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Antonio Basile (Ufficiale)

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Proroga per le Apt di Puglia che resteranno al loro posto fino a giugno 2008

L’assessore regionale al turismo Massimo Ostillio, che aveva deciso di sopprimere le Apt, fa marcia indietro e concede una proroga fino al 30 giugno 2008. Altri nove mesi, dunque, per non far morire il turismo, fiore all’occhiello dell’economia pugliese, nell’attesa del riordino complessivo del sistema turistico pugliese. Una decisione che giunge dopo gli appelli degli esercenti e delle pro loco pugliesi, e soprattutto dopo il documento approvato all’unanimità dal consiglio provinciale di Foggia, in cui si chiedeva proprio di non sopprimere l’Apt foggiana, retta da Nicola Vascello. E proprio  il commissario dell’Azienda di Promozione Turistica di Foggia, si è detto "Lusingato dal provvedimento del consiglio provinciale: è’ un atto che significa che il lavoro svolto in questi due anni  – ha aggiunto Vascello – è stato apprezzato dalle forze politiche di maggioranza ed opposizione. La propoga di nove mesi ci inciterà a fare ancor di più per il nostro territorio, che ha risorse immense che necessitano continuamente di essere supportate e valorizzate".

Ostillio presenta ‘Itinerari d’autore in Puglia’, guida turistica ‘d’autore’

Presentato oggi dall’assessore al Turismo Massimo Ostillio il volume Itinerari d’Autore in Puglia, a cura di Eventi d’Autore. Il volume è una vera e propria guida turistica, con percorsi tra arte, cultura, artigianato e enogastronomia. In Presidenza, oltre all’assessore, hanno partecipato anche Doriana Cisonno e Nanijska Carrieri, curatrici degli otto itinerari (in italiano e inglese) descritti da otto testimonial come Anna Dello Russo, direttore editoriale di Vogue; Alessandro Piva, regista, Elisa Barucchieri, ballerina, Gianrico Carofiglio, magistrato e scrittore, Nicola Conte, musicista, Marilena Bonomo, gallerista, Regina Gambatesa, designer di gioielli, Peppino Campanella, architetto e scultore. “Otto talenti artistici pugliesi, di fama nazionale ed internazionale a testimonianza di un indiscusso risveglio culturale – scrivono i promotori dell’iniziativa – le loro emozioni narranti, i loro appunti di viaggio – veri e propri carnet de voyage – e insoliti scatti visivi e fotografici accendono la curiosità del viaggiatore lasciando assaporare lentamente il profumo e i colori di Puglia”. Le guide saranno distribuite in alberghi e masserie pugliesi a 4 e 5 stelle, in gallerie e musei, a tour operator,a agenzie di viaggio e durante le fiere di settore come la Bit. Insieme alla guida, anche una raccolta di cartoline d’autore. L’obiettivo è quello della destagionalizzazione del turismo pugliese, ancora troppo ancorato al turismo balneare. “siamo su una buona strada – ha dichiarato l’assessore Ostillio – la Puglia è l’unica regione meridionale che non ha subito decrescita di flussi quest’anno. Tra gli obiettivi, rimane quello di una crescita senza strappi, supportando in modo adeguato i flussi turistici e l’incoming, proporzionando le attività per servizi di sempre migliore qualità. Abbiamo avuto gli alberghi pieni per i ponti di Primavera e le previsioni sono ottimistiche anche per gli “short break” di autunno, quelli che si chiamavano una volta fine settimana e ora diventano mini vacanze. Si tratta di confermare politiche che hanno reso la Puglia regione “alla moda”, con il segno più del 6% per i turisti stranieri come nel 2007. Iniziative come quella della guida servono per attirare un turismo “colto”, curioso, attento alla qualità e che va coccolato con un plus di servizi e prodotti diversificati”

A proposito della Comunità Montana il sindaco di Vico Damiani chiede lumi al presidente Vendola

Egr. Sig. Presidente,
Le scrivo in qualità di Sindaco del Comune di Vico del Gargano perché desidero porre alla Sua attenzione ciò che è ultimamente accaduto alla Comunità Montana del Gargano.

