E' morto ieri sera, nella sua casa di Cutrofiano (Le), all'eta' di 82 anni, Uccio Aloisi, il piu' anziano cantore della "Taranta" salentina. Figura etremamente carismatica della tradizione popolare, Aloisi, aveva fatto la sua ultima apparizione pubblica l'estate scorsa alla "Notte della Taranta" di Melpignano. Da tempo soffriva di una malattia che lo aveva progessivamente debilitato, tanto che le sue apparizioni pubbliche si erano diradate. La popolarita' che aveva raggiunto nell'ultimo decennio non ne aveva intaccato i modi semplici e le abitudini quotidiane. Uccio Aloisi e' rimasto profondamente legato alla cultura contadina da cui attingeva i contenuti del suo vasto repertorio
Quannu si natu signuria?
Uccio: Uno del dieci millenovecentoventotto, è tanto facile, a quintru sta casa proprio, quista tene settantacinque anni, sta casa.
E ci hai fattu…
Uccio: Alla mia vita? Lu fessa!! A mie me dici ci hai fattu? Tutte l'aggiu fatte! Che cazzu ghede ca non aggiu fattu in vita mia. Alli puzzi, alle tajate, alle fogge de l'argilla, alle fondazioni, iu l'aggiu chine, iu tabaccu, iu… vignetu, iu cu bau… alli disoccupati, iu aggiu coddu letame de menzu la strada… Ma l'aggiu fatte tutte ma sempre de la fame aggiu mortu, sia pensi ca ede ca aggiu risoltu nienzi, no, sempre de la fame aggiu mortu.
Ciao Uccio
per te vale la massima di Andrea Sacco "…chi suona e canta non muore mai".
Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Il cadavere di un uomo di 40 anni originario di Carpino, è stato trovato all’alba di questa mattina nella stazione ferroviaria di San Severo, vicino la scalinata tra il quarto e il quinto binario. A scoprire il corpo gli agenti della Polfer della stazione ferroviaria del centro dell’alto Tavoliere. Secondo le prime indagini della polizia ferroviaria l’uomo potrebbe essere morto per cause naturali.
Questo era il titolo della Gazzetta del Mezzogiorno a seguito della riunione straordinaria e monotematica della giunta regionale pugliese che si era tenuta nel Castello di Monte Sant’Angelo il 03 Novembre 2004.
A distanza di quasi 6 anni sarebbe l'ora di tracciare i bilanci di quel provvedimento che fin da subito appariva come utile a consacrare definitivamente il Gargano sul versante turistico.
Ma pare che ciò non sia possibile per i comuni mortali.
Pare che nessuno sappia nulla. Neanche l'allora Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Avv. Giandiego Gatta.
Ho personalmente contattato il Parco, il 24 agosto e poi con lettera indirizzata al Commissario e al Direttore lo scorso 2 ottobre.
Dopo la mia prima richiesta di documentazione, resa successivamente pubblica su facebook, il commissario del parco mi contatta privatamente per darmi il suo numero personale di cellulare di modo da consentirgli di esprimere le posizioni dell'Ente.
(Qui il testo completo: http://www.facebook.com/note.php?note_id=432515118735)
Gli faccio allora presente con pubblicazione del 17 settembre che non c'è bisogno di conoscerci personalmente per chiederle una documentazione che deve essere pubblica.Se il portale internet riportasse tutte le delibere e gli atti posti in essere dal Parco non sarebbe stato necessario chiederle niente. Ma cosi non è.Quindi gli rinnovo la richiesta di rendere pubblica la documentazione in merito al PIS n. 15 “Turismo, cultura e ambiente nel Gargano.
(Sempre qui il testo della mia richiesta: http://www.facebook.com/note.php?note_id=432515118735).
Il Commissario del Parco anziché rendere pubblici gli atti, il primo di ottobre pubblica sul portale dell'Ente la seguente informativa:In merito alle sollecitazioni da più parti pervenute in merito all’utilizzo dei fondi del Progetto PIS GARGANO, si precisa quanto segue: a) prima di tutto si corregge che i 78 milioni di euro ai quali si fa riferimento, non sono stati gestiti tutti dall’Ente Parco. Infatti della suddetta cifra l’Ente Parco ha realizzato interventi per 11.800 mila euro in tutto. Per ogni ulteriore chiarimento sull’utilizzo dei suddetti fondi, l’Ente Parco annuncia di essere a completa disposizione di chiunque volesse, attraverso le norme di legge vigenti, richiedere atti amministrativi. A tal proposito, ogni istanza ricevuta verrà evasa nel più breve tempo possibile.
