Splinder (07/01/2008) DI TORRE IN TORRE… ALLA SCOPERTA DEI MONUMENTI SGARRUPATI DEL GARGANO di Teresa Rauzino Leggi ancora…
Splinder (10/01/2008) “Città di Ischitella-Pietro Giannone” Il Comune di Ischitella (FG), in collaborazione con l’associazione Periferie, bandisce la V edizione del premio nazionale di poesia in dialetto “Città di Ischitella-Pietro Giannone”. Di Teresa Rauzino Leggi ancora…
Monte S.Angelo tra i luoghi in predicato di diventare patrimonio dell’Umanita’
Il Santuario di San Michele, come parte del sito seriale “Italia langobardorum. Centri di Potere e di culto”, è stata presentata come candidata alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Oggi, presso il Ministero dei Beni Culturali a Roma, alla presenza del Ministro Francesco Rutelli, è stata infatti siglata la firma dell’Intesa Istituzionale tra i soggetti promotori per la presentazione della candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco del sito “Italia langobardorum. Centri di Potere e di culto”.
I beni compresi nel Sito “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”, sono i seguenti: a Cividale del Friuli (UD) l’area della Gastaldaga con il cd. Tempietto Longobardo, e il Complesso episcopale con i resti del Palazzo Patriarcale sottostanti il Museo Archeologico Nazionale; a Brescia il monastero di San Salvatore-Santa Giulia; a Castelseprio (VA) l’area del castrum con la Torre di Torba e la chiesa extra-moenia di Santa Maria foris portas; a Spoleto (PG) la Basilica di San Salvatore; a Campello (PG) il Tempietto del Clitunno; a Benevento il complesso di Santa Sofia con la chiesa e l’annesso chiostro, parte dell’abbazia che oggi ospita il Museo del Sannio;a Monte S.Angelo (FG) il Santuario di San Michele.
Le aree individuate per la candidatura, oltre alla generica condivisione della matrice longobarda, risultano profondamente diversificate tra loro nelle rispettive esperienze storiche, tradizioni ed ambienti naturali, nelle situazioni proprietarie e gestionali, talora anche in quelle normative.
Oltre a ciò, la stessa estensione territoriale del Sito, che va dal nord al sud dell’Italia, nonché la sua straordinaria articolazione, hanno comportato il coinvolgimento diretto nei lavori per la preparazione della candidatura di numerosissime istituzioni ed enti pubblici e privati: ben 5 Regioni, 6 Province, 8 Amministrazioni comunali, 1 Ente parco, 2 Comunità Montane, 3 Enti ecclesiastici, 2 Fondazioni pubblico-private, 2 Centri di studi, ben 19 Uffici territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali (Direzioni Regionali e Soprintendenze). Ciascuno di questi enti-istituzioni ha inoltre partecipato all’elaborazione del Piano di gestione, come poi collaborerà alla sua attuazione, con diversi settori e uffici.
La Provincia di Benevento era rappresentata dal Presidente on.le Carmine Nardone. La sigla dell’atto, per Benevento, "costituisce una vera e propria rete istituzionale di tutti i centri in cui si affermò la presenza straordinario di questo popolo che tanto profondamente ha segnato la vita politica, culturale, artistica del nostro Paese: il fine è quello di candidare l’immenso patrimonio lasciato all’Umanità dai Longobardi (tra cui spicca ovviamente un gioiello quale la Chiesa di S. Sofia, tra i tanti che sono custoditi dalla città di Benevento e dal Sannio) nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) che nasce dalla ferma volontà di tutte le Nazioni del mondo di considerare patrimonio intangibile per le future generazioni il patrimonio immateriale lasciatoci dalle antiche civiltà".
Commentando l’avvenuta sottoscrizione, il Presidente Nardone ha affermato il valore di un impegno, che è anche etico, alla tutela dei diritti transgenerazionali e, nel dare atto al Ministro per i Beni culturali Rutelli di essersi adoperato con grande rigore storico e scientifico al fine di dare spazio a tutte le diversificate realtà in cui è articolato il potere longobardo in Italia, ha espresso l’auspicio che con questo accordo il Sannio trovi la sua degna e meritata collocazione nel panorama mondiale delle terre di arte e cultura.