Il Comune di Vico del Gargano ed altri 12 Comuni, tra cui Carpino, Rodi Garganico, Rignano Garganico e Monte Sant’Angelo, costituiscono la Comunità Montana del Gargano con sede a Monte Sant’Angelo.
Gli organi amministrativi dei Comuni evidenziati si sono rinnovati a seguito delle ultime consultazioni amministrative del maggio 2007.
Il nostro Comune ha provveduto sin dal 27 giugno 2007 ad eleggere i Rappresentanti dell’Ente comunale in seno alla Comunità Montana del Gargano, e la deliberazione de qua è stata trasmessa sin dal 28 giugno 2007 al Presidente della Comunità Montana del Gargano.
Trascorsi quasi tre mesi il Presidente non ha convocato l’Assemblea dell’Ente Montano, ed a seguito di richiesta di otto Consiglieri, la Prefettura di Foggia con apposita diffida invitava il Presidente dell’Organo Comunitario a voler convocare l’Assemblea consiliare per discutere gli argomenti all’O.d.G. tra i quali la ratifica delle nomine dei rappresentanti eletti nelle nuove amministrazioni comunali.
Il Presidente della Comunità provvedeva alla convocazione del Consiglio per il giorno 25.09.2007 in prima convocazione, ed il giorno 04.10.2007 in seconda convocazione. Andata deserta la prima, nella seduta del 4 ottobre il Presidente rilevava che, tra i cinque Comuni che avevano rinnovato i Consigli comunali, il comune di Carpino non aveva provveduto alla nomina dei propri rappresentanti in seno alla Comunità Montana. Veniva, quindi, presentata una mozione d’ordine in cui, contrariamente a quanto affermato dal Segretario Generale dell’Ente, si sosteneva l’impossibilità di procedere alla proclamazione dei nuovi componenti l’Assemblea, in quanto mancava la nomina dei rappresentanti del comune di Carpino, in conformità al parere emesso dall’Ufficio Legislativo della Regione Puglia con propria nota n. 636/SL dell’11.09.2007 che si allega. Si procedeva alla votazione e la mozione d’ordine, in questione, veniva approvata.
Tanto premesso, alcune brevi considerazioni: al di là dell’interpretazione dell’art. 12 della L.R. n. 20/2004 che prevede le ipotesi di rielezione totale o parziale dei Consigli comunali che compongono la Comunità Montana, va evidenziato quanto dispone l’articolo 12 al comma 8, che prevede la decadenza dei componenti l’Assemblea allorquando decade il Consiglio comunale che li ha eletti. Aggiungasi che, fin dalla loro costituzione, è stata prassi consolidata quella di integrare immediatamente i nuovi rappresentanti dei comuni, a seguito di nuove elezioni amministrative allo scopo, lapalissiano, di non interferire, ostacolare, rinviare sine die, il diritto di rappresentanza a preminente tutela della volontà espressa da una o più parti del territorio.
Invece questa disperata ed accanita difesa dell’ attuale compagine esecutiva fa in modo che la comunità di Vico del Gargano, ad oggi, sia rappresentata da persone che non sono più espressione popolare in quanto non eletti nei Consigli comunali.
Non sappiamo i motivi per cui il Consiglio comunale di Carpino non abbia ancora nominato i suoi rappresentanti in seno alla Comunità Montana. Sicuramente saranno buoni motivi.
Ma non ci sembra condivisibile che, il semplice perdurare di questa inerzia amministrativa, sorprendentemente definita “economicità dell’azione amministrativa”, possa prolungare una situazione di palese illegittimità, che rende vane le decisioni di quattro Consigli comunali e che mortifica e stravolge il rispetto delle regole democratiche oltre del buonsenso.
Ed allora ci si chiede se questa istituzione, che potrebbe, e dovrebbe, essere davvero importante ed utile al territorio, abbia ancora un senso che vada oltre la gestione di un potere fine a sé stesso od il mantenimento ad oltranza di comode e lucrose posizioni di rendita politica.
Tanto premesso ed evidenziato, chiedo un intervento autorevole da parte della S.V. per far  ripristinare le regole della corretta interpretazione ed applicazione delle norme e consentire la ripresa, legittima, delle attività in seno all’Assemblea della Comunità Montana del Gargano.
Nell’attesa di un cortese riscontro si porgono deferenti ossequi.
IL SINDACO Luigi DAMIANI

Monte Sant’Angelo spera di entrare tra le citta’ mondiali dichiarate patrimonio culturale dell’umanita’

Il progetto con altre cinque città accomunate dal passato longobardo. Cosa vorrebbe dire per il turismo.
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno – LUCIA LA GATTA

