Da Garganopress.net in regalo il volume in Pdf "La vallis heremitorum a Stignano nel Gargano occidentale" dello storico e ricercatore Gabriele Tardio, edito dalla Smil nel 2006. L’opera tratta degli eremitaggi nella Valle di Stignano (a San Marco in Lamis), dove sorge uno dei conventi più importanti della storia della cristianità.
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Questa modesta pubblicazione vuole essere un contributo a chi fa l’“escursione guidata alle dimore degli eremiti nella Valle di Stignano nel tenimento di Castelpagano” in modo da poter vivere meglio queste ore di ricerca e approfondimento. L’escursione rientra nel programma di divulgare il grande patrimonio culturale e storico ricercato e accumulato in anni di ricerche sugli eremiti che abitarono per secoli nella valle di Stignano nell’ex-tenimento feudale di Castel Pagano sul Gargano. In altra occasione ci saranno escursioni agli eremitaggi in tenimento feudale dell’Abazia di San Giovanni in Lamis.
Gargano, cercasi disperatamente qualità
Stefano Bezzi, emiliano, storico operatore della piana di Calenella, è intervenuto all’incontro promosso dal sindaco di Vico del Gargano Luigi Damiani con gli operatori turistici. Lo abbiamo intervistato a bocce ferme.
Qual è la situazione del comparto turistico garganico?
Non è di certo rosea. L’utenza complessiva che viene a trascorrere le vacanze si mantiene costante. Aumentano le strutture ricettive, mentre mancano totalmente i servizi egli elementi d’attrazione turistica. Prendendo la questione alla lontana, il comparto turistico del Gargano è nato con i carnpeggi e in piccole strutture dilusso. Che si sono trasformati in villaggi, ma delle strutture di attrazione turistiche di qualità neanche l’ombra.
Quali sono i maggiori problemi che vive il Gargano?
Lalogistica eitrasportimerci e passeggeri. I turisti che fatto tappa sul Gargano rappresentano tradizionalmente coloro che amano la costa adriatica. Ma il territorio è povero di infrastrutture e di collegamenti aerei. Se si analizzano le infrastrutture notiamo della costa adriatica così detta povera (i Balcani), Zara, Spalato, Dubrodnic, Podgora posseggono un aeroporto e un porto per navi da crociera. In Albania c’è Tirana con un aeroporto internazionale e unporto. Esaminiamo la costa adriatica italiana: Trieste e Venezia posseggono un aeroporto e un porto da crociera, la Romagna offre 3 aeroporti internazionali, un aereoclub e dei porti turistici, Ancona un aeroporto internazionale e un porto commerciale e turistico, poi Pescara… e dalla città abbruzzese.
Sul versante del trasporto merci, quali vantaggi comporterebbe un suo potenziamento?
Sicuramente vantaggi economici per gli operatori turistici, ma anche peri turisti. Il Gargano sta diventando sempre più caro, proprio perché la filiera degli approvvigionamenti alimentari è enorme, proprio a causa della cattiva rete di trasporti commerciali. Il suo potenziamento, magari con un cash and carry capace di rendere maggiormente fruibile il prodotto surgelato o altri prodotti alimentari, consentirebbe di ridurre la filiera e quindi di abbassare i costi.
Durante la riunione con il sindaco di Vico del Gargano, gli operatori turistici hanno proposto di cambiare il tragitto delle Ferrovie del Gargano, chiudendo le stazioni di San Menaio e Calenella. Lei cosa ne pensa?
Data la scarsa utilità delle Ferrovie del Gargano, cambiare il tragitto partendo da Ischitella fino ad arrivare a Vieste e lasciare libere San Menaio e Calenella, sarebbe una svolta. Questo potrebbe rientrare in un progetto di ammodemamento e di potenziamento della struttura, senza però creare disturbo agli operatori turistici della zona. Inoltre. quello stesso tratto potrebbe essere utilizzato per realizzare una passeggiata diurna tra le bellezze paesaggistiche e balneari, e notturna accompagnandola con dei mercatini e qualche locale da happy hour.
Quali sarebbero i mezzi per ottimizzare le Ferrovie del Gargano?