In ultimo alla (presunta) mancata pubblicità degli atti deliberativi dell’Ente Parco, si ribadisce che a norma di legge, l’Ente Parco affigge tutti i suoi atti all’albo pretorio dello stesso Parco, sito in via Sant’Antonio Abate civico 121 a Monte Sant’Angelo, dove chiunque può prenderne visione.
Con il richiamo alla forma, non posso far altro che riscrivere formalmente la mia richiestaLo faccio il 2 di ottobre.
(Qui il testo della nuova richiesta: http://www.facebook.com/note.php?note_id=442198708735).
Ma nonostante le rassicurazioni del Commissario, sabato prossimo trascorrerà la terza settimana dalla mia istanza senza che sia stata evasa.
Devo però aggiungere per dovere di correttezza che il tempo non è passato invano.
L'Avv. Stefano Pecorella, anche assessore provinciale alle Risorse Ambientali, nei giorni scorsi promuove nel modo seguente la messa online del portale: www.ambiente.provincia.foggia.it"
Si tratta di un'azione tesa ad avvicinare le istituzioni alla comunità – commenta l'assessore provinciale alle Risorse Ambientali, Stefano Pecorella – offrendo la possibilità di conosce la nostra attività, le nostre iniziative, di interagire con noi in modo più snello, rapido ed efficace".
"La vera novità del sito – spiega – è infatti quella della presenza e del costante aggiornamento di tutti gli atti amministrativi ambientali prodotti dall'Amministrazione provinciale".
Poiché condivido in pieno, glielo faccio sapere, augurandomi che sia ormai prossimo lo stesso obiettivo per il Parco Nazionale del Gargano a partire dalla pubblicazione degli atti del PIS GARGANO.
La mia insistenza, però, incomincia a circolare e mi informano che nel corso degli incontri della settimana scorsa più volte il Commissario ha manifestato la propria volontà di dare maggiore trasparenza agli atti amministrativi dell'Ente come richiesto da più parti ed ha aggiunto: "Abbiamo avviato le procedure per ripulire il bilancio dell’Ente da impegni assunti e mai realizzati; da spese mai realizzate per progetti oramai inutili".
Nei giorni scorsi anche altri si stanno chiedendo "chi li ha visti" i 78 milioni e 76 mila euro?A Sara Trotta, amica su facebook, Giandiego Gatta risponde che non dispone "di un archivio personale degli atti del Parco da cui manco da tanti mesi (ma sono solo 6 mesi!)…" e che per ottenere "tutte le risposte può rivolgersi agli uffici dell'Ente in Via S. Antonio Abate 121").
A questo punto però gli atteggiamenti prudenziali e protettivi incominciano a farmi sorgere strani dubbi: non l'avrò spesi mica io a mia insaputa 78 milioni e 76mila euro?
Ed incomincio a porgermi altre domande:
– Perché Pecorella parla di interventi per soli “11.800 mila euro” dal momento che la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 30 novembre 2004, n. 1623 ha stanziato 78 milioni di euro?
– Perché Pecorella tramite comunicato stampa ci fa sapere che ha ripulito "il bilancio dell’Ente da impegni assunti e mai realizzati; da spese mai realizzate per progetti oramai inutili"?
Vuoi vedere che pur avendo a disposizione le risorse per consacrare definitivamente il Gargano sul versante turistico, in poco più di 6 anni abbiamo consentito agli altri territorio di diventare più competitivi e attrattivi del nostro?
Ma se cosi è perché tutta la Comunità (dei Sindaci) del Parco non ci aiuta a conoscere come stanno le cose?
Il Presidente della Comunità (dei Sindaci) del Parco, Carmine D'anelli, nei giorni scorsi ha avuto modo di dire basta una volta per tutte a questa storia dei “mafiosi in doppiopetto” ed ha continuato sostenendo a ragion veduta che il Parco è l’unico soggetto che può amalgamare territori diversi e che non possiamo più permetterci di sbagliare.
Sottoscrivo in pieno le sue affermazioni, ma allora voglio cogliere questa occasione per chiedergli (perché sono certo che mi risponderà), come facciamo a capire se "siamo dentro o fuori da queste logiche" e quindi fuori da questa Comunità se non conosciamo il Piano Pluriennale Economico Sociale del Parco?
