Il nuovo Album di ALFIO ANTICO: Viaggio in Sicilia. "Quando la musica sorge dalle viscere della terra, ordina il caos ed espelle le impurità. La natura parla e le cose prendono il loro posto nel mondo. Prima del linguaggio, la mano che danza sulla pelle del tamburo compie il prodigio della nascita del suono, come la mano del fabbro quando percuote il metallo o quella del pastore quando ritma il tempo della festa e della veglia". Una ricerca personale, educata silenziosa di sonorità antiche, come il nome e il cognome che ad Alfio appartiene. La creatività di una radice cosi popolare antica di cui è pienamente padrone.
DI VITTORIO, UN CORO PER DARE VOCE ALLE LOTTE DEL SUD
Nel volume distribuito con la "Gazzetta del Mezzogiorno" la storia della colonna sonora del riscatto bracciantile e contadino della prima meta’ del ‘900. Una tradizione rinverdita da Matteo Salvatore e dai Cantori di Carpino
di MICHELE TRECCA
Alcuni brani del cd sono di chiaro stampo sentimentale e provengono dalla tradizione orale e popolare di Carpino, Monte Sant’Angelo, Cerignola, recuperati attraverso la ricerca fatta dal compositore su libri prestati da amici e parenti, scovati nelle cantine ed ingialliti dal tempo.
Addio a una Leggenda della Canzone Napoletana
NAPOLI – Si è spento oggi a Napoli, all’età di 81 anni, Aurelio Fierro, una delle voci più rappresentative della canzone napoletana. Ricoverato dal 18 gennaio scorso all’ospedale Cardarelli a causa di un male incurabile, il cantante aveva affrontato negli ultimi dieci anni una lunga battaglia contro la malattia, aggravata recentemente da un ictus. Fierro lascia due figli musicisti, Fabrizio e Flavio, e un nipote, Aurelio Junior, promettente batterista che porta avanti il nome del nonno.
Un Ambasciatore della Canzone Napoletana
Nato a Montella, in provincia di Avellino, il 13 settembre 1923, Aurelio Fierro ha dedicato la sua vita a promuovere la cultura musicale partenopea. Non solo a Napoli, dove negli anni Settanta fu consigliere comunale impegnato nella difesa delle tradizioni locali, ma anche all’estero, dove la sua voce ha incantato platee in Canada, Stati Uniti, Giappone, Europa e Australia. In Giappone, in particolare, era celebre: memorabile una sua esibizione in cui ricevette applausi ininterrotti per otto minuti dopo aver interpretato Core ’ngrato.
Dal Sogno dell’Ingegneria al Successo Musicale
Dopo aver conseguito una laurea in ingegneria, Fierro decise di seguire la sua vera passione. Nel 1954, durante una festa a Porta Capuana, il pubblico gli tributò cinque bis per O’ Scapricciatiello, consacrandolo come nuova stella della musica napoletana. Da quel momento iniziò una carriera straordinaria, arricchita da tournée internazionali e successi come Guaglione, Lazzarella e Occhi neri e cielo blu.
Cinema, Festival e Impegno Culturale
Fierro partecipò a numerosi festival, tra cui il Festival della Canzone Napoletana, che vinse tre volte, e il Festival di Sanremo, dove si esibì in coppia con artisti come Gino Bramieri e Claudio Villa. Sul grande schermo fu protagonista di diversi musicarelli, film costruiti attorno alle canzoni di successo dell’epoca.
A Napoli, il suo impegno andava oltre la musica. Sognava di creare un museo dedicato alla canzone napoletana, con un teatrino per i turisti, e avviò progetti come la casa discografica King Universal e il ristorante A’ Canzuncella, noto per le esibizioni live del sabato sera.
Scrittore e Ricercatore della Cultura Partenopea
Fierro coltivò anche una passione per la storia e la lingua napoletana, scrivendo una Grammatica della lingua napoletana e Fiabe e leggende napoletane. Negli anni Novanta si dedicò a un’ambiziosa Enciclopedia storica della canzone napoletana, rimasta purtroppo incompiuta.
L’Ultimo Saluto
La sua ultima esibizione, un anno e mezzo fa, si svolse a Santa Maria La Nova, nel cuore della sua amata Napoli, per celebrare i suoi ottant’anni. Con la scomparsa di Aurelio Fierro, Napoli e il mondo intero perdono non solo un cantante straordinario, ma anche un custode appassionato della cultura e dell’anima partenopea.
di Antonella Gaeta – 03/03/2005 – da la Repubblica
Giovanna Marini, perché nel ´68 scelse la Puglia per cominciare la sua ricerca musicale sul campo?
“Incontrai il mio amico Diego Carpitella al Conservatorio di Roma e gli manifestai la mia intenzione. Fu molto chiaro. La prima cosa da fare, mi disse, è andare assolutamente sul Gargano e in Salento. Aveva ragione, ho trovato un patrimonio incredibile, in quegli anni quasi completamente inesplorato”.
Salviamo la memoria dei canti contadini
Corsa contro il tempo per recuperare i nastri che stanno scomparendo di Antonella Gaeta – 03/03/2005 – da la Repubblica
Centinaia di canti contadini scolorano. Il tempo cancella le voci da vecchi nastri magnetici come un affresco del quale, tra poco, non si distingueranno profili. Accade negli archivi musicali privati costruiti generosamente dagli anni Settanta in poi da ricercatori che hanno percorso la Puglia registrando e annotando la memoria.
MANFREDONIA – I Terranima alla «Itb» di Berlino, il noto etnopop di Manfredonia si esibirà alla Borsa internazionale del turismo in programma nella caitale
tedesca dall’11 al 15 marzo 2005. «Vogliamo rappresentare al meglio – afferma Pietro
Prencipe, presidente del gruppo – le tradizioni e la cultura del nostro territorio e del Parco nazionale
del Gargano. Ci sentiamo ambasciatori di questa terra, il presidente del Parco, Giandiego Gatta, ha tenuto
fortemente affinchè partecipassimo a questa fiera di importanza mondiale».
Il protocollo d’intesa sulla valorizzazione delle terre dei tratturi diventa un progetto multiregionale per la costruzione di percorsi turistici.
Fabularasa e Zoldester inseriti nei 16 finalisti del premio per la canzone popolare e d’autore di Macerata.
LEGGE REGIONALE 22 febbraio 2005, n. 5
di Emiliana Cirillo
La storia del gruppo operaio e Zézi è legata all’evoluzione, e spesso all’involuzione, dello stabilimento Alfa Sud di Pomigliano d’Arco. Nel 1974, pochi anni dopo la nascita della fabbrica, un gruppo di lavoratori forma un collettivo musicale e teatrale per cantare le lotte della fabbrica sui ritmi delle tarantelle e delle “tammurriate”.