Secondo me, sarebbe opportuno istituire un’agenzia di coordinamento dei trasporti, in modo da ottimizzare quelli gia esistenti. Poi è necessario un aeroporto del Gargano. Tornando alle Ferrove del Gargano, è impensabile che durante la stagione estiva a San Severo, unica stazione centrale dove ferma la garganica, non ci sia la sosta dei treni veloci che percorrono la linea adriatica: ottimizzare l’infrastruttura significherebbe cooperare ìn modo davelocizzare quella già esistente e permettere che gli Eurostar si fermino a San Severo in modo da poter utilizzare la coincidenza con le Ferrovie garganiche.
Lei ha parlato di polo d’attrazione turistica di qualità. Su cosa potrebbe puntare il Gargano per offrire servizi di divertimento per attrarre i turisti?
Prima di tutto bisogna offrire ai turisti i servizi che già hanno a casa loro, per poi puntare a quelli realizzabili sul Gargano in base alle sue caratteristiche. Si potrebbe realizzare un campo da golf per attirare quella fetta di turisti patiti per lo sport, che scelgono le mete per le loro vacanze in base ai campi disponibili, oppure impianti sportivi dove realizzare tornei, ma anche mini regate. A Vico del Gargano potrebbe essere realizzato un parco a tema, all’intemo della pineta Manzini, dove promuovere un percorso…
Quali potrebbero essere gli strumenti per valorizzare invece la Piana di Catenella?
Prima di tutto bisogna valorizzare la Macchia di mare. Poi si potrebbe realizzare un complesso turistico di lusso con delle terme salasso-termaliche, con dele cure alternative utilizzando le piante officinali del Gargano, e un campo da golf. Inoltre, a monte della statale si potrebbe realizzare altre strutture ricettive e ulteriori infrastrutture.
Mirko D’alessandro dall’Attacco
Accrescere e qualificare le presenze turistiche nel territorio dell’Alto Tavoliere, attraverso innovative manifestazioni culturali ed artistiche. Potenziamento dell’offerta turistica mediante eventi culturali di rilievo. Valorizzazione delle risorse naturalistico-ambientali. Apertura di nuovi spiragli nei settori turistico e culturale.
Queste, in sintesi, le finalità principali del progetto “Autunno Barocco. I Tesori dell’Alto Tavoliere”, finanziato con fondi dell’Unione Europea nell’ambito della programmazione POR Puglia 2000/2006 – PIS Barocco Pugliese – Polo Alto Tavoliere – misura 4.15 con lo scopo di valorizzare il patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico e paesaggistico dell’Alto Tavoliere, attraverso attività di animazione territoriale diverse dalle già collaudate forme di animazione, costituite da sagre paesane e feste patronali.
Il progetto è stato redatto dalla Direttrice del Museo Civico di San Severo, Elena Antonacci, in collaborazione con Augusto Ferrara, Dirigente comunale dell’area Organi Istituzionali, l’Assessore alla Cultura Michele Monaco, l’Assessore al Turismo Antonio Villani ed il consulente per le politiche comunitarie Dante de Lallo.
L’iniziativa nasce dal Comitato di Coordinamento dei Sindaci dell’Alto Tavoliere con San Severo in veste di Ente capofila.
I centri di San Severo, Castelnuovo della Daunia, Chieuti, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate e Serracapriola, da venerdì 12 ottobre a domenica 11 novembre, per cinque week-end consecutivi, si animeranno e saranno collegati turisticamente tra di loro attraverso tre principali itinerari legati al Barocco dell’Alto Tavoliere: quello del culto mariano, quello degli ordini religiosi e quello dell’architettura profana dei palazzi del Settecento.
Concerto di musica popolare de I Cantori di Carpino
Sabato 10 novembre, ore 20,30 San Severo in Piazza Municipio
In Collaborazione con l’Ass.Cult.Carpino Folk Festival
La giornata prenderà avvio alle ore 10,00 a Castelnuovo della Daunia con l’itinerario turistico "Alla scoperta delle Terme di Castelnuovo della Daunia"
Quindi dalle ore 17,00 a San Severo verrà dato avvio all’itinerario turistico "I luoghi del vino e dell’olio nell’Alto Tavoliere" Sarà possibile visitare, liberamente, le cantine e i frantoi e fare degustazione.
