonica (dicevamo) che, nata per valorizzare il ritmo della Puglia garganica, serva a realizzare ogni sorta di evento non solo artistico e culturale (concerti, spettacoli, mostre artistiche, proiezioni), ma anche ogni sorta di evento economico (fiere, esposizioni) e politico (congressi, dibattiti, comizi), nonché per sviluppare nuove attività che siano in grado di attrarre flussi consistenti di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica.
Un Auditorum, quindi, sufficientemente multifunzionale che consenta il suo utilizzo per ogni aspetto della vita sociale di questa terra, una delle meno servite e svantaggiate del territorio nazionale da forme di aggregazione politica, economica e sociale.
Sicuri di avviare comunque un dibattito intorno alla nostro contributo e in attesa di poterlo precisare in ogni dettaglio, invitiamo tutti coloro che sono impegnati nella progettazione dei Piani Strategici ad avere a cuore le sorti del Gargano tenendo in dovuta considerazione la constatazione che le politiche regionali per il turismo nel nuovo periodo di programmazione 2007/2013, tutte volte a ridurre la pressione sulle zone costiere al fine di ridurre gli impatti negativi dal punto di vista ambientale, economico e sociale, saranno indirizzate da un lato a consolidare e valorizzare gli attrattori attualmente esistenti, dall’altro, a promuovere attività ed eventi culturali di richiamo su scala nazionale e internazionale che in assenza di strutture adeguate sul Gargano non solo non potrebbero essere realizzate, ma inevitabilmente lo taglierebbero fuori dal raggio del turismo culturale.
Giovedi 11 Settembre 2008 si è conclusa la rassegna di Reportage d’autore della Terra di Puglia – Viaggiatori del Gargano – del Corriere del Mezzogiorno con l’articolo di Teresa Rauzino "Rosso e la magia di Peschici" che ci ha voluto fare l’ennesimo regalo di cui ringrazio personalmente.
Quanti spunti e quante riflessioni si possono trarre da questo articolo, proprio una bel ritratto.
Articolo di TERESA MARIA RAUZINO
Un selvaggio, bellissimo Gargano emerge dalle note di viaggio di chi lo percorse in lungo e in largo nel corso del Novecento: giornalisti, letterati, storici dell’arte. Il gusto della scoperta antropologica si unisce alla descrizione delle bellezze naturali che stupiscono anche i più «scafati» osservatori.
Come Francesco Rosso, una «firma» di prima grandezza del quotidiano La Stampa. I suoi reportage sono vere e proprie inchieste sociali: raccontano i fermenti delle popolazioni africane avviate alla difficile indipendenza o ancora afflitte dal colonialismo; parlano di Cuba e della rivoluzione castrista, del Centro e Sud America scossi da sanguinose rivolte e da fermenti populisti; indagano l’Asia afflitta dalla fame, il Medio Oriente agitato dai tumulti di Bagdad, Damasco, Gerusalemme e Ankara.
Nel volume Gargano magico (Teca, Torino 1964), Rosso descrive la realtà complessa dello Sperone d’Italia. Un Gargano dalla bellezza ancora intatta, in cui Peschici rappresenta il «porto sepolto» dove egli desidera rigenerarsi prima di chiudere una vita tumultuosa: «Un mattino – scrive nello struggente incipit – lo so per certo, mi sveglierò nell’inquietante stato d’animo della predisposizione all’ultimo consuntivo, pronto a riconoscere che, forse, ho sbagliato tutto.
Il foglio bianco, la macchina per scrivere, gli aerei, i transatlantici, i viaggi nei paesi lontani non potrebbero essere soltanto una finzione in cui soltanto io e quelli che mi sono intorno ci siamo ostinati a credere?
Quel mattino, non molto lontano se giudico dal malessere che monta, se fossi saggio accatasterei nella valigia un abito e scarsi indumenti, un solo libro per le ore disperate, e salirei su un vagone di seconda classe diretto a San Severo di Puglia. Col trenino Garganico raggiungerei la pastorale quiete di Calenella. Da qui, solcando il soave silenzio della baia, la cigolante corriera mi porterebbe a Peschici nel viaggio delle rinunce definitive, verso l’ambiente che mi è congeniale.