Il sindaco di Brescia Paolo Corsini ha dichiarato che l’atto siglato stamani istituisce di fatto una rete istituzionale tra nord e sud del Paese che irrobustisce il vincolo dell’unità nazionale e dà risalto al significato storico culturale, architettonico, urbanistico della presenza longobarda in Italia.
“Si tratta di traguardo importante” ha detto il Sindaco di Spoleto Massimo Brunini. “Abbiamo compiuto un eccellente lavoro di squadra che ci ha visto protagonisti, insieme al Ministero, alle molte Istituzioni e agli Enti coinvolti, in un progetto di grande respiro e di esemplare interesse culturale. Per la città è anche una sorta di ulteriore riconoscimento nei confronti di un grande patrimonio storico-artistico che istituzioni come il Centro Studi sull’Alto Medioevo o sedi illustri come il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto contribuiscono a far conoscere al mondo”.
Saperi e Sapori del Gargano, un intreccio di gastronomia e cultura che invita il pubblico a visitare la suggestività dei luoghi, degustare i prodotti tipici e apprezzare l’artigianato locale. Un percorso di viaggi e cucina nei ristoranti d’eccellenza del Gargano, proposto dai giornalisti Giovanni Ognissanti e Saverio Serlenga. Una guida enogastronomica ricca di spunti e consigli per chi è alla ricerca di posti dove poter assaporare il meglio della cucina garganica.
La guida ospita ben venti inserzionisti, dodici ricette e quindici percorsi del gusto da Manfredonia a Peschici, da San Menaio a San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo e Borgo Celano. Un lavoro editoriale che racchiude tutta la lunga appassionata ricerca che i ristoratori garganici hanno portato avanti in questi anni, mettendo in evidenza la variegata realtà della tradizione agro-alimentare della Montagna del Sole. Oltre a notizie sui ristoranti e sulle aziende che producono prodotti di qualità, Saperi&Sapori presenta una sezione dedicata ai comuni del Gargano. In copertina il famoso pancotto del contadino, il piatto simbolo della cucina garganica, esaltato dall’obiettivo del fotografo di San Giovanni Rotondo, Domenico Trotta.
Tra gli enti patrocinatori dell’opera editoriale, la Comunità Montana del Gargano, il Parco Nazionale del Gargano e la Provincia di Foggia. “Per sintetizzare in due parole le caratteristiche della gastronomia del Gargano – afferma l’assessore provinciale Antonio Angelillis – è possibile definirla gustosa di natura. Sono infatti le caratteristiche naturali del territorio, il perdurare della tradizione rurale e marinara gli ingredienti che rendono ancora oggi i sapori del Gargano tra i più apprezzati e ricercati. La nostra cucina trae le sue origini dai costumi e dai riti dell’agricoltura tradizionale, dall’uso dei prodotti della terra e del mare, dalla capacità dei contadini e dei pescatori di usare le erbe, i frutti e il pesce fresco, dall’abilità nella trasformazione delle risorse alimentari. Il lavoro editoriale dei giornalisti garganici Giovanni Ognissanti e Saverio Serlenga, da sempre forti sostenitori del proprio territorio, non è altro che il valore aggiunto ad uno dei settori trainanti dell’economia agroalimentare della Provincia di Foggia”.
Caro Sindaco c’è un Bando per te …
Con atto dirigenziale n. 832 del 20 dicembre 2007, del Settore Lavoro e Cooperazione, si approva
l’”Avviso Pubblico per la presentazione di progetti a sostegno dell’emersione del lavoro non regolare nel settore dell’agricoltura”.
La finalità dell’Avviso pubblico è quello di favorire l’emersione dal lavoro non regolare nel settore dell’agricoltura attraverso Azioni integrate; si intende finanziare Azioni dirette a rompere la filiera dell’irregolarità fornendo un supporto materiale allo svolgimento della prestazione di lavoro stagionale nel settore agricolo da parte di lavoratori migranti e altresì, laddove necessario, incentivare l’emersione attraverso interventi di animazione territoriale nell’ottica della cultura della legalità.