Le Feste dei Morti nel primo Novecento
Tra gli "scherzetti" dei bimbi e (belle) preghiere
TERESA MARIA RAUZINO
Giovanni Tancredi, nel volume “Folclore garganico”, pubblicato nel 1938, dedica una bella pagina alla festa di Ognissanti e al giorno dei Morti. Esordisce dicendo che sulla sommità del Monte Gargano, tutta la natura sembrava partecipare all’evento: un sole smorto e le prime nebbie avvolgevano i monti e la città di Montesant’Angelo, mentre le foglie gialle e rossicce si staccavano dai tronchi e frusciavano sulla terra brulla ai primi soffi di vento gelido.
Un quadro d’insieme completato dal volo di uno stormo nero di cornacchie, che si alzavano pigramente e si disperdevano nell’aria, emettendo un rauco funebre grido.
Le donne del popolo “montanaro” il 1 novembre, giorno di Ognissanti, per devozione alle anime dei morti, lessavano nel latte delle piccole quantità di grano e granturco, condendone i chicchi con il vincotto di fichi.
La festa si connotava per l’attesa dei doni dei morti. Nella notte che precedeva il due novembre, i bambini di sette, otto anni appendevano una calza nella cappa del camino oppure dietro la porta dell’ uscio, le imposte dei balconi e delle finestre. Credevano che i morti, tornati dall’oltretomba, dopo aver vagato qualche ora per il mondo, scoccata la mezzanotte, si sarebbero fermati anche nella loro casa per esaudire i loro segreti desideri. La credenza era puntualmente confermata dai fatti. Durante la notte, effettivamente, la calzetta si riempiva di ogni ben di Dio: fichi secchi, castagne, noci, ceci arrostiti, mele, melacotogne, e talvolta anche di dolci e giocattoli. I morti incutevano ai bambini un po’ di paura, specie prima addormentarsi, pur tuttavia la tetraggine del nome non impediva loro di addentare una mela, di sgranocchiare una cialda, di rompere una noce, anzi. Il senso di mistero accresceva il valore di quei doni.
La festa dei Morti si connotava per il clima gioioso che i bambini creavano nelle vie del paese, bussando a piccoli gruppi, di porta in porta, alle case di parenti e amici. Non dicevano, come oggi: “Dolcetto o scherzetto”, ma un perentorio «Damme l’anima dli murte», cui di solito si ribatteva: «e sott la cammise che purte» (e sotto la camicia che porti?). – «Lu veddiche» (l’ombelico). «E crematine tlu diche». (te lo dirò domani mattina).
La festa veniva vissuta con partecipazione anche dagli adulti, specie i più poveri. Il due novembre, andavano questuando per le vie e in qualche casa signorile. I benestanti facevano loro distribuire il pane dei morti. Un monaco, l’asceta Antonio Ricucci (soprannominato Infernale) quel giorno usciva con la bisaccia bianca ricolma di pane, per distribuirlo ai bisognosi che morivano di fame.
Tancredi ricorda che spesso i bambini, mai sazi delle inusuali leccornie, mettevano la calza anche la sera del due novembre, però quando il giorno seguente andavano a frugare vi trovavano soltanto cortecce di frutta, miste a carboni. Gli si faceva credere che i morti non amavano i piccoli troppo golosi.
Man mano che crescevano, i ragazzi più smaliziati perdevano il fascino «dla calezett» quando si accertavano che non erano i morti a visitare le case, ma i regali erano preparati dalla mamma, dal babbo, dai nonni; tuttavia si guardavano bene dal togliere ai fratellini minori la bella illusione in cui avevano creduto anch’essi, cercando di prolungarla il più possibile. In effetti, i tempi erano magri, ma non vi era bambino che restasse deluso e senza regalo; tutti i genitori, anche i più poveri, avevano cura di far felici i loro piccoli.
Tancredi encomia il Regime fascista, che ha introdotto la festa della Befana anche al Sud : «Prima ai nostri bambini ricchi e poveri non pensava la Befana, prodiga vecchierella dispensatrice di regali ai bimbi di altre regioni, nella notte del sei gennaio, ma erano le anime dei morti che nella notte ad essi destinata scendevano giù per i fumaiuoli e risalivano per la stessa via nera ed angusta. Ora ai nostri fanciulli poveri pensano molto provvidemente le Opere Assistenziali volute dal Duce».
Nella città dell’Arcangelo, anticamente, nel giorno dei morti, precisamente nella chiesa della SS. Trinità attigua all’ex convento delle Clarisse, veniva eretto uno scheletro umano dinanzi al quale la gente rimaneva atterrita, avvilita. Lo scheletro era posto a destra dell’entrata ed era uno spauracchio per tutti, specie per i bambini. «La classe predominante – conclude Tancredi – educava così il popolo che passava la vita preoccupato solo del futuro».