Come facciamo a sapere se siamo "dentro o fuori da questa Comunità" se non viene reso pubblico in modo accessibile a tutti il Piano del Parco a cui ogni cittadino garganico può (e dovrebbe sentire il bisogno di) presentare le proprie osservazioni prima della definitiva approvazione da parte della Regione Puglia?
Come facciamo a toglierci questa etichetta dei “mafiosi in doppiopetto” se viene negato ad un cittadino di prendere visione dei documenti e dei risultati raggiunti con 78 milioni e 76mila euro?
Concludo ancora coll'Avv. Stefano Pecorella, che ormai tutti danno come il più papabile a divenire nei prossimi giorni il nuovo Presidente dell'Ente: avvocato ha pienamente ragione, "la conoscenza e la condivisione degli strumenti di pianificazione e regolamentazione del Parco rappresentano l’unica possibilità per vincere le sfide del futuro". Ma proprio per questo e per aprire seriamente un nuovo corso del Parco del Gargano pubblichi online questi strumenti. Ci dimostri che è reale il suo auspicio "che si comincino a chiarire le responsabilità della gestione del territorio" pubblicando il Rendiconto Finale e di tutti gli atti amministrativi utili a mostrare analiticamente e nel merito le attività realizzate e i risultati raggiunti col PIS n. 15 “Territorio – Cultura e Ambiente del Gargano” P.O.R. Puglia 2000/2006. Infine faccia sua la richiesta di un cittadino, a cui le posizioni politiche locali appassionano il giusto, di garantire l'accessibilità, l'integrità e la facilità di lettura di tutti gli atti amministrativi dell'Ente e raggiungere con capillarità la cittadinanza istituendo l'albo pretorio online.
Antonio Basile
Se pensi che la politica debba fornire delle risposte per il suo agire, prendersi gli onori e assumersi le responsabilita devi solo condividere questo articolo sulla tua bacheca, niente altro.
Il Gargano non ha perso solo un occasione.
Da martedì 19 ottobre e fino al 24, partirà un educational in Puglia rivolto ad un gruppo di giornalisti e tour operator indiani accompagnati dal responsabile ENIT di Mumbai.FOTO DI LEONARDO LUIGI RUSSI: ALBUM COMPLETO (su facebook)


Se volete vedere com'è oggi la piccola Chiesa rurale cliccate qui
Il Comune intende cedere in proprietà i suoli A3 – A4 – A5 – A6 – A7 – A8 – D2 – D3 – D6 – D7 – D8 – D9 – D10 – G1 – G2 – G3 nell’ambito della zona P.I.P. per la costruzione di nuovi impianti produttivi o per l’ampliamento e/o trasferimento di impianti produttivi già esistenti.
Possono presentare domanda le imprese, i consorzi di imprese e le società consortili, anche in forma cooperativa.
La domanda in bollo, redatta secondo lo schema allegato al presente bando sub “A” deve pervenire entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 09 novembre 2010 al protocollo del Comune o spedita a mezzo raccomandata A.R. (fa fede il timbro dell’Ufficio Postale).
Il piano particolareggiato delle aree per insediamenti produttivi, la suddivisione dei lotti da assegnare con tabella dei dati metrici ed economici sono indicati nell’allegato al presente bando sub. “B”.
BANDO PER L’ASSEGNAZIONE IN PROPRIETA’ DI AREE NELL’AMBITO DEL PIANO PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI ( P.I.P.)
ALLEGATO A SCHEMA DI DOMANDA
ALLEGATO B TABELLA DATI METRICI ED ECONOMICI
ALLEGATO B STRALCIO
«MusicArte», la nuova associazione musicale nata a Carpino, grazie all'iniziativa di giovani musicisti del luogo al fine di incrementare e diffondere lo studio e la conoscenza si proprone di organizzare e gestire i corsi attualmente attivati presso la Scuola di Musica.

ROMA – La cultura è lontana dal cuore dell'impero. Perché "non si mangia", dice il ministro dell'Economia Tremonti, chiudendo il rubinetto. In periferia, invece, c'è chi sulla cultura scommette per creare veri, concreti posti di lavoro. Accade a Sud, nella Puglia del governatore Nichi Vendola, che racconta una scommessa tutta nuova. Si chiama Puglia Sounds e su di essa la Regione ha puntato le risorse finanziarie del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale con l'obiettivo di realizzare un virtuoso indotto.
Al centro del progetto la musica, che tanta parte ha in quel "rinascimento culturale" di cui i pugliesi parlano con fierezza. Di certo non un mero slogan, se la rivista XL col numero di novembre andrà in edicola con una compilation interamente dedicata alle band della nuova scena pugliese. Puglia Sounds ambisce ad andare oltre, sviluppando più identità in un unico scenario. Vuole essere polo d'attrazione per l'allestimento e la realizzazione di grandi produzioni musicali. La prima, un concerto-tributo per Nick Drake orchestrato da Joe Boyd, ha debuttato al Teatro Kursaal di Bari, ribattezzato per la sua nuova missione "Casa delle Musiche", il 9 e 10 ottobre. Prossimo appuntamento venerdi 15 ottobre con l'anteprima nazionale di Girano le pale, il nuovo album dei Folkabbestia. E qui si lavorerà ai nuovi spettacoli di Vasco Rossi e Gianna Nannini, attesi per la prossima primavera.
Puglia Sounds si pone anche l'obiettivo di internazionalizzare gli artisti pugliesi sostenendo le loro sortite all'estero. In questi giorni gli Après La Classe sono al Hitweek Festival di New York, i Nidi D'Arac suoneranno nell'ambito del Womex di Copenhagen a fine mese, mentre i Sud Sound System sbarcheranno in Australia a dicembre. Ma la parte più ambiziosa del progetto è dedicata a chi, in musica, spera in un futuro ad oggi tutto da inventare. I cosiddetti emergenti, che in tantissimi si sono già registrati sul sito di Puglia Sounds (www.pugliasounds.it).
Governatore Vendola, perché ha immaginato un indotto musicale in Puglia?
"Intanto un'idea generale: quando il cielo è offuscato dalle nubi oscure della crisi e della recessione, è il momento in cui bisogna investire in cultura, antidoto alla crisi per ragioni di civiltà ma anche materiali. Abbiamo immaginato di poter costruire un sistema produttivo complesso, legato a più filoni culturali. Innanzitutto abbiamo investito nel cinema, mettendo in piedi l'Apulia Film Commission, oggi protagonista della vita cinematografica nazionale, organizzando un festival internazionale con la supervisione di un grande del settore come Felice Laudadio, un barese che torna così a lavorare in Puglia. Sono nati due 'cineporti', le officine di tutte le arti e i mestieri legati al cinema. Arrivano i transatlantici delle grandi produzioni a girare in Puglia e trovano un 'portò in cui ormeggiare. E in questo porto, sia a Bari che a Lecce, trovano già tutto ciò che occorre a un set cinematografico. Questo significa far crescere anche una buona occupazione di ragazzi e ragazze pugliesi che prima, per inseguire il sogno del cinema, dovevano emigrare".
Cosa è accaduto dopo l'investimento nel cinema?
"Abbiamo prodotto un'infrastruttura culturale che non ha precedenti nella regione. Per dire, stiamo completando un'operazione unica in Europa. La Puglia ha 258 comuni, in 169 abbiamo ristrutturato vecchi immobili, come mercati dell'ortofrutta, caserme, fabbriche, mattatoi, trasformandoli in 'laboratori urbani'. Luoghi dove organizzare un cineforum come montare una pellicola, ascoltare un concerto o avere sale per provare e per incidere musica. Attrezzati con computer per ogni tipo di disabilità. Nei laboratori urbani si prova anche a incubare lavoro nuovo legato ai filoni della creatività. In questi anni abbiamo fatto cose dalla forza evocativa straordinaria, come la ricostruzione del Petruzzelli, dopo una stagione infinita di immobilismo. Per noi era strategico ricostruire la 'cassa armonicà della dignità del territorio. Abbiamo fatto investimenti sistematici sui teatri di provincia, su 20 cinema di qualità, paragonabili alle vecchie sale d'essai. Messo in piedi questo circuito, abbiamo finanziato istituzioni e fondazioni culturali, e scommesso in modo importante su la Notte della Taranta, il Festival della Valle d'Itria o il Carpino Folk Festival. Abbiamo disseminato la Puglia non di eventi effimeri, ma di strutture produttive".
E si arriva a Puglia Sounds…
"Il vettore, in entrata e in uscita, per la circolazione culturale ed economica delle produzioni musicali. Un'etichetta che mette insieme i musicisti pugliesi, li aiuta a superare le difficoltà di ogni passaggio della vita artistica. Avere i luoghi in cui provare, gli spazi e le tecnologie per produrre musica, li aiuta a conoscerci e a scoprire il mondo, a internazionalizzarsi. Contemporaneamente, aiuta la Puglia a sprovincializzarsi dal punto di vista musicale, perché è un'etichetta che diventa polo d'attrazione per musica di qualità a livello mondiale. Si tratta di un altro segmento importante di quel distretto industriale della creatività a cui stiamo lavorando".