I soggetti destinatari sono i Comuni e le Province, in forma singola o associata, ubicati nel territorio della Regione Puglia, interessati dal fenomeno del lavoro agricolo stagionale e che hanno la necessità di far fronte al trasferimento temporaneo di manodopera agricola migrante all’interno del proprio territorio.
L’atto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 183 del 27 dicembre 2007.
Bando e Allegati
Cogliamo tutte le opportunità che ci vengono proposte, non stiamo solo a lamentarci.
Caro Agricoltore c’è un Bando per te …
Con atto dirigenziale n. 830 del 20 dicembre 2007, del Settore Lavoro e Cooperazione, si approva l’avviso pubblico per la presentazione di progetti finalizzati alla ristrutturazione di immobili per l’accoglienza di lavoratori agricoli migranti e per l’erogazione del servizio di trasporto nei luoghi di lavoro.
Il Bando ha come obiettivo quello di intervenire sull’ampia problematica della residenzialità dei lavoratori agricoli migranti nonché sul servizio di trasporto degli stessi nei luoghi di lavoro.
I soggetti destinatari del presente Avviso sono persone fisiche o giuridiche private nella qualità di datori di lavoro agricoli che intendono favorire il miglioramento delle condizioni generali di vita e di lavoro dei propri lavoratori agricoli migranti.
L’atto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 183 del 27 dicembre 2007.
Bando e Allegati –
Prego la massima diffusione, penso alle masserie e a tutte le abitazioni che necessitano di interventi migliorativi.

Al festival di Sanremo i sapori, i suoni e gli umori della musica popolare saranno rappresentati da Eugenio Bennato con ‘Grande Sud’
Io scopro subito le mie carte "faccio il tifo per lui" – appena possibile pubblicherò il testo della sua canzone.
Ecco i nomi e i titoli dei brani in gara.
EUGENIO BENNATO Grande sud
LOREDANA BERTÈ Musica e parole
SERGIO CAMMARIERE L’amore non si spiega
TOTO CUTUGNO Un falco chiuso in gabbia
GIÒ DI TONNO E LOLA PONCE Colpo di fulmine
FINLEY Ricordi
FRANKIE HI NRG Rivoluzione
MAX GAZZÈ Il solito sesso
GIANLUCA GRIGNANI Cammina nel sole
L’AURA Basta!
LITTLE TONY Non finisce qui
PAOLO MENEGUZZI Grande
MIETTA Baciami adesso
AMEDEO MINGHI Cammina cammina
FABRIZIO MORO Eppure mi hai cambiato la vita
ANNA TATANGELO Il mio amico
TIROMANCINO Il rubacuori
TRICARICO Vita tranquilla
MARIO VENUTI A ferro e fuoco
MICHELE ZARRILLO L’ultimo film insieme
di Matteo Palumbo
SIPONTO. “Di questo passo San Leonardo non andrà avanti. La Chiesa non è in pericolo, ma il convento corre grossi pericoli e se cadesse, questo complesso non avrebbe più alcun senso d’essere”.
Dure le parole che giungono all’unisono da Rosmary Valenti, presidente della Pro Loco Manfredonia, e dall’architetto Antonello D’Ardes dell’associazione culturale Gugliemus, sull’ effettivo stato di salute dell’Abbazia di San Leonardo di Siponto. L’allarme era scattato qualche giorno fa grazie ad una lettera diffusa a mezzo stampa da Rosmery Valenti, che denuncia lo stato di incuria della preziosa e significativa Abbazia sipontina. L’Attacco, con l’ausilio speciale dei due relatori, ha effettuato un sopraluogo, ed ha constatato il vergognoso stato in cui versa un simile patrimonio. La Chiesa di fatto versa un buona stato, anche se come dice D’Ardes ha bisogno di un rifacimento del tetto, causa infiltrazioni piovane,è pulita, ordinata ed affascina molto il visitatore che rimane in visibilio dinnanzi al ‘miracolo’ del solstizio d’estate. Ma è varcando l’uscio di una entrata secondaria della Chiesa che lo scempio, senza preavviso, si presenta. Il cortile che da accesso a quello che resta del convento che ospitava secoli fa i frati, è pieno di erbacce e calcinacci, e le mura vengono sostenute a stento da puntellamenti rudimentali fatti qualche anno fa dai volontari dell’associazione