Nel volume “Peschici nei ricordi”, Angela Campanile (ricercatrice del Centro Studi Martella) ci conferma questo aspetto “monitorio” della festa, vissuto in tutti i paesi del Gargano. Dal giorno di tutti i Santi fino al giorno 7 novembre, nella chiesa del Purgatorio si cantava la “Settena dei Morti”. Era una preghiera che le anime dei morti innalzavano con mesti lamenti per farsi ascoltare dai vivi, affinchè non smettessero mai di pregare per salvarle: «Siam alme purganti,/straziate sì forte/ch’è peggio di morte/il nostro penar. Immerse nel fuoco/ahi quanto soffriamo!/Soccorso cerchiamo./Aiuto, pietà!».
Le anime erano collocate nel Purgatorio, un carcere, un’oscura prigione, un mare di fuoco, dove l’arsura le bruciava. Soffrivano le pene dell’Inferno: «Oscura prigione/È nostra dimora / l’arsura tuttora / ci brucia quaggiù».
Ma i morti temevano soprattutto l’oblio e la dimenticanza: «Che pena crudele / l’oblio soffrir/ Che strazio sentire / del cielo l’amor!».
Le preghiere ed i suffragi da parte dei vivi servivano affinché le anime benedette del Purgatorio potessero “rinfrescarsi” (ci putèssine addifriscà): «Amici spezzate/ le dure catene!/ Lenite le pene/ col vostro pregar!».
L’invocazione era poi rivolta alla Madonna: «O Madre di Grazie,/ deh, prega per noi!/ Salvaci, tu puoi, dal divo rigor!», e agli Angeli: «Alati Messaggeri/ dal Cielo scendeste/ le porte schiudeste/ di nostra prigion!». Si scioglieva nella preghiera finale rivolta al «Cuore Sacratissimo di Gesù» affinchè le accogliesse in cielo, dove insieme agli sfavillanti cori angelici, avrebbero cantato in suo onore degli inni di lode e di amore. Per l’eternità.
Infatti il Paradiso era davvero «una bella cosa» recitava un’altra preghiera di Peschici. Chi aveva la fortuna di arrivarci, dopo una vita di stenti e di duro lavoro, andava finalmente a godere il giusto premio:
«U paravèise / jè na bella càuse / Chi ci va / ci va a ripàuse».
L’articolo è stato pubblicato sul quotidiano "L’Attacco" del 1 novembre 2007.
Barbieri: “La formazione professionale, volano per i giovani pugliesi”
da CultTime
Image“Management Culturale e Formazione. Attualità e Prospettive” è il titolo del convegno, tenutosi lo scorso 31 ottobre a Foggia, organizzato da A.FO.RI.S. (Agenzia di Formazione e Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile) a conclusione del corso di formazione professionale “Manager Culturale” (finanziato con la Misura 2.3 del POR Puglia 2000-2007). Venti i ragazzi (ai quali è stato conferito il titolo di Manager Culturale) che hanno mostrato, durante l’intero anno formativo, grande attenzione verso i beni culturali e ambientali del proprio territorio…
acquisendo e sviluppando competenze tecniche, imprenditoriali e manageriali funzionali alla promozione e gestione del settore della cultura a 360 gradi. Per Marco Barbieri, Assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Professionale, importante è il ruolo assunto dalla formazione professionale, “…volano, per i giovani pugliesi, verso reali opportunità in grado di soddisfare le loro esigenze d’impiego. Necessario, però, muoversi lungo una direttrice sempre più solida di integrazione tra Enti locali, centri di formazione, università, imprese e scuola”.
Per il regista pugliese Nico Cirasola “…il localismo è l’unico fattore su cui bisogna realmente puntare. Le regioni del meridione devono farsi conoscere grazie alla genuinità che le contraddistingue e ai paesaggi incontaminati di cui è dotata”.
Su questo tema durante il convegno è stato proiettato un breve trailer del suo docufiction (mix di realtà e ricostruzioni con attori, molto in voga in questi anni) basato su una storia realmente accaduta ad Altamura, in provincia di Bari, dove una piccola focacceria locale, qualche anno fa, decise di aprire un negozio proprio accanto al McDonald’s. Il panettiere riuscì a sconfiggere il colosso americano del fast food e la storia, che ha fatto il giro del mondo, adesso è diventata un film.