Tra le grandi produzioni che hanno scelto la Puglia e Puglia Sounds, si annunciano la prossima primavera i tour di Vasco Rossi e Gianna Nannini. Chi preferisce?
"Mi piacciono moltissimo entrambi, difficilmente si può fare una graduatoria. Due modalità di vocalizzare e di interpretare assolutamente differenti. Hanno in comune un tratto esplosivo di anarchia corporale e una musica libertaria. E' difficile, sono tutti e due adorabili. Ma posso dire chi è il mio preferito in generale…"
Prego Governatore…
"Sono assolutamente innamorato di Franco Battiato".
A chi affiderebbe la canzone simbolo di un nuovo corso per la sinistra?
"Sarebbe scorretto da parte mia reclutare a sua insaputa qualunque cantautore. Ci sono canzoni di diversi autori che hanno una forza di stimolo per la politica, sembrano afferrarla per il bavero, scuoterla e chiederle di essere meno autoreferenziale, di non essere così monotona ma di accogliere la polifonia della vita. Canzoni di Vecchioni, De Gregori, Dalla… fino alla canzone che io ho usato spesso nelle mie campagne elettorali: La cura di Battiato".
Torniamo a Puglia Sounds. A Sud il tasso di disoccupazione giovanile è altissimo, il governo riduce i finanziamenti alla cultura. In questo contesto crede sia possibile convincere i ragazzi che un percorso professionale nella musica sia possibile, quando la musica è ignorata anche dalla scuola?
"Penso ai miei anni di liceo, quando studiavo da un'amica non solo perché era la mia compagna di studi ma anche perché aveva il giradischi. E io andavo a casa sua a scoprire le novità dei cantautori. Per me era la 'casa della musica', c'era lo stereo, un segno del lusso nella mia formazione. Oggi la musica è inglobata nell'ordinario della vita quotidiana. Il rischio è che ce ne sia non dico troppa, ma in una quantità talmente caotica da non produrre un'educazione musicale. E' necessario affrontare la musica in maniera non naif e non spettacolaristica, ma come uno dei grandi strumenti di civilizzazione di un territorio. Come possiamo capire il nostro Risorgimento se non usando il melodramma come una forma di rappresentazione di
quella temperie culturale e anche come un prezioso megafono del sentimentalismo patriottico di quella stagione dell'Ottocento? Non so se sarebbe immaginabile la rivolta nelle università senza Bob Dylan e i Beatles. E quanti amori sarebbero stati più scarni, poveri e sfortunati senza quei tre o quattro miliardi di canzoni d'amore. Tuttavia, penso che bisogna guardare alla musica anche come possibilità produttiva straordinaria. Oggi, poi, nell'incrocio tra intelligenza umana e artificiale si schiudono potenzialità inaudite per le produzioni musicali. Siamo dinanzi a un mondo che va affrontato in senso pieno, come un ciclo produttivo di ricchezza. Ricchezza di ogni genere, a tutto campo.
Puglia Sounds sostiene anche i concerti all'estero degli artisti pugliesi. Quale missione affida loro?
"Credo siano spontaneamente protagonisti di una relazione che deve essere sempre più cogente tra 'locus' e ' globus'. Ci sono quelli che si autoisolano nel 'locus', lo delimitano quasi fossimo all'età della pietra. Noi no, pensiamo che l'identità abbia bisogno di respirare, altrimenti muore di claustrofobia. Ha bisogno del vento cosmopolita. Quindi i nostri gruppi in giro per il mondo raccontano la Puglia, la sua musica e le straordinarie potenzialità di un meticciato, non solo musicale, che può salvare il mondo dalle sue psicosi e fobie".
Il progetto è sostenuto finanziariamente dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale. I soldi messi a disposizione del Sud dall'Unione Europea spesso sono rimasti a Bruxelles, quando non sono serviti a erigere cattedrali nel deserto o sono stati oggetto di piani truffaldini…
"Noi stiamo interpretando in maniera attiva i compiti che erano stati assegnati dalla strategia di Lisbona in termini di implementazione dei fattori innovativi nella gestione dei nostri sistemi economici. E siamo anche in linea con la strategia di Europa 2020. Ci stiamo comportando da cittadini europei e da governanti europei".
In base a quanto riporta Rosalia Marcantonio dell'ilgrecale.it a fine dicembre la Regione chiederà lo sblocco dei fondi dei Area Vasta. Lo avrebbe annunciato ieri l´assessore Silvia Godelli, nel corso del suo intervento ad Alberona, dove si è svolta la tavola rotonda dedicata alla promozione turistica dei Monti Dauni. Per la Godelli tutte le esperienze di programmazione strategica delle Aree Vaste di Puglia sono state un fallimento. "E´ mancata la figura del regista unico – ha detto la Godelli – e questo ha prodotto solo frammentazione, e l´inevitabile dispendio di tempi ed energia. Se le cose stanno così – ha detto ancora la Godelli – una volta sbloccati i fondi, la Regione avvierà una programmazione mirata di concerto con i singoli comuni".
Ma com'è?
Mentre l'area vasta di capitanata modifica il proprio statuto per la realizzazione degli interventi “a rete” che richiedono una gestione unitaria, la Godelli afferma che è mancato il regista univo e che si è perso tempo ed energia?
Si potrebbe essere portati a pensare che la Godelli è sciuta pazza.
Ma la realtà è un'altra.
Proviamo a fare delle ipotesi.
Lo scorso mese di maggio e giugno la Regione Puglia dopo i vari tentennamenti delle aree vaste intima l'uscita dei bandi per la realizzazione delle opere messe in cantiere con il programma stralcio. In altre parole dopo la programmazione strategica delle aree vaste la Regione in attesa dello sblocco dei finanziamenti FAS e POIN, lo scorso dicembre approva uno primo stanziamento alle singole aree vaste di 20.000.000,00 di euro. A Maggio invita le aree vaste ad uscire con le gare d'appalto e poiché ha l'obbligo della cantierabilità stabilisce in deroga che si considerano partiti i cantieri al momento della pubblicazione dell'appalto. (Non sono pratico di queste cose, quindi nei dettaglio posso sbagliare). Contestualmente stabilisce delle date massime per la pubblicazione: 15 luglio 2010, 15 ottobre 2010 e oltre 15 ottobre 2010.
Vuoi vedere che poiché siamo al 15 di ottobre non si hanno notizie di possibili pubblicazioni?
Anche in questo caso bisogna leggere i documenti pubblicati.
Qui sotto vi facciamo vedere l'elenco delle opere che si era deciso di realizzare con il primo stralcio e le successive integrazioni.
La cosa che salta subito all'occhio è la distribuzione geografica. Come dicemmo qualche mese fa, i soldi sul Gargano non arrivano. Solo piccole cose. Potete valutare voi stessi dove sono concentrati i 20.000.000,00.
Altra cosa che emerge è che Carpino manca.
In realtà in uno dei due interventi a rete quello relativo all'e-government è incluso anche il nostro comune che come abbiamo dimostrato qualche giorno fa ha una situazione a dir poco disastrosa. Comunque briciole.
I documenti usciti ci tranquillizzano quando appare l'elenco dei comuni che hanno interventi al vaglio del piano Plurifondo. C'è Carpino e quindi c'è l'Auditorium del Gargano.
Ma tornando al sistema capitanata cos'è che impedisce l'uscita degli appalti?
I progetti ovvio.
Premetto che non li conosco tutti e che il continuo fluttuare dei nomi e delle classificazioni non aiuta all'individuazione.
Guardate le risorse destinate alla realizzazione del Treno-tram: quasi 7 milioni di euro su 20.
Tanti penserete a primo atticco.
In realtà è una somma assolutamente irrisoria rispetto alla stima iniziale fatta per la realizzazione di tutta l'opera: 250 milioni di euro.
Allora 1+1=2: gli appalti non possono essere pubblicati perché i progetti esecutivi non ci sono. Senza appalti non si ha la cantierabilità, senza la cantierabilità non si possono trattenere i soldi europei, la Godelli parla di fallimento delle aree vaste e la programmazione strategica ritorna in regione che la concorderà con i singoli comuni delle opere interessate.
Conclusione: abbiamo perso quasi tre anni e tante energie in opere non realizzabili con questi strumenti di programmazione, ma questo era ipotizzabile fin dalla partenza, perchè ci siamo intestarditi?
L'analisi è volutamente sempliciotta perchè con il tecnicismo sarebbe stato difficile far compredere il tutto in poche righe.

Avviso pubblico POI per i comuni fino a quindicimila abitanti, quindi anche per il comune di Carpino e quasi tutti i comuni del Gargano.Emanato il 22 settembre scorso dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare l'Avviso pubblico diretto a finanziare interventi di efficientamento e risparmio energetico sugli edifici di proprietà comunale, con priorità per le strutture di particolare valore e pregio architettonico, paesaggistico e culturale.