Guglielmus, che invano hanno cercato di portare decoro in questa struttura, ma puntualmente il loro lavoro è stato guastato dall’incuria, dal menefreghismo e dal vandalismo. “Qualche hanno fa avevamo pulito tutto il cortile dalla erbacce, riportando alla luce lo stupendo pavimento esistente- dice Rosmery Valenti a L’Attacco- Stiamo cercando di salvare il salvabile. Ma pochissimi sono a conoscenza di questo scempio e addirittura dell’esistenza di questo convento”. Nonostante ciò però questi volontari si impegnano e faticano per tenere in sesto questa secolare Abbazia, che è un’importante meta per la via francigena. L’Attacco è riuscito ad entrare nella parte superiore del convento, dove ci sono i resti di quelle che erano le cellette dei frati. Dappertutto ci sono erbacce rigogliose, umidità, muri in decadenza, ruderi, calcinacci e addirittura reti per letti in alluminio e sedie in legno, segno che qualcuno qui ha trovato un riparo di fortuna. Ma non è tutto perché oltre a questo degrado nell’ala antistante a quella delle cellette il solaio è in gran parte crollato e di fatto è andato a rendere inaccessibile l’ingresso alle cantine sotterranee dove i frati decantavano un vino pregiato in grosse vasche. Ma gran parte di queste strutture murarie sono in stato avanzato di decadimento e rendendo rischioso l’accesso a questa storica area. Altro già crollato e ad alto rischio crollo è il comignolo che ha una grande valenza storico artistica. Il suo crollo, inoltre, andrebbe a rendere ancor più inaccessibile l’area conventuale. “Su ogni celletta c’erano decori ed insegne artistiche, ma sono state trafugate per assenza di guardiania- dice D’Ardes- Inoltre quei pochi reperti che restano dei tre grandi altari della Chiesa sono in continuo pericolo di furto. Basti pensare che più volte ignoti hanno sfondato uno storico muro per portarli via, ma hanno desistito causa l’eccessiva dimensione dei reperti- e aggiunge- Negli anni ’90 sono crollati i solai del piano superiore e nel 2004 un fulmine ha colpito il comignolo danneggiandolo gravemente. Se crolla il comignolo, il suo peso porterebbe dietro di sè mezzo convento. L’area conventuale ha bisogno urgentemente di un preciso e strategico puntellamento e una messa in sicurezza”. Queste operazioni, che sembrerebbe richiedano una cifra non faraonica ma di 30/40 euro, dovrebbero interessare la Regione Puglia, IL Parco nazionale del Gargano e la Curia sipontina. “San Leonardo alla fine del 1700 aveva l’ospedale più attrezzato e frequentato dell’epoca-di ce Rosmery Valenty-Poi gli Ospedali Riuniti di Foggia, che ne erano proprietari di questa struttura, hanno deciso di chiudere tutto, portandosi (come narrano le cronache storiche) 25 carretti pieni di roba, che nessuno ha mai più rivisto- e aggiunge- Nel 1809 tutta la struttura fu abbandonata e chiusa e solo un secolo e mezzo dopo, grazie a Don Silvestro Mastrobuono ci fu il ritorno al culto con la festa dell’Ascensione, e negli anni ’80 la Curia dovette riacquistare tutto il terreno, che nel frattempo era finito in mani private. Ciò che noi vorremmo è che qui ritornasse la vita, così come è accaduto a Pulsano, a pochi chilometri di distanza da qui. Anzi lì i volontari hanno dovuto ricostruire quasi ex novo, ed invece qui basterebbe tirare su le pietre che ora giacciono ammassate una sull’altra. Ma ci rendiamo conto che a Pulsano il discorso è diverso, lì c’è e c’è sempre stato un forte attaccamento alla fede molto vivo”. “Non sembra esserci nulla all’orizzonte, e le beghe burocratiche sono il delitto peggiore- afferma D’Ardes- Il Parco si è giocato 1.5 milioni di euro, che erano stati chiesti all’epoca di Fusilli. Noi della Guglielmus è da 5anni che ci battiamo per la salvaguardia e lo sviluppo di S. Leonardo, ma sembra che lottiamo contro i mulini a vento”.
