Pasqua record per il turismo pugliese. Secondo i dati sulle prenotazioni diffusi da Unioncamere e resi noto dalla stampa nei giorni scorsi, la nostra regione figura tra le mete preferite dai turisti italiani e, soprattutto, stranieri.
“Un andamento molto positivo” commenta l’assessore regionale al Turismo, Massimo Ostillio, manifestando “apprezzamento per i risultati ottenuti, frutto evidente del lavoro svolto dagli operatori turistici che hanno saputo proporsi sul mercato con offerte interessanti e concorrenziali, ma anche delle iniziative – in particolare di co-marketing – promosse in Italia e all’estero dalla Società Aeroporti di Puglia, con il sostegno della Regione”. Questi elementi si sono aggiunti alle tante altre attività sviluppate da enti locali, Apt e associazioni operanti sul territorio. Per l’assessore Ostillio, quindi, non c’è niente di casuale se, con la stagione estiva alle porte, la Puglia si colloca tra le regioni italiane capaci di fare tendenza, richiamando flussi consistenti di turisti e facendo salire il barometro del gradimento. Le previsioni di Unioncamere sono state confermate infatti dopo Pasqua dagli stessi operatori turistici: in base alle prime stime, la Puglia ha registrato un incremento medio di presenze del 5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006, vantando un forte appeal per il turismo culturale e dando risposta, con gli agroturismi, alla forte domanda di turismo verde che in questo periodo ha caratterizzato un po’ tutte le regioni italiane.
Carpino Folk Festival dal 03 – 11 Agosto 2007
Stabilite dal direttivo dell’Ass. Cult. Carpino Folk Festival le date della XII edizione.
Ritorna dunque quella festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del gargano e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di diverse località italiane.
Sarà ancora una volta il mix tra riti sacri e profani a condurre gli spettatori/partecipanti alla scoperta di un mondo antico, sconosciuto e incomprensibile, ma proprio per questo carico di un fascino inesauribile.
Ecco l’articolazione della manifestazione:
Suoni di Passi
Laboratori Didattici, Danza, Chitarra Battente e Percussioni
Carpino Cinema
Presentazioni di Film e Corti
Carpino Letterario
Presentazioni Letterarie
Festa Festa
Concerti nelle strade e nei vicoli
La Notte di Chi Ruba Donne
Concerti della tradizione
Carpino Folk Festival 2007
Concerti in Piazza del Popolo
La serietà dei corsi e dei seminari, l’ospitalità e l’allegria di un’intera cittadina che trasforma il proprio paese in una schietta e laboriosa factory di musica popolare, la festa, la cultura, l’orgoglio per quest’unicità e la piacevole scoperta di un Sud che valorizza le proprie tradizioni senza cadere in scontati cliché, saranno alla fine gli ingredienti giusti del successo della prossima edizione del Carpino Folk Festival.
Rocco MANZO, 42 anni, vice Sindaco dal 1998, guiderà una lista civica, composta prevalentemente dagli amministratori dell’attuale maggioranza consiliare.
Tra i candidati "illustri" della lista che sarà guidata da Rocco MANZO che, alle elezioni amministrative del 27 e 28 maggio p.v., cercherà di portarlo alla guida del piccolo comune garganico, ci sarà anche l’attuale Sindaco, Nicola Maria Trombetta (Forza Italia). Trombetta, dopo due mandati consecutivi alla carica di "primo cittadino" darà, con il consueto entusiamo che ha contraddistinto sempre la sua condotta politica e amministrativa del paese, il proprio contributo. Altri candidati eccellenti saranno: Rocco RUO, attuale Presidente del Consiglio Comunale ed ex Vice Presidente della Comunità Montana del Gargano, ritenuto tra i più "ferventi" sostenitori della candidatura di Rocco MANZO, alla carica di Sindaco, dopo aver avanzato egli stesso, per qualche momento, la propria disponibilità alla candidatura a Sindaco. Tra gli altri attuali amministratori di maggioranza che sosterranno Rocco Manzo sono da segnalare l’Assessore Giuseppe Gentile e il Consigliere Antonio Giangualano.
Con tutta probabilità, a contendere la elezione a Sindaco di Rocco MANZO, saranno l’Avv. Giuseppe Simone ed il ConsigliereComunale, Santino Basanisi, ex maresciallo dei Carabinieri, in pensione.