E’la «Via dell’Angelo» su cui per secoli specie in età medioevale, salirono papi, sovrani, santi predicatori ed umili pellegrini. Un’umanità in cerca di salvezza che, prima dai territori limitrofi e poi dall’Europa intera, fece di questo percorso un crocevia di genti e culture diverse, già patrimonio culturale dell’Europa dal 2002, adesso aprirà la strada a pellegrini e turisti verso Monte Sant’Angelo ed alla Basilica di San Michele che si apprestano a entrare (almeno questa è la speranza) tra le città patrimonio dell’umanità dell’Unesco. L’Italia candida quest’anno siti di interesse mondiale: in comune hanno aver rappresentato la storia longobarda in Italia. E in questo senso Monte Sant’Angelo entra a pieno titolo, sperando anche di cogliere tutti gli importanti frutti che una tale opportunità potrà offrire. «Il nostro obiettivo – dice il sindaco Andrea Ciliberti – è far diventare a livello mondiale Monte una città d’arte. Abbiamo intrapreso con Cividale del Friuli, Brescia, Spoleto, Castelserpio e Benevento il progetto finalizzato alla candidatura del sito «Italia Langobardorum. Centri di culto e di potere (568-774 d.C.)».
IL PROGETTO – Nei giorni scorsi a Benevento ha portato alla firma dell’intesa per l’attuazione del piano di gestione del sito tra il ministero per i beni culturali, le Regioni Venezia Giulia, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia, le Province di Udine, Brescia, Varese, Perugina, Benevento e Foggia, i Comuni di Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio, Spoleto e Monte S. Angelo, l’arcidiocesi di Spoleto, la basilica di S. Michele, il parco del Gargano, la Comunità montana del Gargano, la Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano, il centro italiano di studi sull’alto medioevo ed il centro di studi micaelici garganici. Una sinergia per giungere a questo risultato storico. Il Santuario di San Michele, nell’ambito del sito Unesco, è portatore dell’elemento culturale, comprende l’area mediterranea, e può coinvolgere tutti i territori ed i luoghi connessi, vicini o lontani che siano, in processi diffusi di valorizzazione di alto profilo culturale, sociale ed economico. Anche l’assessore al turismo della Provincia di Foggia Giuseppe De Leonardis, presente all’incontro di Benevento, ha assicurato sostegno alla candidatura Unesco. Il sindaco Ciliberti si dice sicuro che «i cittadini di Monte sapranno affrontare questa sfida consapevoli che i frutti del “sistema Unesco” rapprsenteranno occasioni di sviluppo e occupazionali».
I VANTAGGI – I vantaggi sono molteplici, duraturi, in grado di incidere sull’economia di un territorio.
Un dato interessante in tal senso può essere quello riferito alla continuità del flusso turistico mondiale verso i siti Unesco. È un turismo di qualità, che non conosce crisi anche in periodi di tensioni o difficoltà internazionali.
Tanto trova dimostrazione nel dato statistico riferito alle presenze turistiche rilevate a Noto in Sicilia che, seppur dichiarata sito Unesco poco dopo il tragico evento dell’11 settembre, fece registrare incremento pari al 30% in un solo anno, a fronte di un generalizzato calo del flusso turistico su scala mondiale. Si sta già elaborando un pacchetto turistico comune con le altre città interessate al progetto, da presentare in un unico stand alla prossima edizione della Bit, la borsa internazionale del turismo di Milano. Verrà predisposto un sito web e una guida multimediale. A gennaio 2008 a Parigi verrà formalizzata ufficialmente la candidatura del sito «Italia Longobardorum». Un patrimonio dell’umanità dell’Unesco è un luogo specifico: una foresta, una montagna, un luogo, oppure una città, fino ad un edificio o che è stato nominato per il programma internazionale dei patrimoni dell’umanità (World Heritage Fund) amministrato dall’Unesco. Il programma ha lo scopo di catalogare, indicare e preservare siti di eccezionale importanza, sia naturale sia culturale, per il patrimonio comune dell’umanità. Venne fondato con la convenzione riguardante la protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, adottata dalla Conferenza generale dell’Unesco il 16 novembre 1972.
COSA FARE – Tutti i livelli istituzionali interessati, nell’ambito delle proprie competenze, si impegnano a coordinarsi e a collaborare per valorizzare le aree ricadenti nel sito per il quale è stato richiesto l’inserimento nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, per la tutela e la riqualificazione urbana e paesaggistica e la valorizzazione socio-economica dei territori di riferimento delle aree candidate.
Con il piano di gestione del sito sarà possibile orientare le scelte di pianificazione urbanistica ed economica, attraverso la valorizzazione e la conservazione delle risorse di carattere storico, culturale ed ambientale.
I vantaggi per Monte S. Angelo, saranno notevoli sia perché sarà possibile accedere in maniera prioritaria ai finanziamenti nazionali ed europei, sia perché le città del sito avranno comuni norme urbanistiche ed ambientali che eviteranno saccheggi e distorsioni varie. In tutte le città patrimonio dell’Unesco il turismo è diventato la prima fonte di ricchezza perché i siti nel Mondo sono solo 830 presenti in 138 nazioni, e per essere inseriti devono avere un valore eccezionale ed universale.
Il turismo di Monte, caratterizzato dalla presenza annuale di oltre 2 milioni di turisti e pellegrini che, nella stragrande maggioranza dei casi sono solo di passaggio, cambierà radicalmente e gli alberghi (attualmente meno di mille posti letto nella zona) non saranno in grado di soddisfare a tutte le richieste. Definiti i dossier sull’arte e il piano di gestione, che costituiscono i documenti base necessari agli ispettori Unesco per la valutazione della candidatura.