Si rincorrono i nomi del successore di Gatta alla poltrona più ambita del Gargano. In pole position Gianfranco Pazienza, Ciro Pignatelli, Antonio Trombetta, Franco Salcuni e Mimmo di Gioia. Naturalmente è solo politica e interessa anche la presidenza degli altri parchi del Bel Paese. Era inevitabile.
La lettera di sfiducia inviata dal ministro all’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio al presidente dell’ente Parco Giandiego Gatta, ha innescato il toto- presidente. Chi sarà nominato a sostituire l’attuale presidente? È l’interrogativo che tutti si pongono. Secondo glie sperti la sostituzione di Gatta avverrà in un turn-over generale dei diversi presidenti dei Parchi nazionali. L’ennesima operazione politica, insomma, che nel nostro territorio potrebbe aver bisogno di un periodo di commissariamento per far decantare tutti i guasti che sarebbero stati provocati dalle gestioni precedenti per poi provvedere alla nomina del nuovo presidente. Per il dopo Gatta è già pronta una lista di nomi. Tutti esponenti autorevoli del mondo ecologista e della sinistra ambientalista. In pole position ci sarebbe il nome di Gianfranco Pazienza, leader dei Verdi sul Gargano, già segretario del senatore Franco Carella ed ex-assessore al turismo del Comune di San Giovanni Rotondo, con un’esperienza di consigliere dell’Ente durante la presidenza di Matteo Fusilli. Candidatura di tutto rispetto anche per il curriculum, ma che viene smentita proprio da Pazienza. "La mia candidatura è assolutamente infondata- dichiara a l’Attacco -. Ho una visione differente del Parco fuori dalle logiche della politica. Credo, però, che il Parco non vada commissariato, ma rimesso in sesto per non perdere nuovamente le opportunità di rilancio utili al territorio e non alle lottizzazioni della politica", conclude l’esponente verde. Al secondo posto compare un altro storico ambientalista garganico: Ciro Pignatelli. Segretario del parlamentare Edo Ronchi (padre della legge in materia di rifiuti), capo della segreteria del vice-ministro all’Ambiente Giancarlo Piatti, tra i fondatori e ideologi del Parco Nazionale del Gargano. Un nome che potrebbe rientrare benissimo negli equilibri tra i partiti, dopo essere passato dai Verdi alla Sinistra ecologista e dunque al partito democratico. Altra candidatura politica, potrebbe essere quella dell’ex sindaco di Lesina Antonio Trombetta. La sua lunga esperienza come consigliere dell’Ente Parco potrebbe essere una ottima carta vincente, se poi si va ad aggiungere che Trombetta è il referente provinciale dell’area ambientalista del Pd. Cade, invece, la candidatura dell’ex presidente del Parco, Matteo Fusilli. La nomina a presidente della Federazione Nazionale dei Parchi è, per il predecessore di Gatta, una situazione di assoluto vantaggio. Non gli con verrebbe affatto fare un passo indietro, al massimo potrebbe essere nominato commissario in attesa del nuovo presidente. Chi se la potrebbe giocare è Franco Salcuni coordinatore garganico e membro della direzione nazionale di Legambiente, tra i massimi accusatori di Gatta. Quattro nomi visti con favore dal ministro Pecoraro Scanio che potrebbe però lanciare un quinto nome: quello dell’animatore storico del mondo ambientalista foggiano, Mimmo Di Gioia. Leader storico e fondatore dei Vas (Verdi Ambiente e Società), sempre in prima fila nelle battaglie ecologiste Di Gioia non dispiacerebbe al presidente dei verdi. Dal canto suo, anche Mimmo di Gioia smentisce, affermando di "aver presentato, diverso tempo fa, la sua candidatura come esponente dei Vas". Ovviamente il centrodestra non sta a guardare e fa quadrato attorno al leader della destra sipontina Giandiego Gatta. "Ne sapremo di più subito dopo l’Epifania, anche perché la fretta è tanta, vista l’aria di maretta che si respira nel Governo Prodi – si legge in una nota di Andrea Piano esponente di An a San Giovanni Rotondo -. Lo stesso Ministro potrebbe ritornarsene presto a casa, prima di nominare un nuovo presidente. Non abbiamo nessuna difficoltà ad immaginare l’imbarazzo del ‘poveretto’ (il ministro Pecoraro Scanio, ndr), di avere sotto la sua gestione un Presidente del Parco del Gargano di Alleanza Nazionale, per di più stimato e riconosciuto per le sue capacità e per il lavoro svolto sul territorio; è davvero troppo! Se poi, lo stesso Presidente ha denunciato le inadempienze del tuo ministero in occasione degli sciagurati incendi di quest’anno, allora la misura è colma. Non sappiamo se alla fine Pecoraro Scanio possa riuscire nel suo intento, tutto dipenderà da quanto tirerà ancora a campare il Governo Prodi", aggiunge Piano: "a noi rimane solo il dovere morale, ancor prima che politico, di difendere una persona coraggiosa e sinceramente amante del Gargano, come il Presidente Gatta, da accuse pretestuose e palesemente infondate".