VICO DEL GARGANO – Le cinque confraternite di Vico del Gargano (L’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, la Confraternita dei Cinturati di Sant’Agostino e Santa Monica, la Confraternita della Morte e Orazione, la Confraternita dei Carmelitani Scalzi, la Confraternita di San Pietro) alla IV edizione de” I canti di passione”, iniziata nei giorni scorsi a Calimera, in provincia di Lecce, e che si concluderà domenica prossima.Per la prima volta, dalla loro nascita, le Confraternite vichesi canteranno tutte insieme domani e il giorno successivo, rispettivamente a Calimera e Martignano, i canti della tradizione vichese: una sublime poesia dell’anima nella ricorrenza della Passione di Cristo. Trentotto voci e cinquanta minuti di emozioni e di riflessione per una rappresentazione che sicuramente farà parlare ancora di sè, per l’occasione, coordinati dall’Associazione culturale “Carpino Folk Festival”, in particolare da un progetto di Luciano Castelluccia e Alessandro Sinigagliese, si esibiranno, come ricordavamo, per la prima volta tutti insieme, in terra salentina. Di norma in questi canti, che siano sardi, salentini, garganici, calabresi si ricordano gli ultimi istanti della vita di Gesù. La rassegna è un momento significativo per riascoltare i canti della Passione che, da secoli, ripropongono le emozioni di sempre, patrimonio di tante comunità, non solo garganiche, ma anche di altre località italiane e, cosa ancora più straordianria, di molti Paesi europei. Infatti, quest’anno alla rassegna leccese saranno presenti rappresentanze provenienti da Spagna, Portogallo, Grecia e Cipro. L’invito alle confraternite è la testimonianza di quanto i canti della Passione della tradizione vichese vengano apprezzati, conservando ancora tutte quelle sonorità, perdute in tutte le altre parti del Gargano.In passato, le confraternite erano state addirittura undici, poi, emigrazione ed altre contingenze ne hanno portato il numero a cinque.
Non c’è dubbio su come la musica folk, in Italia, sia ancora stravaganza curiosa da amatore, mentre altrove, almeno in Europa, venga comunemente considerata musica delle identità e delle memorie.
Non è un caso che France 3 abbia recentemente coprodotto un documentario sul Carpino Folk Festival (e in Italia?), e che fenomeni come gli e’Zezi di Pomigliano d’Arco e la romana Orchestra di Piazza Vittorio abbiano ricevuto tributi e onori al Festival di Locarno.
Comunque sia, resistono nel nostro Paese numerosi autori, musicisti, associazioni, centri di studio e ricerca, addirittura enti locali che si dedicano, con passione e competenza, alle musiche popolari, folk e tradizionali. Così, nella piccola terra della Grecìasalentina, la cultura popolare vive e si racconta attraverso figure come i Cantori di Carpino e il vecchio Uccio Aloisi, e con Festival come il Carpino Folk Festival.
È cultura di piazza, di pancia e di cuore, non etnografia da museo.
E per raccontare, e non semplicemente celebrare la Pasqua, gli undici Comuni di questo angolo di Italia a sud di Lecce, con il patrocinio morale dell’Istituto Diego Carpitella e quello finanziario di Provincia, Regione e Unione europea, presentano i loro Canti di Passione (dal 25marzo al 1 ºaprile prossimo),un viaggio nelle musiche, nei canti, nel teatro popolare, nel cinema della Passione di Cristo.
Trascendente e carnale, mistica e pagana, colma di credo autentico e di superstizione, decaduta eppure viva, come ogni tradizione popolare del Sud. Musicisti come Moni Ovadia (il 25marzo), l’organettista Ambrogio Sparagna (il 27) e le Confraternite vocali, con l’intatta funzione di commentare le Via Crucis, restituiscono il respiro e un’identità popolarea riti altrove legati alla celebrazione formale. Da Il Sole-24 Ore dell’11marzo2007 – Riccardo Piaggio
Resa nota la scaletta dello spettacolo delle confraternite di Vico del Gargano ospiti della prestigiosa rassegna salentina "Canti di Passione".
Lunedì 26/03/2007 nella chiesa della Misericordia si è svolta la prova generale dello spettacolo delle Confraternite di Vico del Gargano presenti tutte le confraternite (L’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, la Confraternita dei Cinturati di Sant’Agostino e Santa Monica, la Confraternita della Morte e Orazione, la Confraternita dei Carmelitani Scalzi, la Confraternita di San Pietro).
38 voci e cinquanta minuti di emozioni e di riflessione per una rappresentazione che sicuramente farà parlare ancora di se, per l’occasione, coordinati dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, in particolare da un progetto di Luciano Castelluccia e Alessandro Sinigagliese, si esibiranno tutti insieme (cosa rara), a Calimera (il 30 marzo) e Martignano (il 31 marzo), portando i canti garganici che narrano la vita e la morte di Cristo.