L'iniziativa si sviluppa nell'ambito del Programma Operativo Interregionale POI "Energie rinnovabili e risparmio energetico" 2007/2013 ed è rivolto ai comuni fino a 15.000 abitanti, compresi i borghi antichi e di pregio, e le loro forme associative, presenti nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che possono proporre le proprie Manifestazioni di interesse entro l’8 novembre 2010.
Allegati in PDF
Allegati in WORD
Se non presentiamo il progetto, poi non lamentiamoci se non ce l'approvano.
Lo sguardo di Ulisse…ricordanto matteo Salvatore
pubblicata da Sinuhe da Foggia il giorno venerdì 3 settembre 2010
Matteo Salvatore per diritto di appartenenza era e resta la voce e l’urlo della Storia delle genti di Capitanata. Tra ballate, aforismi, storie di vita vissuta Matteo ha raccontato un’epoca profondamente radicata nel nostro presente.“Buona sera, io sono Matteo Salvatore, e adesso facciamo un po’ di cultura. La cultura della mia terra, il Gargano”. Così inaugurava i suoi spettacoli Matteo, con chiarezza fin dalle prime parole. Lui sì che sapeva cosa significa “cultura”: memoria, rispetto delle radici, amore per la gente, passione per le loro storie, la loro vita. Quando cantava era come se cantasse per ognuno dei presenti ai suoi concerti, non per un indefinibile numero di spettatori, ma per ognuno di loro, “uno per uno”. Animato sempre da grande entusiasmo Matteo non nascondeva mai l’emozione di abbracciare il pubblico nella dimensione che più amava, quella della piazza.Massimo esponente della canzone popolare del XX secolo, ma di quella d’autore, Matteo Salvatore è sempre riuscito ad immergersi totalmente nel patrimonio di storia, sentimenti e tradizioni popolari esprimendoli con il proprio modo di sentire e di fare musica, più unico che raro. Matteo è stato e resta una sorta di storiografo attento e al contempo un poeta commosso e smaliziato. Le storie che ha cantato e che ci ha lasciato le ha interpretate con entusiasmo e con grande passione sempre, accompagnate dal suono di una impeccabile chitarra: un grande repertorio di sua composizione nel quale ha saputo trasfondere con semplicità e professionalità i secolari temi dell’amore, della passione, della sofferenza, della vitalità delle sue genti. Matteo commuoveva senza mai cadere nella retorica con i temi del ricordo; ironico fino alla sferzata, sempre rispettoso della tradizione dei cantastorie; portavoce dell’animo e dei gusti popolari di cui è stato capace farsi straordinario interprete. Attraverso la sua voce forte e vibrante, acuta, spesso stridula, accompagnata da una chitarra colta, ha diffuso la storia della sua terra. La sue parole rimbalzavano sulla sua musica a volte dure come pietre, malgrado le note musicali allegre. Ha raccontato la sua storia che è la vera Storia del suo popolo, delle sue gioie e delle sue sofferenze. Efficace testimone di una lontana e perduta tradizione, ha manifestato sentimenti, esperienze, sogni, frustrazioni di un passato prossimo che ha allungato le sue propaggini nel nostro presente. Per oltre mezzo secolo Matteo ha cantato la sua terra che nonostante la modernizzazione, non ha ancora visto rimarginare le cicatrici delle sue innumerevoli perdite: la perdita delle proprie radici culturali messe in crisi da una errata interpretazione del moderno (sic!) pensiero globalizzante. Eppure, come ha tenacemente e caparbiamente testimoniato fino alla fine Matteo, è ancora possibile rintracciare i valori legati al mondo e alla visione di una tradizione e di una civiltà che formano l’humus da cui trae linfa la resistenza quotidiana di una umanità altrimenti disorientata. Lui lo ha fatto per tutta la vita, era la sua ancora di salvezza e al contempo la sua lotta senza sosta nella convinzione che nonostante il dolore, la povertà e l’ingiustizia, il domani può essere migliore. La sue canzoni pervase da dolorose memorie, da disperate invocazioni, da richieste d’amore o da allegre ballate sanno riequilibrare il peso del dolore e della fatica di vivere, liberando l’uomo dalla morte quotidiana, aprendogli uno squarcio d’eternità. Il suo canto divenne da subito un elemento di comunicazione per eccellenza, oltre a rappresentare un inimitabile veicolo di denuncia e di espressione culturale. Le canzoni di Matteo restano documenti insostituibili e preziosi di modi di pensare, di lavorare, di denunciare. Matteo è riuscito a far convivere la tradizione garganica con un gusto aperto verso la canzone d’autore. Ma, attenzione, quel che si intuisce dall’ascolto delle sue opere è che questa dimensione più ampia l’abbia in gran parte cercata semplicemente dentro sé stesso tanto è naturale, fluente e circuente il suo mondo musicale. Un’intera vita letteralmente avvolta da sonorità vere e vive; ascoltarlo è una esperienza che non può lasciare indifferenti, la sue canzoni non lasciano nulla di uguale. Dopo l’ascolto di Matteo che narra e canta, nessun occhio può restare cieco, nessun orecchio sordo, nessuna bocca resta muta. Autore fatto d’amore, d’asprezza temperata, di ricchezza espressiva, cantava e raccontava come sfogliando un libro di immagini, ed ecco via via i suoni, le storie raccontate, i personaggi ritratti e ancora l’attimo fuggente e i sogni, spesso gli incubi, le visioni fra realtà e fantasia, le invocazioni, le imprecazioni. Uomo dei Sud esprimeva le ansie, i valori, le attese e le sofferenze di sempre. Non c’è serenità buonista né arcadia nel mondo musicale di Matteo, nemmeno la memoria sembra tranquillizzante. I suoi legami con la terra d’origine, il Gargano, restano soprattutto di tipo culturale, inevitabili per un autore che ha sempre scavato nelle radici popolari espresse essenzialmente nel cantato in dialetto e nel racconto autobiografico che sa farsi universale. Matteo è stato a suo modo uno dei rari e insuperabili interpreti delle angosce e del disincanto di chi ha vissuto il XX secolo ed è stato catapultato nel XXI. Che sia poetica trasognata o canto rabbioso, la propensione musicale di Matteo non lasciava mai indifferenti. In essa si erano stratificate storie antiche e voglia di esprimersi senza nostalgie gratuite. La sua ricerca musicale ha rafforzato il senso di intreccio fra canzone d’autore e poetiche popolari, ravvivando antiche sonorità, tradizioni e sentimenti riscoprendone l’universalità attraverso un senso di identità forte e meditato. Matteo è stato un autore infaticabile, agitatore capace di proporre soluzioni inedite nella musica resistendo come ha potuto all’omologazione e all’insipienza . Matteo ha nutrito intimamente, fino alla fine la legittima vanità che il suo lavoro poteva arginare l’inevitabile oblio. Matteo era fatto di sole e di pietre, di luci abbaglianti e d’improvvisi tagli d’ombra, di antiche e moderne sofferenze. Cantore fortemente legato alle proprie radici, rispettoso della tradizione ma pronto a reinterpretarle con sempre nuova e rara intensità. A lui resta legata l’idea di un instancabile “trovatore” velato da una malinconia mai risolta. Un artista fuori dal coro che ha cantato e urlato la sua e nostra Storia con voce forte e nitida. I suoi occhi guardavano sempre oltre, il suo era lo sguardo di Ulisse.
Quannë ce zapp e quannë ce potë | Nun tëng zien e nun tëng nëpote | Quannë jè temp d vtignà | Zien da qua e nëpote de là.
30 ottobre 2010
ore 9:00
conferenza sulla musica della tradizione popolare
INGRESSO LIBERO
interverranno:
Nicola Briuolo, allievo di Matteo Salvatore
Antonio Piccinino, cantore di Carpino
Vito Zuccarino, sindaco di Apricena
Concetta Pennelli, assessore alla cultura città di Apricena
Michele Zuffrano, presidente associazione P.A.C.
Mario Milone, direttore artistico a
ssociazione P.A.C.
al termine della conferenza
interverranno
"I LùTM' BR'GANT"
gruppo folk di
Vico del Gargano
ore 21:00 concerto dei
I GIROLLER°
I CANTORI DI CARPINO
ALLA BUA
31 ottobre 2010
ore 21:00 esibizione dei
I CANTORI DI MONTE SANT'ANGELO
I TARANTULA GARGANICA
'A PARANZA R'O LIONE
Durante le due giornate del meeting sarà allestita una mostra artigianale di strumenti musicali di ANTONIO RIGNANESE – Vico del Gargano
presso CASA MATTEO SALVATORE piazza delle ARTI
viale G. di Vittorio
sipario mattina ore 9:00 sera ore 21:00
per info ; Vincenzo – 3493988247 – Roberta 3272090002