La serata ha visto protagonisti Giusi Caroppo, che ha illustrato il suo viaggio virtuale nel mondo dell’arte in qualità di curatrice di mostre, Luciano Castelluccia, giovane risorsa umana che contribuisce a rendere sempre più rinomato il Carpino Folk Festival, Francesco Finizio e Giuseppe Palumbo, che hanno testimoniato sulle loro esperienze all’interno, rispettivamente, dell’associazione “Strumenti e Figure” di Lucera e “Cooperativa Ecogargano” di Monte Sant’Angelo.
Presenti anche i rappresentanti dei “Favonio”, gruppo musicale composto da cantautori foggiani, e Cosimo Severo, presidente della Cooperativa “Bottega degli Apocrifi” di Manfredonia che ha parlato della difficoltà continua di fare cultura nella nostra provincia.
"I Funghi del Gargano"La Mostra – Convegno, interamente dedicata ai funghi e alla micologia, si tiene a Vico del Gargano dal 1 al 3 Novembre.
Oltre a promuovere la degustazione dei funghi tipici del Gargano ed, in modo particolare, della zona di Vico, la Mostra si prefigge l’ obiettivo di informare tutti i partecipanti sulle norme vigenti in materia di raccolta dei funghi e rispetto del sottobosco.
Giovedi 1 novembre
ore 17,00 – “Palazzo della Bella” – Inaugurazione mostra, saluto delle autorità ore 19.30 – “Trappeto Maratea” degustazione primo olio
dalle ore 17,00 in piazza San Domenico mostra mercato dei funghi e dei prodotti del bosco del Parco Nazionale del Gargano.
Momenti musicali
Venerdi 2 novembre
ore 9,30 – Passeggiare per il bosco e andar per funghi, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e guidati da micologi e botanici
Ore 17,00 – “Palazzo della Bella” – Incontro su temi ambientali e inaugurazione mostra fotografica
dalle ore 19,30 – Castagne, vino novello e suoni e sapori in piazza.
Sabato 3 novembre
ore 9,30 – Andare per castagne, in collaborazione con proprietari di castagneti accompagnati da micologi e botanici.
ore 17,00 – “Palazzo della Bella “ incontro con le scuole e premiazioni dei concorsi indetti su argomenti di natura ambientale in collaborazione con l’Associazione “Giacche Verdi” Sezione Gargano.
dalle ore 19,30 – Castagne, vino e olio novello, suoni e sapori in piazza.
Si potranno fare escursioni con fuoristrada in percorsi inediti e suggestivi del nostro territorio.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 22.
In serata in Piazza San Domenico di Vico del Gargano, continua la mostra mercato dei prodotti tipici. Infine, la giornata di lunedì sarà riservata interamente a tutte le scolaresche della provincia che vorranno visitare la mostra dei funghi.
All’interno dei saloni espositivi sarà possibile visitare una mostra fotografica.
Continuano le affermazioni del Carpino Folk Festival
Con determinazione del Dirigente del Settore Attività Culturali n. 227/07, è approvato l’Albo Regionale dei soggetti che operano nell’ambito dello Spettacolo e che ne hanno fatto richiesta distinta per i vari Settori di suddivisione dell’ Albo, secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale con il Regolamento n.11/07 e successive modifiche (Regolamento regionale n. 16/07).
Per il territorio della provincia di Foggia, nell’ambito del settore musica/festival hanno ottenuto l’accreditamento regionale, oltre il CARPINO FOLK FESTIVAL, le associazioni CAROVANA FOLKART – Deliceto, ORSARA MUSICA – Orsara di Puglia e SPAZIO MUSICA – Foggia
“La Legge Regionale n.6 del 29 aprile 2004 “Norme organiche in materia di spettacolo e norme di disciplina transitoria delle attività culturali”, istituisce all’art.8 l’Albo regionale dei soggetti che operano negli ambiti dello spettacolo, distinto per settori, in funzione di una valorizzazione delle energie e delle competenze presenti sul territorio, secondo criteri stabiliti dalla Giunta regionale con apposito regolamento.