La poesia popolare raggiunge una delle più alte espressioni proprio nelle vicende che narrano la storia di Cristo, infatti tutti i linguaggi espressivi di una cultura, canto, poesia, teatro, si sintetizzano in questo dramma umano-divino, essenza stessa del divenire. di norma in questi canti, che siano sardi, salentini, grichi, Garganici, calabresi, ecc. si contemplano gli ultimi istanti, della vita di Gesù, solo di fronte alla morte, con la propria responsabilità e tragica consapevolezza che l’essenza umana contempla anche il massimo dei sacrifici.
1. MISERERE
2. CANTO DELL’ADDOLORATA
3. QUINTA STAZIONE DELLA VIA CRUCIS
4. EPISTOLA
5. LAMENTAZIONE
6. CRISTUS
7. RESPICE
8. EX TRATTATO
9. AI TUOI PIEDI
10. TOMBA ULTIMA STAZIONE DELLA VIA CRUCIS
11. EVVIVA LA CROCE
12. MISERERE
I genitori in pellegrinaggio a Gallinaro: “E’ un miracolo” Era stato dimesso la scorsa settimana da un istituto neurologico di Milano e da settembre non camminava più. Ieri mattina, però, un bambino di 6 anni di Carpino, affetto da atassia sensitiva e atrofia ottica, è tornato a camminare dopo aver fatto visita, insieme ai genitori, al santuario di Gallinaro, in provincia di Frosinone, meta di numerosi fedeli. I genitori del piccolo parlano di miracolo: “Mio figlio era in braccio al padre quando ha detto ‘mettimi giù’ – ha dichiarato la mamma – mio marito lo ha messo per terra e lui ha iniziato a camminare andando verso l’albero e dicendo di voler conoscere l’uomo con la barba, ma noi non vedevamo nulla”. In quel luogo, nel lontano 1947, venne costruita una piccola cappella dedicata a Gesù Bambino e, da allora, una donna del posto, Giuseppina Norcia, racconta di aver ricevuto numerose visioni. I genitori e il bambino facevano parte di un gruppo di fedeli partiti da Foggia. Fra questi, un medico, specialista in urologia, Bernardo Pio che ha dichiarato: “Per me non è altro che un miracolo. La diagnosi dell’istituto neurologico di Milano è chiara e poi il bambino è andato sempre a peggiorare con i mesi, tanto che da settembre non faceva più neanche un passo. Oggi, dopo aver urlato che vicino a quell’albero c’era un uomo con la barba, ha camminato. Questo come lo chiamate voi?”.
CARPINO – Potrebbero essere tre le liste al nastro di partenza per l’elezione di sindaco e consiglio comunale a Carpino. Ma siamo, è bene dirlo, ancora lontani dal dato concreto. Per il momento, possiamo soltanto riferire quanto siamo riusciti a raccogliere da fonti degne di fede. Certa la candidatura di Giuseppe Simone (Udc), quasi scontata quella del vice sindaco uscente, Rocco Manzo, probabile, la lista di Santino Basanisi.Giuseppe Simone potrebbe mettere insieme una coalizione che vedrebbe insieme, con il partito di Casini, esponenti dei Democratici di sinistra, Rosa nel pugno, Socialisti autonomisti e una rappresentanza della società civile, ancora in dubbio la Margherita La candidatura di Giuseppe Simone rappresenterebbe il fatto nuovo nel panorama politico a Carpino, dopo la lunga parentesi di Nicola Maria Trombetta, sindaco per due legislature senza soluzione di continuità.