l’Attacco
Procedura aperta per l’appalto dei lavori di ristrutturazione immobile e sistemazione area esterna in località “CHIESA DEL CROCIFISSO” – ISCHITELLA (FG) nell’ambito del P.O.R. Puglia 2000-2006 – Progetto Integrato Settoriale

Sembra un passa parola voluto, mentre è una sorte di sentimento avvertito, non solo tra le redazioni degli “strumenti” d’informazione della nostra provincia ma anche tra i comuni cittadini. La parola chiave del 2007 è ATTESA.
La città capoluogo e la nostra provincia attendono ancora dalla classe politica e dal mondo delle imprese uno scatto d’orgoglio.
La politica è tristemente piegata su se stessa, alla ricerca di una squadra che non c’è, nell’Unione e in quel che resta della Casa delle Libertà. Sempre in attesa di elezioni, di candidati presentabili, sempre con in mano le pedine di un nuovo organigramma da creare o da distruggere.
Le imprese, dal canto loro, sembrano incapaci di volare alto, di crescere, di diventare grandi, sempre pronte a lamentarsi della politica che non programma.
La politica e l’imprenditoria dovrebbero prendere piena consapevolezza del loro ruolo rimediando all’impoverimento di risorse e opportunità del territorio. Nella Città Gargano si è vissuto un altro anno spogliato di slanci.
Ed i cittadini attendono, attendono un riscatto, attendono una classifica migliore, un “Turismo allungato”, una casa a buon prezzo, un lavoro vero che declini dignità e sicurezza, un vocabolario nuovo dove le attese siano spiegate, e buoni maestri che insegnino come le attese si realizzano. La parola chiave del nuovo anno deve essere Concretezza. Finalmente mettersi intorno a un tavolo per cercare e concretizzare nuove situazioni. Un nuovo modo di promuovere il nostro territorio. Inventarsi scambi di promozione territoriale con realtà della Montagna. Cortina D’Ampezzo che scende sul Gargano in estate per promuoversi e il Gargano che sale a Cortina in inverno per fare altrettanto, il tutto concretizzarsi nello slogan: “Mettiamo le vele ai vostri sci”. Nuovi eventi che siano veri e propri strumenti di comunicazione del Gargano nel mondo. Non si capisce, a tal proposito, a chi si aspetta a dare slancio al Carpino Folk Festival. Decidersi di affidare il nostro marketing ad agenzie specializzate che muovono “flussi” e non “gruppi”. Smetterla di vendere soli posti letto e decidersi a vendere “bellezze ed emozioni”. Passare ad un turismo “responsabile”, cioè a un turismo che si decida a spalmare con più raziocinio l’economia. Concepire il nostro Gargano come una vera e propria CITTA’. L’allungamento della stagione turistica, è ora ficcarselo bene in testa, passa dalla definizione di “sistema”. Il 2008 dovrà essere soprattutto questo: l’anno della riscoperta del senso di “comunità”. Sarà un anno importante, dove sarà possibile il passaggio dall’attesa alla concretezza, dalle parole ai fatti. Ma abbiamo bisogno della buona politica e della buona impresa. Dobbiamo crederci, tutti insieme, se vogliamo uscire dalla logica dell’attesa, del mugugno e della rassegnazione.
Buon Anno… da OndaRadio
ninì delli Santi