Trascorrerei le ore al bar di Rocco, seduto in cerchio con gli altri uomini, in lunghi silenzi. A completare il silenzio, giungerebbe talvolta Manlio (Guberti), scontroso pittore ravennate chiuso in libera solitudine nella casina immersa fra i pini verso la baia di Calenella. Verrebbe (Romano) Conversano, fortunato fra gli uomini per la trasfiguratrice pittura e per il castello proiettato con l’arduo sperone di Peschici nella luminosità senza orizzonti, nel quale mi invita spesso ad un tuffo nell’infinito dalla finestra del suo studio, un largo oblò spalancato su cielo e mare senza riferimenti con la terra. Forse verrebbe anche Libero (Montesi), lo scrittore; si è costruita la casa a Procinisco, oltre Peschici, sul versante deserto affacciato alla pineta di Manacore».
Ma Francesco Rosso, in questo suo ultimo viaggio, non vuole ricostituire questo facile sodalizio intellettuale.
Stavolta vuole mescolarsi alla gente del Gargano, immergersi in un’esistenza sensuale, fatta solo di elementari necessità che mettano a tacere le sue inquietudini. Vuole conoscere il Gargano vero: senza veli né ipocrisie, povero ma civile. Un continente umano contraddittorio e bellissimo, elementare e complesso.
Per scoprirlo bisogna «violentarlo» dolcemente, accostarsi ad esso senza destare sospetti, penetrandone le pieghe intime come e meglio di tanti garganici, inconsci del loro selvaggio Eden. Una scoperta ricca di sorprese: «I contatti col mondo slavo e arabo – osserva Rosso – sono evidenti, gli scambi con la vicina Balcania, la Grecia e quelli meno desiderati con i corsari saraceni si riscontrano nell’aspetto fisico e nel temperamento della gente che, alle antiche influenze islamiche di costumi rigidissimi, alterna improvvisi abbandoni dionisiaci di sapore ellenico».
Da attento analista del presente, Rosso osserva che «Il Gargano sembra popolato da donne, vecchi e bambini ». I giovani, gli uomini validi vanno a cercar lavoro in Svizzera e Germania, Francia e Belgio, Milano e Torino.
Tornano a casa per la festa patronale, lasciando alle mogli il ricordo del loro passaggio con l’attesa di una nuova maternità. Ripartono pochi giorni dopo, tornando a consolare le compagne lasciate a Lione, Amburgo, Berna, Charleroy.
Il paese più povero del Gargano è Carpino. Mezzo nascosto nella stretta valle tagliata nelle pietrose profondità garganiche, è il risultato di una gara anarchica, un gioco urbanistico che alla fine ha trovato una perfetta, compiutissima unità. Un miracolo di cui sono stati artefici contadini e muratori analfabeti. Una civiltà del gusto imparata dall’armonia del paesaggio in cui questa gente vive, fra montagna, pianura, lago e mare. Rosso sfata un luogo comune su questa comunità, un’ombra nera proiettata su di essa dal romanzo di Roger Vailland La Loi, vincitore di un premio Goncourt (e dal quale il regista Jules Dassin trasse anche un film, La legge, interpretato tra gli altri da Yves Montand, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni).
«Nel romanzo dello scrittore francese – scrive Rosso – non c’è un personaggio pulito: prostitute, ruffiani, pervertiti, aguzzini si rincorrono in lubrico carosello nel perfetto scenario garganico ruotando attorno al tema di un vecchio gioco ormai in disuso, appunto la legge. E’ un vecchio, abusato cliché cui ci ha abituati la letteratura sull’Italia Meridionale, ma il Gargano non può entrare nel gusto di scrittori criminal-folcloristici, perché nella sua storia non ci sono tradizioni fosche».
La chiusa di Francesco Rosso racchiude il «senso della vita» di un paese del Sud senza risorse: «Carpino è un paese bellissimo e malinconico. L’esistenza non è gioconda per questi uomini, persino le cantilene per addormentare i bambini sembrano tramate di pianto; echeggiano la tristezza congenita di questa gente che ha come scenario il fantasioso villaggio arroccato sul pinnacolo di una collina battuta dal vento e folgorata dal sole. Sono nenie che parlano di morte già vicino alla culla, una preparazione all’esistenza dura, quasi disumana, da incominciare subito; coloro che sono appena giunti devono abituarsi presto alla realtà della fatica tremenda cui, per sopravvivere, saranno dannati nel paesaggio di struggente seduzione, ma ostile all’uomo».