“Un turista (Fabrizio Gatta) si ferma all’edicola e chiede il giornale locale (IL FARO settimanale), dopo averlo spulciato scopre l’indirizzo di OndaRadio, la contatta e si fa ospitare nel “Pomeriggio in Onda” per raccontarsi e raccontarci ai telespettatori di Rai International. Con la regia di Angelo Caseri, ieri si è registrato, presso gli studi dell’emittente garganica, l’inizio della trasmissione “Belpaese”. Un pomeriggio concitato ma particolarmente emozionante per la radio “che serve al Gargano”. Un modo originale di “Belpaese” per presentare le bellezze ed emozioni del nostro Gargano. Belpaese va in onda il lunedì su Rai International 1 alle 23.15 ora italiana; su Rai International 2 alle 10.00 ora italiana; su Rai International 3 alle 8.45 e alle 23.15 ora italiana. <<Ogni settimana Belpaese – racconta ai microfoni di OndaRadio, Maria Elena Fabi, una degli autori della trasmissione – accompagna il telespettatore d’oltre oceano in un luogo diverso, con viaggi ricchi di sorprese e tesori da scoprire>>. <<L’itinerario scelto questa settimana – incalza il regista della trasmissione Angelo Caseario – è Vieste e il Parco del Gargano. Abbiamo pensato, a questa “ospitata” in radio per partire con la messa a fuoco di alcuni di quei paesaggi umani che sappiamo essere speciali da queste parti>>. <<Attenzione – raccomanda, Anna Rita Di Francesco, aiuto regista – che siano storie universali e uniche. Come quelle di una tradizione popolare che salda il legame tra il territorio e chi lo abita>>. <<Avremo l’imbarazzo della scelta in fase di montaggio>> – confessa il conduttore della trasmissione Fabrizio Gatta, (già presentatore, tra l’altro di Miss Italia nel Mondo, Linea Verde, UnoMattina Estate, Millenium, Sabato Italiano ecc.) al termine della registrazione. <<Un plauso alla redazione di OndaRadio per la scelta degli argomenti tutti originali e dal taglio particolare, bravi i corrispondenti>>. Nel corso della due ore radiofonica sono intervenuti: dalla redazione di Fuori Porta di Vico del Gargano, Michele Lauriola, che ha parlato e presentato “I Canti della Passione”; da Manfredonia: Saverio Serlenga ha descritto e parlato del Lago Salso; Giovanni Ognissanti dell’Abbazia di S. Leonardo e di Ettore Fieramosca; da Carpino, il direttore del Carpino Folk Festival, Luciano Castelluccia, ha raccontato del festival e a invitato OndaRadio ad essere la radio della XII edizione, da Gioia del Colle il presidente dell’associazione “Pugliesi nel mondo” ha approfittato per inviare i saluti ai tanti pugliesi e garganici che dimorano nel mondo, oltre che descrivere le finalità dell’associazione. Non sono mancate altre chicche servite con maestria e arguzia da Gaetano Simone che insieme a Vincenzo Vescera hanno condotto le danze dagli studi.
L’intervista di Luciano Castelluccia è nei commenti.
Sono iniziate le riprese della troupe Rai International che è sul nostro Gargano per girare una serie di servizi che saranno trasmessi nelle prossime settimane dalla prestigiosa emittente satellitare in tutto il mondo. Rai International sarà ospite della redazione di Ondaradio oggi a partire dalle ore 16,00 per riprendere dietro le quinte il nostro “Pomeriggio in ONDA” . Nel corso della trasmissione sono previsti collegamenti con Manfredonia con Saverio Serlenga e Giovanni Ognissanti, Vico con Michele Lauriola e la redazione di Fuori Porta, Carpino con Luciano Castelluccia direttore artistico dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, Gioia del Colle con il presidente dell’Associazione Pugliesi nel Mondo Giuseppe Cuscito. In studio: Antonio Troia, Gaetano Simone, Vincenzo Vescera, Rocco Ruo, Sandro Siena e ninì delli Santi.
Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival

È passato già un anno. Il 17 marzo del 2006, all’eta di 94 anni, si spegneva Andrea Sacco, contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, interprete ineguagliabile dei canti tradizionali carpinesi.
A seguito del comunicato stampa con cui l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ne dava la triste notizia i telefoni, il fax, le caselle email e il blog furono inondati da tanti attestati d’affetto per Zì ‘Ndrea, l’en-simo sintomo che la dolcezza della sua chitarra battente e la forza poetica delle sue parole con cui ci ha tramandato i segreti della nostra terra, dall’amore per le donne alla fatica del campi, avevano colpito nel segno.
In suo onore l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival il mese scorso ha richiesto al Sindaco del Comune di Carpino l’intitolazione di una via, un edificio o altro spazio dedito alla fruizione del pubblico a "Andrea Sacco – Cantatore e Suonatore popolare di Carpino" e ci auguriamo che anche gli altri paesi del Promontorio del Gargano possano fare altrettanto.
Oggi lo ricordiamo con le parole di Amedeo Trezza che seguono, ma prima ci piace dirvi anche de “Il Premio Andrea Sacco: La voce del Gargano” un manifestazione ideata da Michele Mangano che per la giornata del 16 marzo prevede un convegno a Palazzo Dogana in cui si parlerà dell’estetica delle tarantelle d’amore e di sdegno del Gargano, mentre la giornata del 17 prevede dieci gruppi di musica popolare che si esibiranno al Teatro del Fuoco, tra i quali i Cantori di Carpino e l’ultranovantenne Antonio Piccininno a cui verrà assegnato il premio alla carriera.