La tarantella del Gargano negli istituti comprensivi del Gargano

Con la riapertura delle scuole riparte il progetto “La tarantella del Gargano” un progetto dell’Ass. La Bella Cumpagnie – Cultura Etnica Popolare Garganica, direzione artistica e coordinamento a cura del M° Michele Mangano. A riabbracciare questo progetto è la Comunità Montana del Gargano, che ormai già dal 2002 ha aperto le porte degli istituti scolastici del Gargano alla danza e alla musica popolare, ma anche alla tradizione in senso più ampio, incontrando nel M° Michele Mangano il giusto interlocutore, il testimonial ideale per la diffusione della tarantella del Gargano non solo nella nostra terra, ma anche fuori dai confini nazionali. Quest’anno oltre a danza e musica desiderio dell’Ente sarà quello di dare importanza al sonetto e alla poesia di autori della nostra terra, al dialetto, agli usi e costumi. Inoltre sarà approfondito lo studio delle origini della tarantella, quello che la tarantella rappresenta oggi e alle occasioni in cui si cantava in passato. Afferma Mangano “La finalità è valorizzare e divulgare, attraverso un progetto didattico ampio nei suoi contenuti, la musica di tradizione orale garganica e nazionale che per lungo tempo, considerata marginale, è stata privata del giusto riconoscimento culturale. La musica di tradizione orale, appartenente per lo più alla società agro-pastorale, rappresenta l’animo, il pensiero e la voce di chi, vivendo nel quotidiano, ha formato la nostra storia locale. Il progetto vuol trasmettere ai giovani la musica,la danza e le tradizioni in genere, evidenziandone il loro ruolo di aggregazione”. L’Ass. La Bella Cumpagnie si avvarrà di professori e studiosi della cultura popolare tradizionale tra cui il dott. Carlo Di Silvestre, il M° Davide Conte dell’Ass. Culturale Spazi Neutrali di Roma, dei ballerini del Guta- Ass. Culturale di Chieti Scalo. (?)
Il progetto ha portato alla realizzazione di grandi eventi spettacolari, tra cui la partecipazione al programma televisivo “10 minuti di …” che ha dato ampio risalto al lavoro svolto dall’Associazione in co-organizzazione con la Comunità Montana del Gargano.
E ancora Mangano “Partire dalle nostre origini significa riappropriarsi della propria identità, per poi aprirsi a nuove esperienze confrontandosi con altre culture, ma rimanendo pur sempre fieri della nostra.”Tutto ciò per fare in modo che la danza e la musica popolare, per questi ragazzi, non siano un momento di moda, ma possano conoscere e capire l’importanza di ciò che fanno e quanto la tradizione popolare possa essere attuale e non materia da musei, se insegnata pensando ai giovani, come sta facendo da diversi anni, con ottimi risultati l’Ass. La Bella Cumpagnie.  Novità di quest’anno è che le lezioni si terranno presso gli Istituti Comprensivi Statali del Gargano che negli scorsi anni non hanno avuto modo di aderire a questo progetto della Comunità Montana.
Particolare importanza sarà data quest’anno all’Istituto “Fiorentino” di Vico del Gargano, che per la prima volta aderisce a questo progetto. Afferma Mangano “Speriamo solo che questi seminari possano divenire sempre più numerosi nel nostro territorio, in modo da diffondere sempre più la nostra tarantella del Gargano , così antica, ma anche così attuale, in modo da potercene sempre più appropriare, e che sempre più enti, come da anni fa la Comunità Montana, possano sposare la valorizzazione della nostra amata tradizione”.

Nasce una nuova sigla per gli artisti folk del Gargano

Per battere la concorrenza e mettere a frutto l’esempio salentino
Arriva anche a Manfredonia il movimento `Artisti popolari associati per il Gargano". Si tratta di un sodalizio che riunisce vari e diversi artisti garganici in un’unica associazione, finalizzata a promuovere le musiche e le esperienze musicali. L’obiettivo – definire -strategie e concretizzare manifestazioni che caratterizzino il Gargano, con le sue peculiarità culturali e musicali, sia all’interno che, soprattutto, all’esterno del promontorio. Nella città sipontina il movimento raccoglie diversi artisti impegnati in ogni genere musicale. II progetto – quello di fornire una dimensione nazionale, se non addirittura soprannazionale, alle risorse garganiche associandole ai grandi nomi del panorama internazionale. II progetto – si spiega- dovrà procedere con un "affiancamento" degli artisti garganici ai grandi nomi che bene o male transitano negli eventi della Capitanata, in modo da fornire visibilità e slancio agli artisti garganici che in questo modo si gioverebbero dei grandi nomi come di un traino. E’ chiaro che la "grandezza" non – da considerare come una definizione artistica, perchè gli artisti garganici non sono secondi a nessuno in termini di qualità delle proposte, quanto nel senso vero e proprio della visibilità nel circuito internazionale. Insomma, l’obiettivo strategico – far funzionare le "star" che arrivano sul territorio come una sorta di "tutor" per i locali, affinchè insieme si crei l’evento "garganico" in senso stretto ed in senso artistico, dove le diverse tipologie di artisti, riuniti in un’unica forma di evento, creino l’evento universalmente riconoscibile come "garganico". Il grande nome continuerebbe a promuovere questo evento anche al di fuori del circuito locale. Un pò quello che succede nel Salento, con la Notte della Taranta, si esemplifica dove Steve Copeland, batterista dei Police, ha suonato con gli artisti salentini.

Ah proprio un ottimo inizio, dall’oggi al domani, pronti via!!!

Un archivio digitale salvera’ 50 anni di musica pugliese – sabato presentazione ufficiale a Bari

Il progetto sarà presentato il 13 ottobre dai curatori Mimmo Ferraro e Vincenzo Santoro. A sostenerlo la Regione e lo Stato
di Antonella Gaeta
da La Repubblica di Bari, sabato 6 ottobre 2007

Non sarà più e solo la buona sorte a decidere se una serenata di cent´anni fa ne viaggerà altri cento. Si tratterà di trattenere scientificamente, per questa e per le future generazioni, quel che finora è stato complicatissimo, talora impossibile preservare. Un Archivio delle musiche di tradizione della Puglia con sede nella biblioteca nazionale di Bari, nella Cittadella della Cultura. Il progetto, vero e proprio work in progress, tanto atteso da studiosi e operatori culturali e dalle migliaia di appassionati, sarà presentato sabato 13 ottobre nella sua futura sede. E sarà la prima iniziativa a livello nazionale che segue di misura la ratifica in Parlamento della convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
L´Archivio nasce da un progetto, coordinato da Vincenzo Santoro ed elaborato dall´associazione Altrosud, d´intesa con il Ministero per i Beni Culturali e la Regione. Centomila euro per cominciare a dar vita a questa teca della memoria sonora, la prima mai realizzata in Puglia e della quale si saggeranno gli effetti a fine 2008. E sarà solo l´inizio. «Perché quello di Bari sarà il primo cuore centrale e propulsore di un espansione che s´immagina territoriale, capillare» spiega Santoro che ricorda come la battaglia dell´archiviazione risalga all´impegno di Rina Durante, a più di quarant´anni fa. Un punto di partenza, dunque, ma anche un importante approdo. Tre ambienti saranno allestiti nella Cittadella. Uno, il più importante, conterrà un grande computer, un enorme database in cui saranno riversati tutti i materiali acquisiti, catalogati e conservati nel tempo. Un "cervello elettronico" con una serie di terminali collegati e accessibili agli utenti. Il tutto sarà completato da sale d´ascolto con cuffie, biblioteche dotate anche di materiali fotografici e video. Le informazioni saranno acquisite direttamente in loco o collegandosi a un sito internet che proporrà anche veri e propri percorsi tematici. Racconta Santoro: «Per quel che riguarda la ricerca di Lomax e Carpitella, sarà possibile collegarsi ad altri sottotesti come quello sull´uso del tamburello in Puglia con la mappa dei luoghi, dei costruttori con gli indirizzi, delle diverse tipologie e modi di suonarli». L´effetto più importante di questo lavoro d´archiviazione sarà il collegamento con patrimoni storici come quello dell´Accademia di Santa Cecilia o della Discoteca di Stato, anche tramite collegamenti diretti. Si procederà quindi – in pieno spirito di tangibilità dell´intangibile – ad acquisire le raccolte di privati, tra queste, la più importante è quella di Giovanni Rinaldi dedicata ai canti sociali della Puglia settentrionale, grande testimonianza delle lotte bracciantili animate da Giuseppe Di Vittorio. Sempre restando sul Gargano, si acquisiranno le registrazioni effettuate da Otello Profazio e, come sottolinea Santoro, si cercherà di «colmare la grande lacuna di originali che riguarda Matteo Salvatore». Quindi, le raccolte private datate anni Ottanta e Novanta, come quella in area Murgia e Salento all´incrocio tra Taranto, Brindisi e Lecce assicurata da Gianni Amati e Massimiliano Morabito.
Per quel che riguarda il Salento leccese, ricorda il coordinatore del progetto, invece la maggior parte è stato pubblicato e rientrerà nella sezione specifica dedicata alle raccolte editate. Com´è già accaduto per le ricerche di Lomax-Carpitella del ´54 e quelle di Carpitella-De Martino nel ´59-´60. Quindi, i lavori di registrazione successivi, risalenti agli anni Sessanta e Settanta in epoca di folk revival fino ad arrivare ai giorni nostri, nelle più diverse declinazioni dal jazz al dub. Qui s´inserisce tutto il movimento di cosiddetta riproposta della musica tradizionale con una schedatura e una raccolta di cd che supera i quattrocento pezzi. Dal primordiale Gruppo Folk del Salento di Luigi Lezzi e collegato a Giovanna Marini, nato nel 1971, fino ad arrivare ai più recenti approdi. Con una rarità: la biblioteca tematica sul tarantismo, la prima in Puglia, con testi, studi e tesi di laurea pubblicate sull´argomento.

Alla scoperta de ‘I Funghi del Gargano’ con i Cantori di Carpino

Vico del Gargano: tutto pronto per la 11ª Mostra-convegno “I Funghi del Gargano”
Quest’anno, come ogni anno, all’interno del parco nazionale del gargano, il Comune di Vico del Gargano organizza un week-end (Giovedì 1, 2 e 3 novembre) interamente dedicato alla micologia del Gargano, con la mostra mercato a Vico del Gargano e l’escursione naturalistica in Foresta Umbra.
Una manifestazione che si prefigge lo scopo di sensibilizzare gli appassionati a rispettare i funghi e soprattutto a seguire alcune fondamentali regole durante la raccolta. Ma non solo.

Ecco il Programma di massima:
– Giovedi 1 novembre
– Ore 17 presso “Palazzo della Bella” inaugurazione mostra della mostra sui funghi del Gargano, saluto delle autorità e dalle 19.30 nel “Trappeto Maratea” degustazione primo olio
– dalle ore 17,00  in Piazza San Domenico mostra mercato dei funghi e dei prodotti del bosco dei Parco Nazionale del Gargano.
–  Momenti musicali con il gruppo “La Pacchianella”

– Venerdi 2 novembre
– Ore 9,30 Passeggiare per il bosco e andar per funghi, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e guidati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella” Incontro su temi ambientali e visita alla “Ecoteca” (piccola biblioteca itinerante)
– Dalle ore 19,30 Castagne, vino novello e suoni e sapori in Piazza

– Sabato 3 novembre
– Ore 9,30 andare per castagne , in collaborazione con proprietari di castagneti accompagnati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella “ incontro con le scuole e premiazioni dei concorsi indetti su argomenti di natura ambientali in collaborazione con l’Associazione “Giacche Verdi” Sezione Gargano.
Dalle ore 19,30 Castagne, vino e olio  novello,  suoni e sapori in Piazza allietati da “I Cantori di Carpino”

Si potranno fare escursioni con fuoristrada in percorsi inediti e suggestivi del nostro territorio in collaborazione con Gargano Tour.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 22.
In serata in Piazza San Domenico di Vico del Gargano, continua la mostra mercato dei prodotti tipici.
Infine, la giornata di lunedì sarà riservata interamente a tutte le scolaresche della provincia che vorranno visitare la mostra dei funghi.
Info: Comune di Vico dei Gargano – Biblioteca Civica (te1.0884.994666)
biblioteca@comune.vicodelgargano.fg.it

E nel club dei Borghi più belli d´Italia a vincere sono i paesi del Foggiano tra cui Vico del Gargano

Vico del GarganoScelti tre centri pugliesi nell´elenco che certifica il benessere quotidiano
I requisiti: la salvaguardia delle tradizioni e la tutela della salute dei cittadini. Anche Cisternino, Orsara e Trani nell´albo delle città a misura d´uomo.

Lasciandosi aiutare dal cinema, queste città non si mostrano con un montaggio nervoso da videoclip ma con una serie di morbidi piani sequenza come nella migliore tradizione dei vecchi maestri. Città dal passo lento, dall´attenzione estrema all´uomo come misura del presente, ma anche centro d´equilibrio tra passato e futuro. Sono tre le città slow pugliesi che rientrano nelle 54 promosse dall´omonimo movimento (www.cittaslow.net). Oltre all´unica, storica Trani, negli ultimi mesi due se ne sono aggiunte: Cisternino e Orsara di Puglia. Mentre resta in attesa di certificazione già da due anni la salentina Maglie. «Non è semplice rientrare in questa lista» conferma la responsabile delle certificazioni nazionali e internazionali, Rosanna Abbati. Una scelta molto meditata che passa attraverso l´esame di ben sessanta atti amministrativi. «Non basta – aggiunge Michele Bruno, presidente Sloow Food Puglia, associazione che corrobora le scelte – solo dichiarare di mettere in pratica il risparmio energetico o il recupero del centro storico, bisogna anche dimostrare, carte alla mano, di farlo». A decidere, oltre alle delibere, è una commissione che si sposta sul territorio per verificare in prima persona il rispetto dei parametri fondamentali. All´opposto dei principi di contrazione del tempo, queste sono città che hanno dimostrato di essere «animate da individui curiosi del tempo ritrovato, dove l´uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni», come si legge nel regolamento di partecipazione. Città che rispettano la salute dei cittadini, la genuinità dei prodotti e della buona cucina. Ma anche contesti fertili per la conservazione di tradizioni artigianali e per quella del patrimonio artistico da ammirare in piazze, teatri, botteghe, caffè, ristoranti, luoghi dello spirito e paesaggi incontaminati. Realtà attente alla «spontaneità dei riti religiosi e al rispetto delle tradizioni». E, soprattutto, piccoli paradisi percorsi da abitanti paghi della «gioia di un lento e quieto vivere». Particolarmente entusiasta dell´adesione è il centro di Orsara di Puglia, con le sue viuzze, la grotta di San Michele Arcangelo, l´Abbazia dell´Annunziata. Ma soprattutto fiera dei risultati incassati con il decennale del progetto Selor, curato dal Cnr di Pisa in materia di longevità. Tutto merito del selenio, potente antiossidante che previene la formazione dei radicali liberi, elemento che spiegherebbe, il segreto del campar cent´anni in questa città slow e benedetta dalla buona salute. Più facile la partita per Cisternino, centro che della propria bellezza e sospensione nella spirituale Valle d´Itria ha fatto motivo di forte attrattività turistica e residenziale. Lo stesso sito del movimento nazionale che riporta la guida delle città le sgrana, una ad una, dalla calce bianca alle tipiche costruzioni a trullo, dai fazzoletti di terra rossa ai mandorli e ulivi. E, ancora, definisce Cisternino «un´oasi di popolazione sparsa, alta su un gradone calcareo dell´ondulata Murgia di Sud-Est, lambita dalle brezze del vicino Adriatico e circondato dal rigoglio delle campagne». L´adesione di Trani è ormai storica, tra le prime in Italia registrate dal movimento Città Slow, attivo dal 1999. E, come considera il governatore Slow Food Puglia, Antonello Del Vecchio, «è città che cresce a dismisura». E le cui caratteristiche, forse, non fanno più tanto pensare a un´isola di lentezza e quiete, almeno non d´estate. «Il movimento – ricorda Del Vecchio – è nato proprio con l´intento di preservare il territorio dagli effetti globalizzanti». Un po´ più generoso in quanto a certificazioni, risulta essere il club dei Borghi più belli d´Italia (www.borghitalia.it), nato per desiderio della consulta del Turismo dell´Anci, l´Associazione dei comuni italiani. In questo caso, i requisiti richiesti sono «l´armonia architettonica del tessuto urbano e la qualità del patrimonio edilizio pubblico e privato», oltre alla vivibilità in termini di attività e servizi al cittadino. Tra gli obiettivi, il sostegno ai piccoli centri che rischiano lo spopolamento e il conseguente degrado. In Puglia, a essere promossi (oltre a Cisternino che ritorna anche in questa lista) figurano Alberona, Bovino, Locorotondo, Otranto, Pietramontecorvino, Roseto Valfortore, Specchia e Vico del Gargano.
Vico del Gargano
Scolpita nel filone della pietra di Monte S. Angelo con la quale ha costruito le sue case, a metà strada tra la Foresta Umbra e il mare, Vico è un presepe slabbrato. E’ urgente, pertanto, salvare il centro storico più affascinante del Gargano, col suo reticolo di edifici in stato di semi-abbandono nei quattro rioni più antichi, con l’incredibile ricchezza di portoni, inferriate, stemmi, scalinate e comignoli, con i suoi capitelli ingrigiti e sconnessi che pendono da archi quasi piegati da terremoti e sventure. Eppure, questi merletti di pietra trionfante e incrostata di storia, queste volte a crociera che sembrano sorreggere il cielo, devono la loro permanenza allo svuotamento del borgo, all’emigrazione. E’ così che si sono salvate le architetture tradizionali come la cucina “monacesca”, è così che Vico non si è snaturata, nel confronto col turismo di massa, come le vicine Peschici e Vieste. Poco alla volta, con fatica, con scarsi mezzi, Vico del Gargano cerca di recuperare la sua bellezza, che non è solo quella della pietra ma abbraccia anche la natura circostante, le colline di uliveti e agrumeti e di pini d’Aleppo.

A San Severo presentazione ufficiale del cartellone dell’Autunno Barocco che vedrà l’esibizione dei Cantori di Carpino

Accrescere e qualificare le presenze turistiche nel territorio dell’Alto Tavoliere, attraverso innovative manifestazioni culturali ed artistiche. Potenziamento dell’offerta turistica mediante eventi culturali di rilievo. Valorizzazione delle risorse naturalistico-ambientali. Apertura di nuovi spiragli nei settori turistico e culturale.
Queste, in sintesi, le finalità principali del progetto “Autunno Barocco. I Tesori dell’Alto Tavoliere”, finanziato con fondi dell’Unione Europea nell’ambito della programmazione POR Puglia 2000/2006 – PIS Barocco Pugliese – Polo Alto Tavoliere – misura 4.15 con lo scopo di valorizzare il patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico e paesaggistico dell’Alto Tavoliere, attraverso attività di animazione territoriale diverse dalle già collaudate forme di animazione, costituite da sagre paesane e feste patronali.
Il progetto è stato redatto dalla Direttrice del Museo Civico di San Severo, Elena Antonacci, in collaborazione con Augusto Ferrara, Dirigente comunale dell’area Organi Istituzionali, l’Assessore alla Cultura Michele Monaco, l’Assessore al Turismo Antonio Villani ed il consulente per le politiche comunitarie Dante de Lallo.
L’iniziativa nasce dal Comitato di Coordinamento dei Sindaci dell’Alto Tavoliere con San Severo in veste di Ente capofila.
I centri di San Severo, Castelnuovo della Daunia, Chieuti, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate e Serracapriola, da venerdì 12 ottobre a domenica 11 novembre, per cinque week-end consecutivi, si animeranno e saranno collegati turisticamente tra di loro attraverso tre principali itinerari legati al Barocco dell’Alto Tavoliere: quello del culto mariano, quello degli ordini religiosi e quello dell’architettura profana dei palazzi del Settecento.
Sabato 10 novembre, ore  20,30 San Severo
In Collaborazione con l’Ass.Cult.Carpino Folk Festival
Concerto di musica popolare de I Cantori di Carpino in Piazza Municipio

Nei commenti l’intero programma della manifestazione

MATTINATA . I giovani riscoprono la tradizione. E la fanno riscoprire al pubblico degli adulti.

Si tratta di un gruppo folk nato “dall’oggi al domani”. “E’ davvero andata così”, rivela Lorenzo Vaira.
«Ho avuto richiesta dal Comune di Mattinata di suonare con i miei amici musicisti e cantori per la Festa degli Antichi Sapori, ad agosto. La richiesta mi era stata fatta due giorni prima e a dir la verità non ero neanche sicuro di formare un gruppo così velocemente. Ho contattato un pò di amici e fortunatamente sono stati tutti disponibili. Non è stato tanto duro perché la maggior parte di noi ha una passione per la musica folk, questo grazie al nostro maestro Nicola Mantuano, che ci ha tramandato questa passione: la maggior parte di noi ha partecipato al gruppo folkloristico scolastico “i cacchincidde ” per parecchi anni”.
Un gruppo alle prime esibizioni, ma già con notevole esperienza ed affiatamento: Luigi Bisceglia alla fisarmonica, Michele Mione alla chitarra, Lorenzo Vaira ai tamburelli, Lucio Morelli alle percussioni, Maria Grazia Guerra, Francesca Bisceglia, Maria Grazia Santamaria e Andrea La Torre alle voci. Quello che propongono al pubblico è un repertorio misto: brani tradizionali di Mattinata, brani che abbiamo appreso dal compianto maestro Mantuano, e, soprattutto, canzoni del gruppo di musica popola re di Monte Sant’Angelo, I Sammecalère. “Al debutto ” continuano i ragazzi “avevamo un pò paura del pubblico. Fortunatamente è andato nel migliore dei modi, con tantissima gente, tantissimi complimenti e, soprattutto altre richieste”.

Accogliamo con piacere la nuova nascita, ci auguriamo tuttavia che il nuovo gruppo riscopra le vere tradizioni locali attraverso la ricerca e l’affiancamento dei tanti cantori che sappiamo essere ancora presenti in quel di Mattinata e che quindi presto esca “dall’oggi al domani”.

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