Riflessioni profonde, che disvelano il senso esistenziale delle suggestive ninne-nanne del vetusto cantore Antonio Piccininno. Scoprono alle radici l’identità e la vera essenza del ricco patrimonio musicale del Gargano, portato oggi all’attenzione nazionale dal Carpino Folk Festival.
Il Consiglio delle Istituzioni del Piano Strategico di Area Vasta “Capitanata 2020” ha approvato, nei giorni scorsi, le dorsali–progetti di qualità selezionati dalla Cabina di Regia (Organo Tecnico) e già approvati dall’Assemblea del Partenariato economico-sociale, rispettivamente (Rappresentanti delle categorie sociali, economiche e ambientali), il 24 luglio e il 31 luglio scorsi. Sulle progettualità si è espresso il voto unanime dei 21 sindaci e presidenti presenti, sui 34 componenti del Consiglio delle Istituzioni (Organo Politico).
Al Consiglio, sotto la presidenza dell’Amministrazione Provinciale, rappresentata dall’assessore alla Programmazione, Leonardo Di Gioia, erano presenti le Amministrazioni comunali di Apricena, Carpino, Cerignola, Foggia, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Orta Nova, Peschici, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Paolo di Civitate, San Severo, Serracapriola, Storna-ra, Torremaggiore, Vico del Gargano e Vieste.
Manca l’opinione dei cittadini e della società civile, per questo vi ripropongo il dettaglio delle cosiddette “dorsali” o progetti-bandiera selezionati dalla Cabina di Regia.
Reti e mobilità. Studio/attuazione di interventi sulla rete stradale e ferroviaria volti a migliorare e potenziare l’accessibilità del Gargano, in particolare attraverso la messa in sicurezza della rete viaria e la rifunzionalizzazione dei seguenti itinerari: Strada a Scorrimento Veloce Garganica (Strada Statale 693) / Strada Statale 89; linea ferroviaria San Severo – Apricena – Rodi Garganico – Calenella – (Peschici – Vieste); percorso turistico-religoso San Severo – San Marco in Lamis – San Giovanni Rotondo – Monte Sant’Angelo – Manfredonia (Strada Statale 272) – Cerignola.
Rifunzionalizzazione e potenziamento del porto industriale di Manfredonia e specializzazione per le Autostrade del Mare e il trasporto combinato.
Adeguamento e potenziamento del corridoio stradale Lucera – Foggia – Manfredonia in un’ottica di interconnessione con
la Strada Regionale
1 Pedesubappenninica.
Adeguamento, potenziamento ed eventuale prolungamento della linea ferroviaria Lucera – Foggia – Manfredonia, con sperimentazione di sistemi di trasporto innovativi (tecnologia Treno-Tram).
Adeguamento, potenziamento e interconnessione del corridoio ferro-stradale Cerignola – Foggia – San Severo e dei relativi nodi logistici (Cerignola – Incoronata – San Severo) e sua messa a sistema con il porto di Manfredonia.
Realizzazione di un sistema integrato per la logistica leggere e pesante.
Aeroporto “Gino Lisa”.
Governance e Processi. Costituzione di un soggetto dei Comuni dell’area vasta con deleghe quale Organismo Intermedio alla pianificazione e gestione dei processi di sviluppo territoriale, ferme restando le specifiche competenze degli Enti Locali e territoriali.
Creazione dell’Associazione degli Stakeholders di Area Vasta organizzati in Comitati di Indirizzo e Monitoraggio (la creazione dell’Associazione deve essere prevista nello Statuto del Soggetto gestore e i Comitati debbono essere Organi del Soggetto).
Analisi funzionale dei processi di servizio dei Comuni e loro classificazione per omologia di servizio / classi di utenza / popolazione.
Definizione e attuazione delle procedure per la riorganizzazione degli uffici e delle strutture comunali in funzione dell’efficacia ed efficienza dei servizi al cittadino e alle imprese.