17 Marzo 2006: ci lascia Zì ‘Ndrea. 17 Marzo 2007: siamo tutti qui a ricordarlo, per la prima volta. Sarebbe forse questo il caso di cominciare a elencare una lunga serie di frasi fatte, di convenevoli scontati, periodi declinati all’imperfetto alla memoria del nostro Cantore. E invece no, non credo serva a molto. Sarebbe uno sforzo da ‘almanacco del giorno…prima’ solo per riempire una pagina su di un foglio o un cuore con ricordi che però già gli appartengono. Sarebbe una malriuscita rievocazione di ciò e di chi, come allora – come fino ad un anno fa, non è e non potrà mai più essere tra noi.
E allora, davanti a un tale vuoto, a un senso di perdita figlio di una mancanza grave come la nostra quest’oggi, cosa dire, come reagire? Non c’è bisogno di andare lontano, cercando su qualche libro una biografia o in paesi esotici un’icona consolatoria. Bisogna avere solo il coraggio di alzare la testa e di guardarsi intorno, di toccare le piccole cose del nostro paese, meridione mediterraneo, di assaporarne le essenze e d’inseguirne gli odori, di vivere le pause e le fatiche, le gioie e i dolori, di ascoltarne i rumori e i silenzi. E se saremo diligenti questi rumori e silenzi speziati presto sapranno mostrarsi a noi attraverso il sentore di quelle semplici cascate di note argentine che come acqua fresca di un temporale estivo le dita contadine di Zì ‘Ndrea ci versavano addosso e fin dentro all’anima quando lo ascoltavamo suonare la sua chitarra di legno, dura e però accogliente come la sua mano che l’accarezzava. Davvero basta guardarsi intorno e non troppo lontano, perché il mondo narrato dai tantissimi sonetti carpinesi è un mondo semplice, un mondo trasparente agli umori di base dell’uomo. C’è una semplicità dignitosa e lieve, leggera come una nota cantata, che sa riassumere in pochi versi una maniera di stare al mondo che pian piano ci appartiene sempre meno nei modi, nelle usanze, nelle abitudini quotidiane, nei ritmi di vita e nei tipi di lavoro, ma che non dovremmo però lasciarci sfuggire quantomeno nello spirito, nel modo di porci al mondo. È proprio questo il messaggio che si legge tra le righe dei sonetti carpinesi e tra i toni della voce di Andrea Sacco che ora riascoltiamo registrati. Oltre le parole narrate c’è un senso di stare al mondo che, se vogliamo, potrà essere per noi la vera eredità tramandataci da 96 anni d’esperienza, un secolo eppure un soffio di vita tra le eterne terre garganiche.
In questi istanti di silenzio, intanto, mi torna alla memoria la sua interpretazione a due voci di Povero cuore mio ferito ferito e mi rendo conto di come sia inconfondibilmente elegante quel suo possente ma dolce, potente ma delicato incedere vocale, un vero e proprio Nabucco della musica popolare italiana, perfetta sintesi di passione e compostezza, di sensi e ragione.
Il nostro omaggio – il nostro tributo – oggi, non sarà quello di rincorrere un mito, imitare una sonorità, conservare con maniacale atteggiamento museale ogni particolare artistico. Ciò che Zì ‘Ndrea si sarebbe proprio aspettato da noi è provare ad essere genuinamente noi stessi, onesti di fronte al ricordo ma risoluti a non temere di guardare innanzi, con negli occhi il profilo del suo volto schietto e gentile, così come ce lo consegnano le righe di Giovanna Marini in Una mattina mi son svegliata, nell’occasione del suo incontro con Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone nel 1998: «Questi sono i portatori, i veri, e si capisce subito, perfettamente. L’eleganza delle tarantelle di Andrea Sacco, dei suoi saltarelli, la lentezza e i melismi, la risoluzione delle sue frasi musicali, con un accordo sulla quarta, poi una dominante a partire dal sesto grado e una risoluzione assolutamente a sorpresa, i continui cambiamenti, microvarianti eleganti, e mai ripetute due volte uguali nella stessa frase. Un vecchio che ha quasi novant’anni molla la chitarra che si è fatto da solo – come si usava in campagna – e si mette a ballare la tarantella con la sua vecchietta: pochi passi eleganti, niente della diavoleria della pizzica che oramai imperversa nelle discoteche popolari. Siamo alle origini […]».
Ed è proprio e soltanto a quelle ‘origini’ che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival vuole oggi ispirarsi per ricordarti e salutarti, ovunque tu sia.
Carpino Folk Festival
Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni