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La Notte di chi ruba donne IIª edizione

Dalle 22.00 di mercoledi 2 agosto si terrà la seconda edizione de La Notte di chi ruba donne a Carpino un grande evento, promosso dall’associazione culturale carpino folk festival in collaborazione con l’assessorato al mediterraneo e l’assessorato al turismo della Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Comune di Carpino, la Comunità Montana del Gargano e il Parco Nazionale del Gargano, in collaborazione con Birra Peroni e con il patrocinio dell’Associazione Pugliese di La plata Argentina.

Carpino vivrà dunque, di nuovo, questa festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di diverse località italiane. La scorsa edizione de La Notte di chi ruba donne ha registrato un’eccezionale successo di pubblico, portando migliaia di visitatori in quel angolo del paese, "la piazzetta", testimone della maggiorparte delle raccolte etnomusicologiche di maggiore rilievo operate sulla tarantella del gargano, dando vita ad un’esperienza collettiva unica che mette in risalto tutta la vitalità artistica e culturale della musica popolare di questo territorio.

La Notte di chi ruba donne è la notte in cui si gira per il paese a “fare innamorare le belle donne affacciare alla finestra", la notte dei sonetti fatti a serenate. "Notte di luna, notte di stelle, questa è la notte di chi ruba le donne, (a Carpino) chi ruba le donne non si chiama ladro ma si chiama giovanotto innamorato".
Notte di danze al ritmo di musiche lontane, perse nella memoria dei secoli e riattualizzate tanto da rendere il presente in diretto contatto con il passato; notte di canti e di strani incontri tra culture diverse, in una Carpino che guarda lontano.
In questa notte magica si rende omaggio alla tradizione con le esibizioni di :
• I CANTORI DI CARPINO
• I SUONATORI E CANTATORI DI COLLIANO (Salerno)
• I CUGINI NIGRO (Calabria)
• LI SANTANDUNJRË di Penna Sant’Andrea (Abruzzo) .

Discussione

Un pensiero su “La Notte di chi ruba donne IIª edizione

  1. La serata della “Memoria”
    Sicuramente la memoria non è in salita, ma non è neanche tutta dritta. La memoria è piena di curve, senza attraversamenti pedonali e semafori che regolano il traffico.
    Si potrebbe dire che la memoria, quando è collettiva, assomiglia a un ponte che ci unisce più che a una semplice strada, ma sarebbe riduttivo.
    La memoria spesso divide perchè non solo è robba personale, ma la persona stessa la cambia di continuo, la ricostruisce, la recupera e poi se la perde di nuovo, proprio come una strada di città senza indicazioni e riferimenti. E’ una via interrotta che dobbiamo ritrovare continuamente, è piena di lavori in corso. Ne percorri un pezzo e poi trovi il divieto di accesso, certe volte è un senso unico, ma molto più spesso è senza senso.
    Poi ti trovi ad entrare nella memoria di un altro come in una strada privata, una di quelle che hanno i dossi per fartella attraversare piano piano. Tu pensavi di fare il furbo e passare per una scorciatoia e invece ti tocca stare attento a non rompere le sospensioni, quelle che ti fanno viaggiare comodo perchè attutiscono i colpi sulle strade dissestate. Allora torni indietro, cerchi di muoverti seguendo l’istinto, ma come in una città anche nella memoria puoi distrarti e restare ingannato. Puoi perderti.
    A quel punto di ritrovi a passare in un posto dove ti sembra di essere già stato e invece non è vero. E un’altra volta passi davvero su una strada che conosci e non te la ricordi.
    La memoria è fatta anche di oblio. Non dobbiamo ricordare tutto come un archivio. Ma perdere la memoria è da criminali.

    La giornata si apre alle 18.30 coll’incontro Dibattito sul Tema: “Carpino Terra di esplorazione, espropriazione e riappropriazione della propria identità”
    Al convegno hanno dato la loro adesione i seguenti studiosi e ricercatori:
    • Goffredo Plastino (The Alan Lomax Archive New-York)
    • Padre Remigio de Cristofaro (Ricercatore)
    • Antonello Ricci (Università La Sapienza Roma)
    • Ettore de Carolis (Compositore di musica, Polistrumentista ed arrangiatore, Ricercatore di musica etnica, Autore di programmi radiofonici e televisivi)
    • Giuseppe Michele Gala (Ass. Cult. Taranta)
    • Salvatore Villani (Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata)
    • Giuseppe di Mauro (Ass.Cult. Carpino Folk Festival)

    Carpino, borgo del gargano senza mare e senza santi che se la suona e se la canta
    Per essere Gargano, Carpino lo è. Sta proprio là nel mezzo, recintato di verde, tra ulivi e faggete. Però non ha Santi in Paradiso. Non è Rodi e neppure Vieste, ché non ha sbocchi sul mare, giusto un piccolo molo sul lago di Varano, e di villeggianti ne vede pochi.
    E non è neppure San Giovanni Rotondo e il via vai dei pellegrini per Padre Pio, perché da Carpino, di solito, si va solo via e quelle macchine con targa tedesca, che d’agosto intasano il paese, non sono di turisti novelli, ma di carpinesi d’antan in visita-parenti.
    Carpino non arriva a 5mila abitanti per un soffio, perché a partire son sempre tanti.
    Da 10 anni ‘qualcosa comincia a muoversi’. Perché, alla fine, a paesi così, senza mare e senza santi, tocca suonarsela e cantarsela. Che a Carpino, da sempre, è molto di più di un modo di dire.
    I Cantori di Carpino. Suonano e incantano uno accanto all’altro, riempiendo la piazza del paese (e dei paesi vicini) nei giorni del Carpino Folk Festival giovani e anziani: la Carpino antica e un po’ cadente dei vicoli stretti, dove solo un’Ape può rombare, e quella nuova e un po’ arruffata, calata a valle di cemento spiccio. Suonano e incantano assieme ad altri musicisti, e spiegano meglio di chiunque altro il paese che resiste.
    Se il ‘bene comune’ di questo Paese sono luoghi così, dai segni forti che non vanno smarriti, Carpino – con i suoi Cantori e il suo Folk Festival – è una gran bella lezione sulla memoria preservata. E pure sul passaggio delle consegne, gestito dai vecchi con grande umiltà. Diceva Andrea Sacco: ‘Non sono i giovani che devono ringraziare i maestri, ma al contrario tocca a noi ringraziare questi ragazzi che portano avanti la tradizione. Come un giorno toccherà a loro compiacersi con chi li seguirà’. Se la suona e se la canta, Carpino, e il suo Folk Festival è diventato ormai un grande appuntamento di musica popolare.

    Carpino, dal 31 luglio al 6 agosto, sarà
    * una città aperta tutte le notti, alla solidarietà, all’arte, alla musica, agli eventi nell’evento in un’atmosfera insolita, in cui gli atti più quotidiani assumono il sapore dell’evento, in un contesto di festa/concerto e di curiosità culturale;
    * una città solidale, che tenda di richiamare l’attenzione dei suoi abitanti sulle problematiche sociali;
    * una città ricca di proposte interdisciplinari (arti visive, musica, danza, ma ancge di suggestioni visive e sonore) all’insegna della tradizione e del multiculturalismo.

    Pubblicato da festival | luglio 24, 2006, 7:28 am

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