Certificazione di qualità dei servizi.
Portale di Area Vasta con consultazioe on line dello stato di avanzamento di progetti / programmi / processi.
Creazione di un polo per l’innocazione dei processi di governance e della Pubblica Amministrazione Locale che attui: metodologie e sperimentazione di soluzioni innovative per l’organizzazione dei Servizi della P.A.; coordinamento della partecipazione attiva e dei Comitati di Indirizzo e Monitoraggio degli Stakeholders; coordinamento delle procedure di certificazione dei processi e dei servizi della P.A. Locale; progettazione e sviluppo di strumenti per la formazione continua della P.A.; scouting e riuso di soluzioni per l’e-governement.
Produzione e Servizi. Completamento ed adeguamento (nell’ottica della migliore tecnologia ambientale) di infrastrutture e impianti presenti negli agglomerati ASI.
Promozione e sostegno di adeguate politiche di accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese.
Promozione e sostegno di sistemi organizzati e di aggregazioni di impresa nella filiera agroalimentare e della pesca (marina e laguare).
Creazione di una filiera turistica organizzata in maniera da essere riconosciuta come Sistema Turistico Locale.
Creazione di un Polo e potenziamento della rete per l’innovazione strategica del territorio, con particolare riferimento alle attività produttive, con base in località ASI Foggia – Incoronata composto di: Centro direzionale per la formazione e l’innovazione tecnologica di concerto con istituzioni di ricerca regionali, nazionali e comunitarie; coordinamento dei Servizi per l’innovazione dell’agroindustria (Sidat, Dare, ecc.); scouting e trasferimento di servizi innovativi per l’economia turistica (Osservatorio Turismo); audit e monitoraggio delle esigenze di sviluppo del territorio; Centro per la valorizzazione delle produzioni locali, scambi commerciali, borse mercato; Centro servizi e polo multifunzionale per la logistica in rapporto al parco ferroviario esistente e al nuovo casello autostradale.
Ambiente e Spazio rurale. Creazione di centri di produzione locale di energia da fonti alternative: biomasse, eolico (attraverso l’attivazione di impianti eolici), solare (attraverso l’attivazione nelle aree ecologicamente attrezzate di centrali elettriche di tipo fotovoltaico).
Migliorata efficienza nell’utilizzo dell’acqua nel settore agricolo, turistico e nelle aree urbane.
Delimitazione, bonifica e rilancio produttivo sostenibile dei siti inquinati (in particolare di quelli industriali e quelli a maggior valore e sensibilità ambientale) e delle discariche abusive (censimento siti).
Aumento dell’efficienza del ciclo integrato dei rifiuti.
Sviluppo e sostegno della rete ecologica di scala vasta (Appennino Parco d’Europa; Parco Nazionale del Gargano, Zone di Protezione Speciale, Siti di Importanza Comunitaria) attraverso la realizzazione di un’unica struttura logica gestita dal Parco Nazionale del Gargano, che consenta di organizzare servizi di raccolta dati, monitoraggio e controllo tra l’area Parco ed il resto del territorio di area vasta.
Tutela delle formazioni boschive e arbustive e riqualificazione del paesaggio attraverso un sistema integrato di monitoraggio del territorio.
Definizione di un piano comune per la tutela delle spiagge e delle coste (con particolare enfasi per azioni mirate ad arginare il fenomeno dell’erosione costiera) e dell’ambiente marino.
Progetti integrati per la riqualificazione e rifunzionalizzazione delle borgate.
Città e Solidarietà.Implementazione di strumenti in grado di contrastare i fenomeni dell’economia sommersa e del lavoro irregolare.
Creazione/Miglioramento di servizi a supporto dei lavoratori: asili nido, mense, mobility management, ecc.
Riduzione del digital divide in area vasta favorendo lo sviluppo di competenze locali in ambito ICT e garantendo l’accesso alle reti a bada larga a tutti i cittadini dell’area vasta.
Creazione/ammodernamento di una rete integrata dei distretti socio-sanitari, ambulatori ASL e consultori.
Centro Unico di Prenotazione per tutti i presidi ospedalieri dell’area vasta.
Sviluppo e promozione di servizi di assistenza sanitaria di prossimità anche attraverso l’utilizzo di innovative tecnologie.
Sostegno alle iniziative (pubbliche o private) volte al riutilizzo del patrimonio storico-culturale per finalità pubbliche o di interesse collettivo.
Adozione di iniziative rivolte a promuovere lo sviluppo dell’economia creativa (cultura, comunicazione, ICT).
Creazione di un Polo e potenziamento della rete, per l’innovazione strategica del territorio composto di: osservatorio per la conoscenza, valorizzazione e promozione del territorio; sezione/gruppo territoriale per la diffusione della conoscenza, delle iniziative e delle potenzialità territoriali; scouting e trasferimento dell’innovazione per l’ambiente e l’agricoltura; coordinamento e implementazione del Servizio Territoriale per il Monitoraggio dell’inquinamento ambientale; calcolo dell’impronta ecologica; sviluppo e coordinamento di un servizio integrato per l’energy-control sulle reti esistenti (acquedotto, energia elettrica, metano); sviluppo e gestione del Catasto dei Toponimi.
Crazione di un Polo e potenziamento della rete per la ricerca e l’innovazione nel settore sociale con funzioni di: Osservatorio per la conoscenza e la valorizzazione delle tradizioni, della cultura locale e del tessuto sociale; integrazione e coordinamento dei diversi Piani Sociali di Zona; monitoraggio del grado di implementazione, della qualità e dell’impatto delle iniziative in ambito sociale; scouting e implementazione di casi di best pratice; tavolo di confronto e messa in rete delle Associazioni di Volontariato.

Raramente ho pubblicato notizie politiche di rilievo nazionale, ma questa volta sono proprio contento di farlo.
ROMA – Chi è democratico "è a pieno titolo antifascista" e la destra deve riconoscersi nei valori dell’antifascismo. Lo ha detto Gianfranco Fini alla festa di Azione giovani ‘Atreju 08’ a Roma. Il presidente della Camera ha anche affrontato la questione della Repubblica di Salò, sollevata qualche giorno fa in occasione della cerimonia di commemorazione dell’8 settembre dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. "I resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini dalla parte sbagliata", ha detto Fini. Subito dalla platea si sono levate grida di contestazione: "Sei stato chiaro ma non coerente, presidente".
Subito la replica: "A Salò c’è stata buona fede, riconoscerla è in molti casi doveroso ma è altrettanto doveroso dire che non si può equiparare chi stava da una parte e dall’altra. Onestà storica e compito di una destra che vuole fare i conti con il passato è dire che non è equivalente chi combatteva per una parte giusta e chi, fatta salva la buona fede, combatteva dalla parte sbagliata. La destra deve ribadirlo in ogni circostanza non per archiviarlo ma per costruire una memoria che consenta al nostro popolo di andare avanti".
La terza carica dello Stato ha sottolineato che "la destra politica italiana e a maggior ragione i giovani devono senza ambiguità dire alto e forte che si riconoscono in alcuni valori della nostra Costituzione, come libertà, uguaglianza e solidarietà o giustizia sociale. Sono tre valori che hanno guidato il cammino politico e ribadire che la destra vi si riconosce è un atto doveroso".
"Se in Italia – ha aggiunto Fini – non è stato così agevole, è perché non c’è stata una destra in grado di dire che ci riconosciamo in pieno nei valori antifascisti". Giorni fa hanno fatto molto discutere le dichiarazioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno, secondo il quale "il fascismo non fu un male assoluto", mentre lo furono senza dubbio le leggi razziali.
"Quando ci si confronta con la storia – ha ribadito Fini – serve la consapevolezza che un periodo storico va giudicato nel suo complesso, e il giudizio complessivo da parte della destra del periodo del fascismo storico, dal 1922 al 1945 deve essere negativo, in ragione della limitazione e poi della soppressione della libertà. Non possiamo prescindere dai dati storici, il passato non lo possiamo né ignorare, né mistificare". Il presidente della Camera ha scandito a chiare lettere che non solo le leggi razziali sono state la colpa grave del fascismo, ma anche "la soppressione della libertà, la negazione dell’uguaglianza e infine la dichiarazione della guerra, una catastrofe che i nostri padri non hanno dimenticato".