Con il Regolamento regionale n.11 del 13 aprile 2007, modificato dal Regolamento regionale n.16 del 18/06/2007, sono state definite e disciplinate le modalità di attuazione della predetta legge, con particolare riguardo alle procedure per richiedere l’iscrizione all’Albo da parte dei soggetti che operano nell’ambito dello spettacolo con sede legale ed operativa nel territorio pugliese in possesso dei requisiti generali e specifici di settore previsti nello stesso Regolamento.
Al riguardo il Regolamento individua all’art.3 i settori in cui è suddiviso l’Albo, come di seguito elencati: Teatro, Musica, Danza, Cinema, Spettacolo viaggiante e Spettacolo circense.
Sono pervenute al Settore Attività Culturali n. 183 istanze di iscrizione all’Albo da parte dei soggetti interessati, con l’indicazione dell’attività che ha carattere prevalente nel settore di competenza.
In applicazione delle disposizioni regolamentari richiamate dal 4° comma dell’art. 6, l’Ufficio Spettacolo e Mediateca ha espletato l’istruttoria delle domande, le cui risultanze con il presente atto s’intende confermare e formalizzare.
A seguito dell’istruttoria espletata sono risultate ammissibili n. 145 istanze d’iscrizione all’Albo e precisamente:
n.26 per il settore Teatro;
n.77 per il settore Musica;
di cui per il settore Festival della Provincia di Foggia:
Ass. CARPINO FOLK FESTIVAL – Carpino
Ass. CAROVANA FOLKART – Deliceto
Ass. ORSARA MUSICA – Orsara di Puglia
Ass. SPAZIO MUSICA – Foggia
n. 7 per il settore Danza;
n.35 per il settore Cinema;
Ufficio Stampa Ass. Cult. Carpino Folk Festival – Antonio Basile
Sabato 13 e domenica 14 ottobre 2007 anche a Carpino si è tenuto il consueto appuntamento con la solidarietà per combattere la Sclerosi Multipla, promosso dall’AISM, dalla sua Fondazione e da UNAPROA, (la principale unione di produttori ortofrutticoli d’Europa).
La manifestazione "Una mela per la vita" tenutasi in Piazza del Popolo, coordinata dalla Pro Loco e dal gruppo Fratres di Carpino, è andata benissimo! Le mele sono andate a ruba per un contributo di € 1.240,00 inviate all’AISM di Foggia!
Foggia. Lunedi 29 Ottobre 2007 Seminario Conclusivo del Corso di Formazione Professionale di Manager Culturale con la Partecipazione di Luciano Castelluccia Direttore Artistico dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Il Manager Culturale è una figura di sistema che supporta le politiche pubbliche e private rivolte all’attuazione di strategie ed azioni funzionali alla valorizzazione delle risorse culturali ed è in grado di individuarne, pianificarne e gestirne gli aspetti economici, finanziari, contabili, organizzativi, giuridici e di marketing.
Il Manager Culturale è una figura impiegabile in tutte le aree della fruizione dei beni culturali e dello sviluppo turistico sostenibile, in quanto funzionale al rafforzamento ed alla qualificazione dei servizi specifici.
Il Corso, promosso da A.FO.RI.S. – Agenzia di Formazione e Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile, ha avuto una durata complessiva di n°1000 ore di cui n. 310 ore di teoria, n. 240 di pratica, n. 50 ore di visite guidate e n. 400 ore di stage.
Ai corsisti che hanno superato gli esami finali verrà rilasciato un attestato di qualifica dalla Regione Puglia, valido ai sensi dell’art.14 della L. 845/78 e della L.R.15/2000.
Il Seminario si terra presso la Sala Auditorum della Biblioteca Provinciale ‘Magna Capitana’è vedrà le conclusioni di Marco Barbieri, Assessore alla Formazione Professionale della Regione Puglia e del Regista-Sceneggiatore Alessandro Piva. Ad aprire i lavori l’Assessore alla Formazione Professionale della Provincia di Foggia, Giuseppe Calamità.
di Michele de Respinis
Foggia | Nell’era di Internet e del digitale, i libri cartacei continuano ad essere un bene prezioso e duraturo.
Sulla scia dell’entusiasmante successo riscosso dalla prima edizione del 2006, l’Istituto per il Libro – creato nell’ambito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – in collaborazione con diversi enti regionali italiani ha rilanciato la campagna Ottobre piovono libri. I luoghi della lettura. Reading, letture teatralizzate, incontri con gli autori, recital di musica e letteratura, animazione di testi per i più giovani, conferenze, mostre, bookcrossing: una miriade di iniziative volte alla promozione del libro e alla diffusione della lettura si sono snodate in questo mese dal Nord al Sud della nostra Penisola.
In Capitanata, dal 26 ottobre al 10 novembre – tra Foggia, Cerignola, Apricena e San Paolo di Civitate – si svolgeranno gli incontri inerenti alla seconda edizione del progetto “Leggere la fatica di leggere”, ideato e curato da Giovanni Rinaldi. Il progetto è nato nel 2006 a Cerignola: terra di Nicola Zingarelli, autore del Vocabolario della lingua italiana, e terra di Giuseppe Di Vittorio che con un vocabolario cominciò la sua battaglia contro le ingiustizie e lo sfruttamento dei braccianti agricoli. Quest’anno è la musica il filo conduttore del progetto, interpretando e sostenendo argomenti quali l’emigrazione, i canti sociali e politici, la storia e l’epopea del movimento bracciantile con Giuseppe Di Vittorio. Il progetto si estende anche territorialmente – su proposta del Comune di Foggia e del suo assessorato alle politiche giovanili – dal Basso all’Alto Tavoliere.
Ogni territorio, ogni comunità, ha una sua storia e una sua identità, e queste nella musica spesso si raccontano e rappresentano. “Leggere la fatica di leggere” compirà quest’anno un viaggio geografico e un viaggio nei generi, spaziando dalla musica popolare di matrice sociale e politica alla musica jazz e contemporanea. Si terranno presentazioni di libri, letture con musica, presentazioni multimediali, concerti. Il “viaggio” riguarderà anche le differenti culture del cibo e dei prodotti genuini. Uno spazio particolare sarà organizzato per i giovani autori, con letture e presentazione di inediti letterari. Si parte da San Paolo di Civitate, dove la cultura del movimento bracciantile ha permeato la storia dell’intera collettività.
Venerdì alle 19.30, presso la scuola elementare “Mucedola”, avrà luogo il reading concerto Calasole, un progetto di Umberto Sangiovanni e Giovanni Rinaldi. Le musiche del pianista foggiano e i testi recitati da Rinaldi raccontano storie di braccianti di ieri e di oggi. Domenica e lunedì, poi, si passa a Foggia, città capoluogo al centro del Tavoliere, luogo di incontro di culture diverse, città di migranti e di immigrati.
Domenica, alle 19.30, al Centro Grafico Francescano, sarà la volta di Memorie della terra, reading in musica con le voci narranti di Vincenzo Santoro e Anna Cinzia Villani. Musica e racconto si intrecciano in un viaggio nella memoria del lavoro agricolo nel Salento della prima metà del Novecento.
Lunedì alle 20.30, invece, sempre nello stabilimento tipografico, si terrà l’incontro con lo scrittore Carmine Abate, che leggerà dal vivo alcuni brani dei suoi romanzi, tradotti in tutto il mondo. A seguire, reading concerto sui testi del romanziere calabrese, con musiche dell’Ensemble di Cataldo Perri. Le iniziative del progetto si sposteranno, dal 3 all’8 novembre, a Cerignola, città in cui la cultura e la storia delle classi popolari si sono rispecchiate nella storia personale del grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio, del quale proprio quest’anno – il 3 novembre – ricorre il 50° anniversario dalla morte. Da segnalare l’appuntamento di giovedì 8 novembre, alle 19.30, presso l’Azienda Santo Stefano (un conservificio oleario), dove sarà presentato il libro Di Vittorio a memoria, pubblicato da “Rassegna Sindacale”. Un “documentario di parole” ad opera di Angelo Ferracuti, arricchito dalle immagini del fotogiornalista Mario Dondero.
La manifestazione si concluderà ad Apricena, città natale di Matteo Salvatore, che attorno ai temi della musica popolare sta sviluppando un progetto autonomo di identità e cultura. Sabato 10 novembre, alle 19.30, presso la segheria Violano Marmi sarà presentato il libro Archivi della memoria. Sarà l’occasione per presentare alcune registrazioni originali inedite di Matteo Salvatore. Seguirà il concerto dei Rione Junno, che tramandano la musica popolare del Gargano e del Sud Italia. Al termine degli eventi, al pubblico presente saranno offerti prodotti della gastronomia locale, mentre nello stand dei libri saranno offerte proposte librarie con particolare attenzione ai temi e agli autori ospiti.